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Stagione 1999 / 2000


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Le Outsider
di Andrea Gandino


Charlotte e Philadelphia: due squadre che sono andate di pari passo nella regular season, che hanno chiuso con lo stesso record (entrambe a 49 vittorie) e che ora si affrontano in quella che è probabilmente la serie playoff più equilibrata insieme a Suns-Spurs.

Il vantaggio del campo spettava agli Hornets in virtù delle tre vittorie su quattro partite conseguite in stagione. Tutto però crolla in Gara 1: Jones soffre la rapidità di Iverson che lo manda fuori giri e lo fa uscire per lungo tempo nella partita per problemi di falli, il numero 3 dei 76ers ne marca 40 (record personale) e tutta la squadra lo segue; Snow, Lynch e Hill sono in doppia cifra e poco importa lo 0 su 5 di Toni Kukoc.

Dall'altra parte emerge uno dei motivi dominanti della serie : Derrick Coleman si ricorda di essere una delle prime 3/4 ali forti della lega quando ne ha voglia e segna 23 punti con 16 rimbalzi per poi dare la vittoria ai suoi in Gara 2; dopo che Snow aveva mandato tutti all'overtime con un canestro allo scadere, l'ala ex Philadelphia ha chiesto la palla e termina la partita con 29 punti sul tabellino e la serenità di aver reindirizzato la serie verso il binario giusto.

Si arriva quindi a Gara 3, al First Union Center di Philadelphia, Pennsylvania. Snow non si è neppure cambiato a causa di una microfrattura comparsa in gara 1 e accentuatasi in gara 2. Brutto problema questo per i 76ers che in un colpo solo perdono il loro miglior difensore sui piccoli della squadra avversaria e il loro miglio assist-man. Anche Iverson non se la passa al meglio: dolori al piede e la solita spalla che lo ha tormentato per le ultime 40 partite della stagione.

Comincia la partita con Aaron McKie in marcatura sull'ex compagno di college a Temple, Eddie Jones. Il miglior "stealer" della lega comincia subito bene con due triple e un jumper a bersaglio, ma in generale Charlotte gioca bene: l'ottima circolazione di palla degli uomini di Paul Silas, concede a Campbell, Mason e Wesley tiri comodi che però non hanno buon fine. Dall'altra parte si segna ancora meno, manca un uomo che sappia organizzare il gioco (il sostituto di McKie è Kevin Ollie...) e spesso le azioni di attacco si concludono con una penetrazione di Iverson che puntualmente subisce fallo. Il primo quarto si chiude sul 18-18, ma gli Hornets sembrano poter comandare la partita, opinione rafforzata anche dalla partenza che Charlotte ha nei primi minuti del secondo quarto : dentro Eddie Robinson e Baron Davis e squadra che aumenta la pressione sia offensiva che difensiva: il numero 1 di Charlotte ne segna 11 in appena 5 minuti e dà un vantaggio alla squadra che arriva anche a 7 punti. Poi Philadelphia ritorna a galla e chiude il secondo quarto a meno 2.

Tony KukocIl secondo tempo è quello che segna la differenza tra le due squadre : Hill riesce a contenere Coleman, Kukoc, solitamente distratto in difesa, tiene bene Mason (ancora impiegato come playmaker) ed aiuta anche i compagni nei raddoppi per le incursioni di Jones e Wesley. Persino Matt Geiger, solitamente fischiato a ripetizione dal pubblico di casa, riesce ad ottenere una standing ovation lottando per rimbalzi offensivi che spesso trasforma. Al resto ci pensa poi Ratliff che con le sue sei stoppate, chiude la porta a chiunque voglia entrare nell'area pitturata da lui presidiata. Complice un pubblico in stile europeo, l'inerzia della partita volge a vantaggio dei 76ers che trovano nel tandem Iverson-Kukoc la coppia di realizzatori che erano mancati nella prima frazione di gioco.

La partita si chiude sull'81-76 dopo che i 76ers non avevano concesso neppure un tiro agli Hornets per 11 minuti nel quarto quarto e al First Union Center è pandemonio. La serie continua lunedì sera nello stesso impianto che ha ospitato gara 3 : uno dei temi principali sarà come la front line di Charlotte riuscirà a superare gli evidenti problemi offensivi derivanti da una difesa rocciosa composta di uomini dediti al sacrificio e che nella loro metà campo sono decisamente polivalenti. Gli Hornets hanno un vantaggio tecnico non indifferente, soprattutto in fase offensiva, possono trovare diversi realizzatori, ma basta un nulla per far sì che il meccanismo si inceppi. La squadra del North Carolina ha adesso l'ultima possibilità di avanzare al turno successivo : stà a coach Silas trovare le motivazioni per mandare in campo i suoi più determinati che mai a coneguire un obiettivo che, dopo l'infortunio di Snow, non sembrava poi così proibitivo.


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