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Stagione 1999 / 2000



Gli specialisti della NBA

di Carlo Odasso


Come tutti sanno (o dovrebbero sapere), le squadre NBA non hanno solamente star che segnano 20 punti a partita, ma anche specialisti in determinati campi (difesa, rimbalzi, stoppate, etc.) che vengono spesso usati come armi tattiche dagli allenatori.

L'NBA premia a fine anno alcune di queste categorie (miglior difensore, miglior 6° uomo, giocatore più progredito), ma ci sono categorie di specialisti che sfuggono ai più.

Steve KerrSpesso solamente una determinata situazione tattica rende loro giustizia: prendiamo Steve Kerr. Ai Bulls era il miglior tiratore da 3 della Lega (tirava con 2 metri di spazio, causa i raddoppi vari su chi conosciamo), ma agli Spurs ha peggiorato piuttosto drasticamente le percentuali, e prima dei Bulls non era certo il giocatore visto a Chicago.

La mano è sempre quella (una mano rotonda come quella di Kerr non va via da un giorno all'altro), ma inserito fuori dagli schemi dei Bulls non sempre ha brillato, anzi.

Poi ci sono anche altre voci che sfuggono alle statistiche, come le schiacciate prese in faccia, il miglior giocatore da "garbage time", il miglior giocatore per il cherry pick, il peggior tiratore di liberi, il peggior difensore…

Ma cominciamo dai team: la squadra che gioca il miglior basket offensivo è Milwaukee (attenzione, non la più forte, ma la più piacevole da vedere per schemi e rotazioni offensive), e seppur di poco sorpassa Sacramento (nessuno schema, ma tanto divertimento).

Di schiena Glenn Robinson, grande attaccante di MilwaukeeGeorge Karl ha infuso una mentalità offensiva pazzesca ai suoi, e il trio Allen - Cassell - Robinson non è secondo a nessuno in attacco, peccato che difenda un po' pochino vista l'intensità dimostrata in attacco.

Per Sacramento l'elemento vitalizzatore è Jason Williams, senza di lui molto probabilmente non saremmo qui a parlare di "Bench mob" e queste cose…

Anche qui la difesa è un'optional non scelto, e un Webber passato dall'apatia più totale a quasi Mvp assieme a pazzi furiosi (Pollard che pratica assiduamente judo e surf, Funderburke in crisi mistica, Divac nella sua seconda giovinezza, Derrick Martin uomo capace di segnare 40 punti a Penny Hardaway una sera e di segnarne 2 contro John Crotty la sera dopo…) rappresentano la vera scarica di adrenalina dell'Nba.

Per una volta tanto gustiamoceli per come sono, senza tanti pretese.

Passiamo ora al team che difende meno, i New Jersey Nets.
Molti avranno da ridire, ma i Nets sono la squadra che difende meno dell'NBA perché oltre ad un'allenatore meno che mediocre (Casey, silurato prontamente) annoverano un quintetto che trova il solo Gill e chi parte nello spot di centro (uno qualsiasi…) come difensori decenti, mentre Van Horn, Marbury e Kittles non hanno certo l'intensità in difesa tra le prime priorità.

Oltre alla scarsa propensione alla difesa dei singoli va aggiunto una situazione tecnica allucinante, visto che il dopo-Calipari consiste nel dare palla a Marbury, una penetrazione ed uno scarico (qualche volta ai telecronisti…).

Si possono immaginare le rotazioni difensive, con Van Horn alle prese con ali con 25 chili più di lui, play alti di 15-20 cm più di Marbury e così via.

Passiamo ora alle nomination per i singoli.
Chi ha subito più schiacciate in faccia in tutta la stagione?

Keith Closs, spesso umiliato dagli schiacciatori avversari...Semplice, Keith Closs, 10°-11°-12° (scegliete voi) uomo dei Clippers. Il nostro, essendo discretamente alto per un centro, e quindi un buon stoppatore, entra per intimidire chiunque passi di lì.

Si ricordano schiacciate siderali di Carter, Malone, Duncan, O'Neal, e chi più ne ha più ne metta. Sappiate solo che il rapporto stoppate-schiacciate in testa è di 1 a 3, quindi…

Uno dei premi più "ambiti" dell'NBA è quello di "King of garbage time", che negli anni scorsi ha visto incontrastati protagonisti Marty Colon (Miami), James "Hollywood" Robinson (24 punti in un quarto, con i titolari a riposo da 10 minuti…) dei Clippers, Cedric Ceballos (15 punti a partita) quand'era a Phoenix.

Il vincitore è…Oliver Miller! Il buon Oliviero era partito tirato a puntino, in perfetto peso forma, e Danny Ainge lo faceva persino partire in quintetto. L'avvicendamento di Ainge con Skiles lo ha portato prima alla consueta frequentazione assidua dei McDonald (e il conseguente aumento della pingue), poi alla retrocessione nella "ricchissima" rotazione di lunghi dei Suns.

Comunque Skiles ci ha concesso indimenticabili minuti di garbage time con Oliviero che tentava (spesso riuscendovi) qualsiasi numero (non molti in difesa, per la verità). Tiro da 3, tentativo di cherry pick, passaggi dietro la schiena, praticamente tutto…
Thanks Oliver!

Il premio per il peggior tiratore di liberi quest'anno va a Olden Polinyce, che vantando il 29% circa dalla linea della carità fa rabbrividire qualsiasi uomo in possesso di entrambe le appendici chiamate mani. Chris Dudley, Bo Outlaw, Jim McIlvaine, Eric Montross lo seguono da MOLTO vicino, e pure un certo Shaquille O'Neal non vanta un'esecuzione brillante.

La peggior guardia tiratrice di liberi? Nick Anderson, che insegue ancora i fantasmi di Orlando col 44% dalla lunetta.

Il re del "Cherry Pick" (pratica poco altruista, che consiste nello scattare verso il canestro avversario quando gli avversari attaccano, nella speranza di un recupero difensivo e conseguenti 2 punti facili…) è Cedric Ceballos, che forte della situazione di Dallas (nessuno difende, quindi lui si adegua) fa suo questo primato, oltre che quello di peggior difensore (per volontà sua, non certo per mezzi atletici assenti) della Lega.

16 punti a partita per Cedric, mentre in tema di difensori assenti quest'anno si è intravisto a Phoenix Don McLean, tiratore eccelso quanto difensore scarso...


NotaDelWebmaster: l'America è il paese delle statistiche, giusto? Delle statistiche e delle classifiche. Quanto mai azzeccato, dunque, l'articolo del buon Carlo sui "peggiori" specialisti della Lega che, ahinoi, non è costituita interamente da giocatori dalla invidiabile etica lavorativa, o dal talento sopraffino... Di sicuro, ad un buon numero di atleti, manca del tutto o l'una o l'altro. Ma forse, l'NBA è  divertente anche per questo, e i difetti e le manie di tanti giocatori ce li rendono più simpatici e ce li fanno sentire più vicini a noi comuni mortali...


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