LA RIFORMA

La riforma universitaria avviata dal decreto ministeriale n.509 del 3 novembre 1999 sta portando a compimento una serie di cambiamenti che rivoluzioneranno il sistema degli studi universitari.
Da indagini e statistiche sui sistemi formativi europei risultano una serie di osservazioni: l'università italiana ha il numero di laureati più basso d'Europa; la metà degli iscritti non consegue il titolo di studio; la durata effettiva degli studi non corrisponde al numero di anni previsto dagli ordinamenti didattici, dando luogo al fenomeno tipicamente italiano del numero eccessivo di studenti fuori-corso;
l'organizzazione dei corsi è poco flessibile, perché non offre possibilità di percorsi diversificati a seconda delle esigenze dello studente; il sistema didattico non sempre prepara ad affrontare adeguatamente e immediatamente il mondo del lavoro.

Gli obiettivi della riforma sono dunque:
- abbreviare i tempi di conseguimmento del titolo di studio e ridurre gli abbandoni
- coniugare una preparazione metoodologica-culturale, da sempre prerogativa della didattica universitaria, con una formazione fortemente professionalizzante
- creare un sistema di studi articolaato su due livelli di laurea secondo la formula del 3+2 affiancati, ciascuno, da altri percorsi possibili pensati per l'aggiornamento costante e rivolti sia a studenti che a professionisti (master, corsi di specializzazione, corsi di perfezionamento, dottorato di ricerca).
- facilitare la mobilità deglii studenti a livello nazionale e internazionale attraverso l'introduzione del sistema dei crediti.

Tutte le novità sui nuovi corsi di studio dovranno entrare in vigore a partire dall'anno accademico 2001/2002.

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