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Come consuetudine da un pò di stagioni a questa
parte, i Magic navigano con il 50% di vittorie nella Atlantic Division, record frutto del
talento trascinante di alcuni giocatori come Darrell Armstrong, dalla
eccellente direzione di coach Doc Rivers ma anche dall'inesperienza di un
gruppo che, seppur molto unito, non ha un vero "go-to-guy" al quale affidarsi
nei momenti critici.
Manca un uomo di peso che sappia trovare il bandolo della matassa anche nelle situazioni
più difficili, quando quello che conta è difendere con il coltello tra i denti e mettere
dentro tiri in attimi dove la tensione distrugge i nervi.
Per questo Orlando andrà a caccia il prossimo giugno quando,
appena terminato il draft di Minnesota, si potranno mettere sotto contratto i free agent.
L'opera
di ricostruzione di Orlando era partita circa un anno fa quando, scambiato l'anziato
Horace Grant per il rookie Corey Maggette, la dirigenza della franchigia
della Florida decise di lasciare libero anche Penny Hardaway, l'unica vera stella rimasta
da quella squadra che nel 94-95 era arrivata alla finalissima, persa, contro i Rockets.
Due mosse che avevano l'evidente scopo di liberare più spazio possibile sotto il salary cap.
Ebbene, il fine propostosi dal management di Orlando è stato
più che raggiunto : allo scoccare delle 00.01 del prossimo 1 luglio , ora della costa
Est, i Magic avranno a disposizione un budget di ben 18 milioni di dollari. Essendo stato
fissato a 9 milioni di dollari il massimo stipendio che può percepire un giocatore con
meno di sette anni di NBA, ecco che Orlando ha la strada spianata per l'acquisto di due
free agent di primissimo livello.
La strategia che Orlando adotterà, dipende da due fattori ovvero il
rinnovo dei giocatori attuali e la scelta che avranno al draft. Per quanto riguarda il
primo punto è certo che Darrell Armstrong, Corey Maggette e i tre secondo anno Michael
Doleac, Pat Garrity e Matt Harpring vestiranno ancora in biancoblu l'anno prossimo.
Incerto il futuro di Ron Mercer, anch'esso free agent e che probabilmente non verrà
riconfermato.
Il capitolo draft non può essere più radioso : i Magic possono vantare
due scelte al primo giro ovvero la loro (che si dovrebbe attestare dalla decima alla
dodicesima chiamata) e quella dei Golden State Warriors, ultimo residuo dello scambio tra
Webber e Hardaway, con consistenti chances di chiamare col numero 1 assoluto. Diversi i
giocatori all'orizzonte: un'idea potrebbe essere il lungo di Texas, Chris Mihm, ma
interessanti alternative possono essere Kenyon Martin (centro), DerMarr Johnson (ala
piccola) o Quentin Richardson (ala piccola).
Questi sono i due fattori che influenzeranno non poco la scelta del free agent da firmare.
Da questi punti di partenza ci si può muovere in direzione di
Tim Duncan, numero uno assoluto, oppure verso Grant Hill (anche se è difficile che lasci
Detroit) o ancora Eddie Jones, decisamente disposto a ritornare nella sua natia Florida.
Oltre a questi già citati troviamo la giovane promessa Tracy McGrady, Glen Rice (troppo
vecchio per voler costituire un gruppo per il futuro), Jalen Rose e Maurice Taylor. Il
sogno dei Magic sarebbe di prendere sia Duncan che Hill, ma alla fine risulta più
vantaggioso optare sul centro caraibico in forza a San Antonio e su Eddie Jones, ovvero i
due giocatori più completi dopo la stella dei Pistons.
Se le strategie di Orlando dovessero andare in porto ci troveremmo difronte ad una delle
squadre più competitive degli ultimi anni, in grado da subito di poter contrastare le
potenze dell'Ovest, Lakers e Blazers. E con un coach di valore quale è l'emergente Doc
Rivers, le ambizioni dei Magic potrebbero non avere più limiti.
NotaDelWebamster: non ci
sono dubbi che la squadra NBA che sta facendo di più in proporzione all'organico è
proprio Orlando, che sta viaggiando intorno al 50% di vittorie in una stagione deifinita
dallo stesso management "di ricostruzione" e senza una vera stella in squadra,
ma con 2 ottimi giocatori come Armstrong in attacco e Outlaw in difesa. Per il resto solo
giovani volenterosi e di belle speranze tipo Garrity, Maggette e Doleac che coach Rivers
fa difendere e correre come ossessi. Se non ci fosse Phil Jackson, chi vincerebbe il
titolo di miglior allenatore dell'anno?
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