I Los Angeles Lakers sono ormai ad un passo dal vincere il titolo NBA '99-'00. D'altra
parte, con uno Shaquille O'neal da oltre 40 punti a partita, non potrebbe essere
altrimenti, anche con un Kobe Bryant infortunato e anche con un Glen Rice sempre e
comunque al di sotto del suo potenziale.
Ma nei Lakers c'è un giocatore che agisce in silenzio, lontano dai riflettori, che ha
già vinto 3 titoli NBA a fianco dei più famosi Jordan, Pippen, Kukoc e
Rodman, un lottatore che per esigenze di copione ha scelto di mettere da parte il suo
talento offensivo e di dedicarsi agli scivolamenti difensivi per aiutare i suoi a vincere.
Ovvio che stiamo parlando di Ron Harper. Chi
non si ricorda un Ron Harper devastante, da oltre 20 punti a partita, ai tempi ormai
remoti dei Cleveland Cavaliers e dei Los Angeles Clippers?
Quel Ron Harper, al tempo, era considerato tra le guardie più forti della Nba, anche
se, come è noto, tutti guardavano all'aspetto offensivo del suo gioco. Nella stagione
'89-'90, anno in cui dalla fredda e desolata Cleveland, passò alla soleggiata e vitale
Los Angeles, Ron collezionò medie da urlo come i 22 punti per gara che rappresentano il
suo massimo in carriera.
Nei successivi quattro anni nella città degli angeli sponda Clippers, Ron non è mai
sceso sotto i venti punti, giocando con dei signori giocatori come Danny Manning e Mark
Jackson e portando i Clippers ai playoff, cosa che difficilmente si è ripetuta.
Indimenticabili, per lui, i primi quattro anni nella lega, militando nei Cavaliers di
Mark Price e Larry Nance. Ma dopo i 20 punti di media nel '93-'94, Chicago,
orfana allora di Michael Jordan, fece in modo di aggiungerlo al proprio roster con l'idea
che potesse rappresentare una alternativa all'alieno.
Ma dopo una stagione considerata deludente ( passò dai 20 ai soli 6 punti di media,
nella città del vento) e il ritorno di MJ sui campi da gioco, il ruolo di Harper,
impiegato più volte come playmaker, divenne fondamentalmente difensivo.
Il suo aiuto permise a Chicago di castigare i Seattle Sonics nel '96 con ottime prove
offensive nel corso delle prime due gare della serie finale ( fu poi frenato da un
infortunio durante le ultime partite). In seguito, nei tre anni successivi Ron alzò la
sua media punti fino a 11 punti per gara (nell'ultimo anno, quello del post-jordan e
pippen), permettendo a Chicago di battere due volte Utah nelle finali '97 e '98, con una
difesa costante e estenuante su John Stockton.
Quando
Phil Jackson è approdato da Chicago a Los Angeles ha scelto di portarsi con sé proprio
Ron Harper, un vero vincente, capace di adattarsi al gioco delle stelle,
che a L.A. non mancano sicuramente.
Il discorso è che Ron, al momento dei playoff, è solito esaltarsi e aumentare le sue
medie statistiche. La sua annata Los Angelina è stata più che mai positiva, con 7 punti
per gara, dietro ai vari Bryant, Shaq e Rice.
Ma durante la post season, serie dopo serie, ha aumentato la sua media punti fino a
toccare gli 11 di media contro Portland, il tutto limitando difensivamente il proprio
avversario.
La sua finale Nba è iniziata nel migliore dei modi, con una gara 1 in cui ha aiutato
Kobe in difesa, tenendo Reggie Miller a soli 7 punti, il tutto segnando 12 punti con 4 su
6 dal campo.
Certo per Harper ci sono stati momenti particolarmente infelici anche nella gestione
Jackson a Chicago, come quando, durante la finale del 98 ritenendo scarso il suo impiego
in campo, disse: "Per il coach sono solo una delle tante pedine sulla
scacchiera", ma tali momenti sembrano ormai dietro le spalle.
Adesso Ron spera di vincere il quarto titolo della sua carriera, una carriera piena di
successi, come (ricordiamolo) le 70 vittorie ottenute con i Bulls '96 (forse la più forte
squadra di sempre).
La risposta ai suoi dubbi è ormai arrivata: Ron non è una semplice pedina nella
scacchiera del Lakers, bensì ora come ora, è la chiave per il successo di una
squadra che sta tornando grande.
E con un simile contorno di compagni, per Harper e per Los Angeles i tempi dello
Showtime sembrano di nuovo vicini. |