Duncan annuncia: resto a San Antonio! Gli
Spurs sono in festa: nonostante il pressing serrato di Orlando, Tim ha deciso di
rimanere...
Grant Hill ai Magic! Con una
telefonata in piena notte, la stella dei Pistons ha comunicato al suo ex compagno Joe
Dumars la sua decisione...
Voci di corridoio: tante
sono false, alcune son vere; ecco cosa si dice fra gli addetti ai lavori NBA a proposito
del mercato dell'estate 2000
Un'estate rovente: ecco quali
saranno le franchigie protagoniste del mercato: Lakers, Magic, Bulls, Knicks e Pacers in
pole position...
Orlando, la regina annunciata:
sara' proprio vero che i Magic, grazie al sole della Florida ed ai
miliardi disponibili, faranno il colpo grosso?
La lunga estate di Philadelphia:
la stagione e' finita in modo turbolento per la stella dei Sixers,
Allen Iverson. Cosa fara' ora Pat Croce?
New York: voglia di cambiare: il
pubblico del Madison chiede un cambiamento, e forse l'avra': Payton e Hill gli obiettivi
di mercato, nientemeno...
Tim
Duncan non si muove!
di Max Giordan
Mettendo
fine a voci di ogni genere che si stavano inseguendo ormai da tempo, Tim Duncan,
la stella di San Antonio, ha dichiarato, nel corso di una conferenza stampa, che non
intende lasciare il Texas.
"Orlando ha molto da offrire" dice il caraibico. "E quando sono stato la'
mi sono trovato bene, hanno diversi grandi personaggi nel loro staff. Ma io ho deciso di
rimanere qua. In fondo, tutto quello che voglio è qui!"
Non è detto, però, che Tim firmi per forza un lungo contratto poliennale
con San Antonio: sembra anzi che l'accordo sara' triennale, forse con una opzione per il
quarto anno.
I motivi della sua decisione vanno ricercati nel suo carattere,
riconoscente alla organizzazione che gli ha permesso di vincere un titolo NBA e,
soprattutto, abbastanza avverso ai cambiamenti: non dimentichiamoci, infatti, che Tim è
rimasto 4 anni all'Università, Wake Forest, quando avrebbe tranquillamente potuto uscire
con 1 o 2 anni di anticipo, e da 3 anni gioca praticamente sempre con lo stesso allenatore
e gli stessi compagni...
Grant
Hill ha deciso !
di Max Giordan
Alla fine Grant Hill ha deciso:
lascerà dopo 6 anni i Detroit Pistons e firmerà con ogni probabilità un mega contratto
con gli Orlando Magic, diventando cosí il primo free-agent dell'estate
ad accettare le offerte del club della Florida, letteralmente scatenato sul mercato.
"E' un'opportunità troppo buona per potervi rinunciare" sembra
abbia detto Grant al suo amico ed ex-compagno di squadra, oggi "Responsabile della
sezione basket", Joe Dumars.
Dopo aver mancato un appuntamento nel pomeriggio con lo stesso Dumars, Hill si è fatto
sentire solo nella tarda serata con una telefonata, per informare che ormai aveva preso la
sua decisione, e che avrebbe firmato al piú presto con Orlando.
Le conseguenze della decisione della ex stella dei Pistons sono molteplici:
- Detroit si ritrova senza il proprio uomo ovunque, il miglior
realizzatore, passatore, il leader della squadra: e sostituirlo non sarà per niente
facile, nonostante il gran numero di free agent disponibili questa estate. Oltretutto, la
Motor City al momento non sembra una meta molto ambita, perché la squadra non è
fortissima, non è un grande mercato pubblicitario né ha un clima molto gradevole
I
Pistons, tuttavia, potrebbero ora cercare di riportare a casa alcuni dei talenti nativi di
Detroit e sparsi per la Lega.
2 nomi su tutti: Jalen Rose e Maurice Taylor.
- Orlando, ormai è chiaro, fa sul serio, ed una stella come Grant
Hill nel motore significa un aumento notevole di credibilità e fascino per giocatori come
Tim Duncan e Tracy McGrady.
- Considerato che anche "Il Caraibico" è dato quasi per certo a Disneyworld,
se Toronto non accetta un sign and trade per McGrady, il cuginetto di Carter non potrà
finire ad Orlando per problemi di cap: e le altre franchigie NBA stanno
gongolando, Chicago in testa
Un'estate
rovente
di Andrea Gandino
Tiriamo le somme della stagione dopo il draft di Minnesota: dietro ai
Lakers campioni del mondo, ci sono squadre emergenti che hanno raggiunto i playoff
(Minnesota e Toronto), squadre che hanno cominciato a ricostruire (Orlando), squadre
deludenti (Utah e San Antonio) e altre sempre più sommerse nel profondo del basket
professionistico americano.
Ma, si sa, l'inizio dell'estate è stagione di rinascita, di nuovi
propositi da parte di gran parte dei General Manager d'America, che vedono nel mercato che
si sta aprendo l'unica via di uscita per porre rimedio ad una stagione non andata
esattamente come sperato. Anche quest'anno non fa eccezione, ed anzi, questa sarà una
delle estati più roventi degli ultimi anni sul fronte del mercato. Vediamo nel dettaglio
chi ne sarà protagonista.
Sebbene abbiano appena vinto un titolo, i Lakers
si vedono costretti a modificare il loro organico: Harper e AC Green
probabilmente si ritireranno, ma il nodo della questione è Glen Rice.
Il giocatore da Michigan, si è più volte lamentato di essere troppo chiuso da due
stelle come Bryant e O'Neal, di non avere abbastanza tiri e di non essere inserito a pieno
nell'attacco della sua squadra.
Viste queste circostanze, Jerry West ha pensato bene di dare il via libera al
giocatore: i Lakers lo rifirmerebbero, per poi scambiarlo con una delle tante pretendenti.
In queste ultime ore si fanno insistenti le voci che lo vorrebbero a Miami in
cambio di PJ Brown, che andrebbe a tappare un buco storico di Los Angeles in ala
grande.
Con la cessione di Rice però Los Angeles si ritroverebbe senza un'ala piccola degna di
poter far parte di un quintetto da titolo: ecco che spunta il nome di Toni Kukoc, già
allenato da Jackson ai Bulls.
E se Phil mirasse ad arrivare a Pippen? Ormai
non si può più escludere nulla. E' certo che se Los Angeles volesse prendersi una small
forward, la promozione nello starting five di Robert Horry sarebbe automatica. I Lakers
potrebbero ancora ripiegare (si fa per dire...) su Tracy McGrady, altro
vero uomo mercato di quest'anno.
Già, perchè il cugino di Vince Carter è in assoluto la preda più ambita: la sua
versatilità in attacco (può giocare tranquillamente in tre ruoli diversi) e la sua
predisposizione ad una buona difesa fanno gola a molti nella NBA. Primi fra tutti i
Chicago Bulls, intenzionati a partire da lui per una veloce ricostruzione.
Interessati a McGrady sono però anche gli attivissimi Orlando Magic,
squadra che dopo le esaltanti gesta dei primi anni novanta, si appresta a ricostruire.
Punto di partenza è Tim Duncan, già praticamente in Florida. Accanto
a lui i Magic possono firmare un altro free agent di prim'ordine: voci insistenti parlano
addirittura di Grant Hill, deciso più che mai a vincere qualcosa di
importante.
Ma notevoli
pressioni sull'ala di Detroit le stanno facendo anche i Knicks: New York
sarebbe disposta ad offrire Sprewell, Larry Johnson e Marcus Camby per il giocatore ex
Duke.
La proposta sarebbe interessante, soprattutto per Detroit, che avrebbe
un bel gruppo di giocatori da affidare alla guida del nuovo play Mateen Cleaves. E' ormai
da mesi che si vocifera del passaggio alla squadra della Motor City anche di Maurice
Taylor, ala grande dei Los Angeles Clippers, ma per ora non si hanno conferme di un
accordo.
Sulla sponda povera di Hollywood, è incerto pure il futuro di Derek Anderson:
la guardia ex Kentucky ha già manifestato la sua volontà di lasciare Los Angeles, e
subito gli è stata posta davanti un'offerta da parte dei San Antonio Spurs, in cerca
disperata di giocatori.
Un capitolo importante lo scriveranno Boston, Indiana e New Jersey, tutte con buona
"merce di scambio": i Celtics (che sembrano nel mirino di Larry Bird in un ruolo
dirigenziale) potrebbero dare via Antoine Walker, tutto sommato una delusione, anche in
virtù di ciò che ci si attendeva da lui.
Una mossa sensata potrebbe essere quella di scambiarlo con Jalen Rose (la cui posizione
è quantomai precaria, potendo finire praticamente ovunque) ma è difficile che i Pacers
accettino. Ad Indianapolis nessuno è sicuro neppure sul prolungamento del contratto di
Austin Croshere, vera rivelazione dell'anno.
Anche New Jersey dirà la sua: avendo scelto Kenyon Martin, i Nets si
trovano ad avere due ali grandi di valore, che rischiano di rubarsi gli spazi a vicenda.
Ecco dunque che si prospetta la cessione di Keith Van Horn.
Il mercato di quest'anno coinvolge molto i giocatori da front line: i Suns hanno già
richiesto Dikembe Mutombo agli Atlanta Hawks, i quali però hanno
risposto 'picche', su preciso ordine del nuovo coach Lon Kruger.
In queste ore si parla infine anche di una possibile cessione di Allen Iverson da parte
di Philadelphia, ma onestamente pare difficile che qualcuno possa muovere un'offerta a Pat
Croce.
Orlando,
la regina annunciata
di Enrico
Rango e Max Giordan
Ancora prima dell'inizio della stagione appena conclusa tutti già
sapevano che questa sarebbe stata l'estate di Orlando, addirittura già da metà stagione
si vociferava su quale potesse essere il free agent che per primo avrebbe optato per i
miliardi e il clima della Florida.
Un campionato eroico, quello dei Magic, con i playoffs
sfuggiti all'ultima partita (scontro diretto perso contro i Bucks) e con Doc Rivers
consacrato ad allenatore dell'anno per aver condotto brillantemente una squadra di poco
talento e composta da molti semi-sconosciuti.
Orlando
infatti ha avuto il merito di progettare il suo futuro molto intelligentemente, cedendo,
prima dell'inizio della stagione, tutti i giocatori con contratti onerosi (Penny Hardaway,
Nick Anderson, Horace Grant e Isaac Austin) liberando così uno spazio salariale di
12 milioni di dollari (in totale ne ha a disposizione 18) da utilizzare proprio in questi
giorni, e cioè dal 1° luglio, quando molti dei free agent saranno liberi sul mercato.
Il nome più gettonato, e da un bel po' di tempo, è quello di Tim
Duncan, per il quale i Magic sarebbero disposti a tutto: fra l'altro l'assistente
di San Antonio Paul Pressey in questi giorni ha deciso di accettare un analogo incarico
proprio nello staff dei Magic
e questo è stato da molti interpretato come un
segnale inequivocabile.
Altro segnale inequivocabile è stato il comportamento di Orlando il
giorno dei draft: cedere un grande prospetto come Maggette, una prima
scelta come Dooling insieme ad un giocatore del contratto pesante come Strong in cambio di
una misera prima scelta futura vuol dire essere praticamente certi di avere le mani su
grandi campioni.
E' anche vero che il grande spazio nel salary cap permetterebbe ai Magic
di accaparrarsi un'altra stella (o forse addirittura due
), uno come Grant
Hill, ad esempio.
Il campione dei Pistons ha lo stesso agente del centro degli Spurs, strana
coincidenza che potrebbe giocare a favore dei Magic, anche se l'ultima parola spetta come
sempre ai giocatori.
Hill, in particolare, dopo la sua visita ad Orlando, ha lasciato intendere
di essere rimasto favorevolmente impressionato dalla società, anche se nella Motor City
Joe Dumars sostiene che Grant rimarrà almeno per un'altra stagione
Tracy McGrady è il terzo nome piú gettonato dalle parti
della Florida: ultimamente, addirittura, insieme a Grant e Tim e non in alternativa!!!
Sicuro è che, se ai Magic riesce il colpaccio di firmare i 3 free-agent piú ambiti del
mercato, si trattera' sicuramente di una impresa epica: inoltre, conosceremmo gia', con
largo anticipo, il nome della prossima pretendente al titolo sulla costa Est
Questi naturalmente sono i 3 nomi piú chiacchierati, ma non gli unici: si
parla anche di Eddie Jones (nativo della Florida), o di Tim Thomas: le offerte sono tante
e i Magic dovranno valutare in quali ruoli sarà più conveniente investire
Certo è che se acquisissero Duncan il reparto lunghi sarebbe ben coperto
anche da Bo Outlaw e Ben Wallace e quindi si cercherebbe di investire su giocatori
esterni.
Il roster della squadra sarà pressochè rivoluzionato, quasi tutti sono
free agent e le riconferme dovrebbero essere Outlaw, Atkins, Wallace e forse Mercer,
Maggette è appena stato spedito ai Clippers così come Keyon Dolling scelto con il numero
10 nel draft appena concluso.
I Magic a Minneapolis hanno anche potuto scegliere Mike Miller con il
numero 5, ottima ala piccola proveniente da Florida State che ha disputato l'ultima finale
NCAA, che fino all'ultimo era in ballottaggio con Peterson di Michigan scelto invece dai
Raptors, Orlando ha piazzato la sua terza scelta (con il numero 13) a Dallas, alias
Courtney Alexander di Fresno State.
Quel che è certo è che Orlando l'anno prossimo dovrebbe essere una delle
big non solo dell'Atlantic Division, ma dell'intera Eastern Conference e coach Rivers
potrà amalgamare le stelle che arriveranno con quello che già di buono ha in carniere,
in primis Darrell Armstrong che ormai è una certezza.
Comunque, è in questi giorni che si costruirà la squadra del futuro e
staremo a veder se tutti il denaro disponibile sarà speso bene, per inseguire quel titolo
che sfuggì nel 1995 ai tempi della "combo" di Penny e Shaq.
La
lunga estate di Philadelphia
di Davide Torelli
Allen Iverson, Theo Ratliff, Tyron Hill, George Lynch, Aaron McKie, Toni
Kukoc, Eric Snow, Matt Geiger.
In sostanza è stata questa la squadra principale dei Philadelphia 76'ers
nella stagione 1999/2000, una stagione che ha rivisto, dopo tanti anni, la squadra del
signor Pat Croce ritornare tra le principali contendenti al titolo Nba, raggiungendo
livelli di spettacolo abbandonati dopo i gloriosi anni dei vari Julius Erving, Moses
Malone e del primo Charles Barkley.
Eppure il nucleo sopra citato potrebbe radicalmente mutare in vista del
prossimo anno.
Voci di corridoio annunciano un possibile divorzio tra i 76'ers e il loro
leader, uno dei miglior marcatori della stagione, lo spettacolare Allen Iverson;
si parla inoltre di una difficile riconferma di Toni Kukoc, uno dei free
agent più ambiti, acquisito durante l'anno in una trade a tre che, come vedremo, rischia
di rivelarsi un vero e proprio fallimento.
La società è alla disperata ricerca di un centro di ruolo e anche di un
playmaker, perché di Snow a Phila ci si fida relativamente poco
Insomma per i Sixers si prospetta una estate non dico calda, ma
addirittura torrida, ma andiamo con ordine
Era appena finita Gara 6 delle semifinali della Eastern Conference e gli
Indiana Pacers avevano appena sconfitto 106 a 90 i giovani Philadelphia 76ers, chiudendo
la serie 4-2.
I playoff di Philadelphia sono stati tutt'altro che deludenti:
l'incredibile vittoria per 3 a 1 nel primo turno contro i Charlotte Hornets è stata vista
da tutti come un miracolo dei ragazzi di Larry Brown considerati sfavoriti.
Ancora più incredibile è stato l'atteggiamento di Iverson e soci, quando
una volta sotto 3 a 0 contro gli Indiana Pacers, hanno forzato la serie fino ad una quasi
impossibile gara 6 con due vittorie consecutive in gara 4 e 5.
Inoltre i
playoff hanno definitivamente consacrato Allen Iverson, autore di incredibili performance
pur giocando infortunato, e Theo Ratliff, diventato ormai una delle
migliori ali grandi difensive della lega.
Ma i problemi della società erano appena iniziati, quasi la sirena di
fine partita avesse determinato l'inizio di una sfida ben più difficile di una rimonta da
0 a 3.
Infatti Allen Iverson sembra essere sul punto di lasciare la sua squadra,
quella che egli ha guidato nelle ultime stagioni, quella per cui è stato "The
Answer", cioè la risposta ai vari problemi.
Allen è però ancora sotto contratto e le voci attorno ad una possibile
trade che potrebbe coinvolgerlo si sprecano.
Ma, chi sarebbe interessato ad Allen Iverson?
Potrebbero essere i Miami Heat che hanno Tim Hardaway free agent e un buon play di riserva
come Anthony Carter da offrire insieme, magari, all'odiato (da Riley) Jamal Mashburn.
Potrebbero essere i New York Knicks che hanno uno dei due play (Childs e
Ward) da scaricare e pedine di scambio alquanto appetibili (Sprewell fra tutti
).
Potrebbero essere i Toronto Raptors (ma per ora non se ne è parlato per
niente) che potrebbero firmare McGrady per poi mandarlo a Phila.
Non crediamo possa invece essere Orlando, che risulta quasi troppo attiva
e viene inserita come pretendente praticamente di tutti i giocatori di grido.
Rimane comunque il fatto che scambiare un giocatore franchigia come
Iverson non è nè cosa facile nè probabilmente molto saggia...
Non è invece pronosticabile il futuro del tre volte campione
Nba con i gloriosi Chicago Bulls, Toni Kukoc.
L'asso croato è stato acquistato per apportare esperienza e doti
offensive alla squadra, ma non si è mai ambientato benissimo. Il fatto è che Phil
Jackson lo vorrebbe ai suoi Los Angeles Lakers come ala piccola al posto del deludente
Glen Rice.
Perchè non immaginare dunque uno scambio fra questi 2 giocatori? Il primo
problema è che entrambi sono free agent, tuttavia potrebbero essere prima rifirmati dalle
rispettive squadre per poi essere ceduti.
Ma per quanto riguarda Rice, da parte sua c'era anche un interessamento
nel tornare a Miami da Pat Riley magari per il solito Mashburn (in tutte le trade) e P.J.
Brown che coprirebbe l'unico vuoto palese della squadra campione del mondo, e cioè l'ala
grande.
Kukoc è un grande giocatore e potrebbe finire in qualunque squadra,
potrebbe anche essere rifirmato come potrebbe addirittura decidere di tornare in Europa.
La nota dolente del discorso è che Philadelphia, prima di portarsi a casa
Toni, aveva già il protagonista del possibile post-Iverson, nonché, un ottimo secondo
realizzatore, in tandem con The Answer.
Il suo nome è Larry Hughes ed è stato scambiato ai
Golden State Warriors. Nei due anni passati a Phila ha fatto vedere solo in parte
quell'enorme potenziale che ha dimostrato nelle partite finali di regular season ad
Oackland, dove ha avuto medie da top scorer e ha toccato più volte 40 punti.
Inoltre la gioventù di Huges dimostra quanto ampi possaano essere i
margini di miglioramento del ragazzo e quanto tempo possieda per raggiungerli.
A conti fatti, soprattutto se Kukoc dovesse andarsene (perché no a San
Antonio, oppure Detroit, oppure Indiana
), lo scambio con Huges potrebbe essere stato
un autentico suicidio per Croce e compagni.
E non sarebbe neanche la prima volta che i Sixers si rovinano con le
proprie mani: basti ricordare in passato loscambio di Barkley e Phoenix in cambio di quasi
niente, oppure lo scambio Van Horn - Tim Thomas, con quest'ultimo che è stato poi
scambiato a Milwaukee per Tyrone Hill, cedendo in pratica una sicura stella come lo
sceicco bianco in cambio di un onesto lavoratore e nulla più.
L'ultimo punto da affrontare è quello del playmaker, perché quello
attuale, Eric Snow, non sembra adatto come titolare ma sarebbe bensì un'ottima riserva.
Il problema del play, anche se resta Iverson, è di stretta attualità perché, come è
noto, "the answer" preferisce giocare guardia
Anche il problema del centro appare irrisolto, e quindi occorre al più
presto trovare una alternativa concreta a Matt Geiger per non costringere Ratliff a
passare parte della sua partita a giocare da "5".
Staremo a vedere come e in cosa cambieranno i Philadelphia 76ers e con che
tipo di ambizioni si presenteranno alla prossima stagione: voglia di vincere o
rassegnazione?
New York:
voglia di cambiare
di Andrea Del Buono
Con questo sono ventisette gli anni che i N.Y. Knicks non vincono un titolo NBA.
Troppi, veramente troppi, per la città del basket per antonomasia. Ed in questa estate
grosse ed importanti decisioni aspettano i dirigenti della franchigia newyorkese.
Smantellare la
squadra, cedendo magari una di quelle che dovevano essere le piente angolari negli anni a
venire (vedi Houston, Sprewell e Camby) facendosi trasportare dagli ultime delusioni, o
credere in questo gruppo eliminato da Indiana in finale di conference anche a causa dei
troppi infortuni, ed apportare solo lievi modifiche?
In proposito, negli Stati Uniti, si rincorrono le voci più disparate. Innanzitutto, c'
è da premettere che l' unico dato di fatto è la delusione dei tifosi.
Per usare un luogo comune, la squadra ha cercato di gettare il cuore oltre l' ostacolo,
ma grinta e spirito di sacrificio non sono bastati a colmare le lacune a rimbalzo e a
rimediare agli infortuni.
Ciò che il competente (ed esigente) pubblico del Garden ha capito è che solo Sprewell,
con una frattura al piede, ha lottato veramente, mentre Houston, ad esempio, si è
eclissato al cospetto di un motivatissimo Reggie Miller, tornando dunque a mostrare quei
limiti caratteriali che sembravano superati con l' innesto del ben più determinato Spree.
Ma la scossa data dal treccinato al compagno pare essersi esaurita in questi playoffs.
Ewing poi ha stufato tutti, soprattutto all' interno degli spogliatoi:
vuole troppi palloni, li gestisce ormai male, è lento e in difesa non da quasi più
nulla.
Ed è qui che si cominciano a rincorrere le più svariate voci di mercato.
1. Grant Hill
Free-agent quest' estate, si ipotizza una cosiddetta "sign-and-trade" (firma e
scambia). I giocatori ceduti sarebbero Houston o Sprewell più Camby e Childs. La
"merce" scambiata pare un po' troppo alta qualitativamente parlando. Il numero
33 di Detroit porterebbe magari qualche punto in più rispetto ad uno dei
"Jedi-Knicks", ma non eleverebbe più di tanto la squadra rispetto a prima. In
più per Houston si tratterebbe di un ritorno a Detroit, città che lo odia
(sportivamente) dal giorno del suo trasferimento a N.Y., dopo che aveva giurato fedeltà
alla squadra ed al suo gemello Hill. Anche per quest' ultimo motivo pare improbabile una
riappacificazione in maglia Knicks tra i due.
2. Gary
Payton
Ha dichiarato più volte che vuole essere ceduto. Qui la contropartita sarebbe, sempre
secondo i beninformati, Houston e Camby. Si parla anche di firmare Hill per girarlo a
Seattle. Un play farebbe sicuramente comodo (per usare un eufemismo, e che play, il
migliore della lega), ma il cronico problema a rimbalzi rimarrebbe.
3. Tim Duncan: sembra intenzionato a non andare a New York. Comunque i
ceduti sarebbero Sprewell, Camby e Childs. Il clima della Florida, sponda Orlando, lo
attira sicuramente di più.
4. Chris Webber o Karl Malone
Nessuno dei due è free agent, ma il problema rimbalzi sarebbe risolto. Webber è
ovviamente più futuribile, il Postino più propenso a lasciare la propria quadra di
appartenenza. Comunque, i ceduti sarebbero Sprewell o Houston.
5. Brian Grant
In ordine di tempo, questa è l' ultima voce sentita. Ai Balzers andrebberro Eric
Strickland o Childs più Camby.
6. Il draft
New York ha chiamato con il numero 22 Donnel Harvey, ala rimbalzista da Florida
(immediatamente ceduto a Dallas con John Wallace per Erick Strickland e Pete Micheal) e
con il numero 39 Lavor Postell, guardia da St. John's. Ora, con il play Erick Barkley
ancora disponibile alla 22ma chiamata, perchè scegliere Harvey che tra l' altro è stato
subito scambiato? Eppoi Strickland: acquisto inutile. Si mormora che l' ex giocatore dei
Mavs possa essere stato chiesto dai Clippers o dai Pistons da includere nel pacchetto di
giocatori per Maurice Taylor o Grant Hill.
7. La
questione Ewing
Washington si era fatta avanti per Big Pat offrendo Juwan Howard, ma il GM Layden e coach
Van Gundy continuano a dire che il loro centro è incedibile. Frustrato dai continui
attacchi dei media, però, Ewing avrebbe chiesto di essere ceduto a Miami, dove
ritroverebbe il suo vecchio coach Riley ed il suo amico-allievo Mourning. La contropartita
potrebbe essere Jamal Mashburn.
La situazione dunque è confusa e delicata. Pensare di cedere Houston o Sprewell pare
insensato: è questa la base su cui fondare la squadra. Se Ewing si ritirasse, con il
salary cap alleggerito si potrebbe fare qualcosa di buono sul mercato dei free agent.
Magari farsi sotto per un rimbalzista (Mutombo?), mettendo in quintetto Camby, con Larry
Johnson nel ruolo di sesto uomo, rifirmando Kurt Thomas come rincalzo dei lunghi.
Ma se il sacrificio di uno tra Spree e Houston è inevitabile, allora si dovrebbe
pensare ad un lungo e forse Chris Webber sarebbe davvero l' ideale. Rimarrebbe aperto il
problema del regista, a mio avviso irrisolvibile. Chi ha un play se lo tiene ben stretto e
di certo non lo regala ai Knicks.
Provare a giocare con Houston e Sprewell insieme nel backcourt non sarebe poi un'
utopia. Per ora, comunque, gli unici dati di fatto sono stati le chiamate del draft e l'
acquisto di Eric Strickland, che hanno lasciato perplesso più di un addetto ai lavori.
Quindi, o il GM Layden sa qualcosa che noi non sappiamo e sta preparando il grande
colpo, o nella Grande Mela presto si scatenerà un putiferio: la gente da anni chiede un
titolo, e ormai tutti si sono convinti che, per raggiungerlo, bisogna provare a cambiare. |
28 giugno 2000
I N.Y.Knicks cedono J.Wallace e i diritti su Donnell Harvey a Dallas in cambio di
Erick Strickland e i diritti su Pete Mickeal
28 giugno 2000
I Dallas Mavs cedono Sean Rooks ai Clippers in cambio di Eric Murdock.
28 giugno 2000
Gli Orlando Magic cedono C.Maggette D.Strong e i diritti su Kenyon Dooling ai
L.A.Clippers in cambio di una prima scelta futura
27 giugno 2000
I Milwaukee Bucks acquistano J.Caffey e Billy Owens dai G.S.Warriors in cambio di
V.Del Negro e Bob Sura, quest'ultimo da Cleveland. Ai Cavs vanno J.R.Reid e R.Traylor,
entrambi da Milwaukee.
27 giugno 2000
Miami cede a Denver V.Lenard e M.Strickland in cambio di C.Gatling e la scelta n.37
del draft 2000
VOCI
DI
CORRIDOIO
Tracy McGrady è sempre più al centro di
intricate vicende di mercato. Dopo aver flirtato a lungo con Orlando, mercoledì 12 aprile
ha rilasciato una dichiarazione sorprendente.
"Le cose cambiano. Sapete chi mi ha telefonato ieri? Alonzo Mourning.
Mi ha detto alcune cose che mi hanno fatto molto pensare". In pratica, questo
giocatore di 21 anni, che solo in parte ha espresso il suo potenziale, è oggi come oggi
il free-agent più ambito della Lega, con Hill e Duncan ormai fuori dai giochi. Sulle sue
piste, oltre ad Orlando e Miami, c'e' anche Chicago, e naturalmente
Toronto, che non perde la speranza di rifirmarlo, quantomeno per poterlo usare come merce
di scambio...
John Amaechi, centro rivelazione di Orlando, ha
ricevuto un'importante offerta dai campioni del mondo dei Los Angeles Lakers,
per giocare sia come riserva di Shaq, sia al suo fianco nel ruolo di ala grande. La
California sarebbe una meta molto gradita per il centro inglese, ed inoltre se Orlando
firmasse un altro free-agent di grido dopo Grant Hill, non avrebbe i soldi per pareggiare
l'offerta dei Lakers.
Il GM dei N.Y. Knicks Scott Layden è già al
lavoro. Dopo lo scambio con i Mavs che ha portato a New York la guardia Eric Strickland,
sembrerebbe imminente il ritorno in maglia bluarancio del Ninja, John Starks.
Ambienti vicini al grintoso veterano garantiscono che l'interessamento esiste, certo
Starks aspetta chiamate anche da altre franchigie con portafogli più generosi rispetto a
quello del front office newyorkese che può offire a John "solo" una eccezione
da 1.25 milioni di dollari. Altra voce di mercato è un possibile passaggio di Payton a
N.Y. in cambio di Camby e Houston. Un back court Payton-Spree al Garden sarebbe favoloso.
Altri obiettivi B. Grant (difficile) e D. Fortson (molto probabile grazie allo scambio con
C.Childs).
I Chicago Bulls, dopo aver scelto Marcus Fizer col numero 4 in
questi ultimi draft, hanno già praticamente trovato un accordo coi Blazers per lo scambio
con Jermaine O'Neal, che vuole essere ceduto in una squadra che lo faccia
giocare di più... Oltretutto, il giovane centro di Portland è intimo amico di Tracy
McGrady, il che non guasta...
Difficilmente i Cleveland Cavs rifirmeranno Danny Ferry: un po'
perchè il giocatore ha dato molto meno di quanto tutti si aspettavano, impegnando però
il salary cap per ben 6 anni a 4 milioni di dollari a stagione, un po' perchè sono stati
appena acquistati altri 2 giocatori nello stesso ruolo: J.R.Reid e Robert Traylor.
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