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Elton
Brand e Steve Francis
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Alla fine, la Nba non è riuscita a trovare un singolo
vincitore per la categoria del miglior esordiente dell'anno, e così come aveva fatto con
Grant Hill e Jason Kidd qualche anno fa, ha nominato due co-rookie of the year: Elton
Brand e Steve Francis.
Entrambi sono stati sicuramente molto discussi durante la regoular season: Elton
Brand perché secondo molti non aveva una posizione fissa nella Nba, e la prima
scelta assoluta spesa per lui dai derelitti Bulls, sembrava sprecata. Le critiche
all'ormai odiato e famoso gm di Chicago Jerry Krause potevano anche rivelarsi giuste,
magari con il passare del tempo, e questi dubbi avevano fatto insinuare che Brand poteva
trasformarsi da fenomeno dichiarato ad una bufala.
Ma
alla fine della stagione, le performance del n.1 dell'ultimo Draft hanno cancellato ogni
timore premiandolo con 20 punti e 10 rimbalzi ad allacciata di scarpe, con massimi davvero
impressionanti come i 44 punti rifilati ai Wizards, i 18 rimbalzi (raggiunti 2 volte) e le
8 stoppate collezionate contro i Pistons. Ma, in fondo, la vittoria di Brand era
pronosticabile, soprattutto perché egli rappresenta un eroe positivo per una Lega che
mira sempre di più all'aspetto e ai comportamenti che alla sostanza.
La nomina di Steve "Franchise", invece, ha lasciato
parecchie persone sorprese. Quello che più ha impressionato, a parte le cifre
stratosferiche che parlano da sole (18 punti di media, con un picco di 34 in una partita,
il che non è poco per un playmaker), è stato il modo in cui gli è stata praticamente
affidata la franchigia dopo il grave infortunio di Barkley, e il declino di Olajuwon.
Ma Francis si era già fatto conoscere molto prima che i suoi salti e le sue
schiacciate lasciassero di stucco la folla Nba, infatti è rimasta famosa la sua
delusione, il giorno del draft, quando si rese conto di essere stato scelto dai
catastrofici Vancouver. Ed è rimasta ancora più famosa la sua volontà di voler essere
ceduto, molto prima che gli allenamenti iniziassero, e le valige spedite verso il Texas, a
Houston, casa di Hakeem e Sir Charles. Di solito la Nba diffida di personaggi di questo
genere, per questo non l'avrei mai immaginato Rookie dell'anno.
La lega si è poi scordata del prodigioso Lamar Odom , che aveva
impressionato con un inizio di stagione notevole, per poi assestarsi a medie più consone
ad un esordiente. Forse Odom ha pagato il fatto di giocare nei Clippers, sempre meno
conosciuti di squadre come i Bulls e i Rockets , grandi protagoniste dei titoli del
passato.
I 2 vincitori, comunque, avevano già impressionato la platea ad Oakland nel
Rookie Game. Brand vinse il titolo di miglior giocatore della partita, catturando una cosa
come 21 rimbalzi e segnando, tra poderose schiacciate e dolci layup, 18 punti. Francis
impressionò invece per le finte, il tiro e la velocità durante la partita e finendo
addirittura secondo dietro Vince Carter nella gara delle schiacciate con prodezze
impressionanti.
Ora per loro inizia una lunga estate di lavoro, per perfezionare e completare il
proprio gioco: Brand farebbe bene a lavorare sul tiro da fuori, indispensabile per ogni
ala grande che si rispetti, mentre Francis, più che di miglioramente tecnici, avrebbe
bisogno di una mentalità più portata al passaggio in attacco... |