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Il punto
sulla NBA
di Frank |
A una settimana dal termine della prima regular season NBA del nuovo decennio,
concedetemi un paio di riflessioni, prima che l'attualità dei Play-off ci coinvolga in
modo totale.
La domanda è: a che punto siamo nell'NBA ?? Facciamo un riassuntino.
Ci
sono stati i meravigliosi anni '80, gli anni di un vero e proprio Rinascimento, i cui
effetti si sono propagati fino a Barcellona 1992, esordio del primo Dream Team. Quel Dream
Team e l' esibizione a Barcellona rappresentano l'apoteosi di una generazione fantastica
di giocatori, delle sfide mitiche fra i Celtics e i Lakers ovverosia di Bird contro Magic,
di una esplosione planetaria del fenomeno NBA, che nel frattempo ha ricevuto in dono un
certo Michael Jordan.
Con il ritiro di Magic e Bird e con il declino di altri grandi, l'NBA
è rimasta, negli anni 90, sulle larghe spalle di MJ che vista la situazione di semi-sbandamento
("Come faremo adesso a trovare altri personaggi simbolo per promuovere il business
?" si diceva all'epoca negli uffici NBA) ha pensato bene di andare a giocare a
baseball per 2 anni (panico !!) salvo poi tornare con i risultati a tutti noti,
rafforzando, se mai era necessario, la sua inimitabile leggenda. Insomma la seconda metà
degli anni 90 è stato un "One Man Show" con il numero 23 sulle spalle a tenere
alto l'appeal dell'NBA, mentre negli stessi uffici si cercava di promuovere a più non
posso chiunque assomigliasse a qualcun altro!!. Due nomi su tutti: Grant Hill (il nuovo MJ
!?!?) e Penny Hardaway (il nuovo Magic ?!?!).
Arriviamo al 1998. Jordan si ritira, c'è il casino del rinnovo del contratto
giocatori, si fa la stagione "lo famo strano" con 50 partite e arriviamo alla
stagione attuale. Cosa scopriamo? Che l'NBA inizia il nuovo decennio sotto i migliori
auspici. Scopriamo che c'è tanto talento giovane che, uscito dal cono d'
ombra di MJ, può risplendere di luce propria. Abbiamo assistito ad un fenomeno che non si
ripeteva da anni e cioè l'esplosione mediatica di un giocatore, Vince Carter,
praticamente nello stretto giro di un All Star Game. Il problema in effetti non è la
mancanza di talento (non lo è stato nemmeno negli anni 90). La questione è vedere quali,
fra i 7/8 Top player che sappiamo, riusciranno a diventare leader non solo della propria
squadra, ma leader carismatici dell'intera lega. Uomini immagine . Uomini leggenda. E' una
necessità della Lega, che ci deve costruire attorno il proprio marketing, ma corrisponde
esattamente ad un bisogno di noi appassionati, che vogliamo nuovi protagonisti, ma di
quelli veri, non mezze figure che spesso si eclissano su se stessi dopo poche stagioni.
NotaDelWebamster: penso che,
mai come quest'anno, l'NBA abbia dato una clamorosa dimostrazione di ricchezza e
profonsità di talenti giovani, che le assicureranno sicuramente anni e anni di
prosperità... E l'oceano, per noi europei, sembra in realtà ogni anno più largo,
invece di restringersi...
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