The Finals
Gara 3
Indiana Pacers 100 - Los Angeles Lakers 91
Alla Conseco Fieldhouse non si vince. Lo avevano
sperimentato nel turno precedente i New York Knicks, ed ora lo sanno anche i Los Angeles
Lakers, che mantengono comunque il vantaggio nella serie sul 2-1.
Dopo una gara 1 oscena e una gara 2 ancora al di sotto delle
aspettative, la terza partita ha definitivamente sancito l'esplosione di Reggie
Miller, autore di 33 punti, realizzati sia con tiri da fuori che con
l'aggressività che gli era mancata in precedenza.
"Sapevamo che non erano i veri Lakers poichè mancava Kobe - commenta
- ma abbiamo giocato con grande intensità. Se fossimo andati sotto 0-3, ci sarebbe stato
poco da fare".
Ma ancor più incisivo di Miller è stato il suo compagno Jalen
Rose, una sicurezza in attacco, capace di segnare canestri determinanti in
momenti cruciali dell'incontro: i 21 punti finali fanno capire solo in parte la grande
gara dell'ala da Michigan, profondamente maturato e conscio dei propri (grandi) mezzi.
"Eravamo venuti qua per vincere e l'abbiamo fatto"
dice l'ex Fab Five. "Abbiamo giocato con più intensità e siamo riusciti a limitare
due grandi giocatori come Harper e Rice (rispettivamente 14 e 7 punti, ndr). Ora ci
sentiamo bene e per il grande match di mercoledì saremo ancora più carichi. Se vinceremo
anche quella partita, allora la pressione sarà tutta su di loro e la storia
cambierà".
Il reparto dietro dei Pacers tira fuori Indiana da momenti difficili della
partita, come quando i Lakers riescono a far sentire di nuovo il fiato sul collo degli
avversari, portandosi a meno 5 nel terzo periodo: il consistente break a favore di Los
Angeles è targato soprattutto Shaquille O'Neal, che trasforma in due
punti ogni palla che riceve in post medio.
Shaq terminerà con 33 punti e 13 rimbalzi, ma è mancato nell'ultimo
quarto, sbagliando molti dei tiri liberi che sono derivati dai falli sistematici o meno
commessi da Dale Davis (uscito a 5 minuti dalla fine dopo una prova da 2 punti e 12
rimbalzi). Di certo con 3/13 dalla linea si vincono poche partite ad Indianapolis...
Nota
positiva per Los Angeles è il probabile ritorno di Kobe Bryant in vista
di gara 4: diversamente dalle altre partite, l'intervallo tra gara 3 e 4 è di tre giorni,
dunque il numero 8 losangelino avrà il tempo necessario per rimettersi in sesto. Il suo
apporto sarà sicuramente significativo, seppur con una caviglia al 50%.
Phil Jackson commenta la scelta di non schierare neanche in panchina il
suo asso : "Non abbiamo voluto rischiare. In allenamento subito dopo essersi
allacciato le scarpe ha detto di sentirsi a posto, ma quando ho provato a fargli fare
qualche movimento sulle tacche ha cominciato a sentire dolore".
Una chiave della partita è stata la minor efficacia della panchina
di Los Angeles, molto più determinante nei primi due incontri: Horry è parso
molte volte fuori dall'azione (a parte una terrificante schiacciata contro Perkins), Fox
è stato più invisibile di un fantasma ed il solo ad essere degno di lode è stato Derek
Fisher. Il play da Arkansas Little Rock ha come sempre messo in difficoltà il
pariruolo avversario Travis Best, il quale dimostra di soffrire molto la suo difesa, che
lo porta spesso a conclusioni forzate o a palle perse.
Discreta la partita di Brian Shaw, chiamato a difendere su un Mark Jackson
molto impegnato in post basso sia in attacco che in difesa, dove è lui a portare il
raddoppio su Shaq.
E ad
aiutare contro il centro dei Lakers è andato anche Austin Croshere,
sicuramente il giocatore rivelazione delle finali 2000: 12 punti per lui accompagnati
dalla solita forza fisica, che mette in crisi sia Horry che Fox, impotenti di fronte alla
sua varietà di soluzioni in attacco, sia dal perimetro che sotto i tabelloni.
Indiana è avanti di 12 dopo il primo tempo, Los Angeles ritorna più
volte in partita, ma Reggie Miller condanna gli avversari alla sconfitta, dimostrandosi
freddissimo nel realizzare i tiri liberi nell'ultimo periodo che garantiscono alla sua
squadra la vittoria.
Per gara 4 si ritornerà sullo stesso campo mercoledì notte. I Lakers
sono in una situazione particolare: avrebbero un vantaggio tecnico se ritornasse Bryant,
ma dovrebbero sempre fare i conti contro i 6 dei Pacers.
Sì, avete letto bene, i SEI dei Pacers. Se credete che il pubblico
americano non conti quasi nulla, allora non siete ancora stati in HoosierLand... |

L'MVP della partita
Hollywood si è svegliato, dopo 2 gare opache Reggie Miller si
merita il titolo di MVP di gara 3 per aver condotto per tutta la partita i suoi, segnando
33 punti, con i quali Indiana è riuscita a prevalere su L.A.. Miller è stato devastante,
ma l'assenza di Kobe Bryant si sentiva, e si dice, quando manca il gatto , i topi ballano.
In ogni modo Reggie ha mandato un chiaro messaggio a Jackson, dicendo che Indiana non
mollerà tanto facilmente. |
I giocatori chiave
I Pacers hanno vinto perché sono stati molto più aggressivi nei raddoppi
su Shaq, e poi hanno ritrovato il tiro da fuori. E qui sono stati
decisivi Jalen Rose e il già citato Reggie Miller. Dale Davis è stato impiegato su
Shaquille, e nonostante il centro abbia segnato 33 punti, Indiana è sembrata tenerlo
sottocontrollo. Importantissimo alla fine della partita Travis Best, che con un paio di
azioni forzate, ma che gli hanno dato ragione, ha tolto dai guai Indiana, che si era
trovata solo a +5 dopo una partita dominata. |
La delusione
Glen Rice con questa prestazione si è guadagnato la non conferma
per la prossima stagione. L'ex giocatore di Miami e Charlotte, ha giocato una delle sue
peggiori partite dei playoff. Jackson sperava in lui come secondo marcatore, ma alla fine
non ha avuto nessuno che sostituisse Kobe Bryant, assenza che si fa sentire parecchio, su
entrambi i lati del campo. |
Il tema tattico
I Pacers hanno vinto grazie al loro dominio sotto canestro, che nel primo tempo gli
ha permesso di prendere un vantaggio sostanzioso. D'altra parte ai Lakers si sente
particolarmente l'assenza di Kobe Bryant, che probabilmente tornerà in gara 4. La sua
mancanza si è fatta sentire tantissimo nella difesa contro Rose e Miller. Indiana pur
dominando gli avversari ha corso il pericolo di essere rimontata e questo sicuramente
preoccupa non poco Larry Bird, che dovrà avere una squadra cinica per non correre questi
pericoli. |
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