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Stagione 1999 / 2000


Non chiamateli "panchinari"...
di Davide Torelli


Quali fattori possono influire sull'andamento di una finale NBA?
Ce ne sono innumerevoli, riguardanti l'assetto di squadra, l'organico, gli schemi e le statistiche. Lo scorso anno la finale Nba fu decisa dal dominio dei lunghi degli Spurs sui lunghi dei Knicks (con Ewing infortunato); due anni fa i Bulls nonostante avessero il fattore campo contrario e una panchina meno vasta degli Utah Jazz, vinsero il titolo avvalendosi delle magie dei vari Jordan, Pippen, Kukoc e Rodman.

Indiana - Los Angeles è una finale per certi versi scontata, se guardiamo i risultati di regular season anche se entrambe le due formazioni hanno avuto seri problemi a passare i rispettivi turni di playoff (Indiana ha giocato un match point con Milwaukee ed ha faticato non poco con Knicks e 76ers, mentre i Lakers hanno giocato due match point fondamentali con i Kings e con i Blazers, sconfiggendo i Suns apparentemente senza troppa fatica).

Tra i tanti fattori dalla parte di L.A. c'è la sfida Shaq - Smits, c'è l'esperienza in finale del coach Phil Jackson contro l'inesperto Larry Bird (inesperto di finali da coach, si intende) e anche il vantaggio del campo.

Purtroppo per i Lakers però, Indiana è forse (insieme a Portland che però non utilizza mai tutti e 12 gli uomini) la squadra con la miglior panchina di tutta la lega, e ciò potrebbe risultare decisivo.

Vediamo l'apporto di ogni singolo panchinaro:

Sam Perkins: ha giocato (poco bene) una finale con la maglia di Seattle ai tempi gloriosi del duo Kemp - Payton; è indubbiamente un giocatore di infinita esperienza. Gioca centro, talvolta ala grande, ma sfrutta la sua ottima mano nel tiro da fuori. Non è tra i giocatori più affidabili per coach Bird a causa della sua discontinuità, ma ovviamente, considerando che gli anni passano inesorabili, riesce ancora a svolgere pienamente il suo compito. Minutaggio playoff, inferiore ai 20 minuti a partita.

Travis Best: decisivo in parecchie situazioni. Coach Bird già tre anni fa, lo preferiva in campo nei momenti decisivi al posto di Jackson. Quest'anno ha giocato partite indimenticabili, specie nella serie contro i Knicks ed ha segnato il canestro decisivo in gara 5 del primo turno contro Milwaukee. Piccolo, veloce, sa tirare da fuori, penetrare e passare la palla. In molte altre squadre Nba potrebbe essere titolare e stella quasi assoluta. Lo scontro tra i playmaker vede favorita Indiana (con Jackson e Best ) su Los Angeles (con Fisher e Harper). Se i Pacers, nell'estate, decideranno di ricostruire, lui sarà sicuramente uno dei pilastri per il futuro.

 

Austin Croshere: forse la più grande sorpresa di quest'anno. Fondamentale nella stagione regolare come nei playoff. Qualche anno fa, una volta scelto dai pacers, promise di onorare il coach Larry Bird e di cercare di diventare come lui. A quei tempi sembrava un paragone eccessivo, ma Austin non ha mai smesso di migliorare e sicuramente stà vivendo un momento unico della sua carriera. Ha un fisico imponente, gioca bene sotto ma ha anche un ottimo tiro da fuori. Siamo di fronte ad un signor giocatore che potrebbe infiammare il cuore dei tifosi dei pacers a lungo, magari diventando uno dei marcatori principe della franchigia.

Chris Mullin: gioca? Poco. Ma la sua presenza e la sua esperienza sono utilissime in questa fase. Soprattutto se teniamo conto che un giocatore come Chris può rendersi decisivo anche giocando pochi minuti, magari segnando i canestri giusti per vincere. L'ex Dream Team (insieme a larry tra l'altro) è anche un signore, lo dimostra il modo in cui abbia accettato la quasi sicura esclusione dalla rotazione e dal quintetto a favore del prodigioso Jalen Rose.

Derrick McKey: giocatore impressionante. Gli anni passano anche per lui, ma non sembra accusare il colpo più di tanto. È un fantastico difensore. Nei playoff del 1998 difese impeccabilmente prima su Shawn Kemp, incontrato nel primo turno contro i Cleveland Cavaliers, e poi su Michael Jordan (talvolta) nella finale di Conference contro i Bulls. Il suo minutaggio varia a seconda delle partite, sicuramente è un giocatore importantissimo per Indiana, decisivo nella metà campo difensiva.

Zan Tabak: non gioca tantissimo, è però prezioso nei momenti in cui i titolari devono riposare. Nella Nba, nonostante le aspettative, non è riuscito a ritagliarsi uno spazio da protagonista.



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