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Sesto uomo, ovvero colui che esce dalla panchina e deve avere
impatto, subito. Non importa come, può essere una stoppata, un paio di rimbalzi chiave,
una striscia di canestri
tutto purché sia qualcosa di positivo per la squadra, che
scuota i compagni se attraversano un momento di torpore, che cambi ritmo alla gara o che
consolidi l'inerzia acquisita.
Valutare il miglior sesto uomo della stagione non è cosa affatto semplice, poiché non
è una questione di cifre, ma di contributo alla squadra, quella marcia in più che si
traduce in vittoria. Ecco a voi, comunque, i più probabili candidati a questo
riconoscimento, molto ambito fra gli addetti ai lavori, perchè va' a premiare un
giocatore che, pur partendo dalla panchina, è in grado di fare la differenza...
Marcus Camby (Knicks): il ragazzo risponde alla descrizione
sin qui fatta di sesto uomo in modo impressionante. Entra e la sua presenza si fa subito
sentire. Giocatore dinamico per eccellenza, buon difensore, ottimo stoppatore e presenza
sotto canestro, il Minuteman ha cifre interessanti, scollinando i 10 punti a uscita
conditi con 8 rimbalzi e due "bananas".
Il suo impatto è però molto maggiore delle sue cifre. Van Gundy lo
usa per cambiare ritmo alla partita, magari per correre un po di più dando riposo a
Ewing, oppure assieme al giamaicano, il che permette ai Knicks una notevole presenza sotto
le plance sia in attacco che in difesa. Alcuni problemi fisici lo hanno condizionato in
questa stagione, e i Knicks sanno che se vogliono far strada nei play-off, Camby sarà una
pedina fondamentale, e potete scommetterci che quando Van Gundy chiamerà il suo numero,
Marcus risponderà presente.
 Cuttino Mobley (Rockets): 30 minuti a partita con 15.5 punti,
43% da due, 35 da tre, 85% dalla linea della carità, 3.5 rimbalzi e 2.6 assisits.
Soddisfatti? Rudy T. ha un ottimo sesto uomo che ha beneficiato del declino di Hakeem e
del precoce ritiro di Barkley, divenendo pedina fondamentale della ricostruzione di
Houston, assieme a Francis. Decisivo in più di un'occasione potrebbe vincere il premio
come giocatore più migliorato. Come cambio di Anderson è un lusso e garantisce tiro da
fuori e pericolosità in attacco in generale, anche se in difesa ha ancora qualche lacuna
e potrebbe servire qualche assists in più. Inoltre qualche viaggio in più in lunetta non
farebbe male.
 Rodney Rogers (Suns): la panchina dei Suns è ben fornita, e
Rogers si è ritagliato un notevole spazio come riserva di Robinson e Gugliotta. Con i
guai di Gug, si è visto anche in quintetto, ma Skiles predilige il suo impiego a partire
dalla panca. Rodney offre 14 punti, 5.5 carambole e 2 caramelle ai compagni, a sera. Il
tiro non fa certo difetto all'ex Demon Deacon: 400 su 808 da due (49.5%), 104 su 233 da
oltre la linea (44.6%). Unico problema litiga coi tiri liberi, dove un 64.4% non è
accettabile. Non garantisce la stessa presenza di Robinson o Gug sotto canestro ma è un
giocatore intenso, pronto per l'esame play-off, dove Gug non ci sarà e Rodney avrà molta
responsabilità in più.
Jamie Feick (Nets): Quando i Nets la scorsa stagione si
ritrovarono senza lunghi, decimati dagli infortuni, Casey annuciò fieramente che per
ovviare alla questione avevano firmato Jamie Fife. "Chi?", fu la domanda della
stampa presente. Pronta la correzione da parte del capo allenatore dei Nets.." e
scusate, Jamie Feick", altrettanto pronta la risposta dei giornalisti:
"Chi?". Ora il nome di Feick non se lo scorda più nessuno, soprattutto Gentry,
già coach di Detroit, che in una partita contro i Nets, leggendo le statistiche di metà
tempo alla voce rimbalzi lesse: Detroit 16, Feick 19. Questo da l'idea di Feick, uno che
fa il lavoro sporco, difesa e rimbalzo, un Rodman con qualche punto in più tra le mani.
Altri giocatori potrebbero far parte di questa lista, Stojakovic (Kings), Croshere e
Best (Pacers), Thomas (Bucks) o Wells (Blazers). Ma questi 4 sono forse quelli che hanno
inciso più di tutti sulle sorti delle rispettive squadre...
NotaDelWebamster: grande
annata, decisamente, per quanto riguarda il ruolo di sesto uomo, che ha avuto negli anni
'80 grandi interpreti, da Michael Cooper a Kevin McHale... Quest'anno forse il più
meritevole di tutti e Rogers di Phoenix, in corsa anche per il titolo di giocatore più
migliorato...
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