PROGETTO EDUCAZIONE ALLA SICUREZZA STRADALE
PREMESSA
Il "Nuovo Codice della strada" approvato con decreto legislativo 30/4/92 prevede l’articolo 230 la predisposizione di programmi da parte delle scuole di educazione stradale, finalizzati all’acquisizione da parte degli allievi di comportamenti corretti quali utenti della strada.
Tale compito si colloca nel quadro delle iniziative già affidate alla scuola, in ambiti quali la dispersione scolastica, la devianza, la delinquenza giovanile e la prevenzione delle tossico di pendenze.
Il nuovo codice della strada impone di svolgere appositi programmi "come attività obbligatoria nelle scuole di ogni ordine grado" Decreto Interministeriale 5 agosto 1994.
L’educazione stradale è vista come attività rivolta al raggiungimento di livelli di formazione generale, sulla base delle modalità del rapporto con se stessi e con gli altri, nell’ambito di un sistema di vita organizzata, fino a coinvolgere la vita affettiva etica, sociale, e civile della persona.
In effetti la sicurezza stradale chiama in causa l’intera dimensione della convivenza civile e democratica: essa rientra nel più vasto compito formativo a cui la scuola è chiamata a rispondere.
Tenuto conto delle nuove domande di educazione che la società pone alla scuola, la funzione istituzionale di quest’ultima deve pertanto comprendere, nel compito generale di educare, anche la specificità dell’educazione stradale sia per i contenuti sia per le finalità formative che essa persegue.
Si tratta di tradurre obiettivi e finalità in attività didattiche che si realizzano nella scuola, poiché dai 3 ai 18 anni è essenziale costruire in modo continuo e progressivo la personalità del soggetto anche sotto il profilo del comportamento sociale.
L’educazione alla sicurezza stradale costituisce uno strumento fondamentale per lo sviluppo del comportamento individuale e di gruppo nel tempo e nello spazio, e mira all’acquisizione progressiva delle conoscenze e delle abilità indispensabili per l’intero arco della vita.
Occorre che la scuola provveda a valorizzare tutti i riferimenti, gli spunti gli ambiti di innovazione all’interno del progetto d’istituto che rappresenta il contesto organico in cui si sintetizzano le diverse scelte culturali, organizzative, operative che caratterizzano l’offerta formativa della scuola.
O.M. 17 ottobre 1994 n.292
Lo svolgimento di attività di educazione stradale riveste il carattere di obbligatorietà intesa sia come vincolo formativo che impegna le scuole a progettare e a verificare attività di E.S. sia come momento qualificante della funzione educativa della scuola nel quadro dei suoi compiti istituzionali.
Lo svolgimento è caratterizzato dalla "continuità" intesa come previsione di percorsi formativi i cui risultati devono essere sempre verificati.
A tal fine risultano significative tutte le iniziative che sulla base di attività programmate congiuntamente, privilegino esperienze ed esercitazioni pratiche che si traducano in idonei comportamenti da parte degli alunni.
Art.2….. si approfondiscono nell’ambito delle diverse aree disciplinari tematiche relative al comportamento stradale, alla sicurezza del traffico, alla circolazione mediante una programmazione che comprende lo svolgimento di attività pratiche integrative.
A tal fine si possono avvalere della collaborazione delle istituzione pubbliche dei corpi di Polizia Municipale, degli enti e associazioni… D.M. 10/12/93 art.230, D.L. 30/4/92 n.285
Art.3..... il rapporto di collaborazione tra scuola ed extra scuola assume rilevante importanza per la promozione delle iniziative, con coinvolgimento dei genitori con la possibilità di organizzare manifestazioni all’esterno ed all’interno delle scuole...
Art.4….. visto il carattere pratico – operativo al fine di agevolarne lo svolgimento, gli organi collegiali di ciascuna scuola possono prevederne l’affidamento ai docenti di educazione fisica.