Bari, 9 aprile 1999

 

 

 

Illustre Rettore,

 

i continui episodi di violenza nell'area mediterranea, il più delle volte di dimensioni terrificanti che spesso coinvolgono popoli ed etnie intere, devono indurre nel mondo intellettuale un momento di riflessione diretto a verificare se sul piano culturale si sono attuate appieno le tradizionali idee di tolleranza, di rispetto degli altri, di tutela del patrimonio naturale ed artistico dell'area mediterranea.

 

Alla luce degli episodi anche recentissimi ed attuali, la risposta non può che essere negativa e profondamente sconfortante. Ciò vuole significare che la cultura, in tutte le sue forme ed in tutte le sue sedi, esce sconfitta perchè non ha saputo realizzare le necessarie condizioni di diffusione e di permeazione nelle genti mediterranee.

 

La pace, e con essa lo sviluppo sostenibile del Mediterraneo, rispettoso delle differenziazioni etniche e religiose, è un fatto squisitamente culturale e spetta alle Università ed al mondo culturale più in generale, saperLe trasmettere.

 

E' tempo ormai che al disopra di ogni ideologia e di differenze di razze e condizioni si inizi un'opera di trasmissione dei valori fondamentali dell'uomo e dell'ambiente in cui egli vive e lavora.

 

L'occasione è particolarmente proprizia per un rilancio di una nuova etica e cultura politica per la sopravvivenza dell'umanità partendo dal messaggio lanciato nella V Conferenza delle Regioni del Mediterraneo - Mar Nero organizzata dal Consiglio di Europa (31-3-1999) ed approvato all'unanimità dai rappresentanti dei 50 Stati (Europa, Medio-Oriente ed Africa settentrionale che Le allego).

 

Per questi motivi ritengo necessario trovare l'adesione delle Università del Mediterraneo su questo documento.

 

Se, come mi auguro, si raggiungerà una larga adesione, ritengo di convocare il Consiglio Direttivo della nostra Comunità per promuovere le opportune e necessarie azioni presso organismi governativi nazionali ed internazionali.

 

Sarà questa un'occasione concreta per far sentire la voce delle Università Mediterranee cioè dei luoghi di formazione delle nuove generazioni sulle quali occorrerà puntare per sperare di realizzare migliori condizioni di vita e di serenità.

 

Grato per tutti i suggerimenti che Ella vorrà farmi avere e per l'opera che vorrà compiere, Le porgo il mio ossequio più vivo

 

 

Prof. Luigi Ambrosi

Presidente

 

MESSAGGIO

dalla 5° Conferenza delle Regioni del Mediterraneo-Mar Nero

organizzata dal Consiglio d'Europa,

Assemblea Parlamentare e Congresso dei Poteri Locali e Regionali:

 

UNA NUOVA ETICA E CULTURA POLITICA

PER LA SOPRAVVIVENZA DELL'UMANITÀ

 

 

Tradizionale modello delle relazioni fra i popoli é sempre stato quello che ad ogni azione non gradita deve corrispondere una reazione contraria, la reazione contraria possibilmente di grado superiore. Ad un certo punto di questo meccanismo senza fine la tensione diventa tale da provocare la deflagrazione.

É il risultato di una cultura basata sul diritto della forza anziché sulla forza del diritto.

I ricchi, i forti, i grandi, i potenti, pretendono tutti i diritti, gli altri devono subire. Questa cultura ha sempre portato all'umanità tragedie e conflitti.

Ora siamo in una nuova fase preparatoria di deflagrazione, la terza volta dal 1914.

Siamo gli eredi di una mentalità politica comune ai democratici e ai non democratici, che nel 1734 faceva dire a Montesquieu: "L'Europa non é altro che una nazione composta di molte nazioni . E lo stato che crede di aumentare la sua potenza con la rovina di quello confinante di solito s'indebolisce con esso".

Nella storia é sempre stato così. É il modello che non va, radicato e consolidato in millenni di storia, di filosofia , di politica del potere.

Possiamo tentare però di moderare e allontanare i suoi possibili esiti finali: é stata costituita a tale scopo la "piattaforma di dialogo permanente" presso il Consiglio d'Europa.

Instaurare il principio della forza del diritto fra gli umani e del rispetto della Natura può apparire un'utopia, ma l'utopia é al matrice della realtà di domani. Se é realistica é realizzabile. Se é realizzabile si può realizzarla. Occorre il coraggio di cambiare.

In questa etica nessuna classificazione vale fra i popoli e le nazioni, ricchi o poveri, grandi o piccoli, forti o deboli; vale solo l'ordine alfabetico dei loro nomi, che non costituisce diritti o privilegi. Questo é il principio adottato al Consiglio d'Europa nelle trattative fra i 42 Stati del Continente per l'Anno Europeo della Conservazione della Natura (ENCY-95), principio che ha creato un clima di fiducia e tranquillità fra i Delegati dei 42 Stati del Continente.

La neo proclamata "piattaforma di dialogo permanente per il Sistema Mediterraneo-Mar Nero" dovrà avere questo principio di dignità umana già sperimentato e che ha funzionato bene.

La migliore tutela dell'uomo é nell'adozione del biocentrismo, cioè nella conservazione dell'integrità del creato col rispetto di tutti gli esseri viventi, della fauna, della flora e degli equilibri biologici. Nessuna specie vivente deve scomparire a causa delle attività dell'uomo.

Adottando questi principi si potrà tutelare efficacemente, come é nostro dovere, la biodiversità umana in tutte le sue realtà di stirpe, fede e cultura.

Solo questi principi etici e scientifici possono assicurare la sopravvivenza e il benessere futuro dell'uomo. nell'area del Sistema del Mediterraneo-Mar Nero si può creare la coscienza di una "nuova mediterraneità" come motivo di aggergazione e appartenenza a un bene comune da salvaguardare nell'interesse di tutti i Paesi e i popoli africani, europei e mediorientali rivieraschi dei due mari.

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