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Stagione 1999 / 2000


 

Phil JacksonA guardarlo mentre viaggia addormentato sul sedile posteriore della sua limousine con autista, con la sua barba grigia curata, il vestito elegante, gli occhiali vecchio stile e il computer portatile sottobraccio, Phil Jackson sembra veramente un guru, il nuovo guru tecnologico dei mitici Lakers, che da anni aspettano un titolo ma, nonostante il miglior G.M. della Lega e una quantità esagerata di talento in campo, mai riescono a raggiungerlo.
Un'altra immagine classica è il Jackson a bordo campo che richiama l'attenzione dei suoi fischiando alla Trapattoni, con 2 dita in bocca…
Quest'anno Phil avrà parecchio da fischiare, altro che gli ultimi anni di Chicago, quando ogni giocatore in campo sapeva esattamente che fare, e se non lo sapeva aveva l'ordine di dar comunque la palla a Jordan…



Jackson sta affrontando una missione impossibile: far vincere un titolo ai Lacustri insegnando loro la "Triangle Offense", il mitico attacco a triangolo che funzionava così bene con Michael e Scottie (e Dennis e Ron), ma che, replicato in altre franchigie, aveva portato all'esonero sistematico del coach…
Ma non solo: Jackson vuole addirittura insegnare il concetto di gioco di squadra a 2 super stelle come O'Neal e Bryant, che spesso credono di poter risolvere le partite da soli…
Ed ecco qui di seguito un estratto delle parti salienti dell'intervista della Associated Press, con un Phil Jackson a 360 gradi su passato, presente e futuro…

- E' stato un vero peccato disfare una squadra leggendaria come i Bulls degli ultimi 3 titoli solo per un problema di incomprensioni fra proprietario, general manager e lei. Ha mai pensato che si poteva evitare?
- Ci ho pensato molto. La domanda era: fino a quando avremmo potuto giocare, e vincere, con questi giocatori? Scottie, con due operazioni alla schiena alle spalle, sarebbe stato in declino a partire dai 33 anni; Rodman, dai 36. Forse.
Però, l'anno scorso, con una stagione di sole 50 partite, si sarebbe potuto vincere, anche più facilmente degli anni precedenti.
Oggi, comunque, possiamo guardare indietro e vedere una squadra unica, inimitabile, un simbolo del basket degli anni '90, e non solo, e forse possiamo rimpiangere il fatto che non ha avuto una, chiamiamola così, morte naturale…


- Quanto impatto avrà in questo inizio di stagione l'infortunio alla mano di Kobe Bryant?
- Un aspetto positivo di questo infortunio sarà l'opportunità che avrà Kobe di guardare il gioco della squadra da fuori. Noi dello coaching staff dovremo insegnargli a crescere come guardia, in special modo ad inserirsi nel gioco della squadra, quando tornerà. Nel frattempo non sarà facile sostituirlo: sono pronti Rick Fox, che però è un'ala piccola, il giovane Jacobson e naturalmente il nuovo acquisto Ron Harper, che mi sarà molto utile perché sa tenere il campo, sa difendere, e conosce il mio attacco. Però Ron oggi come oggi è un giocatore da 25, forse 30 minuti a partita, non di più: per questo avrò bisogno del contributo di altri giocatori nel ruolo di guardia…


- Quanto tempo impiega una squadra ad imparare l'attacco a triangolo?
- E' un attacco che richiede un buon senso della posizione in ogni momento. Non è facile da insegnare come un gioco a 2, un isolamento, un gioco a 3: tutti giochi a cui i giocatori di questa lega sono abituati. E' un attacco che richiede la partecipazione attiva di tutti e 5 i giocatori, e non c'è mai un momento in cui i giocatori siano fermi; in più, è sufficiente che uno dei cinque non si muova nel modo giusto, che l'attacco va in confusione…Al momento i ragazzi stanno imparando, giocano pensando invece di reagire automaticamente a quello che avviene sul campo. E' questo il punto critico, riuscire a giocare d'istinto ma all'interno del sistemo dell'attacco triangolo. Serve tempo e abitudine, almeno un mese o due: verso gennaio le cose dovrebbero andare molto meglio.


- Ma non è un rischio applicare ai Lakers di O'Neal uno schema che funzionava ai Bulls, che giocavano senza un centro dominante?
- Questo tipo di attacco ha bisogno di un giocatore di post basso. Potete quindi tranquillamente immaginare che tipo di impatto può avere un giocatore come Shaq in questo tipo di attacco, con la sua abilità di passatore che sta costantemente migliorando…Sarà molto eccitante vedere questo l'attacco a triangolo con un giocatore di post basso come Shaquille. Nei Bulls, in genere il centro stava in post alto, mentre erano Scottie e Michael che creavano spazio: con un giocatore importante spalle a canestro, tutto verrà ancora meglio. Ho ricordato a Shaq la stagione '66 -'67 di Chamberlain, quando distribuì 9 assist a partita, vincendo la speciale classifica…Quella squadra vinse 68 gare quell'anno: è troppo importante avere un uomo che sappia trattare la palla nel cuore del territorio nemico, il post basso.


- In quell'anno Chamberlain si trasformò in passatore - rimbalzista, da realizzatore che era. E' lo stesso tipo di cambiamento che si aspetta da Shaq?
- Diciamo di si, anche se Chamberlain veniva da stagioni da 40, 50 putni a partita, e quell'anno si fermò a 25. Sarei contento se Shaq facesse 25 e 6 assist a partita.


- Attualmente avete un buco in posizione di ala forte. Come pensate di comportarvi?
- Abbiamo da poco con noi A.C.Green, un buon giocatore, che ha sa cosa serve per vincere dei titoli, e ci darà la spinta, la grinta e lo spirito di cui avremo bisogno. Ha 36 anni, ma è in gran forma, può ancora fare molto per noi. Certo, nella nostra conference dovremo vedercela con ali del calibro di Baker, Malone, Webber e Garnett, i migliori della Lega. E' chiaro che non abbiamo un giocatore di quel calibro in quella posizione, ma se riusciremo a difendere decentemente contro di loro, potrò già ritenermi soddisfatto.


- Lei e Jerry West intendete compiere qualche scambio per arrivare ad un nome importante, magari Dennis Rodman?
- Vedremo cosa offrirà il mercato. Con Dennis non ho ancora parlato, ma non escludo che potrei farlo.

 

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