|
|
Quale tecnica per lo sviluppo
muscolare?
Nel settore del Body Building imperversano una serie di luoghi
comuni mandati avanti, purtroppo, anche da allenatori che non amano l'approfondimento
scientifico.
In linea generale i cultori del BodyBuilding si possono dividere in due
gruppi: quelli convinti che per sviluppare sia necessario svolgere una grossa mole di
lavoro; e quelli che invece ritengono che bisogna fare allenamenti ad altissima intensit�
(carichi grossi) con molto recupero.
Il tutto risale agli anni settanta, quando con la nascita del BB
nacquero anche le due scuole di pensiero apparentemente in antitesi tra loro e cio�:
Nubret (sessioni di lavoro voluminose, poco intense e molto frequenti); e Mentzer (lavoro
intenso, poco voluminoso ed infrequente).
Il discorso assunse delle proporzioni gigantesche perch� entrambi, pur
seguendo strade opposte, riuscivano ad ottenere dei buoni risultati.
In seguito grazie alla scienza, ed analizzando la complessit� della
cellula muscolare, si � visto che non esiste un solo metodo in grado di stimolarne tutte
le componenti. I diversi componenti della cellula partecipano allo sviluppo totale della
stessa, ed ognuno di essi � sensibile a stimoli diversi (dr. Hatfield). In generale si
pu� affermare che le serie eseguite con carichi bassi, ripetizioni alte e con tensione
lenta e continua, porteranno ad uno sviluppo delle dimensioni e del numero dei mitocondri
ed all'estensione del letto capillare che circonda la cellula, mentre le serie eseguite
con carichi elevati, poche ripetizioni, alta velocit� di esecuzione stimoleranno
l'aumento delle miofibrille. Inoltre carichi diversi e velocit� diverse di esecuzione
stimoleranno in maniera selettiva cellule muscolari bianche o rosse.
Ma esaminando pi� a fondo il processo che porta all'ipertrofia
muscolare si pu� vedere come questo sia multifattoriale. Si � visto infatti:
- che la deplezione dei fosfati favorisce la proliferazione di poliribosomi sedi di
sintesi proteica;
- che l'alta concentrazione di acido lattico produce delle microlesioni a livello della
membrana cellulare che portano alla crescita attraverso ricostruzione eccedente;
- che i movimenti lenti, particolarmente nella fase eccentrica stimolino il rilascio di
fattori di crescita insulino-simili IGF1 e IGF2 che sono i principali responsabili dello
sviluppo di cellule embrionali ed allo sviluppo di nuove cellule a partire dalle cellule
satelliti;
- che lo stretching prolungato e contrastato pu� portare allo splitting della fibra
(iperplasia).
Da quando su esposto si pu� vedere che non esiste una sola tecnica di
allenamento valida in assoluto, ma ne esistono tante ed ognuna agisce su un diverso
meccanismo che porter� all'ipertrofia, ma soprattutto ognuna di esse funzioner� in
maniera ottimale sino a che il fisico non si sar� adattato a quel particolare tipo di
stimolo.
Quali possono essere allora le linee guida da seguire per un razionale
programma di allenamento che porti allo sviluppo muscolare?
Ecco alcuni consigli che possono essere utili:
- alternare le tecniche che stimolano le diverse componenti della cellula muscolare;
- scegliere sempre tecniche supportate da dati scientifici, non affidarsi alle
affermazioni di culturisti professionisti o allenatori improvvisati che non supportano le
loro tecniche con dati scientifici;
- non fossilizzarsi utilizzando sempre la stessa tecnica, anche se � la pi� valida per
il vostro particolare tipo di muscolatura;
- la tabella di allenamento dovr� essere equilibrata e quindi a muscoli di dimensioni
simili deve corrispondere un eguale livello di lavoro;
- nel frazionamento della tabella si dovr� abbinare i muscoli in maniera logica badando
alla sinergia muscolare "push-pull";
- alternare periodi in cui si usano grossi carichi a periodi in cui i carichi saranno
medio bassi dando il giusto tempo di recupero a tendini e legamenti che hanno un tempo di
recupero molto pi� lento rispetto al muscolo;
- tenere presente che a carichi alti corrisponde sempre un volume ed una frequenza
ridotti;
- ultimo ma non meno importante, dare sempre il giusto recupero tra le sedute di
allenamento, in considerazione del fatto che il muscolo non cresce durante l'allenamento
ma durante il riposo.
Quest'articolo non vuole essere esaustivo, in realt� in ambito
scientifico non si � ancora certi su una serie di questioni che spiegano la crescita
muscolare indotta da esercizio, non si � certi ad esempio se esista o meno la iperplasia,
anche se sempre pi� numerosi arrivano i dati che tendono a far credere in questa ipotesi
per altro accertata negli animali.
Siamo sicuri per� che spesso il non conoscere e non seguire metodi
scientifici sia l'anticamera per l'uso di sostanze che s� fanno ottenere buoni risultati
ma spesso a scapito della salute, ed inoltre i ragazzi che usano queste sostanze spesso
non sono a conoscenza dei rischi di certe pratiche.
BIBLIOGRAFIA
McArdle W. D., Katch F. I., Katch V. L.: Fisiologia Applicata allo Sport. Casa Editrice
Ambrosiana. 1996.
Antonio J., Gonyea W. J.: Skeletal muscle fiber hiperplasia. Med. Sci. Sport Exerc.
25:1333, 1993.
Antonio J., Gonyea W. J.: Muscle fiber splitting in stretchenlarged avain muscle. Med.
Sci. Sport Exerc. 26:973, 1994.
Gonyea W.J. et al.: Exercise induced increase in muscle fiber number. Eur. J. Appl.
Phisiol., 55:137, 1986.
Ho K. W. Et al.: Skeletal muscle fiber splitting with weight-lifting exercise in rats.
Am. J. Anat. 157:433, 1980.
MacDougall J. D., et al.: Muscle ultrastructural characteristics of the elite
powerlifters and bodybuilders. Med. Sci. Sport. 2:131, 1980.
MacDougall J. D., et al.: Muscle fiber number in biceps brachii in bodybuilders and
control subjects. J. Appl. Phisiol. 57:1399, 1984.
Salleo. A., et al.: New muscle fiber production during compensatory hypertrophy. Med.
Sci. Sport. 12:268, 1980.
Thecs P. A., Larsson L.: Muscle hypertrophy in bodybuilders. Eur. J. Appl. Phisiol.
49:301, 1982.
Hatfield F. C.: Body Buiding, un approccio scientifico. Edizioni Club Leonardo Milano,
1986.
|