Tra i tanti temi proposti dagli ultimi playoff, sicuramente c'è la rinascita di Anfernee
Hardaway nei Phoenix Suns.
Penny
entra nella lega dal draft del 1993 scelto da Golden State con il numero 3, ed è
immediatamente spedito, per la primissima scelta Chris Webber insieme a tre prime scelte
future dei Warriors, ad Orlando, dove per quattro anni farà coppia con
Shaq arrivando ad una finale NBA persa contro Houston per 4-0.
Arrivato con l'etichetta del nuovo Magic (cosa abbastanza comune in
quegli anni a tutti i playmaker sopra i due metri, ed affibbiata per altro anche a Steve
Smith allora a Miami) affrontò la prima parte di stagione da rookie nella posizione di
guardia affiancato a Scott Skiles (attualmente suo coach ai Suns), poi nella seconda parte
il ruolo di play fu suo come la leadership della squadra.
Penny chiude la stagione con 16 punti di media e 6,6 assist a partita ed i Magic per la
prima volta nella storia affrontarono i Playoff dove vennero sconfitti per 3-0.
La stagione successiva porterà Penny ed i Magic alla loro unica finale disputata: è
l'anno in cui Jordan ritorna dal baseball, l'incertezza all'inizio dei playoff è grande,
ma alla fine i Bulls di Jordan con la maglia n° 45 verranno battuti (Nick Anderson
arriverà a dire che il 45 non è più il 23 di una volta, e mai affermazione sarà più
sbagliata infatti Jordan dominerà in lungo e in largo per altri tre anni la lega); poi
toccherà a Reggie Miller ed ai suoi Pacers, ma anche loro saranno spazzati via
soprattutto da un incontenibile Shaq.
Ma nella finale contro Houston in gara 1 succede l'incredibile: i
Magic sono avanti anche di 15 punti, arriva la rimonta di Houston, ma a pochi secondi
dalla fine con Orlando a +3 Nick Anderson sbaglia 4 tiri liberi consecutivi, sul
ribaltamento Kenny Smith segna da 3 spedendo tutti al supplementare dove un tap-in di
Olajuwon su un'incurione di Drexler darà la vittoria ai Rockets.
La serie e probabilmente quei Magic finiscono li. L'anno dopo Penny segna la media più
alta come punti segnati 21,7, ma ai playoff torna prepotente la legge di Michael Jordan ed
i Magic vanno a casa 4-0.
Seguono tre buone stagioni tormentate però dagli infortuni, ma la classe rimane
intatta, anche se in molti si chiedono se atleticamente Penny è ancora quello del '95.
Tra quelli che
ci credono c'è Jerry Colangelo, il proprietario dei Suns, che la scorsa
estate lo porta a Phoenix per formare con Jason Kidd la coppia di guardie più forte della
lega.
Penny ha dovuto affrontare una stagione regolare non priva di problemi:
all'inizio i problemi di assestamento con Jason hanno sollevato molti dubbi: infatti, dopo
aver giocato tutta la sua carriera da playmaker, nell'Arizona Anfernee deve adattarsi
all'inusuale ruolo di guardia.
Da subito la stampa e la critica lo hanno massacrato in quanto le sue cifre non erano
quelle attese ed anche quelle di Kidd erano inferiori a quelle dell'anno precedente. In
effetti prima dell'inizio della stagione c'è addirittura chi profetizzava Penny come
possibile capocannoniere, ma riuscire a segnare 30 punti di media in una squadra con molte
stelle come Phoenix (Kidd, Cliff Robinson, Gugliotta ed anche il sorprendente rookie
Marion) non sarebbe cosa semplice per nessuno...
Poi ci si è messa una fastidiosa fascite plantare che lo ha tolto di mezzo per 21
partite, dopo l'infortunio ed il dovuto recupero si sono fatti male prima Gugliotta e poi
Kidd cosicchè Phoenix non ha potuto giocare con tutti i titolari per almeno 4 dei 6 mesi
di stagione regolare. Nel mezzo c'è stato anche l'avvicendamento sulla panchina dei Suns
, dove Danny Ainge dopo un mese e mezzo si è dimesso (per motivi familiari) lasciando il
posto al suo assistente Skiles, ex compagno di Penny ad Orlando e suo maestro durante il
primo anno di Anfernee nella lega.
Nonostante ciò è arrivato un quarto posto ad Ovest con un primo turno di
playoff dove ad attendere Phoenix c'erano i campioni in carica di San Antonio. Quando
tutti davano per scontata l'eliminazione dei Suns, Penny ha preso in mano la squadra
(priva di Kidd fino a gara 4 e di Gugliotta) proprio come faceva ad Orlando innalzando
notevolmente le sue cifre (da 16,9 a 20,3 punti a partita).
La serie contro gli Spurs non ha avuto storia (complice anche l'assenza
di Duncan), ma a mio parere il vero Penny si è visto nel secondo turno contro i Lakers
soprattutto in gara 2 e gara 3 dove era semplicemente immarcabile anche per uno come Kobe
Bryant (primo quintetto difensivo della lega) frequentemente battuto uno contro uno, con
un primo passo incontenibile.
I Lakers hanno vinto la serie ma i Suns non hanno sfigurato stravincendo gara 3 e
rischiando di vincere gara 2, persa con un tiro di abbastanza fortunoso di Kobe a due
secondi dalla fine. I motivi di questa rinascita probabilmente li sa solo lui, ma il
futuro dei Suns sarà sicuramente molto brillante, soprattutto se gli infortuni lasceranno
in pace il rosters di coach Skiles.
Si parla molto di mercato a Phoenix, durante la stagione sembrava
ormai cosa fatta l'arrivo di Mutombo, mentre in questi giorni si fa avanti l'ipotesi di
David Robinson, che se come sembra Duncan lascerà gli Spurs, potrebbe fare altrettanto,
ma varrà la pena cedere un paio di ottimi giocatori (Marion e Robinson) per arrivare ad
un giocatore ormai sui 35 anche se perfettamente integro fisicamente?
La storia insegna che negli ultimi 20 anni tutte le squadre che si sono infilate
l'anello avevano un grande centro (a parte i Bulls ma li c'era un certo Michael Jordan):
Parish, Jabbar, Lambeers, Olajuwon, Robinson-Duncan, e questo propenderebbe per lo
scambio, ma si sa che la storia è fatta per essere cambiata e di sicuro Penny ha tutta
l'intenzione di provare a cambiarla cambiarla
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