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Come chiamereste un giocatore di 210 centimetri che, appena
diciannovenne, passa la palla come un playmaker, corre e tira come una guardia e si muove
vicino a canestro come un centro? Chiamatelo pure Lamar Odom, il nuovo
rookie sensazione dei Los Angeles Clippers.
Quarta scelta assoluta dellultimo draft, Lamar ha dimostrato nel corso della
sua unica stagione al college presso la University of Rhode Island di essere pronto per il
grande salto nellNBA. 18 punti, 9 rimbalzi e ben 4 assist in 32 partite, oltre
allovvio titolo di Matricola dellanno della Atlantic 10, danno una vaga idea
di che genere di giocatore stiamo parlando.
Elgin Baylor era assolutamente incredulo (ed entusiasta) quando al proprio turno di
chiamata, Lamar era ancora disponibile. "Credo che Odom sia, oggi come oggi, il
miglior talento all around di questo draft". E non si è sbagliato. Il giovane
talento ha iniziato la stagione alla grande, sempre oltre i 20 punti e 10 rimbalzi, e
destando unimpressione molto più convincente di Brand e Francis, tanto per fare
qualche nome. I suoi compagni, poi, sono entusiasti:
Lamar è un giocatore che migliora chi gli gioca accanto, passa bene la palla, non è
egoista e trasmette una grande sensazione di energia. "Scegliere Lamar è stato un furto incredibile!" dice Michael
Olowokandi, la prima scelta assoluta del 1998, anche lui molto atteso dopo una prima
annata parzialmente deludente.
Ma, insieme al suo talento di giocatore universale, Odom si porta appresso anche una
cattiva fama di personaggio eccentrico, bizzarro e indeciso. Il fatto di
aver cambiato 3 high school e 2 college, il fatto di essersi dichiarato eleggibile
scegliendo un agente, salvo poi cambiare idea quando ormai era troppo tardi, il fatto di
non essersi presentato a diversi provini proposti da diverse squadre NBA, tutto questo non
ha certo giocato a suo favore
"A noi non ha mai creato alcun problema da quando
è arrivato" dice il suo coach Chris Ford. "Ci deve essere per forza un
equivoco: tutti pensano che sia un problema, mentre non lo è assolutamente". Odom,
nativo di New York, cresciuto dallanziana nonna, non è mai stato un cattivo
ragazzo: semplicemente un ragazzo solo, in difficoltà a gestire tutto il suo talento e la
sua prematura celebrità, fin dai tempi dellhigh school.
"E un talento straordinario"
dice il suo coach Chris Ford. "Tutti lo noteranno perché è un giocatore
spettacolare, ma è anche un grande passatore, e questa è una dote rara al giorno
doggi". Lintero staff dei Clippers e tutti i suoi compagni stanno facendo
di tutto per farlo sentire a casa sua. Daltra parte Lamar, diventato miliardario da
un giorno allaltro la scorsa estate, non si è messo a comprare gioielli ed
automobili, come fanno tutti i suoi giovani colleghi: si è permesso di sistemare la casa
di sua nonna a New York, e quindi si è stabilito in un attico in affitto con vista
sullOceano Pacifico insieme alla fidanzata ed alla loro figlia di 1 anno, Destiny,
un nome che è tutto un programma. "E la più bella cosa che mi abbia dato la
vita, e ne sono molto orgoglioso" dice Lamar. "Dopotutto, sono una persona
semplice. Per essere felice mi basta un letto, una tetto sopra la mia testa e un pallone
da basket." In quanto allautomobile, aggiungiamo noi, cè tempo, visto
che ancora non ha preso la patente e quindi gira per Los Angeles in compagnia dei suoi
compagni, oppure in taxi
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