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Stagione 1999 / 2000


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Indiana - Philadelphia

4 - 2


-  Gara 6  -
Indiana 106- Philadelphia 90

R.I.P. Rest in Peace.
Questo ciò che era scritto dopo gara3 nello spogliatoio dei Pacers al First Union Center. Questo ciò che ha svegliato l'orgoglio dei Sixers, che tradotto in intensità aveva prolungato la serie fino a gara 6.

"Aveva", perché ora i Sixers riposano in pace veramente, in vacanza, in qualche paradiso marittimo, e i bigletti aerei sono stati gentilmente offerti da chi ha scritto R.I.P., e da tutti i Pacers.

Miller ha contribuito non poco al successo dei suoi in gara 6, con 25 punti, un primo quarto stratosferico, 6/7 al tiro, e il gioco che ha piantato l'ultimo chiodo nella tomba di Phila. 35 secondi a chiudere il terzo quarto, Pacers avanti 80-69, Smits stoppa una penetrazione centrale di McKie, palla a Jackson, transizione, Miller si ferma oltre l'arco e spara: nel silenzio del First Union Center il macramè che fruscia assomiglia tanto alla tromba che suona ai funerali dei film americani.

Iverson in penetrazione, uno contro tutti...Per il resto la partita è stata dominata da Jackson, che ha portato Iverson in post non appena poteva e da lì ha snocciolato assists e punti a piacere. Poi Smits, che con 7 su 10, tutti dai 5/6 metri, ha tenuto in scacco la difesa di Phila.

Phila ha giocato in modo troppo altalenante, come un sinusoide, con attacco e difesa correlati: sprazzi di grande difesa a cui corrispondeva un grande attacco e monenti dove gli uomini di Browm perdevano il filo da entrambi i lati del campo. Troppo il talento di Indiana, e il cuore dei Sixers non è bastato, come non è bastato Kukoc, che aveva riportatoo a contatto Phila al termine del primo tempo.

Ma i più costanti Pacers e la serata no di Allan I, hanno chiuso i giochi prematuramente nel terzo quarto. Ora Miller è pronto, e in finale lo aspetta il suo amico Spike Lee, a bordo campo...


-  Gara 5  -
Indiana 86 - Philadelphia 107

Quando dopo gara 3 Iverson aveva proclamato di non voler arrendersi e di voler lottare fino alla fine, sperando nello stesso impegno da parte dei compagni, i più pensavano alle solite frasi di rito, dette più per routine che per convinzione.

A distanza di due gare si capisce come le parole di Allen fossero vere, e come la determinazione di Phila abbia portato la serie a gara 6.
In gara 5 non c’è stata storia, poiché i Sixers hanno chiuso ogni discorso sin dall’inizio con un 15-0 iniziale, che ha tagliato le gambe ad Indiana.

Certo un agonista come Miller avrebbe fatto comodo, ma Bird non si nasconde certo dietro l’assenza di Reggie: "Reggie ci ha aiutato a vincere le prime tre partite, ma in gara 5 abbiamo avuto molti problemi, abbiamo perso la fiducia in noi".
E a vedere le percentuali al tiro dei Pacers, il vecchio Larry sembra avere tutt’altro che torto.

Theo RatliffRose non è stato per niente un fattore, Smith è stato sovrastato da un Ratliff superbo sia in attacco che in difesa, Best e Croshere non hanno dato quel qualcosa in più che ci si aspetta dalla panchina d’Indiana, morale tutti a gara 6… a Philadelphia.

Entusiasta Brown: "Certo speri sempre di partire bene, ma mai mi sarei aspettato questo tipo di partenza della mia squadra". Nota estrememente positiva per i Sixers la partita di Kukoc, finalmente vincitore del duello con McKey, ed in gara 6 , dove ci sarà Reggie, il croato dovrà ripetersi: solo in questo caso Phila avrà una chance di tornare alla Conseco Field House.

Certo Iverson e i suoi trenta o più a partita sono fondamentali, ma Phila deve equilibrare l’attacco e Kukoc, più ancora che i Ratliff o McKie di turno, è l’ago della bilancia. Indiana si sente un po’ alle corde, e l’ultima cosa che vuole Larry è gara 7 a Indianapolis.

Larry dietro quel’espressione triste di cittadino dell’Indiana, pensa alla serie tra NY e Miami, pensa che era 3-0, che aveva tutto il tempo per prepararsi ad affrontare una squadra stremata nella finale dell’Est, e non dice nulla... ma dentro non vede l’ora di chiudere una serie che è già stata fin troppo difficile.


-  Gara 4  -
Indiana 90 - Philadelphia 92

Dire che i Sixers sono ancora vivi mi sembra un po' azzardato, visto che sul 3-0 è più che normale che la squadra in vantaggio sia quasi appagata, mentre chi è sotto lotta con orgoglio per evitare lo sweep. E' vero che la serie si è prolungata a gara 5, e che come ha detto Iverson: " Prima o poi qualcuno dovrà vincere da sotto 3-0, è solo questione di tempo", però non sembra questo il caso.

In gara 4 Phila sembrava navigare in comode acque, quando sopra di 18, Miller e Geiger si sono azzuffati, essendo espulsi entrambi.
"Non è un caso che ci siamo svegliati quando Miller è stato espulso, era tutta la partita che Matt lo provocava", questo il commento di Bird, che descrive bene cosa è successo da quel momento in poi.

Tyrone HillI Pacers hanno segnato 15 punti in fila, portandosi a meno 3, prima che un gioco da tre punti di Hill, dava una boccata d'ossigeno ai Sixers. Ma questo non è stato sufficiente a placare Indiana, che a 42 secondi dalla fine era ancora a +1. Ancora Hill, monumentale con 18 e 15, raccoglieva un tiro fuori misura di Iverson e dava il 91-90, e la vittoria ai suoi. Dopo un libero di Kukoc, alla sua migliore performance nella serie, Best ha avuto il tiro per chiudere la serie, ma si è spento sul ferro.

Ora si torna ad Indianapolis, e gara 5 si giocherà senza Miller e Geiger, entrambi squalificati, e per Philadelphia è una ghiotta occasione per tener viva la serie. Indiana dal canto suo vuole farla finita il prima possibile, e concentrarsi sulle finali di conference, godendo di più riposo rispetto a Miami o New York, e Miller o non Miller, Bird ha gli uomini per mandare tutti a casa già dalla prossima partita.

A proposito chi ci capisce nelle rotazioni di coach Bird è bravo: infatti Croshere, dopo aver giocato molto bene gara 1 e 2, è stato praticamente ignorato nelle due successive, ed un combattente come il bianco, in una battaglia come era gara 4 avrebbe fatto comodo.


-  Gara 3  -
Indiana 97 - Philadelphia 89

Alla fine gli hanno fatti tacere tutti.
Il pubblico di Philadelphia, uno tra i più caldi della lega, tanto che il primo a esaltarsi e incitare la squadra è Pat Croce, alla fine di gara 3 era ammutolito, di fronte alla terza vittoria dei Pacers.

Travis BestStavolta Indiana ha vinto in rimonta, con la panchina, una tra le migliori del NBA, a trascinare gli uomini di Bird. Protagonisti di turno Best e Perkins, autori di 29 punti in due, col primo a sfruttare la sua velocità per mettere in crisi Iverson, e Perkins a colpire dalla distanza con due tiri da tre che piegavano i Sixers sulle gambe.

Eppure stavolta la patita era stata più equilibrata delle due precedenti, con il punteggio in equilibrio per tutto il primo tempo. Il break dei Sixers è arrivato quando Smits si è seduto in panca con 5 falli, nel terzo quarto, e Geiger, Hill e Ratliff ne hanno messi 18 in tre, dando a Phila un confortante +5 all'inizio dell'ultimo periodo.

Pochi minuti dopo Ollie regalava il massimo vantaggio della serata, 73-65, ma a quel punto si è svegliato Reggie. "Amo tutto ciò", ha detto Miller riferendosi al supporto incessante dei supporter della città dell'amore fraterno, "più fanno casino, più sento la partita".

Reggie ha messo 13 punti nell'ultimo quarto, 29 totali, e due bombe pesanti come macigni proprio quando Phila vedeva il traguardo. "Non è assolutamente finita anche se tutti pensano così", ha poi dichiarato negli spogliatoi, ma è difficile pensare che i Sixers riescano a recuperare: magari non perderanno in 4, ma la serie è compromessa.

Sconsolato Brown, che stavolta non ha avuto alcuna espressione di soddisfazione come nelle precedenti due gare: "E' mancata l'organizzazione in campo, ho continuato a disegnare giochi, ma era come parlare al muro".
La mancanza di Snow, fuori per tutta la serie, forse c'entra un pochino con le parole di coach Brown.
Allan I non vuole arrendersi: "Non è ancora finita, e spero che i miei compagni la pensino come me", e dall'impegno profuso direi che tutti la pensano come Iverson…tutti tranne uno, croato: peccato che senza quell'uno, Phila non andrà da nessuna parte.


-  Gara 2  -
Indiana 103 - Philadelphia 97

Errare è umano, perseverare è diabolico. Philadelphia deve allora essere diabolica, in quanto Gara 2 Indiana l'ha portata a casa in maniera speculare a Gara 1.

 
Reggie MillerPartenza a razzo degli uomini di Bird, con Miller a quota 11 nel primo quarto, percentuale del 55% nel primo tempo, e + 15 alla sirena, che arriverà ad essere +26 verso la fine del terzo quarto, frutto di una difesa che definire morbida è essere benevoli nei confronti dei Sixers, ed ad un ottimo Rik Smits, elogiato dalle parole del suo ex coach Brown.

"Rick è stato grande nel primo tempo. E' stato coinvolto offensivamente e ha anche difeso forte".
Lapidario Bird nel suo giudizio:"…abbiamo giocato alla grande per 3 quarti…".

 

Austin CroshereEroe della serata Croshere, con il ventello, e percentuali che si hanno una volta, o poco più, nella vita (6/9 con 4/4 from the city).
"Non ero soddisfatto di come avevo giocato nel primo turno, ero troppo nervoso… La chiave è stata non dire vado fuori e segno, ma giocare duro ed essere aggressivo ". Molto furbo Miller, che ricorda, se ce n'era bisogno, ad Iverson e compagni come la pressione sia su di loro, e come Indiana potrà giocare più rilassata.

Quanto ad Iverson ha giocato, ma con percentuali poco esaltanti. Vero è che Snow proprio è limitato dall'infortunio, e Phila in attacco fa una fatica tremenda: questo porta "The Answer" a forzare. Inoltre Bird ha messo McKey sulle tracce di Kukoc, ed è forse lì che Indiana sta vincendo la serie.

Brown stesso riconosce questo: "Bird ha fatto un ottimo uso della panchina. Ogni volta che Kukoc entrava, McKye gli era dietro, e Mckye sta dominando Tony in questa serie". Fin troppo chiara l'analisi di Lynch: "Il mio uomo viaggia a 35 di media, e non posso permetterlo". L'uomo in questione è Rose, che in gara 2 si è fermato a 30. Se continua così, Philadelphia rischia di fermarsi al secondo turno di play-off...
La campana è incrinata, e una sconfitta in Gara 3 la romperebbe irrimediabilmente.


-  Gara 1  -
Indiana 108 - Philadelphia 91

"Se mi aveste detto che avremmo tenuto Davis a zero, Rik Smits a 4, Jackson a zero, e Travis a 2, avrei pensato che averemmo avuto buone chance di vincere la partita. Ma due giocatori da 40 punti l’uno… fanno la differenza”. Queste le parole di uno sconsolato Brown, subito dopo gara uno, persa dai sui Sixers alla Conceco Field House.

La sconfitta ci sta, perdere ad Indiana, gara 1 di una serie che si preannuncia lunga e combattuta non è certo un dramma. Il punto è che se Phila vuole raggiungere la finale di conference non deve concedere le percentuali che ha concesso nel primo tempo ad Indiana. E’ vero che i Pacers ci hanno messo del loro, con Miller 7/10 da tre e Rose 16/23 totale. E pensare che Indiana veniva da una serie lunga e combattuta, mentre Phila tempo per organizzarsi ne aveva avuto a sufficienza.

Jalen RoseRose fotografa bene ciò che è accaduto: “Eravamo ancora eccitati per la gara vinta contro i Bucks, non abbiamo avuto tempo di pensare che eravamo stanchi, così non ci siamo rilassati."
Anche Hill e Brown si sono espressi in materia:” Noi abbiamo avuto il tempo necessario per riposarci, ma loro erano caldi!” ha detto l’ala dei Sixers, autore di 20 Allen Iversonpunti, ma coach Brown ha aggiunto: “ Avevamo bisogno di un po’ di riposo, per gli infortuni patiti.” Su tutti Snow:” Che volete che vi dica, la caviglia mi fa male, e non posso fare ciò che normalmente faccio”.

La frustrazione è stato un sentimento parecchio diffuso tra le file dei Sixers, tanto che Iverson, a due minuti dalla fine è stato espulso, dopo aver spinto un arbitro: “ Ero stufo che si rivolgesse (l’arbitro) a me come ci si rivolge a un bambino, pretendo che mi parli da uomo, è una questione di rispetto”. La spinta però è un comportamento da bambino, e ora Allen I rischia di saltare gara 2, complicando una serie già difficile di per se, ma che diventa impossibile senza the Answer e con un Kukoc come quello di gara 1.

Coach Larry BirdSoddisfatto Bird: "Sapevamo che dovevamo difendere bene, e attacare meglio, e abbiamo fatto bene entrambe le cose, siamo partiti forte, e questo ha aumentato la nostra sicurezza... Reggie e Rose hanno controllato la partita in attacco… ma Rose, in questa serie, deve andare a rimbalzo, perché Lynch è un’ottimo rimbalzista”.
Miller è stato molto cauto: “…come l’anno scorso gli abbiamo schiacciati in gara 1, ma poi in gara due è stata una battaglia, conosco coach Brown, e mi spaventa vincere di 16/17 punti”. Comunque è meglio vincere di 16 che perdere, soprattutto gara uno in casa... ma credeteci: lo spettacolo è appena iniziato.


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