Charlotte e Philadelphia: due squadre che sono andate di pari passo
nella regular season, che hanno chiuso con lo stesso record (entrambe a 49 vittorie) e che
ora si affrontano in quella che è probabilmente la serie playoff più equilibrata insieme
a Suns-Spurs.
Il
vantaggio del campo spettava agli Hornets in virtù delle tre vittorie su quattro partite
conseguite in stagione. Tutto però crolla in Gara 1: Jones soffre la
rapidità di Iverson che lo manda fuori giri e lo fa uscire per lungo tempo nella partita
per problemi di falli, il numero 3 dei 76ers ne marca 40 (record personale) e tutta la
squadra lo segue; Snow, Lynch e Hill sono in doppia cifra e poco importa lo 0 su 5 di Toni
Kukoc.
Dall'altra parte emerge uno dei motivi dominanti della serie : Derrick Coleman si
ricorda di essere una delle prime 3/4 ali forti della lega quando ne ha voglia e segna 23
punti con 16 rimbalzi per poi dare la vittoria ai suoi in Gara 2; dopo
che Snow aveva mandato tutti all'overtime con un canestro allo scadere, l'ala ex
Philadelphia ha chiesto la palla e termina la partita con 29 punti sul tabellino e la
serenità di aver reindirizzato la serie verso il binario giusto.
Si arriva quindi a Gara 3, al First Union Center di Philadelphia,
Pennsylvania. Snow non si è neppure cambiato a causa di una microfrattura comparsa in
gara 1 e accentuatasi in gara 2. Brutto problema questo per i 76ers che in un colpo solo
perdono il loro miglior difensore sui piccoli della squadra avversaria e il loro miglio
assist-man. Anche Iverson non se la passa al meglio: dolori al piede e la solita spalla
che lo ha tormentato per le ultime 40 partite della stagione.
Comincia la partita con Aaron McKie in marcatura sull'ex compagno di college a Temple,
Eddie Jones. Il miglior "stealer" della lega comincia subito bene con due triple
e un jumper a bersaglio, ma in generale Charlotte gioca bene: l'ottima circolazione di
palla degli uomini di Paul Silas, concede a Campbell, Mason e Wesley tiri comodi che però
non hanno buon fine. Dall'altra parte si segna ancora meno, manca un uomo che sappia
organizzare il gioco (il sostituto di McKie è Kevin Ollie...) e spesso le azioni di
attacco si concludono con una penetrazione di Iverson che puntualmente subisce fallo. Il
primo quarto si chiude sul 18-18, ma gli Hornets sembrano poter comandare la partita,
opinione rafforzata anche dalla partenza che Charlotte ha nei primi minuti del secondo
quarto : dentro Eddie Robinson e Baron Davis e squadra che aumenta la pressione sia
offensiva che difensiva: il numero 1 di Charlotte ne segna 11 in appena 5 minuti e dà un
vantaggio alla squadra che arriva anche a 7 punti. Poi Philadelphia ritorna a galla e
chiude il secondo quarto a meno 2.
Il secondo tempo è quello che segna la differenza tra le due
squadre : Hill riesce a contenere Coleman, Kukoc, solitamente distratto
in difesa, tiene bene Mason (ancora impiegato come playmaker) ed aiuta anche i compagni
nei raddoppi per le incursioni di Jones e Wesley. Persino Matt Geiger, solitamente
fischiato a ripetizione dal pubblico di casa, riesce ad ottenere una standing ovation
lottando per rimbalzi offensivi che spesso trasforma. Al resto ci pensa poi Ratliff che
con le sue sei stoppate, chiude la porta a chiunque voglia entrare nell'area pitturata da
lui presidiata. Complice un pubblico in stile europeo, l'inerzia della partita volge a
vantaggio dei 76ers che trovano nel tandem Iverson-Kukoc la coppia di realizzatori che
erano mancati nella prima frazione di gioco.
La partita si chiude sull'81-76 dopo che i 76ers non avevano concesso neppure un tiro
agli Hornets per 11 minuti nel quarto quarto e al First Union Center è pandemonio. La
serie continua lunedì sera nello stesso impianto che ha ospitato gara 3 : uno dei temi
principali sarà come la front line di Charlotte riuscirà a superare gli evidenti
problemi offensivi derivanti da una difesa rocciosa composta di uomini dediti al
sacrificio e che nella loro metà campo sono decisamente polivalenti. Gli Hornets hanno un
vantaggio tecnico non indifferente, soprattutto in fase offensiva, possono trovare diversi
realizzatori, ma basta un nulla per far sì che il meccanismo si inceppi. La squadra del
North Carolina ha adesso l'ultima possibilità di avanzare al turno successivo : stà a
coach Silas trovare le motivazioni per mandare in campo i suoi più determinati che mai a
coneguire un obiettivo che, dopo l'infortunio di Snow, non sembrava poi così proibitivo. |