"SportivaMente. Un'isola di benessere?"
(a cura di Marta Malgarise, collaboratrice del Dott. Marco Guicciardi, Dipartimento di Psicologia, Università di Cagliari)
"Lo sport può considerarsi veramente un'isola di benessere?": questa è stata la domanda conduttrice del dibattito, allusiva di per se stessa alle "luci e ombre" che caratterizzano il complesso e multiforme mondo dello sport.
La discussione ha seguito due direzioni: prima si è parlato di sport di vertice e dei fattori psicologici che lo influenzano, successivamente dell'attività motoria aperta a tutti e a tutte le età.
Nello sport di alto livello l'atleta è motivato dal risultato della prestazione, ed è fondamentale individuare le strategie impiegate per il miglioramento della stessa.
Quando si parla invece di "Sport per tutti" l'obiettivo è permettere alla maggior parte delle persone di praticare un'attività fisica adeguata alle esigenze personali, senza nessuna forma di selezione.
Dalla discussione è emerso che la componente agonistica è presente in qualsiasi forma di attività motoria, nei bambini come negli anziani, e risulta essere una spinta motivazionale importante, sempre che sia accompagnata dall'aspetto ludico e dall'obiettivo di raggiungere il benessere psico-fisico (Lotti).
Fra i diversi temi trattati citiamo l'importante problema della valutazione dell'abilità atletica, alla luce delle possibilità offerte dalla tecnologia moderna (Concu) e dalla validazione di nuovi strumenti di misurazione psicologica (Guicciardi).
La valutazione della prestazione motoria e sportiva deve diventare una pratica indispensabile non solo ai livelli più elevati, ma in tutte le forme di attività fisica rivolte a ogni fascia di età (Masia).
Di notevole interesse sono state le relazioni che hanno riguardato l'influenza dei processi cognitivi sulla prestazione atletica, in riferimento alla regolazione dei ritmi sogno-veglia (Lombardo) e alle strategie attentive (Cei, Umiltà).
Si è riflettuto inoltre sulla funzione delle emozioni nella pratica sportiva, e sulle strategie di intervento che sono state sperimentate in alcuni sport, al fine di permettere all'atleta di conoscere i propri stati affettivi e controllarli (Ricci Bitti, Lausdei).
Un altro aspetto importante trattato da "Sportivamente" è stato il problema del doping, che, sebbene sia un tema di grande attualità, ha origini molto antiche, e non è presente solo ad alti livelli (Bogarelli).
Durante un'interessante tavola rotonda a cui hanno partecipato atleti, allenatori, medici sportivi e dirigenti, sono stati discussi alcuni aspetti della pratica agonistica così come sono vissuti dagli "attori" del mondo sportivo.
Valentina Uccheddu ha parlato dell'influenza che gli schemi mentali rigidi di allenamento hanno avuto nella sua vita privata e nelle relazioni personali, e ha sollevato l'importante problema del recupero fisico e psicologico dopo traumi importanti, mettendo in evidenza come l'infortunio possa diventare un'occasione di riflessione e di maturazione personale.
Altri interventi hanno posto in luce l'importanza delle relazioni di gruppo negli sport di squadra, le esperienze nello "spogliatoio" (Cabras, Deiana), l'influenza degli interessi economici nello sport professionistico (Fadda, Scorcu, Spanu).
Durante il dibattito è stato dato un ampio spazio al problema della formazione degli operatori sportivi, di grande interesse attuale poiché recentemente è stato attivato dopo anni di attesa il corso di laurea in Scienze Motorie, che dovrà conferire una professionalità nuova all'educatore fisico e sportivo.
Il convegno ha in tale contesto rappresentato l'occasione per evidenziare l'esigenza di inserire in modo più significativo e specifico la psicologia nel piano formativo del nuovo corso di laurea (Stefanile, Marini, Monello).
Si è parlato anche dell'influenza dell'esercizio fisico sul benessere psico-fisico, sull'autostima e sul miglioramento della qualità della vita in cardiopatici e diabetici.
Zotti ha evidenziato l'importanza del training fisico precoce nella riabilitazione di pazienti cardiopatici e della costituzione di "club coronarici", cioè di gruppi spontanei che pratichino attività fisica.
Spanu ha sostenuto il ruolo della pratica motoria in soggetti diabetici, a condizione che gli istruttori siano preparati a riconoscere le implicazioni psicologiche che tale malattia invalidante provoca.
Alla chiusura dei lavori i partecipanti hanno espresso il proposito di creare in futuro un'altra occasione di incontro.
Saranno disponibili a breve gli Atti del Convegno. Per informazioni
contattare dott. Marco Guicciardi, Dipartimento di Psicologia, via Is Mirrionis 2 09123 Cagliari, tel. 070/6757518-6757521-6757525, fax 070/274778, email: