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FORLI' (CNN) -- Nel giorno in cui il ministro della Sanità presenta la giornata mondiale contro il tabacco e la Lega contro i Tumori denuncia 80.000 morti all'anno causati dalle sigarette, si viene a sapere che un quindicenne di Forlì ha fatto denunciare il padre fumatore accanito per violenza privata.
A rivelare l'episodio è stato il Codacons: è, infatti, all'associazione dei consumatori che si è rivolto il ragazzo, dopo che gli era stata diagnosticata una grave malattia riconducibile al fumo passivo. A denunciare il genitore è stato il Codacons, che ha chiesto il suo allontanamento da casa e il risarcimento per i danni provocati al figlio.
A detta dell'associazione, dopo aver appreso della malattia del figlio, la madre ha contattato sia la Asl che il parroco, nel tentativo di convincere il marito ad abbandonare le 40 sigarette al giorno. Fallito lo sforzo della madre, è stato lo stesso ragazzo ad entrare in azione, inviando una email al Codacons.
L'episodio è stato reso pubblico proprio nel giorno in cui La Lega contro i Tumori presentava a Milano la Giornata contro il Tabacco, fissata dall'Organizzazione mondiale per la Sanità il 31 maggio.
All'incontro c'era anche il ministro della Sanità Umberto Veronesi, che si è detto dispiaciuto per la mancata approvazione in Parlamento della legge anti fumo. "Forse avremmo dovuto, noi non fumatori, scendere in piazza con manifesti, fare i cortei, andare a occupare il Parlamento, e la legge sarebbe passata", ha detto il ministro.
Veronesi ha dato il pieno appoggio all'iniziativa della Lega contro i Tumori, che ha lanciato una raccolta di firme per una legge popolare contro il tabagismo con lo slogan "Ne abbiamo pieni i polmoni".
Alla presentazione c'era anche Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri e da sempre impegnato contro il fumo. Da lui sono arrivate le parole più dure: " I produttori di armi sono dei benefattori dell'umanità rispetto ai produttori di tabacco".
E ancora: "Il pubblico deve
sapere come le attività dei politici siano assolutamente contraddittorie. Ad
esempio l'Unione Europea ha stabilito nell'aprile di quest'anno di sostenere
con 2000 miliardi all'anno chi produce tabacco. Per contro, spende solo 40
miliardi per la lotta contro il cancro".
"Chi continua a fumare fino all'età di 75 anni - ha detto ancora il noto
farmacologo - ha il 16 per cento in più di probabilità di morire per cancro del
polmone; se si ferma a 60 anni scende all'8 per cento; se smette a 45 ha solo
il 4 per cento".
A detta della Lega contro i Tumori, ogni anno muoiono nel nostro Paese per cause attribuibili al fumo 80.000 persone. I fumatori sono in tutto 14, 2 milioni, il 35 per cento degli uomini e il 23 per cento delle donne. Ma la percentuale delle fumatrici è in aumento.
A questo proposito Veronesi ha fatto notare che il comportamento fra i due sessi non è omogeneo: "Nei maschi - ha detto il ministro - l'aumento della scolarità e l'aumento del livello di cultura va di pari passo con l'abbandono del fumo di sigaretta: lo scienziato, l'uomo di cultura, anche il giornalista spesso non fumano; nelle donne si verifica l'opposto: la massaia non fuma, ma quanto più la donna diventa colta e partecipativa dell'attività sociale, tanto più acquista l'abitudine al fumo. La donna agli apici è in genere una grande fumatrice".
CNN ITALIA Con il contributo di ANSA
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ROMA (CNN) -- La Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) ha presentato alla Corte di Cassazione una proposta di legge di iniziativa popolare che regolamenti il divieto di fumare. La raccolta delle firme è iniziata in oltre 500 piazze italiane in occasione della Giornata mondiale senza Tabacco, promossa dall'Organizzazione mondiale della Sanità. La proposta ricalca il severo disegno di legge presentato dal ministro della Sanità Umberto Veronesi e mai approvato dal Parlamento.
In Italia i fumatori sono 14 milioni e, secondo gli epidemiologi dell'Istituto superiore di Sanità, il fumo provoca ogni anno 85.000 morti. La media di 230 decessi al giorno: "E' come se ogni giorno precipitasse un aereo", ha osservato il presidente della Lilt, Francesco Schittulli.
Qualche giorno fa, Veronesi aveva denunciato l'ostracismo del parlamento uscente rispetto alla sua proposta di legge: "Forse - ha detto - avremmo dovuto, noi non fumatori, scendere in piazza con manifesti, fare i cortei, andare a occupare il Parlamento, e la legge sarebbe passata".
Il disegno di legge Veronesi prevedeva il divieto di fumo, con pochissime eccezioni, in tutti gli uffici, nelle università, nelle scuole, negli studi medici, negli esercizi commerciali, in tutti i locali di uso comune di alberghi e ristoranti, nei bar, in qualsiasi altro locale si somministrano alimenti e bevande (quindi anche le mense), sui mezzi di trasporto pubblico e nelle stazioni, compresi porti e aeroporti, e nelle strutture destinate ad attività sportiva e culturale o ricreativa.
Dal rapporto sul fumo presentato dall'Istituto superiore di Sanità emerge che molti degli obiettivi fissati in materia dal piano sanitario nazionale non sono stati raggiunti.
In particolare, non si è riusciti a portare i fumatori con più di 14 anni al 20 per cento per gli uomini e al 10 per cento per le donne perché nel periodo '98-99 non sono diminuiti i fumatori.
Non è diminuita nemmeno la frequenza delle donne che fumano in gravidanza. Secondo l'indagine dell'Istat condotta sulle madri che nel '99 avevano avuto almeno un figlio negli ultimi cinque anni, solo il 62 per cento delle donne fumatrici ha sospeso il consumo di tabacco durante la gravidanza mentre il 29,6 per cento ha diminuito le quantità quotidiane e il 7,1 per cento ha continuato a fumare come prima.
Quanto all'obiettivo di ridurre la prevalenza dei fumatori tra gli adolescenti, gli ultimi dati rivelano che dal '98 al '99 i giovani che fumano nella fascia di età 14-24 anni sono aumentati dal 21,3 per cento al 21,6 per cento. In particolare se i maschi sono aumentati dal 26,6 per cento al 27,5 per cento, le donne sono diminuite seppur leggermente dal 15,9 per cento al 15,4 per cento.
Tra una settimana entrerà in vigore la nuova normativa europea contro il fumo, che prevede di diminuire la concentrazione di nicotina e di condensato nelle sigarette, di aumentare la dimensione delle scritte di carattere sanitario sui pacchetti, di vietare le dizioni light e mild, e di pubblicizzare l'elenco completo degli additivi contenuti nelle sigarette.
La Commissione europea ha inoltre approfittato della Giornata mondiale contro il fumo per presentare un nuovo progetto contro la pubblicità e le sponsorizzazioni delle sigarette.
Il nuovo testo sostituirà la direttiva del 1998 che avrebbe bandito progressivamente entro il 2006 la pubblicità dei prodotti del tabacco ma che la Corte Ue del Lussemburgo aveva annullato nell'ottobre scorso riportando al punto di partenza il tentativo di armonizzare la legislazione europea in questo settore. La Corte aveva contestato la base giuridica scelta, fondata sulla necessità di "eliminare gli ostacoli del mercato interno".
Il fronte dei fumatori non sembra però essere particolarmente toccato da appelli, proposte di legge e raccolte di firme. Per tutti parla lo scrittore spagnolo Manuel Vazquez Montalban che ha ironizzato ricordando che, di questo passo, il bagno diverrà l'unico rifugio per i fumatori.
"Se le cose continuano così - ha detto lo scrittore - gli architetti dovranno disegnare bagni ampi, comodi e soprattutto ben ventilati, perché si trasformeranno nell'unico spazio in cui ci sarà concesso di essere fumatori attivi e passivi, il che può essere visto come una forma di suicidio".
CNN ITALIA Con il contributo di ANSA
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ROMA (CNN) -- Giro di vite contro i "fumatori selvaggi", che trasgrediscono ai divieti e accendono la sigaretta dove per legge non si può.
Con l'anno nuovo, i controlli sono
aumentati, di pari passo con le nuove sanzioni, più care, imposte dalla legge
Finanziaria. Da alcuni giorni i Nas hanno preso di mira con controlli a tappeto
i luoghi pubblici dove è proibito fumare. In cinque giorni, nella sola Napoli,
i nuclei antisofisticazione hanno fatto più di 70 multe. Oltre
quattrocentotrenta le ispezioni a partire da martedì, e controlli in ogni
luogo, perfino al consiglio regionale ligure, a Genova, in piena sessione. E
nella lista dei Nas e carabinieri ci sono anche aeroporti, uffici postali,
ospedali, biblioteche e altri locali pubblici dove la legge vieta la sigarette.
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L'inasprimento delle sanzioni previsto dalla legge Finanziaria, e che chiama i carabinieri a controllarne l'applicazione, fa parte della campagna contro il fumo cominciata nel 1975 con il varo delle prime norme restrittive e poi proseguita con la legge 428 del '90, che imponeva sui pacchetti di sigarette l'obbligo delle scritte sui rischi per la salute indotti dal fumo.
La circolare emessa dall'ex ministro della Sanità Umberto Veronesi il 28 marzo 2001 elenca i luoghi in cui è proibito fumare; il suo successore, Girolamo Sirchia, ha fatto però ventilare l'ipotesi di ulteriori restrizioni. Le multe sono già aumentate, ma il ministro della Salute, parlando alla trasmissione televisiva "Porta a Porta", ha ipotizzato di estendere il divieto di fumo a bar e ristoranti - dove attualmente è permesso fumare - a meno che non ci sia un impianto di aerazione in grado di garantire un ricambio di 80 metri cubi d'aria all'ora.
I controlli continueranno anche nei prossimi giorni, prima di tirare le somme dell'operazione antifumo.
CNN ITALIA Con il contributo di ANSA
ROMA
- È uno dei metodi più efficaci. A volte per ottenere risultati è sufficiente che il medico chieda al paziente se faccia uso di sigarette e che lo consigli di smettere, informandolo dei vantaggi per la salute. Lo scrive la letteratura internazionale e lo ricordano le prime Linee guida antifumo studiate dall’Istituto superiore di Sanità per un’azione antitabacco da condurre assieme agli operatori sanitari, medici di famiglia in testa. Saremo invitati dal dottore a informarlo se e quanto fumiamo, risponderemo a un test e, a seconda del grado di dipendenza, ci verranno proposte delle terapie.24 gennaio 2002, Corriere della sera
Ora tocca alla Camera
Stop al fumo nei locali pubblici
Primo «sì» del Senato alla legge voluta dal ministro
Sirchia
Gli «sceriffi» antisigarette controlleranno il rispetto del divieto
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ROMA - La legge antifumo voluta dal
ministro della Salute, Girolamo Sirchia, ha ricevuto il primo sì dal Senato. Le regole che di fatto mettono al bando le
sigarette da tutti i locali pubblici, sono contenute al
collegato sulla pubblica amministrazione. La scelta draconiana sul fumo, messo
a punto dai tecnici del ministero, renderà la vita dura agli amanti delle
sigarette.
Ecco, in sintesi, che cosa prevede la nuova legge.
DIVIETO ASSOLUTO DI FUMO
- Nei locali chiusi sarà imposto un geneerale divieto di fumare: uniche
eccezioni, i locali privati non aperti a utenti e i locali pubblici espressamente riservati ai fumatori.
In pratica succederà che nei bar e ristoranti che vorranno accogliere ancora i
fumatori, dovranno essere riservate delle zone per il fumo, rispettando un
regolamento governativo che sarà varato entro due mesi dall'approvazione della
nuova norma. Le aree per i non fumatori, comunque, nei ristoranti dovranno
essere più grandi di quella per i fumatori.
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UN ANNO DI TEMPO PER ADEGUARSI
- Dall'approvazione definitiva della legge passerà almeno un anno prima che le nuove regole entrino in vigore. Bisognerà infatti aspettare l'emanazione di un regolamento ministeriale (da adottare entro sei mesi), dopo di che ci saranno altri 12 mesi di tempo per consentire a tutti i soggetti interessati di adeguare locali e impianti.18 ottobre 2002, Corriere della sera
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STATI UNITI (CNN) -- Un tribunale californiano ha imposto venerdì alla Philip Morris di pagare la cifra record di 28 miliardi di dollari a una donna malata di cancro ai polmoni.
Il risarcimento è stato deciso in favore di Betty Bullock, 64 anni, di Newport Beach, in California, che cominciò a fumare all'età di 17 anni. Il cancro ai polmoni le era stato diagnosticato l'anno scorso. Quest'anno il tumore si è diffuso al fegato.
A nulla è valsa la linea difensiva degli avvocati dell'azienda produttrice di tabacco, che in aula hanno tentato di spostare l'attenzione sulle colpe della fumatrice, anziché su quelle dell'azienda.
"Se avesse smesso di fumare anche solo negli anni Ottanta, oggi non sarebbe malata di cancro ai polmoni", ha detto l'avvocato Peter Bleakley davanti al giudice.
Il tribunale ha dato invece ragione a Michael Piuze, avvocato della donna, secondo cui la Philip Morris ha tenuto nascosti gli effetti nocivi delle sigarette, con una diffusa campagna di disinformazione cominciata negli anni Cinquanta.
La battaglia legale, tuttavia, non è finita: Philip Morris non si dà per vinta e ha annunciato che farà ricorso in appello.
Ma la sentenza ha già avuto i suoi effetti negativi: il titolo della società, casa produttrice delle Marlboro, venerdì è precipitato in borsa subito dopo la diffusione della notizia, perdendo il sette per cento del suo valore.
La lotta contro le «bionde» dopo
l'ok del Senato al ddl antifumo
Niente sigarette nei luoghi
pubblici
Saranno ammesse soltanto in strada,
in casa e in appositi fumoir. Sono in arrivo i «controllori della salute»
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ROMA - Il ministero
della Salute continua il suo iter per la legge antifumo. Dopo
le difficoltà iniziali si arriva finalmente a una svolta positiva che minaccia
le «bionde» e i suoi «aficionados». Il 17 ottobre 2002 l’articolo relativo alle norme antifumo
– innestato in un provvedimento più ampio – è stato approvato in prima lettura da parte dell’Assemblea
del Senato; il
voto finale in aula è giunto il giorno 6, ed ora è il turno della Camera.
Ma ormai non si torna indietro, e i non fumatori italiani hanno festeggiato martedì 5 novembre
la fine di un «abuso» con la terza
giornata nazionale a loro dedicata.
LA
LEGGE - Il «si» del Senato questa volta ha
infatti fatto vincere il partito dei salutisti: è un disegno
di legge severo che prevede restrizioni
più rigide per i luoghi pubblici e privati aperti al pubblico e
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tolleranza zero per i fumatori più disobbedienti. Il ministro
della Salute Sirchia si ritiene soddisfatto.
«Il voto del Senato – afferma – è di fatto quello determinante».
Anche se i tempi per vedere applicate le nuove norme non
si annunciano brevi, conquista terreno la «crociata
antifumo»: al via l’azione di tutela soprattutto per la salute dei più deboli come donne in evidente stato di
gravidanza o bambini fino a dodici anni. Ristoranti, pub, uffici,
tabaccai, bar e quant’altro hanno tempo un anno dalla data di approvazione
della normativa per organizzarsi. Misure di tutela alla salute come impianti di
areazione efficienti, cartelli con scritte «Vietato
Fumare», sale riservate ai fumatori e controlli più frequenti, sono
alcuni dei punti dell’articolo da approvare.
A NUOVA
VITA DEL FUMATORE - «Divieto
assoluto» anche per i fumatori che dal canto
loro accolgono la novità legislativa con malavoglia e fanno appelli per
ammorbidire legge e sanzioni. Chi ama «le bionde» dovrà infatti rinunciare a
quei piccoli riti quotidiani, a quelle
scontate abitudini di cui si sentirà lo spessore soltanto a rinuncia avvenuta.
Le sigarette del dopo cena al ristorante o quelle del dopo caffè in ufficio; le
sigarette accompagnate con un cocktail in discoteca e quelle dopo il cappuccino
al bancone del bar saranno «ghettizzate» in piccole
aree riservate, lontane dagli occhi e dai polmoni di chi non fuma.
Inoltre presto o tardi sarà necessario fare attenzione ai
cosiddetti «controllori della salute»;
i nuovi paladini per la tutela dei cittadini attueranno controlli massicci per
far si che il divieto sia rispettato da tutte le parti in causa. Multe salate per chi viene colto con una
sigaretta tra le labbra e sanzioni fino a 2 mila
euro per i luoghi trovati non in regola.
REAZIONI - Se in Cina - in
piazza Tienanmen - è proibito fumare persino all’aria aperta significa che
la lotta alle sigarette è ormai presente in tutto
il mondo. Anche nel nostro paese si incoraggiano azioni contro il
tabagismo: il Ministero
della Salute combatte da sempre il fumo tramite campagne di informazione,
collaborazioni con incentivi economici tra medico e fumatore, promuove giornate
«No Tabacco Day», sollecita al «buon
esempio» da parte dei pubblici ufficiali, propone l’eliminazione delle
macchinette automatiche e ora rafforza la sua posizione con un provvedimento
legislativo.
Le multinazionali del tabacco a
riguardo non si pronunciano.
Continuano a uscire pressoché indenni dai processi legali,
pagano ingenti somme di denaro per risarcimento danni verso le vittime da fumo
passivo e si lasciano cullare dal rincaro dei prezzi sui pacchetti di sigarette
e dai mercati dell’est europeo e asiatico attualmente in forte espansione.
La Lega italiana per la lotta
ai tumori commenta così il ddl sulla legge antifumo: «Cambierà la vita degli oltre 15 milioni di fumatori
passivi e si abbasserà la percentuale dei decessi per tumore polmonare, oggi al
90%». Intanto il partito dei non fumatori aspetta l’approvazione
alla Camera per tirare un sospiro di aria «buona».
Cristina Florio,
Corriere della sera, 11 novembre 2002