UP 
- Los Angeles Lakers: Campioni e quindi con tutte le
ragioni del mondo.
- Shaquille O'Neal: tutto suo. Ha vinto tutto quello
che c'era da vincere : MVP stagionale. MVP All Star Game (con Tim Duncan), MVP Finali e
Titolo. Di più è impossibile. Ma a stupire tutti sono stati i suoi miglioramenti in
difesa.
- Kobe Bryant: il giocatore che ha fatto i maggiori
progressi nell'ultima stagione, diventando un leader a 21 anni, gestendo finali da
brivido, e decidendo personalmente due gare delle finali (gara 4 e gara 6). Se pensiamo
che giocherà ancora 15 anni non è che l'inizio.
- The Combo: così Shaq definisce l'intesa tra lui e
Kobe. Si dice che tutto è nato al compleanno di Kobe la scorsa estate. Basterà loro un
contorno anche solo dignitoso per continuare a vincere. Attenzione: i due finiranno di
sicuro le loro carriere ai Lakers e visto che Shaq ha 28 anni e Kobe 21 il finale di gara
sei lo potremmo rivivere diverse volte nel prossimo decennio.
- Phil Jackson: voleva vincere un titolo senza Jordan
ed ecco fatto al suo primo tentativo. A Los Angeles i giocatori c'erano già, ma ad alcuni
andava cambiata la mentalità. Ecco fatto. Un unico interrogativo sui Lakers: cosa
avrebbero fatto con la squadra di due anni fa, cioè con Van Exel (regalato a Denver),
Eddie Jones e Elden Campell (scambiati a Charlotte per Glenn Rice che è stato l'unico
vero problema di questi Lakers)? Mettiamola così: almeno 70 vittorie in regular season e
una passeggiata nei playoff.
- Sacramento Kings: la squadra più spettacolare della
lega, con una superstella come Webber, un giovane da crescere come Jason Williams e la
migliore panchina della lega. Questi signori hanno portato i Campioni alla bella al primo
turno, alla faccia di chi li accusava di essere una squadra da regular season con poche
chanche in una serie di playoff.
- Rookies: annata di rookie sostanzialmente superiore
alle attese: Brand, Francis e Odom diventeranno superstelle e sicuramente molti giocatori
esordienti quest'anno rimarranno a lungo nella lega.
- Scottie Pippen: dopo un'annata disastrosa ai
Rockets, a Portland a dimostrato di essere un leader, soprattutto nei playoff.
- Vince Carter: la nuova stella della lega. Schiaccia
ad ogni altezza, porta il pienone in ogni arena ed ha portato Toronto ai playoff per la
prima volta (dove lui a dire il vero ha deluso un poco). Sicuramente il più spettacolare
ma da qui al nuovo Jordan ne corre...
- Nuove regole NBA: le nuove regole varate ad inizio
stagione hanno fatto aumentare i punteggi notevolmente facendo riscoprire a molti che le
partite si possono vincere segnando molto. Tipico esempio la finalissima con punteggi da
capogiro: se pensiamo che nella finale del '94 tra Houston e New York nessuno passò mai
100 punti, direi un gran successo.
- Orlando Magic: Partiti per arrivare semplicemente
in fondo alla stagione senza nessuna pretesa, hanno liberato ulteriore spazio nel salary
cap con scambi durante la stagione, ma nel frattempo hanno perso il treno per i playoff
solo all'ultima gara di regular season, valorizzando un sacco di giocatori praticamente
scartati da tutti (tanto per fare un esempio, 4/5 del quintetto di partenza era composto
da giocatori mai scelti nel draft). Il merito è di Rivers (Coach of the years), ma anche
della dirigenza che per tutta l'estate avrà molto da fare con tre prime scelte, e la
possibilità di ingaggiare due agenti liberi al massimo salariale (si parla di due tra
Duncan, Eddie Jones e Tracy McGrady). E se il prossimo anno fossero in finale ?
DOWN 
- Il nuovo Jordan: La continua ricerca da parte di
tutti, vertici NBA compresi, del nuovo Jordan sta passando ogni limite. M.J. purtroppo si
è ritirato dopo una carriera che sembrava una sceneggiatura di un film, ma la ricerca del
suo sostituto ha dell'assurdo. Per il bene dei vari Carter, Bryant e altri è ora di
finirla con scomodi paragoni, soprattutto per i ragazzi che si trovano davanti un
obiettivo irraggiungibile. Tra l'altro questi paragoni portano anche un po' sfortuna:
quando nel 1991 Magic lasciò, ogni buon palleggiatore di due metri era paragonato a
lui... Da allora, le promesse le hanno mantenute (in parte chiaramente) solo Penny e Steve
Smith...
- Allenatori: uno dei problemi più allarmanti della
Lega è la vera mancanza di allenatori da NBA. Ci sono 29 squadre, e ci saranno si e no
una decina di coach da NBA (Jackson, Riley, Karl, Adelman, Sloan, Dunleavy, Wilkens,
Brown) più qualche buon ex giocatore all'inizio come Skiles e Rivers. Ma più della metà
delle squadre è gestita da allenatori non all'altezza. In particolare gli allenatori
arrivati dall'NCAA paiono non essere minimente all'altezza, e probabilmente non hanno
nemmeno l'umiltà per gestire superstelle da 10 milioni di dollari l'anno, anziché
ragazzini alle prime armi. Due esempi per tutti: Calipari e soprattutto Rick Pitino che
dopo aver fallito anni fa ai Knicks sta facendo sprofondare Boston tra le peggio squadre
della lega.
- San Antonio Spurs: i campioni in carica sono
spariti in fretta: Duncan e Robinson hanno fatto quello che avevano fatto l'anno prima, ma
il resto della ciurma è sparito clamorosamente, ed ai playoff, complice soprattutto
l'assenza di Tim, sono subito usciti per mano di Phoenix. Adesso li aspetta un'estate con
il fiato sospeso in attesa della decisione di Duncan che pare già con le valige in mano.
Se parte, via alla ricostruzione.
- New Jersey Nets: Una squadra che ha dentro Marbury,
Van Horn, e qualche buon comprimario che non arriva ai playoff nella debolissima Eastern
Conference meriterebbe la galera...
- Miami Heat: hanno ancora perso come sempre contro i
Knicks, come sempre all'ultima gara. Quanto ci vorrà per capire a Riley che così non si
va avanti. Sembra l'anno buono ma...
- Hakeem Olajuwon: e' un vero tuffo al cuore vedere
un gran campione come Hakeem che gira a vuoto per il campo, e che addirittura fa il sesto
uomo a gente come Kato, il tutto in una squadra senza futuro immediato. Se vuole
continuare deve andare dove si può vincere, altrimenti è meglio che non offenda la sua
leggenda.
- 29 Franchigie: decisamente troppe. Nella Lega a mio
parere ci sono 5 squadre di troppo. Il talento si disperde, molte franchigie sono gestite
in maniera spaventosa e adesso il nodo è arrivato al pettine con i rookie che si
rifiutano di giocare per le squadre peggiori come è successo lo scorso anno con Francis a
Vancouver. Indietro difficilmente si tornerà, ma almeno non ci devono essere nuove
espansioni.
- Shawn Kemp - Stephoun Marbury: il primo ha
trent'anni, da dieci gioca nella Lega. Tre anni fa quando lasciò Seattle era la miglior
ala grande dopo Malone. Adesso che dovrebbe avere la maturità e anche il fisico per
dominare è diventato un'inutile peso per la sua squadra. Shawn è stato il classico
esempio di giocatore a cui non importava nulla di vincere. Se fosse rimasto a Seattle con
il Payton attuale Seattle sarebbe stata una potenza, invece forzò lo scambio per motivi
sconosciuti. I risultati li abbiamo sotto gli occhi. Il bello è che la storia si è
ripetuta con Marbury da Minnesota ai Nets ovvero da un passo dal paradiso all'inferno più
profondo.
Stabili 
- Phoenix Suns: se gli infortuni la lasciassero in
pace farebbe sfracelli. Una domanda. Se fosse allenata da un super come Riley e Jackson
dove arriverebbe ?
- Larry Bird: meriterebbe sicuramente una ampio
spazio degli UP ma quei falli su Shaq a metà campo... E poi perché lascia così
repentinamente? Non sarà mica che ha già un accordo coi i suoi Celtics...
- Philadelphia 76'ers: vale un po i discorso fatto
per Miami. Le cose si devono cambiare perché difficilmente si può andare più avanti di
così.
Una sola considerazione sulle disastrose scelte di Phila sul mercato:
a) nel 93' scelgono Bradley rinunciando a Penny, poi Bradley viene scambiato ai Nets per
Coleman lasciato libero a sua volta. Di quello scambio non rimane nulla.
b) Stackhouse uomo da 20 a partita viene scambiato per Ratliff.
c) Van Horn viene scelto e ceduto ai Nets per Tim Thomas giovanissimo spedito poi ai Bucks
senza attendere la sua maturazione per un veterano come Hill.
d) Larry Hughes viene ceduto ai Warrriors per arrivare a Kukoc. Hughes spara quarantelli
diventando una superstar, Kukoc delude ed in più a fine stagione essendo free agents
saluterà tutti.
Forse sarebbe meglio limitarsi a far giocare chi c'è, perché se tutti fossero rimasti
questi lotterebbero per il titolo. Che ne pensate di un quintetto Iverson Stackhouse
Thomas Van Horn e Coleman con Hughes sesto uomo?
- Boston Celtics: Boston non è inserità nel
settore Down perché ormai la sua mediocrità dura da anni e non si può parlare di
delusione rispetto all'anno prima. Il vero indiziato della pessima gestione di Boston è
senza dubbio Rick Pitino, chiaramente non in grado di allenare tra i Pro. Questa stagione
riflette molto bene le scelte fatte negli ultimi anni. Boston non farà i playoff in una
stagione in cui il livello della Est conference è ai minimi storici. I perché di questo
tracollo sono molti; il primo sicuramente è il fatto che non si è mai creduto fino in
fondo sui giocatori arrivati dai draft. Ron Mercer questa estate è stato scambiato con
Denver in cambio di Eric Williams (che due anni prima proprio Pitino aveva cacciato da
Boston) e Danny Fortson. Lo scambio di per se era una mezza bestemmia e se aggiungiamo il
fatto che Fortson a Boston non ha mai giocato con continuità e addirittura si è tentato
di scambiarlo si arriva alla conclusione che Mercer (giocatore da 20 Pts a partita) è
stato ceduto in cambio di "niente". L'unica volta negli ultimi anni che Boston
ha scelto nei primi 3 ha chiamato Billups, giocatore ormai quasi sparito, che
probabilmente al tempo non valeva una chiamata nei primi 10, quindi a metà stagione
Pitino l'ha scambiato con Kenny Anderson. E' difficile giudicare un rookie in tre mesi, ma
allora perchè sceglierlo se non si è convinti, per poi scambiarlo con Kenny Anderson,
altro giocatore di cui Pitino non va pazzo. A Boston però bisogna riconoscere che sono
arrivati due giocatori incredibili. Il primo è Paul Pierce, la cosa più simile a Pippen
oggi nella Lega, con cifre incredibili ed anche una buona leadership che ne potrebbero
fare in breve il simbolo della squadra. Il secondo è il bizzoso Walker, che dopo un anno
d'esordio incredibile si è lasciato andare a capricci da star che ne condizionano
moltissimo il rendimento, ma le sue cifre parlano di oltre 20 pts a sera e non possono
essere trascurate. In conclusione credo che Boston dovrà operare alcune mosse sul
mercato, la cessione di Walker è praticamente obbligatoria visto che il pubblico lo
detesta, ed i compagni pure, però dalla sua cessione si può sicuramente arrivare a
qualche ottimo giocatore, poi sul mercato dei free agents, che questa estate sarà
scoppiettante, Boston non si può certo permettere di stare a guardare, e poi cosa più
importante un opportuno cambio di allenatore. Si dice che Larry Bird potrebbe tornare a
Boston come GM ma non come coach. |