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Stagione 1999 / 2000


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I PROGETTI DI ORLANDO
di Andrea Gandino

Come consuetudine da un pò di stagioni a questa parte, i Magic navigano con il 50% di vittorie nella Atlantic Division, record frutto del talento trascinante di alcuni giocatori come Darrell Armstrong, dalla eccellente direzione di coach Doc Rivers ma anche dall'inesperienza di un gruppo che, seppur molto unito, non ha un vero "go-to-guy" al quale affidarsi nei momenti critici.
Manca un uomo di peso che sappia trovare il bandolo della matassa anche nelle situazioni più difficili, quando quello che conta è difendere con il coltello tra i denti e mettere dentro tiri in attimi dove la tensione distrugge i nervi.

Per questo Orlando andrà a caccia il prossimo giugno quando, appena terminato il draft di Minnesota, si potranno mettere sotto contratto i free agent.
L'opera di ricostruzione di Orlando era partita circa un anno fa quando, scambiato l'anziato Horace Grant per il rookie Corey Maggette, la dirigenza della franchigia della Florida decise di lasciare libero anche Penny Hardaway, l'unica vera stella rimasta da quella squadra che nel 94-95 era arrivata alla finalissima, persa, contro i Rockets. Due mosse che avevano l'evidente scopo di liberare più spazio possibile sotto il salary cap.

Ebbene, il fine propostosi dal management di Orlando è stato più che raggiunto : allo scoccare delle 00.01 del prossimo 1 luglio , ora della costa Est, i Magic avranno a disposizione un budget di ben 18 milioni di dollari. Essendo stato fissato a 9 milioni di dollari il massimo stipendio che può percepire un giocatore con meno di sette anni di NBA, ecco che Orlando ha la strada spianata per l'acquisto di due free agent di primissimo livello.

La strepitosa difesa degli Orlando MagicLa strategia che Orlando adotterà, dipende da due fattori ovvero il rinnovo dei giocatori attuali e la scelta che avranno al draft. Per quanto riguarda il primo punto è certo che Darrell Armstrong, Corey Maggette e i tre secondo anno Michael Doleac, Pat Garrity e Matt Harpring vestiranno ancora in biancoblu l'anno prossimo. Incerto il futuro di Ron Mercer, anch'esso free agent e che probabilmente non verrà riconfermato.
Il capitolo draft non può essere più radioso : i Magic possono vantare due scelte al primo giro ovvero la loro (che si dovrebbe attestare dalla decima alla dodicesima chiamata) e quella dei Golden State Warriors, ultimo residuo dello scambio tra Webber e Hardaway, con consistenti chances di chiamare col numero 1 assoluto. Diversi i giocatori all'orizzonte: un'idea potrebbe essere il lungo di Texas, Chris Mihm, ma interessanti alternative possono essere Kenyon Martin (centro), DerMarr Johnson (ala piccola) o Quentin Richardson (ala piccola).
Questi sono i due fattori che influenzeranno non poco la scelta del free agent da firmare.

Da questi punti di partenza ci si può muovere in direzione di Tim Duncan, numero uno assoluto, oppure verso Grant Hill (anche se è difficile che lasci Detroit) o ancora Eddie Jones, decisamente disposto a ritornare nella sua natia Florida. Oltre a questi già citati troviamo la giovane promessa Tracy McGrady, Glen Rice (troppo vecchio per voler costituire un gruppo per il futuro), Jalen Rose e Maurice Taylor. Il sogno dei Magic sarebbe di prendere sia Duncan che Hill, ma alla fine risulta più vantaggioso optare sul centro caraibico in forza a San Antonio e su Eddie Jones, ovvero i due giocatori più completi dopo la stella dei Pistons.
Se le strategie di Orlando dovessero andare in porto ci troveremmo difronte ad una delle squadre più competitive degli ultimi anni, in grado da subito di poter contrastare le potenze dell'Ovest, Lakers e Blazers. E con un coach di valore quale è l'emergente Doc Rivers, le ambizioni dei Magic potrebbero non avere più limiti.


NotaDelWebamster: non ci sono dubbi che la squadra NBA che sta facendo di più in proporzione all'organico è proprio Orlando, che sta viaggiando intorno al 50% di vittorie in una stagione deifinita dallo stesso management "di ricostruzione" e senza una vera stella in squadra, ma con 2 ottimi giocatori come Armstrong in attacco e Outlaw in difesa. Per il resto solo giovani volenterosi e di belle speranze tipo Garrity, Maggette e Doleac che coach Rivers fa difendere e correre come ossessi. Se non ci fosse Phil Jackson, chi vincerebbe il titolo di miglior allenatore dell'anno?


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