The Finals
Gara 4
Indiana Pacers 118 - Los Angeles Lakers 120
Immenso. E' questo il migliore dei tanti aggettivi
indirizzati verso Kobe Bryant dopo l'incredibile prestazione da lui avuta in gara 4,
avendo guidato i suoi Lakers su un importantissimo 3-1, ad una sola vittoria dall'essere
campioni.
La
guardia è stata in forse fino a poche ore prima della partita, ma alla fine Phil Jackson
ha deciso che era ora di farlo partire in quintetto, sacrificando Brian Shaw in panchina.
Sul suo viso è evidente il timore che la sua già precaria caviglia
possa peggiorare, e nel primo quarto subisce le ripetute offensive di Miller (10 punti nel
primo periodo) e, in misura minore, di Jalen Rose.
Indiana riesce a chiudere a più 10 la frazione iniziale, cosa che gli era
capitata in altre sette circostanze in questi playoff, tutte conclusesi con una vittoria.
Il vantaggio costruito dai Pacers è frutto di un ispiratissimo Rik Smits,
che attacca con continuità Shaquille O'Neal, lo mette in crisi con i suoi ganci
ambidestri, e lo costringe a spendere falli (2 nel primo quarto).
Da grande squadra, Los Angeles sa reagire e si porta sul meno 3
all'intervallo : O'Neal sfrutta gli ampi momenti di riposo di Smits per
abusare in post medio di Dale Davis (4 punti e 8 rimbalzi) e di Sam Perkins, che propio
oggi compie 39 anni. Il tutto è coronato dai tiri liberi, che sembrano entrare con
facilità (10/17 alla fine).
Il terzo quarto si apre con i Lakers ancora più aggressivi,
la pressione difensiva sale e l'attacco diventa molto più fluido : Mark Jackson non può
nulla su Bryant (che non sembrava aver una caviglia infiammata) e tantomeno possono i
lunghi dei Pacers su O'Neal.
Phil Jackson manda però in campo il jolly della partita: Robert
Horry, dopo un eccellente primo tempo (10 punti), difende superbamente sia sui
lunghi che sulle ali piccole che gli si fanno contro. Rice è totalmente
fuori ritmo e non è un fattore.
Arriviamo così al termine di 36 minuti che hanno sostanzialmente
mantenuto l'equilibrio in campo, con Los Angeles che può avvalersi di un vantaggio di 3
punti da amministrare nel quarto ed ultimo periodo.
Il
quarto periodo è "il" periodo di Reggie Miller: le sue triple,
i suoi contatti presi e le sue penetrazioni danno ai Pacers un vantaggio massimo di cinque
punti.
Travis Best sfrutta la sua velocità per mettere dentro
conclusioni quasi impossibili, ma l'attacco di Indiana coinvolge poco Jalen Rose
(14 punti e 5 assists). Con l'ennesimo canestro di 'Hollywood' si arriva sul 104-104 a
circa due secondi e mezzo dalla fine : i Lakers chiamano timeout per rimettere la palla a
centro campo.
La sfera arriva nelle mani di O'Neal, che si gira in una frazione di
secondo ma sbaglia il gancio. Supplementari. Altri cinque minuti di
adrenalina allo stato puro.
Los Angeles parte fortissimo con due canestri di Horry (17 punti e 6
rimbalzi alla fine), ma Miller non sembra avere voglia di essere battuto sul proprio
campo.
L'uomo da UCLA segna una tripla e sul seguente possesso dà la palla in
post a Smits, che si gira e subisce il sesto fallo di O'Neal: Shaq deve andare in panchina
ma la sua partita è terrificante al di là delle statistiche (36 punti e 21 rimbalzi).
Con O'Neal fuori inizia il Bryant Show: due
canestri in jumper per 5 punti totali che rendono scontati i paragoni con il numero 23 di
qualche anno fà.
Il punteggio si fissa sul più tre per i Lakers, ma Perkins
infila la tripla ed è parità. Sul seguente possesso Los Angeles ottiene i due punti
ancora da Kobe, con un tap-in rovesciato che consegna la vittoria alla
sua squadra, prima che Miller sbagli la tripla allo scadere.
"E' stata la più grande performance che abbia realizzato - commenta
Rice - Si è comportato come un veterano e ha dimostrato a che grado sia la sua
maturazione".
Vittoria di straordinaria importanza per L.A. ora ad un passo da vincere
il titolo: la loro posizione è invidiabile poichè se perdessero gara 5 (Miller :
"Il nostro cuore batte ancora"), avrebbero comunque due match point con il
servizio a loro favore. |

L'MVP della partita
Kobe Bryant i primi minuti sembrava veramente giocasse sulle uova,
preoccupato com'era di aggravare la caviglia infortunata: in attacco, poco aggressivo,
perdeva 2 palloni, e in difesa faticava contro Marc Jackson. Ma ad un certo punto la
caviglia si è scaldata, e quando nel quarto periodo lo abbiamo visto andare a
schiacciare, abbiamo capito che era tornato, e sono praticamente finite lì le speranze
dei Pacers. Nei supplementari, quando O'Neal è uscito per falli, tutti alla Conseco Field
House (e non solo...) gia' sapevano chi avrebbe preso gli ultimi tiri, ma non hanno potuto
far niente: Bryant era semplicemente troppo bravo, atletico e tecnico per loro. In una
parola, un campione. Alla sua età, Michael Jordan era ancora al college... |
I giocatori chiave
Robert Horry è stato ancora una volta l'uomo in più dei Lakers,
stante la crisi tecnica e di fiducia di Glen Rice. L'ala di Alabama, che di anelli già ne
ha 2, vinti da protagonista con Houston, ha chiuso la partita con 17 punti e 6 rimbalzi,
ma soprattutto ha tolto le castagne dal fuoco in attacco in diverse situazioni con una
incredibile freddezza, oltre alla solita enorme difesa in ogni parte del campo. Ottimo
anche il contributo di Derek Fisher, che sta marcando Best come forse
nessuno oggi riuscirebbe a fare nella Lega, e sta anche segnando da fuori in attacco: cosa
si può pretendere di più? Per Indiana, giocatori chiave in negativo Rose e
Croshere, che hanno avuto poco impatto rispetto alle gare precedenti... Best è
sembrato a tratti immarcabile perfino da Fisher, ma nell'ultimo minuto non ha saputo
battere in uno contro uno Shaquille O'Neal... |
La delusione
Glen Rice continua con la sua crisi, più psicologica che tecnica:
se è vero che i Lakers non gli chiamano mai un gioco che è uno, lui d'altro canto non si
fa mai trovare smarcato in uscita dai blocchi, la cosa che una volta sapeva fare meglio...
Larry Bird non sempre appare lucidissimo nelle scelte: perchè tenere
fuori tutto quel tempo Rik Smits nel quarto periodo, quando si decideva la partita e
serviva il sesto fallo di Shaq? |
Il tema tattico
La difesa dei Pacers non può continuare a concedere tutto quello
che ha concesso ad un attacco a tratti monotono e prevedibile come quello dei Lakers:
Miller e Jackson non hanno mai visto Bryant, e tutta la squadra sembra ora troppo
concetrata su O'Neal e poco attenta su tutti gli altri... Senza difesa, non si fa strada
nei playoff, lo sanno tutti... |
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