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Stagione 1999 / 2000


Chi è il miglior sesto uomo NBA?
di
Gabe Giannini


Sesto uomo, ovvero colui che esce dalla panchina e deve avere impatto, subito. Non importa come, può essere una stoppata, un paio di rimbalzi chiave, una striscia di canestri… tutto purché sia qualcosa di positivo per la squadra, che scuota i compagni se attraversano un momento di torpore, che cambi ritmo alla gara o che consolidi l'inerzia acquisita.

Valutare il miglior sesto uomo della stagione non è cosa affatto semplice, poiché non è una questione di cifre, ma di contributo alla squadra, quella marcia in più che si traduce in vittoria. Ecco a voi, comunque, i più probabili candidati a questo riconoscimento, molto ambito fra gli addetti ai lavori, perchè va' a premiare un giocatore che, pur partendo dalla panchina, è in grado di fare la differenza...

Marcus Camby (Knicks): il ragazzo risponde alla descrizione sin qui fatta di sesto uomo in modo impressionante. Entra e la sua presenza si fa subito sentire. Giocatore dinamico per eccellenza, buon difensore, ottimo stoppatore e presenza sotto canestro, il Minuteman ha cifre interessanti, scollinando i 10 punti a uscita conditi con 8 rimbalzi e due "bananas".

Il suo impatto è però molto maggiore delle sue cifre. Van Gundy lo usa per cambiare ritmo alla partita, magari per correre un po’ di più dando riposo a Ewing, oppure assieme al giamaicano, il che permette ai Knicks una notevole presenza sotto le plance sia in attacco che in difesa. Alcuni problemi fisici lo hanno condizionato in questa stagione, e i Knicks sanno che se vogliono far strada nei play-off, Camby sarà una pedina fondamentale, e potete scommetterci che quando Van Gundy chiamerà il suo numero, Marcus risponderà presente.

 

Cuttino Mobley (Rockets): 30 minuti a partita con 15.5 punti, 43% da due, 35 da tre, 85% dalla linea della carità, 3.5 rimbalzi e 2.6 assisits. Soddisfatti? Rudy T. ha un ottimo sesto uomo che ha beneficiato del declino di Hakeem e del precoce ritiro di Barkley, divenendo pedina fondamentale della ricostruzione di Houston, assieme a Francis. Decisivo in più di un'occasione potrebbe vincere il premio come giocatore più migliorato. Come cambio di Anderson è un lusso e garantisce tiro da fuori e pericolosità in attacco in generale, anche se in difesa ha ancora qualche lacuna e potrebbe servire qualche assists in più. Inoltre qualche viaggio in più in lunetta non farebbe male.

 

Rodney Rogers (Suns): la panchina dei Suns è ben fornita, e Rogers si è ritagliato un notevole spazio come riserva di Robinson e Gugliotta. Con i guai di Gug, si è visto anche in quintetto, ma Skiles predilige il suo impiego a partire dalla panca. Rodney offre 14 punti, 5.5 carambole e 2 caramelle ai compagni, a sera. Il tiro non fa certo difetto all'ex Demon Deacon: 400 su 808 da due (49.5%), 104 su 233 da oltre la linea (44.6%). Unico problema litiga coi tiri liberi, dove un 64.4% non è accettabile. Non garantisce la stessa presenza di Robinson o Gug sotto canestro ma è un giocatore intenso, pronto per l'esame play-off, dove Gug non ci sarà e Rodney avrà molta responsabilità in più.

 

Jamie Feick (Nets): Quando i Nets la scorsa stagione si ritrovarono senza lunghi, decimati dagli infortuni, Casey annuciò fieramente che per ovviare alla questione avevano firmato Jamie Fife. "Chi?", fu la domanda della stampa presente. Pronta la correzione da parte del capo allenatore dei Nets.." e scusate, Jamie Feick", altrettanto pronta la risposta dei giornalisti: "Chi?". Ora il nome di Feick non se lo scorda più nessuno, soprattutto Gentry, già coach di Detroit, che in una partita contro i Nets, leggendo le statistiche di metà tempo alla voce rimbalzi lesse: Detroit 16, Feick 19. Questo da l'idea di Feick, uno che fa il lavoro sporco, difesa e rimbalzo, un Rodman con qualche punto in più tra le mani.

 

Altri giocatori potrebbero far parte di questa lista, Stojakovic (Kings), Croshere e Best (Pacers), Thomas (Bucks) o Wells (Blazers). Ma questi 4 sono forse quelli che hanno inciso più di tutti sulle sorti delle rispettive squadre...


NotaDelWebamster: grande annata, decisamente, per quanto riguarda il ruolo di sesto uomo, che ha avuto negli anni '80 grandi interpreti, da Michael Cooper a Kevin McHale... Quest'anno forse il più meritevole di tutti e Rogers di Phoenix, in corsa anche per il titolo di giocatore più migliorato...


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