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Stagione 1999 / 2000


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Il dominatore delle aree
di
Marco Multari


Shaquille Rashaun in Islamico significa "Little Warrior", "Piccolo Guerriero". Significato azzeccato nel Guerriero non tanto nel piccolo. Infatti siamo di fronte al più grande centro della NBA ed al più forte giocatore della Lega.

Shaquille Rashaun O'Neal , pivot dei Los Angeles Lakers, sta giocando la sua migliore stagione della carriera, come non eleggerlo MVP? Primo nella classifica dei marcatori, secondo in quella dei rimbalzi, l'ex giocatore di Lousiana State sta portando i Lakers ai playoff, dove la squadra di Hollywood è la principale favorita avendo in regular season sbaragliato tutti gli avversari più accreditati, a partire dai favoriti della vigilia, quei Portland Trail Blazers che dopo la sconfitta patita in casa per opera dei "lacustri" di Shaq sono entrati in crisi, perdendo anche diverse partite successive ed in pratica abbandonando la speranza di ottenere il primo posto nella Western Conference.

Shaq ha portato i suoi ad un record di 64-12 e ha registrato le migliori statistiche della sua carriera; a cominciare dai 61 punti contro i cugini poveri di L.A., conditi da 23 rimbalzi. Ormai è diventato il re incontrastato delle aree pitturare e da molti punti di vista sta acquisendo quella speciale popolarità che una volta era riservata a Michael Jordan.

Il numero 34 è un vero proprio show-man: infatti è apparso come protagonista di due film (Kazaam e Blue Chips con Penny) ed è anche un buon rapper avendo pubblicato ben 5 album. O'Neal in questa stagione è stato eletto per ben 3 volte Player of the Month, in Novembre, Febbraio e infine a Marzo, nel quale ha avuto una media di 33.8 ppg e 12.3 rpg e ha realizzato per cinque partite consecutive più di 40 punti. Ormai sta entrando nella storia della franchigia, una delle più blasonate d'America: se riuscirà a portare la squadra al primo titolo del millennio ci entrerà di diritto.

 

Ma ora voglio riepilogare i momenti più importanti della stagione di Shaq; abbiamo detto che è la sua migliore di sempre, quindi vediamo perché:

07/11/1999 - Prima grande prestazione, contro Phoenix: 34 punti, 18 rimbalzie 8 stoppate in una vittoria per 91-82.
20/11/1999 - Mette un ipoteca sul titolo di giocatore del mese con il suo season-high: 41 punti, 17 rimbalzi e 7 stoppate in una vittoria su Chicago 103-95.
12/02/2000 - All-Star Weekend: co-MVP dell'All Star Game insieme a Duncan, uno dei momenti più alti della stagione. Realizza 22 punti con 9 rimbalzi.
06/03/2000 - Il momento più alto della sua carriera dal punto di vista statistico: 61 punti, 23 rimbalzi in faccia ai Los Angeles Clippers. CAREER-HIGH!!! Che partita.
19/03/2000 - Al Madison Square Garden mette a referto 43 punti e 10 rimbalzi per una vittoria contro una delle pretedenti al titolo.
03/04/2000 - Viene eletto per il secondo mese consecutivo "Player of the Month": è in totale la terza volta che riceve questo riconoscimento in questa stagione.
05/04/2000 - Secondo massimo punteggio della stagione allo Staples Center con Golden State: 49 punti.

Che dire di queste cifre? Beh, sicuramente i tifosi dei Lakers si sono divertiti, gli altri un po' meno…


NotaDelWebamster: negli anni passati, tutti si chiedevano come una squadra come i Lakers, con Shaq e Kobe nelle sue fila, potesse giocare cosí male e vincere cosí poco...  I motivi, visti col senno di poi, erano tanti: non ultimo, la mancanza di amalgama e di collaborazione fra i giocatori. Ma in realtà i Lakers di oggi vincono tanto non solo perchè giocano uniti e difendono forte: in realtà sono cresciuti notevolmente come livello di gioco anche i 2 più forti giocatori della squadra. Chi avrebbe mai pensato che Shaq avrebbe potuto giocare addirittura meglio delle stagioni precedenti? D'altra parte, all'All Star Game, Garnett l'aveva detto: "Se questo qui comincia a mettere i tiri liberi, signori, è finita!". E infatti...


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