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Stagione 1999 / 2000


 

Lamar OdomCome chiamereste un giocatore di 210 centimetri che, appena diciannovenne, passa la palla come un playmaker, corre e tira come una guardia e si muove vicino a canestro come un centro? Chiamatelo pure Lamar Odom, il nuovo rookie sensazione dei Los Angeles Clippers.
Quarta scelta assoluta dell’ultimo draft, Lamar ha dimostrato nel corso della sua unica stagione al college presso la University of Rhode Island di essere pronto per il grande salto nell’NBA. 18 punti, 9 rimbalzi e ben 4 assist in 32 partite, oltre all’ovvio titolo di Matricola dell’anno della Atlantic 10, danno una vaga idea di che genere di giocatore stiamo parlando.
Elgin Baylor era assolutamente incredulo (ed entusiasta) quando al proprio turno di chiamata, Lamar era ancora disponibile. "Credo che Odom sia, oggi come oggi, il miglior talento all around di questo draft". E non si è sbagliato. Il giovane talento ha iniziato la stagione alla grande, sempre oltre i 20 punti e 10 rimbalzi, e destando un’impressione molto più convincente di Brand e Francis, tanto per fare qualche nome. I suoi compagni, poi, sono entusiasti: Lamar è un giocatore che migliora chi gli gioca accanto, passa bene la palla, non è egoista e trasmette una grande sensazione di energia. Odom e Olowokandi"Scegliere Lamar è stato un furto incredibile!" dice Michael Olowokandi, la prima scelta assoluta del 1998, anche lui molto atteso dopo una prima annata parzialmente deludente.
Ma, insieme al suo talento di giocatore universale, Odom si porta appresso anche una cattiva fama di personaggio eccentrico, bizzarro e indeciso. Il fatto di aver cambiato 3 high school e 2 college, il fatto di essersi dichiarato eleggibile scegliendo un agente, salvo poi cambiare idea quando ormai era troppo tardi, il fatto di non essersi presentato a diversi provini proposti da diverse squadre NBA, tutto questo non ha certo giocato a suo favore… "A noi non ha mai creato alcun problema da quando è arrivato" dice il suo coach Chris Ford. "Ci deve essere per forza un equivoco: tutti pensano che sia un problema, mentre non lo è assolutamente". Odom, nativo di New York, cresciuto dall’anziana nonna, non è mai stato un cattivo ragazzo: semplicemente un ragazzo solo, in difficoltà a gestire tutto il suo talento e la sua prematura celebrità, fin dai tempi dell’high school.
Odom in action
"E’ un talento straordinario" dice il suo coach Chris Ford. "Tutti lo noteranno perché è un giocatore spettacolare, ma è anche un grande passatore, e questa è una dote rara al giorno d’oggi". L’intero staff dei Clippers e tutti i suoi compagni stanno facendo di tutto per farlo sentire a casa sua. D’altra parte Lamar, diventato miliardario da un giorno all’altro la scorsa estate, non si è messo a comprare gioielli ed automobili, come fanno tutti i suoi giovani colleghi: si è permesso di sistemare la casa di sua nonna a New York, e quindi si è stabilito in un attico in affitto con vista sull’Oceano Pacifico insieme alla fidanzata ed alla loro figlia di 1 anno, Destiny, un nome che è tutto un programma. "E’ la più bella cosa che mi abbia dato la vita, e ne sono molto orgoglioso" dice Lamar. "Dopotutto, sono una persona semplice. Per essere felice mi basta un letto, una tetto sopra la mia testa e un pallone da basket." In quanto all’automobile, aggiungiamo noi, c’è tempo, visto che ancora non ha preso la patente e quindi gira per Los Angeles in compagnia dei suoi compagni, oppure in taxi…

 

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