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I giocatori più migliorati della stagione |
Nel corso di questa lunga stagione 1999/2000, tanti sono i giocatori che si sono
distinti per i grandi miglioramenti nel loro gioco, rispetto alla stagione passata.
Ne abbiamo scelti 8, quelli che più di tutti cono apparsi trasformati, e spesso decisivi
per le proprie squadre...

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John Amaechi (Orlando): il primo cestista
inglese a giocare nella NBA, dopo sole 24 partite fra i pro in tutta la sua carriera prima
di questa stagione, e dopo 3 anni passati a giocare in Europa, è tornato più forte che
mai, partendo in quintetto base per i sorprendenti Orlando Magic, contribuendo con 10.6
punti a partita. Ma negli occhi dei tifosi, e di molti addetti ai lavori, sono rimaste
alcune sue fantastiche prestazioni, con 31 punti segnati in una partita contro Denver
(record carriera) e 25 punti segnati contro un certo Tim Duncan... |

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Kobe Bryant (L.A. Lakers): certo, sembra
strano che una stella come Kobe, inserito lo scorso anno nel terzo miglior quintetto della
Lega, possa ancora migliorare così tanto da vincere questo premio. In realtà, a parte le
cifre, tutte in salita (22.6 punti, 6.2 rimbalzi, 4.9 assist, 1.6 palle rubate, 47.2% dal
campo), quello che più ha impressionato è stata la sua maturità, e i suoi enormi
progressi in difesa, tanto che ormai è lui, e non Ron Harper, ad occuparsi
dell'avversario di back-court più pericoloso... |

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Michael Dickerson (Vancouver): nel passaggio
da Houston a Vancouver, Michael ci ha guadagnato in minuti e tiri a disposizione, e non si
può dire che non abbia saputo sfruttarli: ha segnato 18.1 punti a partita, col 41.3% da 3
punti. Aggiungeteci due gambe al fulmicotone per avere una delle guardie più pericolose e
veloci dell'intera NBA. |

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Tracy McGrady (Toronto): il
"cuginetto" di Carter ha finalmente prodotto una stagione all'altezza delle
grandi aspettative di tutti, anche se non bisogna dimenticare che il ragazzo ha solo 20
anni! Comunque, 15.4 punti, 6.4 rimbalzi, 3.4 assist e 1.97 stoppate sembrano solo
l'inizio per un talento che comincia ad assomigliare sempre più, come stile, a quello di
Scottie Pippen |

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Dirk Nowitzki (Dallas): con ogni
probabilità, questa volta Don Nelson ha vinto la scommessa. Pescato nella serie A2
tedesca (?), il teutonico è esploso sopo una tranquilla stagione da rookie. Oggi come
oggi è già uno dei giocatori bianchi più forti della NBA, un'ala grande molto forte
fisicamente, ma anche veloce e grande tiratore. 17.7 punti a partita con 6.5 rimbalzi,
d'altronde, sono cifre di tutto rispetto, per un europeo... |

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Rodney Rogers (Phoenix): Rodney non è
soltanto il favorito al titolo di sesto uomo dell'anno; è anche l'ennesimo caso di
giocatore che esplode la stagione successiva al trasferimento dai Clippers. Il
miglioramento più evidente è avvenuto nel tiro da fuori: il 49% dal campo col 44% da 3
gli hanno garantito un buon bottino di 14 punti a serata, alzandosi dalla panchina per
incidere immediatamente sulla gara e, in molti casi, per non andare a sedersi più... |

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Jalen Rose (Indiana): il ragazzo da Detroit
è attualmente il primo realizzatore dei Pacers a pari merito con Miller, cosa che non
succedeva da... una vita dalle parti di Indianapolis. Nel suo primo anno da starter al
posto di Chris Mullin, ha raddoppiato in pratica la media punti, passando da 9 a 18 punti
a partita, e acquisito una leadership sempre maggiore in una squadra di veterani come i
Pacers. 2 metri, versatile come pochi, può giocare 3 ruoli e sa battere gli avversari da
fuori o da sotto indifferentemente... |

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Jerry Stackhouse (Detroit): dopo 2 stagioni
intorno ai 15 punti a partita, quest'anno Jerry è esploso con una media di oltre 23 punti
a partita, sfruttando al meglio i miglioramenti del suo gioco dal perimetro. Meritata la
partecipazione all'All Star Game, d'altronde da un giocatore capace di segnare 30 o più
punti in 16 differenti occasioni non ci si può aspettare di meno... |
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