- Gara 5 -
Portland 81 - Utah 79
E' finita, ed è finita come tutti si aspettavano. Troppo grande
il divario dal punto di vista fisico, atletico ed anche di talento complessivo
fra le squadre; troppo lunga e completa la panchina di Portland, la migliore della lega,
che ha permesso a coach Dunleavy una perfetta rotazione in tutti i ruoli, in modo da
preservare freschi e senza falli i titolari nei momenti caldi degli incontri.
Proprio tutto il contrario di Utah, ancorata al suo magico ma ormai un po'
logoro trio di veterani, poco supportati dalle nuove leve: i Jazz hanno
fatto di tutto per restare in partita, l'hanno buttata sulla tecnica, sull'esperienza,
hanno usato tutte le loro malizie, ma alla fine nulla hanno potuto contro una squadra che
nei momenti difficili ha sempre calato l'asso, Scottie Pippen.
Nella decisiva Gara 5, l'ex Bulls ha infilato la decisiva bomba
del sorpasso a 7 secondi dalla fine, contro un allibito Bryon Russell, forse stanco di
subire sempre i canestri decisivi nonostante tutto il suo sbattersi in difesa...
"Ho avuto l'opportunità di tirare, e l'ho fatto" dice Scottie.
"Stavo osservando se Rasheed riusciva a liberarsi sotto canestro, ma loro stavano
difendendo bene. Russell ad un tratto ha fatto un passo indietro per coprire la mia linea
di passaggio, e io mi sono ritrovato libero di tirare".
Un passo indietro, quello di Russell, che ha decretato, fra l'altro, la
fine della grande carriera di Jeff Hornacek, applaudito molto
sportivamente al termine dell'incontro dal pubblico di Portland.
"Era così lontano dalla linea" ricorda Bryon. "E non è
neanche uno specialista del tiro dalla distanza. Quando ha tirato sembrava poco convinto,
invece è entrato".
Dopo la tripla, Utah ha ancora avuto addirittura 2 chanche di vincere, ma
prima Russel ha sbagliato 2 tiri liberi, e nell'azione successiva ha fallito l'ultimo
tiro, forse viziato da fallo. "Fa male perdere in questo modo" dice Malone.
"Ai secondi, in questo sport, non va niente".
Pippen ha trascinato i suoi alla vittoria con 23 punti, 9 rimbalzi e 8
assist, una prestazione d'altri tempi, nonostante un colpo abbastanza duro preso in un
contatto accidentale sotto canestro dal suo compagno Sabonis. Il lituano,
particolarmente a suo agio contro i Jazz, ha realizzato 16 punti, e dato il solito
contributo in qualità di regista occulto dalla posizione di post.
Utah ha avuto 27 punti, 11 rimbalzi e 6 assist da Malone, e 18 punti, 6
rimbalzi e 3 assist da Russell, ma poco da tutti gli altri e pochissimo dalla panchina,
come in tutta la serie.
Ora Portland si prepara ad affrontare i Lakers, loro autentica bestia
nera. D'altra parte, sanno bene cosa devono fare: limitare Shaq, che contro Sabonis di
solito va a nozze, e vincere una volta allo Staples Center. Un vantaggio di sicuro ce
l'hanno: la panchina è molto lunga ed affidabile, e sicuramente sarà sfruttata a dovere;
e poi Pippen conosce molto bene Phil Jackson, e sa cosa aspettarsi...
- Gara 4 -
Portland 85 - Utah 88
Prova
d'orgoglio dei Jazz, che evitano l'eliminazione a zero in casa con una partita tutta
sostanza, trascinati da un eroe a sorpresa: Olden Polynice, 12 punti e 11
rimbalzi in ben 39 minuti d'utilizzo.
"Ho sentito i commenti della gente" dice il centro originario di Haiti.
"Tutti parlavano di quanto siamo vecchi, e di quanto è triste vederci perdere così.
Però, a vederci questa sera, non siamo ancora finiti!"
A tratti la coppia Stockton - Malone è sembrata quella dei bei tempi: al
termine 18 punti a referto per il primo e 27 per il secondo.
Portland, d'altro canto, non è sembrata la perfetta macchina da guerra
delle prime 3 partite: 16 palle perse e il 37% dal campo sono due statistiche che
condannano chiunque vada a giocare Salt Lake City. Il migliore per i Blazers è stato
Brian Grant, che è uscito dalla panchina per contribuire con 20 punti e 13 rimbalzi:
benino anche Smith e Wallace, che hanno terminato con 19 e 15 punti rispettivamente, in
ombra invece Pippen.
Una curiosità: Jeff Hornacek, il miglior tiratore di liberi dell'intera
Lega, ha tirato un inusuale 1 su 3 forse per colpa dell'emozione. Infatti, in caso di
sconfitta, questa sarebe stata l'ultima partita della sua inimitabile carriera.
Ora si torna a Portland, dove i Blazers contano di chiudere la serie,
avvantaggiandosi anche del fattore campo...
- Gara 3 -
Portland 103 - Utah 84
I Blazers ipotecano la serie con un'altra convincente vittoria, questa
volta a Salt Lake City. Pochissime speranze rimangono ormai a Utah, visto che nessuno mai
nella storia dei playoff è riuscito a passare il turno dopo aver perso le prime 3
partite.
D'altra parte, poche squadre riescono a mettere in difficoltà i Jazz
tanto quanto i Blazers: mentre infatti i primi sono una squadra molto tecnica, ma con
qualche carenza dal lato fisico, i secondi fanno della statura e del gioco fisico la loro
arma principale, anche se certo tecnicamente non sono deboli, basti a pensare a Pippen,
Smith e soprattutto Sabonis, forse oggi il centro più tecnico della Lega.
"Mi hanno lasciato completamente libero, dunque perchè non
tirare?" dice Sabonis al termine dell'incontro, riferendosi ai
numerosi tiri da fuori con cui ha affossato i Jazz nell'ultimo quarto. Alla fine è
risultato il miglior realizzatore per i suoi con 22 punti, seguito da Steve Smith con 21.
Ma grande impatto sulla gara ha avuto anche il sempre più soprendente Bonzi Wells,
con 19 punti segnati, di cui 10 nell'ultimo quarto; ed in generale la panchina di Portland
ha surclassato quella di Utah, che pure è considerata una delle migliori della Lega.
"Domenica giochiamo la partita dell'orgoglio" dice Karl Malone,
che ha terminato Gara 3 con 28 punti, di cui però soltanto 2 nell'ultimo periodo.
"Nessuno di noi vuol terminare la stagione perdendo 4 - 0". Oltretutto, sarebbe
la prima sconfitta del genere nella storia della franchigia!
I 2 miss-match della serie: Steve Smith in post basso contro Hornacek e
Sabonis in post alto contro Polynice. "E' una squadra senza debolezze" dice
Hornacek. "Hanno in ogni ruolo un giocatore pericoloso in attacco, e questo li rende
difficilissimi da marcare".
Infine, una curiosità: con la prossima partita, Scottie Pippen raggiungerà
le 170 presenze nei playoff, terzo di sempre a pari merito con Magic Johnson.
- Gara 2 -
Portland 103 - Utah 85
Spazzati via. Questo è quanto è successo in Gara 2 ai
Jazz, schiacciati dalla straripante superiorità fisica dei Blazers. Steve Smith
è risultato alla fine il miglior realizzatore dei suoi con 19 punti, chiara dimostrazione
di una perfetta suddivisione di tiri e responsabilità all'interno della squadra.
"Grazie alla nostra difesa" dice Smith "siamo
riusciti a creare facili opportunità in contropiede e tiri ad alta percentuale, e tutto
ha subito cominciato a girare per il verso giusto...". In pratica i Blazers sono
subito partiti a razzo, e sono stati davanti tutta la partita, non lasciando a Utah la
minima chance.
"Da quando sono qui a Utah, e cioè negli ultimi 15 anni, non ricordo
di aver mai visto una squadra giocare così bene contro di noi" dice addirittura
coach Jerry Sloan. "Ci hanno annichilito difensivamente".
Ad un certo punto, addirittura, Portland si è trovata davanti di 33
punti, grazie ad un gioco da 3 punti di Bonzi Wells. A quel punto il
pubblico era tutto in piedi impegnato a gridare "Beat L.A. - Beat L.A.". Per la
stragrande maggioranza della gente dell'Oregon, questa serie è già conclusa, e si pensa
già alla probabile sfida in finale di conference contro i Lakers.
Per tutto l'incontro, Utah ha avuto grandissima difficoltà a segnare.
Alla fine il miglior realizzatore è stato Karl Malone con 15, seguito da Bryon Russel con
13.
"Dobbiamo trovare il modo di segnare" dice Jeff Hornacek, che sta subendo come
non mai la squadra più fisica della Lega.
In una partita del genere, Pippen si è accontentato dell'ordinaria
amministrazione, con soli 4 tiri e 5 punti; al termine della partita il pluri-campione del
mondo coi Chicago Bulls ha avuto parole di elogio per la panchina. "Sono stati
grandi. Hanno controllato benissimo la partita, entrando a freddo e giocando con grande
intensità ed energia".
- Gara 1 -
Portland 94 - Utah 75
Bella vittoria, decisa, dei Blazers in Gara 1 contro i Jazz, approfittando
anche della stanchezza della squadra dello Utah, molto provata dopo una durissima Gara 5
contro Seattle.
"Ci sono serviti 3 quarti prima di capire come si doveva
giocare contro questa squadra" dice Scottie Pippen, la vera anima di
questa Portland versione playoff. "Ma nel quarto quarto, la nostra difesa ha fatto la
differenza".
D'altra parte, nella propria metà campo la squadra dell'Oregon è in grado di mettere in
difficoltà chiunque, avendo 2 uomini come Wallace e Grant in grado di marcare più che
discretamente Karl Malone, e un all-around di grande esperienza come l'ex-Chicago.
Malone, che si ritrova un'altra volta di fronte a Pippen nei playoff,
durante la conferenza stampa, all'ennesima domanda che riguardava l'uomo da Central
Arkansas, si è alzato e se ne è andato: chiaro segnale di nervosismo e insofferenza nei
confronti della stampa. Non che sia una novità: spesso Malone, nei momenti più caldi
della stagione, si è trovato in polemica coi giornalisti, spesso addirittura quelli di
Salt Lake City.
La sconfitta è comunque maturata nel quarto periodo, coi primi 10 tiri
sbagliati ed un complessivo 33% al tiro. Ma coach Jerry Sloan non vuol
sentire parlare di stanchezza: "Hanno avuto 24 ore per dormire. Se non hanno
recuperato, è solo colpa loro. Questa sera non hanno giocato, e se non incominciano a
giocare come sanno la serie finirà presto".
"Hanno grandi atleti in tutti i ruoli, e sono molto difficili da
fermare" dice Jeff Hornacek. "Abbiamo cercato di non farli
penetrare, costringendoli a tirare da fuori, ma ad un certo punto hanno iniziato a segnare
anche quelli
"
Migliori marcatori Pippen con 20 per Portland, che ha mandato comunque 6
giocatori in doppia cifra, e Malone con 22 per Utah. |