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Stagione 1999 / 2000


The Finals
Gara 1

Indiana Pacers 87 - Los Angeles Lakers 104

Coach Larry BirdScatta la prima finale NBA del 2000. Molti i temi che si intrecciano in questa serie: Larry Bird ritorna a Los Angeles non vestito in biancoverde, ma sempre determinato a battere i suoi acerrimi nemici, le due squadre che si affrontano hanno ottenuto il miglior record nelle rispettive Conference e gran parte dei giocatori è alla prima finale.

Gara 1 viene vinta dai Lakers, come prevedibile e due sono le chiavi che sono emerse dai primi 48 minuti della serie: in primo luogo Los Angeles ha dimostrato di essere una squadra con paurosi cali di intensità (per fare un esempio è stata capace di ridurre un vantaggio di 15 punti a sole 4 lunghezze in pochi minuti), ma ha la certezza che da quelle situazioni c'è sempre qualcuno che può tirarla fuori.

Una delle tante schiacciate di O'NealQuesta sera il "salvatore" è stato Shaquille O'Neal, assolutamente inarrestabile dalla esile front-line di Indiana: le cifre (43 punti, 19 rimbalzi e 3 stoppate) non rendono bene l'idea della superiorità che ha dimostrato contro Smits, Davis e Perkins (28 punti in 3...), letteralmente spazzati via ed incapaci di trovare soluzioni offensive con continuità.

L'uomo da Louisiana State commenta così la sua gara : "Ho solamente saputo realizzare i tiri ad alta percentuale che la mia posizione in post basso mi consentiva. Se continuiamo su questa strada, siamo una squadra decisamente difficile da battere".

Phil Jackson guarda molto pacatamente al futuro: "Le cose cambieranno. E' sicuro che Shaq è la nostra arma principale in attacco, ma Indiana adotterà degli accorgimenti che ci costringeranno ad ottenere di più dal resto del quintetto".

Kobe, il killer silenziosoAccanto al "grande Aristotele", come a lui piace definirsi, spiccano i nomi di Kobe Bryant e di Ron Harper. Le cifre non potranno mai essere come quelle del numero 34 (Bryant ha segnato 14 punti e Harper 12), ma il loro apporto è stato decisivo: Kobe è stato capace di tenere a 1 su 16 Reggie Miller ("gara 2 sarà un'altra storia" ha detto, opinione condivisa anche da O'Neal) e Ron Harper ha detto la sua sia nelle due metà campo che in spogliatoio, facendo valere la sua enorme esperienza.

Tra gli altri protagonisti, Horry (6 punti) e Fox (11 punti e 4 rimbalzi) fanno bene il loro lavoro e riescono a limitare la sempre ottima panchina dei Pacers (Croshere svetta su tutti con 16 punti, tanta energia ed una gara per certi versi migliore anche del suo compagno Rose).

Ennesima nota negativa per Rice che non riesce a segnare i pochi tiri che la circolazione di palla in attacco gli concede (3 punti con 1/8 al tiro).

Indiana non è entrata mai in partita : dopo il primo quarto chiusosi sul 33-18 per L.A., i Pacers hanno cercato più volte di ritornare a galla sfruttando bene gli errori altrui, con l'unico risultato di arrivare ad essere ancora sotto di 6 (77-71) all'inizio dell'ultima frazione di gioco.

Poi i Lakers si affidano ancora al loro centro, e finisce in trionfo, con gli avversari sconfitti ed a testa bassa, consapevoli di dovere compiere un'impresa che rasenta l'impossibile.

Shaquille O'Neal, il dominatore della partita

L'MVP della partita
Non ci sono dubbi: Shaquille O'Neal ha potuto fare di tutto. La difesa di Portland sembra lontana anni-luce, perché nessun lungo di Indiana è riuscito a fermarlo. E' vero che in ogni gara 1 di questi playoff Shaq ha sempre segnato più di 40 punti, ma mai con questa facilità. Alla fine 43 punti e 18 rimbalzi con scontata standing ovation . Non esente da colpe coach Bird, che ha scelto di non operare il raddoppio con un lungo (big on big), ma con un piccolo... e i risultati si sono visti.
I giocatori chiave
Avevamo parlato della panchina di Indiana, che risultava essere migliore di quella giallo-viola, invece in gara1 ha avuto la meglio la panchina di Phil Jackson, con Horry grandioso nel secondo quarto e Fox e Shaw altrettanto nel secondo tempo. Larry Bird è riuscito a opporre solo Austin Croshere, 16 punti nella sua prima partita di finale, segnando più punti di Kobe Bryant. Nel terzo quarto, la parziale rimonta di Indiana era stata guidata da un immarcescibile Mark Jackson, che ha letteralmente fatto impazzire chi lo marcava. Jackson è stato inspiegabilmente tolto da Larry Bird nel decisivo ultimo quarto, e qui possiamo dire che l'ex giocatore di Boston ha sbagliato.
La delusione
Ci sono due giocatori distintisi per le loro prove negative: Reggie Miller e Glen Rice. I due veterani hanno pagato l'emozione della loro prima gara di finale della carriera. Hollywood Miller ha segnato il suo career-playoff low con solo 7 punti corredati da 1\16 dal campo. Per Glen Rice ancora peggio: 3 punti e prestazione inguardabile.
Il tema tattico
Indiana è stata alquanto condizionata dall'orrenda prestazione al tiro di Reggie Miller, cui la squadra ha bisogno per poter vincere questa serie. E' molto difficile che Reggie ripeta questa prestazione, e c'è da aspettarsi una gara 2 coi fiocchi. A coach Bird manca solo lui e un Rose più incisivo, con questi due in gran forma Indiana darebbe molto filo da torcere a Shaq & C.. Per quanto riguarda Los Angeles, Jackson deve aspettarsi un Rice migliore al tiro, o perlomeno più coinvolto. Se anche lui si riprende potremmo assistere ad una serie più equilibrata di quanto dicano le previsioni, magari con una gara7.

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