Quali fattori possono influire sull'andamento di una finale NBA?
Ce ne sono innumerevoli, riguardanti l'assetto di squadra, l'organico, gli schemi e le
statistiche. Lo scorso anno la finale Nba fu decisa dal dominio dei lunghi degli Spurs
sui lunghi dei Knicks (con Ewing infortunato); due anni fa i Bulls
nonostante avessero il fattore campo contrario e una panchina meno vasta degli Utah Jazz,
vinsero il titolo avvalendosi delle magie dei vari Jordan, Pippen, Kukoc e Rodman.
Indiana - Los Angeles è una finale per certi versi scontata, se
guardiamo i risultati di regular season anche se entrambe le due formazioni hanno avuto
seri problemi a passare i rispettivi turni di playoff (Indiana ha giocato un match point
con Milwaukee ed ha faticato non poco con Knicks e 76ers, mentre i Lakers hanno giocato
due match point fondamentali con i Kings e con i Blazers, sconfiggendo i Suns
apparentemente senza troppa fatica).
Tra i tanti fattori dalla parte di L.A. c'è la sfida Shaq - Smits, c'è l'esperienza
in finale del coach Phil Jackson contro l'inesperto Larry Bird (inesperto di finali da
coach, si intende) e anche il vantaggio del campo.
Purtroppo per i Lakers però, Indiana è forse (insieme a Portland che però non
utilizza mai tutti e 12 gli uomini) la squadra con la miglior panchina di tutta la lega, e
ciò potrebbe risultare decisivo.
Vediamo l'apporto di ogni singolo panchinaro:
Sam Perkins: ha
giocato (poco bene) una finale con la maglia di Seattle ai tempi gloriosi del duo Kemp -
Payton; è indubbiamente un giocatore di infinita esperienza. Gioca centro, talvolta ala
grande, ma sfrutta la sua ottima mano nel tiro da fuori. Non è tra i giocatori più
affidabili per coach Bird a causa della sua discontinuità, ma ovviamente, considerando
che gli anni passano inesorabili, riesce ancora a svolgere pienamente il suo compito.
Minutaggio playoff, inferiore ai 20 minuti a partita.
Travis Best: decisivo in
parecchie situazioni. Coach Bird già tre anni fa, lo preferiva in campo nei momenti
decisivi al posto di Jackson. Quest'anno ha giocato partite indimenticabili, specie nella
serie contro i Knicks ed ha segnato il canestro decisivo in gara 5 del primo turno contro
Milwaukee. Piccolo, veloce, sa tirare da fuori, penetrare e passare la palla. In molte
altre squadre Nba potrebbe essere titolare e stella quasi assoluta. Lo scontro tra i
playmaker vede favorita Indiana (con Jackson e Best ) su Los Angeles (con Fisher e
Harper). Se i Pacers, nell'estate, decideranno di ricostruire, lui sarà sicuramente uno
dei pilastri per il futuro.
Austin Croshere:
forse la più grande sorpresa di quest'anno. Fondamentale nella stagione regolare come nei
playoff. Qualche anno fa, una volta scelto dai pacers, promise di onorare il coach Larry
Bird e di cercare di diventare come lui. A quei tempi sembrava un paragone eccessivo, ma
Austin non ha mai smesso di migliorare e sicuramente stà vivendo un momento unico della
sua carriera. Ha un fisico imponente, gioca bene sotto ma ha anche un ottimo tiro da
fuori. Siamo di fronte ad un signor giocatore che potrebbe infiammare il cuore dei tifosi
dei pacers a lungo, magari diventando uno dei marcatori principe della franchigia.
Chris Mullin: gioca? Poco. Ma la sua presenza e la sua esperienza sono
utilissime in questa fase. Soprattutto se teniamo conto che un giocatore come Chris può
rendersi decisivo anche giocando pochi minuti, magari segnando i canestri giusti per
vincere. L'ex Dream Team (insieme a larry tra l'altro) è anche un signore, lo dimostra il
modo in cui abbia accettato la quasi sicura esclusione dalla rotazione e dal quintetto a
favore del prodigioso Jalen Rose.
Derrick McKey: giocatore impressionante. Gli anni passano anche per
lui, ma non sembra accusare il colpo più di tanto. È un fantastico difensore. Nei
playoff del 1998 difese impeccabilmente prima su Shawn Kemp, incontrato nel primo turno
contro i Cleveland Cavaliers, e poi su Michael Jordan (talvolta) nella finale di
Conference contro i Bulls. Il suo minutaggio varia a seconda delle partite, sicuramente è
un giocatore importantissimo per Indiana, decisivo nella metà campo difensiva.
Zan Tabak: non gioca tantissimo, è però prezioso nei momenti in cui
i titolari devono riposare. Nella Nba, nonostante le aspettative, non è riuscito a
ritagliarsi uno spazio da protagonista.
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