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Talento, sogni, speranze. Soldi, promesse, delusioni. Stelle, bufale, sorprese. Il
draft NBA è tutto questo e molto, molto di più.
In quelle 58 chiamate che danno vita ai due giri di scelte si incrociano i destini di
una moltitudine di persone. Allenatori, general manager, tifosi. Ma soprattutto giovani
talentuosi ragazzi. Tutti uniti nella speranza che una di quelle 58 chiamate possa
cambiare definitivamente la loro vita.
Per il secondo anno consecutivo non vi sarà tra i partecipanti alle scelte un
giocatore che sicuramente andrà al numero uno, niente Tim Duncan o Allen Iverson, per
intenderci. Nessuna stella incontrastata e quindi molta incertezza fra
coloro che dovranno cercare di pescar bene tra tanto, e soprattutto molto simile, talento.
Indicativamente le formazioni che potranno usufruire delle prime scelte sembrano
intenzionate ad assicurarsi centimetri a più non posso, data la latitanza ormai cronica
di giocatori d'area con stazza e tecnica. Per giunta gli ultimi playoffs
hanno dimostrato che i giocatori d'area di peso sono importanti come l'aria da respirare
se si vogliono avere ambizioni serie di arrivare sino in fondo, specialmente all'ovest.
Niente chiamate al primo giro per Wizards, Timberwolves, Warriors, Spurs, Heat e
Nuggets. Tra queste specialmente Heat e Spurs ne avrebbero tratto giovamento per
ringiovanire il roster.
Ancora una volta numerosissimi saranno gli atleti che si giocheranno le loro chance NBA
senza aver terminato il college, tra loro anche qualche (purtroppo) immancabile liceale,
tra cui spiccano due nomi che hanno ottime probabilità di finire al primo giro: Darius
Miles e DeShawn Stevenson.
Bando alle ciance, dunque, vediamo cosa potrebbe accadere il prossimo 28 giugno, in
quello che appare uno dei draft più incerti degli ultimi anni.
1- New Jersey Nets
-- Chris Mihm, C, 7-0, Jr., Texas Jayson Williams ormai passa più minuti in
injured list che in campo. I Nets devono tutelarsi e giocarsi questa prima chiamata per un
uomo d'area che possa sostituirlo degnamente e creare gioco in post basso per concedere un
po' di spazio agli esterni. In un primo momento sembrava che la scelta dovesse cadere su
Kenyon Martin ma l'infortunio che ha fermato Martin in questa stagione ha spaventato New
Jersey che si è orientata su Mihm. Non è da escludere una trade con Chicago in cambio
delle scelte 4 e 7, nel caso i Nets siano sicuri che Williams giochi la prossima stagione.
ma le utlime voci parlano di possibile ritiro
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| 2- Vancouver Grizzlies -- Kenyon Martin, AF, 6-9, Sr.,
Cincinnati
Probabilmente
avrebbero preferito Mihm per tentare di sostituire Reeves in mezzo all'area. Problema: chi
poi avrebbe preso il contrattone di Reeves? Nessuno con un minimo di materia grigia al di
sopra del collo. Così alla fine ripiegheranno su Martin senza troppi rimpianti, sempre
che quest'ultimo voglia andare in Canada. La scottatura dello scorso anno (Francis si
rifiutò di giocare per Vancouver) farà riflettere a lungo i Grizzlies che potrebbero
anche scambiare la loro scelta. Nel caso arrivi la potenza di Martin ad affiancare Big
Country, Othella Harrington preparerebbe le valigie, destinazione sconosciuta.
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| 3- Los Angeles Clippers -- Stromile Swift, AF, 6-9, Soph.,
Louisiana State Chi ragionasse con un minimo di buon senso direbbe "I Clippers possono
scegliere di tutto fuorché un'ala che può giocare 3 o 4. Un playmaker non
stonerebbe!". Buon senso e Clippers nella stessa frase però suonano come un ossimoro
ed ecco che "l'altra L.A." sceglierà veramente l'ennesima ala. Stavolta
l'obbiettivo è sostituire Maurice Taylor e Swift (meglio di Fizer nel gioco in post alto
e in difesa) potrebbe anche riuscirvi. Inghippo: Swift non ha voluto ingaggiare un'agente
per lasciarsi la possibilità di tornare sui banchi nel caso la squadra che lo volesse
scegliere non gli fosse congeniale, e i Clips potrebbero essere quella squadra.
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| 4- Chicago Bulls -- Joel Przybilla, C, 7-0,
Soph., Minnesota
Chicago necessita di un centro per giocare con continuità il suo attacco triangolo,
volatilizzatosi Mihm (sempre che non cerchino di intavolare uno scambio per arrivare a
sceglierlo più in alto) il migliore ancora disponibile appare Joel Przybilla. Un
prospetto che avrà bisogno di tempo per migliorarsi specialmente in attacco, ma
indubbiamente un giocatore interessante. Ottimo stoppatore, in prospettiva potrebbe
risultare molto più efficace di quel che fu Longley nelle ultime stagioni vincenti dei
Bulls.
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| 5- Orlando Magic (da Golden State) -- Marcus Fizer, AF, 6-8, Jr.,
Iowa State Prima delle tre scelte che Orlando potrà effettuare entro le prime
tredici. I Magic sono innamorati di Darius Miles, ma lasciar andare Fizer oltre la quinta
chiamata sarebbe un suicidio, alla fine i Magic pescheranno l'uomo da Iowa State. Grande
realizzatore dall'interno dell'area, contribuirà notevolmente a rimbalzo e la sua
presenza sotto i tabelloni fornirà anche intimidazione, il che non guasta. Grande
lavoratore, non deluderà Doc Rivers. Potenzialmente potrebbe essere considerato il
secondo giocatore di questo draft alle spalle del solo Martin.
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| 6- Atlanta Hawks -- Mike Miller, AF, 6-8, Soph., Florida Atlanta
è in una delicata fase di ricostruzione e non si sa nemmeno se il prossimo anno ci sarà
ancora il giocatore simbolo delle ultime stagioni, Dikembe Mutombo (potrebbe finire a
Phoenix). Per questo non è facile capire verso chi si indirizzeranno gli Hawks che si
sono ritrovati a metà anno anche senza il loro miglior realizzatore (JR Rider, cacciato).
Miles potrebbe essere una buona scelta così come Courtney Alexander, entrambi abili
marcatori, ma prevarrà la voglia degli Hawks di assicurarsi un'ala con punti nelle mani e
anche fisico per giocare nei pressi del canestro. Mike Miller è tutto questo e potrebbe
essere il sostituto non ancora trovato di Laettner. Per di più è oltre un mese che
Atlanta segue da vicino il ragazzo.
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| 7- Chicago Bulls (da Washington) -- Darius Miles, AP, 6-9, HS,
East St. Louis (Illinois) Come accennato sopra Chicago potrebbe scambiare
questa e la sua quarta scelta per arrivare a prendere Mihm con la numero uno. Altrimenti i
Bulls dovrebbero puntare sul giovanotto più intrigante del draft, capace di ricoprire
tutti e cinque i ruoli sul parquet. Come giocatore ricorda decisamente McGrady, ma come
con ogni liceale servirà pazienza per farlo crescere gradualmente. Tim Floyd è abituato
a lavorare con i ragazzi che arrivano dal liceo e questo aiuterà sia i Bulls che Miles.
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| 8- Cleveland Cavaliers -- Iakovos Tsakalidis, C, 7-1, Grecia Ilgauskas
non tornerà più un giocatore da Nba, c'è poco da fare. Cleveland ha dunque bisogno di
qualcuno che riempia l'area e all'ottava chiamata il migliore disponibile sembra proprio
Tsakalidis. I Cavaliers si mostrano ancora una volta molto interessati all'estero e visti
i risultati precedenti (Potapenko, lo stesso Ilgauskas, che, piedi fragili a parte, era un
signor giocatore) non è difficile capire il perché. Gli scout sono divisi su Tsakalidis:
alcuni ne sono innamorati, altri lo vedono decisamente troppo lento.
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| 9- Houston Rockets -- Morris Peterson, AP, 6-6, Sr., Michigan
State Houston è scoperta in parecchi ruoli, ma l'addio di Sir Charles ha
lasciato un enorme vuoto tra le ali. La tentazione di pescare Peterson dovrebbe così
essere troppo forte per resistervi. Qualche dubbio sul giocatore non può non esserci e
forse la nona chiamata è un azzardo eccessivo per un'ala dal buon tiro e con ottimi
movimenti ma che non sembra avere margini di miglioramento illimitati come altri prospetti
disponibili e il cui carattere è stato messo più volte in dubbio. Le Final Four vinte in
ogni modo giocheranno a suo favore.
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| 10- Orlando Magic (da Denver) -- Courtney Alexander, G, 6-5, Sr.,
Fresno State Realizzatore nato, Alexander è l'esterno che serve ai Magic.
Trova il canestro con grande facilità e continuità, usando un jump shot mortifero che
può rilasciare sopra la testa di chiunque lo stia marcando. Ha già un gioco molto adatto
ai professionisti e non dovrebbe aver problemi d'adattamento. Non è da escludere possa
essere scelto più in alto (difficilmente sopra la sesta chiamata) se arriva sin quaggiù
di sicuro i Magic non possono lasciarselo sfuggire. Se non è più disponibile Orlando
potrebbe cercare un play (Cleaves o Barkley) o anticipare la scelta di Stevenson.
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| 11- Boston Celtics -- DerMarr Johnson, G, 6-9, Fr., Cincinnati
Johnson non può scivolare oltre l'undicesima. Ai Celtics farebbero comodo centimetri
per riempire le zone pitturate, ma non si possono permettere di glissare su un marcatore
di questa caratura. Ha alcune movenze che ricordano Lamar Odom ed in difesa è stato
istruito alla perfezione da Max Good e Bub Huggins, sicché il pressing difensivo di
Pitino non lo coglierà troppo impreparato. I Celtics in ogni modo cercheranno di
scambiare per scegliere più in alto i centimetri di cui sopra.
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| 12- Dallas Maverics -- Jerome Moiso, C, 6-10, Soph., UCLA Pronosticare
una scelta di Dallas è più difficile che far sei al Superenalotto. Con Don Nelson può
davvero succedere di tutto e magari salta fuori qualche polinesiano di 2 metri e 40
sconosciuto persino alla sua famiglia. A Dallas non ne possono quasi più di Bradley e
Moiso sarebbe un bel modo per togliere minuti al mormone. Giocatore capace di evoluire sia
da quattro che da cinque è ottimo stoppatore ed è depositario d'un tiretto dai
cinque-sei metri che può ferire più d'una difesa.
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| 13- Orlando Magic -- DeShawn Stevenson, G, 6-5, HS, Washington
Union (Fresno, California) Facciamo il punto sulla situazione di Orlando, che
a seconda di come pescherà in questo draft deciderà buona parte del suo futuro. Le
servirebbero un centro, un'ala forte con punti nelle mani ed un playmaker che dia minuti
di riposo ad Amstrong. In più non guasterebbe un realizzatore in guardia. OK per l'ala
forte ed il realizzatore (scelte 5 e 10) mancherebbero il centro (e ci sarebbe N'diaye) e
il play (con disponibili ancora tutti i migliori). Premesso che molto dipenderà anche dal
mercato dei free agent (se arriva Eddie Jones si fa quasi senza il realizzatore, se arriva
McGrady è inutile la point guard) con tre scelte di lotteria Orlando non può non usarne
una per uno dei due liceali da far crescere con calma (e chi ha più calma dei Magic?
Rivers potrebbe allenarlo senza l'incombenza di farlo giocare con continuità). Quindi
già scelto Miles da Chicago ecco che la 13^ di Orlando dovrebbe portare in Florida il
talentuosissimo Stevenson che Orlando visiona da mesi. Magette-Stevenson per i Magic, una
polizza vita per i prossimi quindici anni.
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| 14- Detroit Pistons -- Mateen Cleaves, P, 6-2, Sr., Michigan
State Nel caso Grant Hill se ne vada, per Detroit saranno guai seri, così
scegliere un eroe locale come Cleaves servirebbe a togliere qualche castagna dal fuoco. Un
playmaker con le sue caratteristiche tornerebbe utile anche nell'improbabile eventualità
che Hill decida di non lasciare i suoi Pistons. Regista vecchia maniera non toglierebbe
troppi palloni a Hill e Stackhouse che al contrario vedrebbero ridotti i loro compiti di
regia per potersi dedicare anima e corpo alla ricerca di punti. Se è ancora libero
Peterson però i Pistons si getteranno a pesce sull'ala tralasciando Cleaves.
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| 15- Milwaukee Bucks -- Etan Thomas, AF, 6-9, Sr., Syracuse Cosa
è mancato a Milwaukee per completare lo scherzetto ai Pacers nel primo turno di playoffs?
Un'ala forte. Ecco che volatilizzatisi i migliori nelle prime sei, sette scelte i Bucks
dovrebbero orientarsi su Thomas. Rimbalzista e difensore eccelso con un grandissimo senso
della stoppata, può giocare anche qualche minuto da pivot. A proposito di pivot ci
sarebbe N'diaye che da qui in poi potrebbe sconvolgere le nostre previsioni.
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| 16- Sacramento Kings -- Eric Barkley, P, 6-1, Soph., St. John's Nei
playoffs si è visto quanto possa giovare qualche minuto di riposo in più a Williams.
Perché dunque non scegliere un play in grado di sostituire White Chocolate quando si
lascia prendere un po' troppo la mano? Barkley sembra avere le qualità giuste per poter
entrare subito nel vivo della gara e non sentire troppo la pressione, aiutato
dall'incredibile tifo della Gas station. Come play di riserva sembra più adatto del pur
utilissimo Tony Delk. Ecco pronto un altro soldato per la Bench Power di Jon Barry.
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| 17- Seattle Supersonics -- Quentin Richardson, G, 6-6, Soph.,
DePaul Richardson potrebbe diventare lo "steal of the draft" del
2000 e i Sonics ne sarebbero ben lieti. Come la maggior parte delle altre franchigie anche
Seattle avrebbe impellente necessità di peso e centimetri sotto i tabelloni, ma
Richardson è un frugolo troppo ghiotto per lasciarlo passare. Fosse uscito l'anno
prossimo sarebbe andato in lotteria, purtroppo per lui quest'anno i primi team che
sceglieranno hanno bisogno d'altro. Rimbalzista notevole e ottimo realizzatore assieme a
Gary Payton e Rashard Lewis (se rifirma) formerebbe un back court niente male per i Sonics
del futuro. Se vanno per il lungo i Sonics potrebbero scegliere un progetto come Ernest
Brown.
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| 18- Los Angeles Clippers (da Toronto) -- Keyon Dooling, P, 6-3,
Soph., Missouri Stavolta i Clippers non possono esimersi dal chiamare un
playmaker. Dooling è il migliore dopo Cleaves e Barkley (se saranno ancora disponibili i
Clippers ne sceglieranno uno nell'ordine d'apparizione qui sopra), ed anche se è meno
conosciuto degli altri due ha un gioco fuori più completo e convincente. Se dovesse
accorgersi in anticipo di finire così in basso non ci si stupirebbe di vederlo tornare in
aula per ritentare l'anno venturo. In quel caso per i Clips spunterebbero le candidature
Claxton e Penn.
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| 19- Charlotte Hornets -- Mamadou N'diaye, C, 7-0, Sr., Auburn N'diaye
è un vero incubo, perché potrebbe comodamente andare in lotteria. Gli Hornets sarebbero
felicissimi di portarlo nel North Carolina ma sanno benissimo che se Eddie Jones se ne
andrà (usiamo un'ipotetica solo per correttezza formale) dovranno valutare bene prima di
sceglierlo, visto che un realizzatore diverrebbe indispensabile. Non dovesse essere scelto
nemmeno ora insidierebbe il "titolo" di steal of the draft a Richardson e
farebbe felici le squadre che vengono dopo e che sperano di poterlo chiamare. Per
Charlotte Carrawell, Crawford e Mason i nomi per il sostituto di Jones, ma non
necessariamente in quest'ordine.
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| 20- Philadelphia 76ers -- Jamal Crawford, G, 6-6, Fr., Michigan Molto è legato alla
decisione che prenderà Tony Kukoc (restare ai Sixers o tornare nella vecchia cara
Europa?). Crawford è una guardia-ala che può giocare in tutti i ruoli esterni potrebbe
nel tempo sostituire Snow. Uscendo dalla panchina per giunta dovrebbe rivelarsi un
giocatore con un buon impatto. Philadelphia ha più volte ammesso l'interesse deciso per
Jamal e l'unica alternativa credibile potrebbe essere Jason Kapono di UCLA, più istruito
al tiro da fuori.
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| 21- Toronto Raptors (da Minnesota) -- Craig "Speedy"
Claxton, P, 5-11, Sr., Hofstra
Altra formazione
alla ricerca di un regista. Se i migliori saranno già andati arriverà il piccolo,
piccolo Claxton. Tosto, tostissimo, per i Raptors non sarà una novità adattarsi a
giocare con un mini play, visto che già hanno in roster Muggsy Bogues e Claxton ne sembra
l'erede naturale.
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| 22- New York Knicks -- Jamaal Magloire, C, 6-11, Sr., Kentucky
Dopo la papera dello scorso hanno con Frederic Weis, i Knicks ritornano alla ricerca
del dopo Ewing sperando di evitare ulteriori figuracce. A Van Gundy serve un giocatore
duro, atletico e fisico. Magloire dovrebbe spuntarla su Collier nel caso i Knicks (che
stavolta hanno cercato negli USA e non in Europa il loro uomo) peschino un giocatore di
quel tipo. Magloire durante la stagione a Kentucky ha dimostrato di saper giocare con
cuore e attributi in post basso e questo è quello che desideravano gli scout,
specialmente quelli con residenza al Madison Square Garden.
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| 23- Utah Jazz (ricevuta da Miami) -- Hanno Mottola, AF/AP, 6-9,
Sr., Utah Altra squadra (si veda Detroit) che pescherà un uomo di casa per
ringalluzzire gli animi dei tifosi, affranti dal ritiro di Hornacek. Mottola può segnare
dall'ala, ma non è abbastanza rapido per restare sulle ali piccole in difesa. Sloan sarà
così costretto ad alternarlo dentro e fuori. Nel caso Utah non dovesse sceglierlo per
Mottola il primo giro diverrebbe un miraggio. Ma Utah con questa scelta sembra voglia
iniziare a pensare al momento in cui Malone abbandonerà.
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| 24- Chicago Bulls (da San Antonio) -- Jeryl Sasser, P, 6-7, Jr.,
SMU Playmaker cercansi. Di certo i Bulls non vorranno gettare una scelta di
lotteria per una point guard che non li convince pienamente e quindi la scelta destinata
al play dovrebbe rimanere proprio quest'ultima. A questo punto del draft il prospetto più
intrigante è proprio Sasser. Capace di giocare in entrambe le posizioni di guardia è tra
i migliori difensori disponibili nel lotto. La sua versatilità potrebbe rivelarsi
utilissima per i Bulls "under construction". Altrimenti il folletto di Ohio
State Scoonie Penn.
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| 25- Phoenix Suns -- Jason Collier, C, 7-0, Sr., Georgia Tech Purché
all'anagrafe non risulti come Luc Longley a Phoenix sono disposti ad accettare di tutto
pur di riempire il vuoto sotto le plance. Collier ha ottimi fondamentali offensivi ed è
ben più che "di tutto". A Phoenix avrà anche l'opportunità di crescere
gradualmente, rilevando Longley, giocandogli accanto e poi in futuro, sostituendolo.
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| 26- Utah Jazz -- Chris Carrawell, G, 6-6, Sr., Duke Il
ritiro del vecchio Jeff Hornacek ha lasciato un vuoto incolmabile nel quintetto di Utah.
Se si aggiunge che non è mai stato trovato il sostituto di Shandon Anderson è evidente
come serva una guardia che riesca a segnare nei modi più svariati e a fornire atletismo e
gambe fresche. Carrawell può essere insidiato da Desmon Mason, ma il pedigree che
fornisce Duke non dovrebbe passare inosservato dai Jazz.
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| 27- Indiana Pacers -- Soumaila Samake, C, 7-2, Cincinnati Stuff
(IBL) La finale è stata impietosa: ai Pacers servono giocatori da affiancare
a Dale Davis e ad un Rik Smits in parabola ormai, molto, discendente e che non ha più
molte stagioni nei piedi. Samake ha la stazza e le capacità di stoppatore che lo
potrebbero rendere un buon centro a livello NBA. Ha bisogno di un po' di tempo e di
pazienza, ma con un maestro come Smits ne può nascere davvero un prospetto interessante.
Sarà il primo giocatore a passare dalla IBL alla NBA.
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| 28- Portland Trail Blazers -- Ernest Brown, C, Indian Hills CC I
Blazers sono l'unica squadra della lega che non ha la minima necessità in nessun ruolo.
E' vero Sabonis è quasi al capolinea ma ha ancora un po' di energie da spendere, ed ecco
che nasce un'idea interessante. Prendere un lungo giovane e acerbo come Brown (i Blazers
però preferirebbero Samake) e metterlo a lavorare con il grandissimo Arvidas. Il
risultato potrebbe essere devastante. Se non sarà Brown il giovane da svezzare potrebbe
essere Dan McClintock.
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| 29- Los Angeles Lakers -- Donnell Harvey, AF, 6-8, Fr., Florida Un
Dennis Rodman senza i tatuaggi. Ecco cosa sembra Harvey. E ai Lakers farebbe davvero
comodo un'ala forte con quelle caratteristiche, in grado di contrastare in difesa i vari
Webber, Wallace e compagnia. A L.A. inoltre Harvey (che, non dimentichiamocelo, è un
freshman) avrebbe tempo di maturare con tutta tranquillità. |
Altri giocatori in lizza per essere chiamati tra il primo e il secondo
giro: Desmond Mason, Oklahoma State - Dan McClintock, N. Arizona - Scoonie Penn, Ohio
State - Michael Redd, Ohio State - Olumide Oyedeji, Nigeria - JaRon Rush, UCLA - Jason
Kapono, UCLA - A.J. Guyton, Indiana - Cory Hightower, Indian Hills CC - Jabari Smith,
Temple - Khalid El-Amin, Connecticut - Lavor Postell, St. John's - Ed Cota, North
Carolina.
Ora, naturalmente non ci resta che aspettare il 28 giugno, quando, come al solito, in
una manciata di minuti si compiranno i destini di tanti ragazzi, e tante franchigie che,
per motivi diversi, ricorderanno quel giorno per molti, molti anni... |