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Stagione 1999 / 2000


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Miami - New York

3 - 4


-  Gara 7  -
Miami 82 - New York 83

Un verdetto che qualunque fosse stato il risultato finale di questa partita, non avrebbe comunque reso giustizia a due squadre che hanno veramente poco da farsi rimproverare.

Latrell Sprewell, immenso in gara 7Hanno vinto i Knicks, di un punto, coronando il sogno di raggiungere i Pacers alla finale della Eastern Conference, per giocarsi l'accesso alla finale assoluta.
La partita è come sempre una battaglia: Mourning domina a centro area (29 punti e 13 rimbalzi con 5 stoppate) e nel primo quarto Miami dà l'impressione di poter facilmente cavarsela contro una New York che trova in uno Sprewell superlativo il suo punto di riferimento.

I Knicks hanno però la forza di ritornare a galla, trascinati sia dal loro numero 8 (24 punti di cui 20 nel primo tempo, 5 assist e 5 rimbalzi) che da Patrick Ewing, alla sua seconda prestazione positiva consecutiva (20 punti e 10 rimbalzi).

Ma come già verificatosi in questa serie, proprio nel miglior momento di New York, arriva la risposta degli Heat, che riescono a chiudere in parità il terzo quarto. L'ultima frazione di gioco mette in pericolo le coronarie del pubblico della American Airlines Arena : Tim Hardaway (15 punti e 7 assist) stringe i denti e guida la squadra fino ad un +4 sul finire di gara.

Chris Childs, l'eroe che non ti aspettiPoi la partita cambia ancora padrone con un paio di giocate favolose da parte di Chris Childs, vero eroe della serata in virtù dei suoi 15 punti, realizzati con penetrazioni in velocità e conclusioni dalla media e dalla lunga distanza. "Non volevamo che Alonzo ci buttasse fuori" ha commentato il play dei Knicks.

Sul 79-81 per New York, Hardaway mette un tiro da tre che riaccende le speranze di qualificazione della squadra della Florida, ma un clamoroso errore difensivo di Mourning, concede l'ennesimo sorpasso dei Knicks.

Non è ancora finita: Miami ha un'ultima chance, ma Weatherspoon sbaglia il jumper e serve la vittoria su un piatto d'argento ai Knicks.

Le chiavi della partita sono state essenzialmente due: la totale assenza di Jamal Mashburn e l'eccessivo divario dalla lunetta, avendo i Knicks tirato con il 90% e i Miami Heat con il 54%.

La faccia di Pat Riley a fine gara la dice lunga sul suo stato d'animo : "E' stata una partita unica, ciascuna squadra ha maturato un notevole rispetto nei confronti dell'altra, ma del resto qualcuno doveva andare a casa...".

Emozioni completamente opposte in casa Knicks : "E' stato incredibile ciò che è successo da quattro anni a questa parte : averli battuti ancora una volta a casa loro è una straordinaria impresa per i nostri ragazzi" dice coach Van Gundy.

New York approda dunque alla tappa successiva di questi combattutissimi Playoff 2000: i Pacers sono avversario ostico, tanto più difficile da superare se si considera che i Knicks avranno solamente un giorno di riposo. Ma di certo New York renderà la vita difficile agli uomini di Larry Bird.


-  Gara 6  -
Miami 70 - New York 72

Dopo gara 5, si ritorna a New York con la notizia della revoca della squalifica ad Alonzo Mourning, che farà dunque parte della partita, dando una notevole mano ai suoi Heat.

La partita è la seconda nella storia della Nba con il punteggio più basso in una gara dei playoff : un 72-70 che ha a dir poco dell'incredibile vista la situazione che era venuta creandosi nei primi due quarti.

Alonzo e PatNel primo tempo infatti è Miami a mettere a frutto tutte le azioni concesse dalla difesa dei Knicks: ad ogni palla persa avversaria c'è sempre qualcuno che è capace di trovare la via del canestro (Mourning 22 e Majerle 10 con 10 rimbalzi a testa, più un ritrovato Anthony Carter da 15 punti).

La prima frazione si chiude a +15 per Miami e molti cominciano a pensare che il Garden sia improvvisamente diventato il capolinea della serie.

Evidentemente non la pensavano così i giocatori di New York, che nei due quarti seguenti hanno saputo superare il canyon che li separava dagli Heat.
"Abbiamo pensato che la partita fosse finita - ammette Tim Hardaway - Sapevamo che avrebbero tentato di reagire, ma credevamo che sarebbe stato solo l'ultimo respiro di una squadra spacciata, e invece...".

Pat Ewing, un leoneAncora più duro Pat Riley: "E' stata assoluta pazzia".
Autori dello straordinario parziale di 42-25 totalizzato nel secondo tempo sono stati i soliti Ewing, Sprewell e Houston. Il primo ha probabilmente giocato la miglior partita nella serie con 15 punti e 18 rimbalzi, portando la sua squadra a vincere per la prima volta in sei incontri il confronto sotto i tabelloni.

Latrell (che ha recuperato 2 palloni, non perdendone nessuno) e Allan hanno dato il loro contributo in attacco rispettivamente con 15 e 21 punti.
"E' stata una grande rimonta - ha affermato Jeff Van Gundy - Ma l'unica cosa che la renderà memorabile sarà la vittoria della serie".

Così commenta un amareggiato PJ Brown, alla sua prima prestazione sotto la sufficienza in tutta la serie : "Nel quarto periodo abbiamo collezionato solamente azioni sconsiderate. E' stato come salire su un cavallo e non riuscire più a scenderne...".

Una chiave della partita è stata la sostanziale assenza di Mashburn, autore soltanto di 8 punti con 3/12 dal campo, per la prima volta limitato in attacco dopo essere stato il faro di Miami accanto a Mourning. Certamente la sua prestazione non dovrà ripetersi in gara 7: New York ha dimostrato di essere in grado di ribaltare la situazione a proprio favore e sicuramente l'approccio alla partita degli uomini di Van Gundy sarà ancora migliore di quello mostrato nel secondo tempo della scorsa partita.

Il prossimo incontro si disputerà alla American Airlines Arena, e se è vero che Miami sembra giocare meglio fuori casa che tra le mura amiche, allora cosa dobbiamo aspettarci ? Come sempre una partita più di football che di basket, giocata più sul fisico che sulla tecnica, anteponendo il cuore a tutto. Ogni pronostico è vano : come questa serie ha dimostrato, nulla è certo con due squadre come Miami e New York.


-  Gara 5  -
Miami 87 - New York 81

Qualcuno a fine gara 4, si era chiesto chi avrebbero tirato fuori dal cilindro i due allenatori per vincere la gara seguente: una volta ancora l'eroe della serata non è stato una delle tante star in campo, bensì un quantomai inatteso Bruce Bowen.

Dan MajerleL'ala di Miami ha infatti deciso la partita infilando una tripla con 35 secondi sul cronometro, dopo che aveva fatto la stessa cosa il compagno Dan Majerle, autore di un'ottima partita da 16 punti e 5 rimbalzi.

"Sappiamo che dobbiamo vincere solo un'altra partita - afferma Mourning, che in settimana è stato eletto "Difensore dell'Anno" - E' più facile dirlo che farlo. Dobbiamo andare a New York pensando di dover vincere e non pensando di avere comunque un'altra chance in caso di sconfitta. Quando siamo in questa situazione tendiamo a rilassarci".

Miami ha trovato in Mashburn l'uomo cui affidarsi per la produzione di punti (21 in questa gara), ma la vera chiave dell'incontro è stata Majerle, mai così produttivo in attacco da gara 1 della serie. Gli Heat sono avanti sul 41-35 alla fine del primo tempo, ma la svolta definitiva del match avviene grazie ad un parziale di 12-4 firmato da Miami, nel quale Tim Hardaway ha segnato 6 punti.

"Ha fatto le cose che faceva prima dell'infortunio" ha commentato PJ Brown
"In più di un'occasione, Tim si è preso la squadra sulle spalle e l'ha tirata fuori da momenti critici. Se giocasse così anche in gara 6, allora avremmo un'opportunità in più di vincere".

I Knicks si riportano però sotto nel quarto periodo : la squadra di Van Gundy riesce ad impattare la gara sul 68-68, ma Miami risponde prontamente con le triple di Majerle per portarsi sul 77-70. Serve a poco dunque il tentativo di rimonta di New York, che vede svanire il suo sogno di portarsi a casa una gara di cruciale importanza con il canestro dalla lunga distanza di Bowen.

Alonzo MourningLa nota negativa nella buona prestazione degli Heat (dominio a rimbalzo con 12 di PJ Brown) viene dall'espulsione di Mourning nell'ultimo minuto di gioco, con conseguente squalifica del giocatore che peserà non poco in gara 6.

Così commenta Jeff Van Gundy : "Abbiamo giocato bene offensivamente, ma quello che deve capire questa squadra è che bisogna andare meglio a rimbalzo". Il tecnico di New York non può dirsi insoddisfatto da una prestazione tutt'altro che disastrosa per i suoi che hanno mandato in doppia cifra cinque uomini (Sprewell 24, Ewing 16, Houston 12) e che ora si giocheranno la "gara della verità" in casa, con il vantaggio di non avere "il mago di Zo" come avversario.

Per pura curiosità : nelle 100 serie playoff della storia giocate al meglio delle sette partite, la squadra che si è portata sul 3-2 ha vinto il confronto totale con l'avversaria ben 84 volte. Un piccolo incoraggiamento per Miami che, senza il suo giocatore più importante, è ora chiamata ad un'impresa titanica.


-  Gara 4  -
Miami 83 - New York 91

Questa si sta dimostrando la "serie degli sconosciuti".
A far vincere la sua squadra è stato infatti Charlie Ward, autore di 20 punti, 7 rimbalzi, 4 assist, 3 palle rubate e, come se non bastasse, gli ultimi nove punti del finale di partita dei Knicks, che hanno conseguito una vittoria importantissima e riportato la serie in parità, 2-2.

Charlie Ward festeggiato da Sprewell"Mi sentivo come se questa fosse stata la mia squadra, come un go-to-guy - ha commentato l'eroe della partita - Sono già stato in quella situazione (quando giocava a football, ndr) dove tutti si aspettano da te delle giocate fantastiche e tu le realizzi".

Memorabile il commento di coach Van Gundy : "E' stata la nostra guida, non solo in attacco e in difesa, ma soprattutto a livello mentale. Ward ha fatto questo nel nostro peggior momento della partita ed ha segnato quei canestri che ci hanno riportato sulla retta via".

Bene anche i compagni da Houston (17 punti) a Sprewell (16), ma soprattutto Larry Johnson, dominatore del terzo quarto. I Knicks sono stati avanti per quasi tutta la gara e hanno indotto Miami a perdere ben 19 palloni.
La squadra di Riley ha avuto ancora una volta in Mourning il suo miglior realizzatore (27 punti, 14 rimbalzi, ma ben 9 palle perse), ha consolidato la propria supremazia a rimbalzo (Majerle 12 e PJ Brown 8), ma nonostante ciò non è riuscita ad evitare una sconfitta maturata soprattutto a cause delle proprie incertezze.

"L'unica cosa positiva è che adesso ritorniamo a Miami per gara 5. Non possiamo permetterci di regalare nulla ai Knicks e la partita di oggi, direi sia stata proprio un regalo e me ne prendo tutta la responsabilità" ha detto Mourning negli spogliatoi.

All'inizio del quarto quarto gli Heat erano ancora a contatto con New York, ma è una tripla di Houston su passaggio di Kurt Thomas dopo aver preso un rimbalzo contro Thorpe, che dà una svolta decisiva alla partita. Con 8 punti da amministrare, i Knicks riescono ad arginare Alonzo Mourning con un ancora strepitoso Marcus Camby. Ward segna un layup, ma non realizza il tiro libero supplementare, dando inizio ad una striscia di tre tiri dalla lunetta sbagliati che danno un'ultima speranza a Miami. Sentimento completamente vanificato dall'errore ai liberi del numero 33 degli Heat che serve in pratica su un piatto d'argento la partita ai Knicks: la palla arriva in mano a Ward che, con grande freddezza, realizza un tiro da tre che dà il massimo vantaggio a New York (+10).

Per gli amanti delle statistiche: Carter non ha avuto lo stesso minutaggio di gara 3 ed ha realizzato 7 punti, 7 assist e 6 rimbalzi, Hardaway, nonostante i 6 assist, ha dimostrato di esserci a livello carismatico, ma di non essere pronto fisicamente per affrontare una serie di questo genere.

Per gara 5 si ritorna in Florida, alla American Airlines Arena. Sarà molto importante per Miami vincere il prossimo incontro: se gli Heat si portassero sul 3-2, potrebbero nella peggiore delle ipotesi giocarsi l' "elimination game" a casa loro, mentre se i Knicks beffassero Miami al di fuori delle mura amiche, molto probabilmente la serie si concluderebbe due giorni più tardi nella Grande Mela.


-  Gara 3  -
Miami 77 - New York 76

Una vera e propria guerra. Non si potrebbe definire altrimenti la straordinaria gara 3 al Madison Square Garden tra Knicks e Heat.

Le difese la fanno da padrone (quella degli Heat ha tenuto New York senza segnare su azione per più di cinque minuti in due occasioni) e il punteggio ne risente abbondantemente: il 56-55 con cui New York si presenta avanti all'inizio del terzo quarto è frutto di saltuari tiri da fuori ma soprattutto di lotte sotto i tabelloni da fare invidia a quelle dei gladiatori nell'antica Roma.

La durissima difesa di New YorkMiami prova ad allungare all'inizio del quarto periodo e si porta a +4. Poi arriva la reazione dei Knicks : Sprewell e Houston trovano quella continuità che era mancata loro nei tre quarti precedenti e riescono ad agganciare gli Heat e portarsi anche sul +2. Ma Miami è una squadra che alle carenze tecniche contrappone il suo enorme cuore e con le unghie e con i denti rimane a galla anche senza Mourning, richiamato in panchina per problemi di falli.

Con Miami avanti di due, New York va da Patrick Ewing che infila un piazzato dai sei metri e mezzo in faccia a Zo ed impatta la gara sul 68-68. Si va ai supplementari ed ogni azione è un botta e risposta tra le due squadre : i Knicks vanno a segno con Houston e Sprewell (che chiuderanno rispettivamente con 24 e 23 punti) e Miami risponde con PJ Brown (14 punti e 12 rimbalzi) e con Mourning, sempre presente nei momenti che contano.

La difesa degli Heat non permette neanche un tiro con un minimo di comodità agli avversari, ma nella giungla dell'area rosso nera, Ewing ottiene due tiri liberi di grande importanza sul 75-75. Il centro proveniente da Georgetown ne segna solamente uno e sulla successiva azione è l'uomo meno atteso a vincere la partita per la squadra della Florida: Anthony Carter prende la linea di fondo e realizza un layup incredibile per dare il definitivo vantaggio alla sua squadra, coronando una splendida partita da 10 punti, 8 assist e 7 rimbalzi. "E' stato il canestro più bello della mia vita" ha commentato emozionatissimo.

Pat Riley: "E' stata una partita fantastica. Ma se volete veder giocare sopra il ferro e punteggi alti allora questa serie non fa per voi". E ancora il coach degli Heat sul morale di New York : "E' ovvio che siano delusi. Lo si è sempre quando, con un solo rimbalzo di più, avresti vinto la partita". Da parte Miami, oltre ai già citati Brown e Carter, bene anche Mourning (23 punti e 9 rimbalzi) e il newyorkese Jamal Mashburn (16 punti con alcuni canestri di grandissima importanza).

Disperato invece Van Gundy (che peraltro aveva protestato con gli arbitri poichè il tiro di Carter sarebbe stato effettuato da dietro il tabellone, cosa che il regolamento vieta): "Siamo stati superati a rimbalzo in tutti e tre gli incontri. Non siamo neanche lontanamente vicini ad essere una buona squadra sotto i tabelloni, specialmente in attacco".

Gara 4 si disputerà ancora al Madison Square Garden, ma ormai il fattore campo non conta più. New York deve assolutamente vincere il prossimo match (domenica 14) e per farlo dovrà senza dubbio escogitare qualcosa per abbattere una difesa, che partita dopo partita è sempre più simile ad un muro.


-  Gara 2  -
Miami 76 - New York 82

"Abbiamo lavorato duramente in tutta la regular season per avere il vantaggio del campo contro i Knicks, ma abbiamo perso tutto in appena due ore". Parole del coach di Miami Pat Riley, sconsolato dopo la rocambolesca sconfitta della sua squadra per opera di New York.

Marcus CambyEppure la serata non è stata delle migliori per la compagine della grande mela: Marcus Camby sbaglia una schiacciata, Ewing prende in pieno un lato del tabellone tirando in sospensione e lo stesso numero 23 dei Knicks bisticcia con Kurt Thomas per ottenere un rimbalzo con il solo risultato di mandare involontariamente la palla oltre la linea laterale. Tuttavia i Knicks riescono a costruirsi un vantaggio anche di 18 punti nel quarto periodo, distacco che gli consente di resistere alla rimonta degli Heat nei minuti finali.

 

Dopo essersi concluso la prima frazione di gioco sul 38-34 per New York, Miami si rifà sotto, portandosi sul 50-51, sul finire di terzo quarto. Poi i Knicks prendono il largo con un parziale di 21-4 (ispirato dalle triple di Ward e Childs) che porta New York in vantaggio per 72-54 a sette minuti dal termine dell'incontro. La reazione della squadra della Florida non si fà attendere, ma il parziale di 13-2 messo insieme dagli uomini di Riley non basta agli Heat per riequilibrare la partita, che si conclude sull'82-76 per gli ospiti.

"Moltro frustrante. Ognuno di noi ora andrà a casa con l'amaro in bocca : avremmo dovuto andare sul 2-0 ed invece abbiamo fallito l'obiettivo" ha commentato negli spogliatoi PJ Brown.

La chiave della partita sono stati i tiri liberi.
"La nostra difesa sui tiri dalla lunetta è stata ineccepibile" scherza coach Van Gundy pensando all'orrendo 19/33 degli avversari. Ma la cattiva serata al tiro non si è manifestata solamente ai liberi: New York ad esempio ha tirato con il 26% nel primo tempo ed anche nella ripresa le cose non sono cambiate, né per i Knicks (Ewing, Sprewell e Houston hanno prodotto 36 punti in 3 con 9/39 dal campo...), né per Miami (Mourning, pur ottimo a rimbalzo con 17, ha terminato con 5/18 al tiro).

 
L'unica nota positiva per gli Heat è venuta da Jamal Mashburn, autore di 25 punti, 2 palle rubate ed appena una palla persa. Nel dopo partita, il top scorer dell'incontro ha affermato che "Abbiamo giocato una partita orrenda. Avremmo dovuto realizzare più tiri liberi, solo quello avrebbe potuto tirarci fuori".

Tim Hardaway è sceso in campo con il piede sinistro infiammato, segnando 13 punti e distribuendo tre assist. Dalla parte dei Knicks, buona prestazione di Charlie Ward (13 punti, 6 rimbalzi e il 50% al tiro) che, come dice PJ Brown, "Ha realizzato alcuni tiri importanti. E' anche merito suo se New York si è portata a casa questa vittoria". Modesto il commento dello stesso playmaker dei Knicks : "Non sono una superstar, so di non essere un uomo spettacolo, ma da quando sono arrivato qui ho sempre cercato di mantenere unita la squadra e credo di avercela fatta anche stasera".

Pat Riley quasi non riesce a spiegarsi il motivo della sconfitta : "E' stata una partita surreale, siamo andati a rimbalzo bene ed abbiamo difeso egregiamente, ma offensivamente siamo stati orribili. Invece di cercare soluzioni sicure a centro area, ci siamo intestarditi con dei tiri dal perimetro che non hanno portato a niente".Latrell Sprewell
Buono invece l'atteggiamento di New York che, come avevano promesso i suoi giocatori dopo il termine di gara 2, ha scelto di giocare una gara più fisica. Lo dimostrano i ben 60 falli fischiati nel corso della partita (in gara 1 erano stati appena 40).
"Volevamo vincere questa gara più di ogni altra cosa. - ha commentato Sprewell - Abbiamo dimostrato di poter vincere pur non giocando bene in attacco, ma solo ricorrendo alla difesa".

La serie ora si sposta nella grande mela (il prossimo match è in programma per venerdì 12) e gli Heat si trasferiranno al Madison Square Garden con lo stesso bagaglio fatto di dubbi ed incertezze che si erano portati con sé gli anni passati. "Siamo già stati nella stessa situazione - ha detto Mashburn - E' una costante che si ripete sempre nelle sfide tra noi e loro. Dobbiamo solamente andare là e pensare a giocare". In passato Riley disse che una serie playoff non comincia veramente fintanto che una delle due squadre non perde una partita in casa. Se è davvero così, allora è meglio metterci comodi e goderci lo show.

Note: · Otis Thorpe, centro di riserva degli Heat, ha la seconda miglior percentuale dal campo nei playoff con 58% dietro James Donaldson (62.7%).
· I Knicks hanno vinto per la prima volta alla American Airlines Arena. L'unico incontro vinto da New York in regular season era stato infatti disputato nel vecchio palazzo degli Heat, ovvero la Miami Arena.
· Per gli Heat, questa è stata solamente la terza sconfitta nelle ultime 28 partite casalinghe.


-  Gara 1  -
Miami 87 - New York 83

Come volevasi dimostrare, la serie più equilibrata del secondo turno ha mantenuto le attese e si è risolta solamente negli ultimi due minuti di partita: basti pensare che vi sono stati ben 14 avvicendamenti in testa alla gara e 11 volte il punteggio è rimasto in parità. E lo era anche ad inizio di quarto periodo sul 68-68, cifra che dimostra non solo il grande equilibrio in campo, quanto piuttosto l'efficacia delle due difese, ovvero la vera arma in più di entrambe le formazioni: negli ultimi 5 minuti e mezzo i Knicks non hanno segnato, non mettendo a frutto nessuno dei 5 tiri che la sempre ottima retroguardia avversaria aveva concesso loro. Nello stesso arco di tempo sono state ben quattro le palle perse dagli uomini di Van Gundy, che hanno consentito a Miami una rimonta che sembrava più difficoltosa del solito.

Alonzo Mourning "Pensavamo di avere vinto la partita" ha detto Ewing, che invece si è visto sopraffatto da Alonzo Mourning proprio nel momento chiave dell'incontro : prima prendendo posizione sotto canestro contro Ewing e poi ricevendo il passaggio di Dan Majerle per i comodi due punti che sanciscono il definitivo sorpasso di Miami sul 85-83. Per New York il tempo per rimontare ci sarebbe ancora ma con 41 secondi sul cronometro è bravo PJ Brown a rubare la palla ad Allan Houston e consegnarla nuovamente al suo centro per l'87-83 finale. "E' così che dobbiamo affrontare la serie" ha affermato Pat Riley, che non ha fatto sapere se riammetterà nel roster il rookie Rodney Buford, neanche cambiatosi per la partita di Domenica.

Il vero mattatore della partita è, inutile dirlo, Alonzo Mourning : ragionevolmente il centro di Miami ha detto che "oggi abbiamo vinto solamente una battaglia, la serie è ancora lunga da giocare", ma sicuramente la via intrapresa è quella giusta, vista l'intensità dimostrata da lui (che ha chiuso con 26 punti) e dalla squadra (si vedano ad esempio i 16 rimbalzi di PJ Brown o ancora le 3 palle recuperate da Majerle).

"Ad ogni possesso andiamo da Zo - ha precisato Riley - quello tra lui ed Ewing sarà un grande matchup durante tutta la serie. Abbiamo bisogno di Zo sia nell'area pitturata che sul perimetro : deve cercare di essere una duplice minaccia per la difesa".

Patrick EwingCosa si può dire da parte Knicks ? Un dato chiave che emerge dalla partita sono le palle perse: New York ha perso 12 palloni, uno in meno di Miami, ma al contrario degli Heat, sono stati ben 15 contro 5 i punti incassati da questi errori. Per il resto bene Houston (21 a fine gara) e la coppia di lunghi Camby e Ewing mentre è apparso lievemente sotto tono Latrell Sprewell (11 punti).

Certamente i Knicks sono chiamati ad una prova di carattere in gara 2 : hanno dimostrato di poter tenere Zo e di non lasciargli troppi rimbalzi ma ciò che più conta è l'atteggiamento con cui Van Gundy motiverà i suoi. La prossima partita, in programma per il prossimo 9 maggio, sarà di cruciale importanza per New York : se i Knicks riescono a vincere, allora avranno tutta l'inerzia della serie dalla loro parte (dovranno infatti giocare due partite di fila in casa) mentre se perderanno ancora, è possibile che al Madison Square Garden ci scappi anche un colpaccio di Mourning & Co.

Note: - Tim Hardaway, che aveva saltato tutto il primo round per una distorsione al piede sinistro, è tornato a giocare partendo in quintetto: in 30 minuti di utilizzo, l'ex giocatore di Golden State ha messo insieme 6 punti e 7 assist.
"Appena messo piede nello spogliatoio ero teso e non mi sentivo mentalmente pronto per rientrare, ma non appena abbiamo cominciato a fare riscaldamento tutto è passato". Il ritorno di Tim ha paradossalmente messo in difficoltà psicologica Anthony Carter, a secco di assist e con ben 4 palle perse all'attivo.
- Finalmente il tutto esaurito alla American Airlines Arena : la Nba si era spesso lamentata per i seggiolini di color giallo lasciati liberi dagli spettatori di Miami e che risaltavano pure troppo tra le persone presenti. Oggi invece la tendenza si è invertita : lo dimostrano i 20.053 paganti sui circa 20.100 posti a sedere dell'Arena.


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