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Stagione 1999 / 2000


 

UP & DOWN
della stagione 1999/2000

di Leonardo Ancilli

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  UP 

- Los Angeles Lakers: Campioni e quindi con tutte le ragioni del mondo.

- Shaquille O'Neal: tutto suo. Ha vinto tutto quello che c'era da vincere : MVP stagionale. MVP All Star Game (con Tim Duncan), MVP Finali e Titolo. Di più è impossibile. Ma a stupire tutti sono stati i suoi miglioramenti in difesa.

- Kobe Bryant: il giocatore che ha fatto i maggiori progressi nell'ultima stagione, diventando un leader a 21 anni, gestendo finali da brivido, e decidendo personalmente due gare delle finali (gara 4 e gara 6). Se pensiamo che giocherà ancora 15 anni non è che l'inizio.

- The Combo: così Shaq definisce l'intesa tra lui e Kobe. Si dice che tutto è nato al compleanno di Kobe la scorsa estate. Basterà loro un contorno anche solo dignitoso per continuare a vincere. Attenzione: i due finiranno di sicuro le loro carriere ai Lakers e visto che Shaq ha 28 anni e Kobe 21 il finale di gara sei lo potremmo rivivere diverse volte nel prossimo decennio.

- Phil Jackson: voleva vincere un titolo senza Jordan ed ecco fatto al suo primo tentativo. A Los Angeles i giocatori c'erano già, ma ad alcuni andava cambiata la mentalità. Ecco fatto. Un unico interrogativo sui Lakers: cosa avrebbero fatto con la squadra di due anni fa, cioè con Van Exel (regalato a Denver), Eddie Jones e Elden Campell (scambiati a Charlotte per Glenn Rice che è stato l'unico vero problema di questi Lakers)? Mettiamola così: almeno 70 vittorie in regular season e una passeggiata nei playoff.

- Sacramento Kings: la squadra più spettacolare della lega, con una superstella come Webber, un giovane da crescere come Jason Williams e la migliore panchina della lega. Questi signori hanno portato i Campioni alla bella al primo turno, alla faccia di chi li accusava di essere una squadra da regular season con poche chanche in una serie di playoff.

- Rookies: annata di rookie sostanzialmente superiore alle attese: Brand, Francis e Odom diventeranno superstelle e sicuramente molti giocatori esordienti quest'anno rimarranno a lungo nella lega.

- Scottie Pippen: dopo un'annata disastrosa ai Rockets, a Portland a dimostrato di essere un leader, soprattutto nei playoff.

- Vince Carter: la nuova stella della lega. Schiaccia ad ogni altezza, porta il pienone in ogni arena ed ha portato Toronto ai playoff per la prima volta (dove lui a dire il vero ha deluso un poco). Sicuramente il più spettacolare ma da qui al nuovo Jordan ne corre...

- Nuove regole NBA: le nuove regole varate ad inizio stagione hanno fatto aumentare i punteggi notevolmente facendo riscoprire a molti che le partite si possono vincere segnando molto. Tipico esempio la finalissima con punteggi da capogiro: se pensiamo che nella finale del '94 tra Houston e New York nessuno passò mai 100 punti, direi un gran successo.

- Orlando Magic: Partiti per arrivare semplicemente in fondo alla stagione senza nessuna pretesa, hanno liberato ulteriore spazio nel salary cap con scambi durante la stagione, ma nel frattempo hanno perso il treno per i playoff solo all'ultima gara di regular season, valorizzando un sacco di giocatori praticamente scartati da tutti (tanto per fare un esempio, 4/5 del quintetto di partenza era composto da giocatori mai scelti nel draft). Il merito è di Rivers (Coach of the years), ma anche della dirigenza che per tutta l'estate avrà molto da fare con tre prime scelte, e la possibilità di ingaggiare due agenti liberi al massimo salariale (si parla di due tra Duncan, Eddie Jones e Tracy McGrady). E se il prossimo anno fossero in finale ?


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- Il nuovo Jordan: La continua ricerca da parte di tutti, vertici NBA compresi, del nuovo Jordan sta passando ogni limite. M.J. purtroppo si è ritirato dopo una carriera che sembrava una sceneggiatura di un film, ma la ricerca del suo sostituto ha dell'assurdo. Per il bene dei vari Carter, Bryant e altri è ora di finirla con scomodi paragoni, soprattutto per i ragazzi che si trovano davanti un obiettivo irraggiungibile. Tra l'altro questi paragoni portano anche un po' sfortuna: quando nel 1991 Magic lasciò, ogni buon palleggiatore di due metri era paragonato a lui... Da allora, le promesse le hanno mantenute (in parte chiaramente) solo Penny e Steve Smith...

- Allenatori: uno dei problemi più allarmanti della Lega è la vera mancanza di allenatori da NBA. Ci sono 29 squadre, e ci saranno si e no una decina di coach da NBA (Jackson, Riley, Karl, Adelman, Sloan, Dunleavy, Wilkens, Brown) più qualche buon ex giocatore all'inizio come Skiles e Rivers. Ma più della metà delle squadre è gestita da allenatori non all'altezza. In particolare gli allenatori arrivati dall'NCAA paiono non essere minimente all'altezza, e probabilmente non hanno nemmeno l'umiltà per gestire superstelle da 10 milioni di dollari l'anno, anziché ragazzini alle prime armi. Due esempi per tutti: Calipari e soprattutto Rick Pitino che dopo aver fallito anni fa ai Knicks sta facendo sprofondare Boston tra le peggio squadre della lega.

- San Antonio Spurs: i campioni in carica sono spariti in fretta: Duncan e Robinson hanno fatto quello che avevano fatto l'anno prima, ma il resto della ciurma è sparito clamorosamente, ed ai playoff, complice soprattutto l'assenza di Tim, sono subito usciti per mano di Phoenix. Adesso li aspetta un'estate con il fiato sospeso in attesa della decisione di Duncan che pare già con le valige in mano. Se parte, via alla ricostruzione.

- New Jersey Nets: Una squadra che ha dentro Marbury, Van Horn, e qualche buon comprimario che non arriva ai playoff nella debolissima Eastern Conference meriterebbe la galera...

- Miami Heat: hanno ancora perso come sempre contro i Knicks, come sempre all'ultima gara. Quanto ci vorrà per capire a Riley che così non si va avanti. Sembra l'anno buono ma...

- Hakeem Olajuwon: e' un vero tuffo al cuore vedere un gran campione come Hakeem che gira a vuoto per il campo, e che addirittura fa il sesto uomo a gente come Kato, il tutto in una squadra senza futuro immediato. Se vuole continuare deve andare dove si può vincere, altrimenti è meglio che non offenda la sua leggenda.

- 29 Franchigie: decisamente troppe. Nella Lega a mio parere ci sono 5 squadre di troppo. Il talento si disperde, molte franchigie sono gestite in maniera spaventosa e adesso il nodo è arrivato al pettine con i rookie che si rifiutano di giocare per le squadre peggiori come è successo lo scorso anno con Francis a Vancouver. Indietro difficilmente si tornerà, ma almeno non ci devono essere nuove espansioni.

- Shawn Kemp - Stephoun Marbury: il primo ha trent'anni, da dieci gioca nella Lega. Tre anni fa quando lasciò Seattle era la miglior ala grande dopo Malone. Adesso che dovrebbe avere la maturità e anche il fisico per dominare è diventato un'inutile peso per la sua squadra. Shawn è stato il classico esempio di giocatore a cui non importava nulla di vincere. Se fosse rimasto a Seattle con il Payton attuale Seattle sarebbe stata una potenza, invece forzò lo scambio per motivi sconosciuti. I risultati li abbiamo sotto gli occhi. Il bello è che la storia si è ripetuta con Marbury da Minnesota ai Nets ovvero da un passo dal paradiso all'inferno più profondo.


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- Phoenix Suns: se gli infortuni la lasciassero in pace farebbe sfracelli. Una domanda. Se fosse allenata da un super come Riley e Jackson dove arriverebbe ?

- Larry Bird: meriterebbe sicuramente una ampio spazio degli UP ma quei falli su Shaq a metà campo... E poi perché lascia così repentinamente? Non sarà mica che ha già un accordo coi i suoi Celtics...

- Philadelphia 76'ers: vale un po i discorso fatto per Miami. Le cose si devono cambiare perché difficilmente si può andare più avanti di così.
Una sola considerazione sulle disastrose scelte di Phila sul mercato:
a) nel 93' scelgono Bradley rinunciando a Penny, poi Bradley viene scambiato ai Nets per Coleman lasciato libero a sua volta. Di quello scambio non rimane nulla.
b) Stackhouse uomo da 20 a partita viene scambiato per Ratliff.
c) Van Horn viene scelto e ceduto ai Nets per Tim Thomas giovanissimo spedito poi ai Bucks senza attendere la sua maturazione per un veterano come Hill.
d) Larry Hughes viene ceduto ai Warrriors per arrivare a Kukoc. Hughes spara quarantelli diventando una superstar, Kukoc delude ed in più a fine stagione essendo free agents saluterà tutti.
Forse sarebbe meglio limitarsi a far giocare chi c'è, perché se tutti fossero rimasti questi lotterebbero per il titolo. Che ne pensate di un quintetto Iverson Stackhouse Thomas Van Horn e Coleman con Hughes sesto uomo?

- Boston Celtics:  Boston non è inserità nel settore Down  perché ormai la sua mediocrità dura da anni e non si può parlare di delusione rispetto all'anno prima. Il vero indiziato della pessima gestione di Boston è senza dubbio Rick Pitino, chiaramente non in grado di allenare tra i Pro. Questa stagione riflette molto bene le scelte fatte negli ultimi anni. Boston non farà i playoff in una stagione in cui il livello della Est conference è ai minimi storici. I perché di questo tracollo sono molti; il primo sicuramente è il fatto che non si è mai creduto fino in fondo sui giocatori arrivati dai draft. Ron Mercer questa estate è stato scambiato con Denver in cambio di Eric Williams (che due anni prima proprio Pitino aveva cacciato da Boston) e Danny Fortson. Lo scambio di per se era una mezza bestemmia e se aggiungiamo il fatto che Fortson a Boston non ha mai giocato con continuità e addirittura si è tentato di scambiarlo si arriva alla conclusione che Mercer (giocatore da 20 Pts a partita) è stato ceduto in cambio di "niente". L'unica volta negli ultimi anni che Boston ha scelto nei primi 3 ha chiamato Billups, giocatore ormai quasi sparito, che probabilmente al tempo non valeva una chiamata nei primi 10, quindi a metà stagione Pitino l'ha scambiato con Kenny Anderson. E' difficile giudicare un rookie in tre mesi, ma allora perchè sceglierlo se non si è convinti, per poi scambiarlo con Kenny Anderson, altro giocatore di cui Pitino non va pazzo. A Boston però bisogna riconoscere che sono arrivati due giocatori incredibili. Il primo è Paul Pierce, la cosa più simile a Pippen oggi nella Lega, con cifre incredibili ed anche una buona leadership che ne potrebbero fare in breve il simbolo della squadra. Il secondo è il bizzoso Walker, che dopo un anno d'esordio incredibile si è lasciato andare a capricci da star che ne condizionano moltissimo il rendimento, ma le sue cifre parlano di oltre 20 pts a sera e non possono essere trascurate. In conclusione credo che Boston dovrà operare alcune mosse sul mercato, la cessione di Walker è praticamente obbligatoria visto che il pubblico lo detesta, ed i compagni pure, però dalla sua cessione si può sicuramente arrivare a qualche ottimo giocatore, poi sul mercato dei free agents, che questa estate sarà scoppiettante, Boston non si può certo permettere di stare a guardare, e poi cosa più importante un opportuno cambio di allenatore. Si dice che Larry Bird potrebbe tornare a Boston come GM ma non come coach.


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