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OAKLAND,CA - La 49esima edizione dellAll Star Game NBA ha
definitivamente sancito linizio di una nuova era.
Non più Jordan, Pippen, basta coi grandi vecchi ma largo ai giovani, spazio ai vari
Bryant, Carter (che numeri!), Garnett, Iverson, e ci sarebbero molti altri nomi da citare. Lo spettacolo è cominciato con il
Rookie Challenge, che è stato uno dei migliori da quando è stato
istituito, grazie ai numeri di Elton Brand (MVP), Lamar Odom, Steve
Francis, e senza dimenticare uno dei giocatori più eccitanti dell'intera Lega: Jason
Williams (suo un assist con il gomito dietro la schiena, ma come ha fatto?). Giocatori che
al prossimo All-Star Game vedremo con ogni probabilità al livello superiore.
Successivamente è stata la volta di Jeff Hornacek che ha vinto il 2ball
e la gara del tiro da 3 punti.
Ma il momento più atteso doveva ancora arrivare: lo Slam
Dunk Contest che ci ha fatto vedere cinque schiacciate di Vince Carter
una più bella dellaltra, tutte quante straordinarie. Inutile dire che la gara è
stata vinta dal giocatore dei Raptors che ha superato il cugino Tracy McGrady e il
sorprendente Steve Francis. 
Schiacciate che hanno lasciato in visibilio i grandi elettori
come ONeal, Kidd, Webber ma soprattutto Garnett. ONeal ha dichiarato che
quello che ha fatto vedere Carter è stata la cosa più bella del Week-End.
Ma finalmente giunge il momento clou di tutto il weekend con la
sfida fra Eastern e Western Conference, questultima si presentava con una front-line
da paura, forse la più forte mai scesa su un campo da basket, di sicuro una delle più
impressionanti per statura e velocità: Garnett - Duncan - O'Neal. Ha vinto lOvest
per 137-126 e i sono stati votati co-MVP Duncan e ONeal. 
Durante il weekend sono stati fatti vari annunci da David Stern,
commisioner della lega. Il più importante riguardava i Rockets, che sicuramente
cambierrano città entro il 2003. Ma anche mercato, Toni Kukoc è da qualche ora un
giocatore dei Philadelphia 76ers, in uno scambio a 3 squadre che ha coinvolto i sixers, i
Warriors e i Bulls: a Oakland vanno Larry Hughes e Billy Owens, mentre a Chicago John
Starks e una prima scelta di Golden State.
Marco Multari
Cos'altro potrei aggiungere all'esauriente commento del buon
Marco Multari?
Beh, diciamo solo che dopo questo All Star Game David Stern potrà dormire sonni
tranquilli: le grandi stelle del passato sono state tutte rimpiazzate da nuove giovani
stelle altrettanto fulgide, e forse ancor più spettacolari.
Garnett, O'Neal, Carter e Iverson incarnano uno stile di gioco
futurista, fatto di atletismo, balzi prodigiosi, un prodigioso mix di fantasia e potenza.
Ma ci sono anche i Duncan, i Kidd e gli Allan Houston, gente che gioca spesso sotto il
livello del ferro, ma che sa stare in campo eccome: giocatori che fanno della tecnica
sopraffina, più che delle gambe, la propria arma vincente; e non a caso, 2 di questi
giocatori lo scorso anno disputarono la Finale...
Spendiamo 2 parole anche per Carter: tanto per
chiarire che, si, non è un'impressione, questo ragazzo salta più di Michael! Se
poi sarà in grado di fare anche solo un quarto di quello che è riuscito all'alieno, beh,
è tutto un altro discorso, ma le somiglianze fra i 2 giocatori nella storia, nel gioco e
nel carattere sono veramente impressionanti...
Un ultimo ricordo infine per Jeff Hornacek, che da anni calpesta
i parquet di tutta l'NBA con quell'aria un po' triste e un po' dimessa di chi si trova di
fronte, ogni sera, un avversario più alto, più grosso e più potente; ma, com'è e come
non è, spesso da questi duelli il buon Jeff esce vincitore, e non solo per le innegabili
doti tecniche: il cuore, la resistenza fisica, la durezza mentale sono doti in cui Horny
non è secondo a nessuno... |