La CAPDI (Confederazione Associazioni provinciali Diplomati ISEF),
con riferimento all’attuazione del D. L. 178/98 su "Trasformazione
degli Istituti superiori di educazione fisica e istituzione di facoltà
e corsi di laurea e diploma in scienze motorie",
esprime
le sue forti perplessità sull’organizzazione dei nuovi corsi di laurea.
1) L’istituzione delle facoltà e dei corsi di laurea in scienze motorie ha rispettato solo parzialmente quanto previsto dal D. L. 178/98. Infatti tale decreto:
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istituiva 3 nuovi settori, con le relative discipline, per valorizzare la specificità dei contenuti teorici, tecnici, didattici e gestionali delle attività motorie: "Scienze delle attività motorie", "Scienze delle discipline sportive" e "Scienze dell’organizzazione e gestione dell’impiantistica sportiva"; |
Restano 2 settori (su proposta del CUN - 16/12/1999 – non viene attivato il settore di Scienze dell’organizzazione e della gestione dell’impiantistica sportiva). |
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puntualizzava che, in caso di attivazione nell’ambito di facoltà diversa fosse "comunque garantita la specifica finalizzazione dei corsi, assicurando la rilevanza dei 3 nuovi settori scientifico-disciplinari"; |
Nella maggior parte dei corsi di laurea è minima la rilevanza dei nuovi settori specifici. |
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prevedeva 4 aree: a) didattico-educativa b) della prevenzione e dell’educazione motoria adattata c) tecnico-sportiva d) manageriale (organizzazione e gestione di attività e strutture sportive); |
Le lauree specialistiche sono state ridotte a 2: "Scienze e tecnica dello sport", "Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattive" (nello Schema di Decreto Ministeriale trasmesso al CUN in data 13/4/2000 erano ancora 3). |
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l’art. 6 precisava che "il corso di laurea e i corsi di diploma sono di norma attivati nell’ambito di una specifica facoltà di scienze motorie con il concorso di altre facoltà e dipartimenti". |
Su 21 atenei, solo 6 hanno istituto una nuova facoltà (a cui si aggiunge lo IUSM di Roma). |
2) L’analisi dei piani di studio relativi al primo anno fa emergere alcune osservazioni sulla limitata considerazione per la specificità delle attività motorie:
3) Durante il processo di istituzione dei nuovi corsi di laurea in Scienze Motorie, l’operato degli organismi preposti ha dimostrato forte incoerenza ed assoluta non conoscenza e non rispetto dello specifico ambito culturale motorio. Infatti:
4) Ancora negli ultimi documenti sulla Laurea nelle "Discipline delle attività motorie e sportive" (classe XXXIII) permangono aspetti sconcertanti che fanno ipotizzare logiche diverse da quelle di una reale ricerca di specifica formazione e professionalità:
Alla luce di tali considerazioni, la CAPDI
chiede che