MANIFESTO

DEGLI INSEGNANTI DI EDUCAZIONE FISICA

 

 

 

Fino a qualche decennio fa la vita dei bambini e dei ragazzi dava quasi sempre la possibilità di effettuare molti giochi di gruppo ad alto dispendio energetico, di esplorare e di operare con i propri coetanei in grandi spazi all’aria aperta, favorendo così una crescita densa di stimoli fisiologici, psicologici, sociali ed emotivo-affettivi.

Lo stile di vita attuale, riducendo enormemente tale ricchezza e varietà formativa, fa emergere sempre più nei bambini e negli adolescenti alcuni problemi di forte valenza fisiologica, psicologica e relazionale, spesso destinati ad evolvere in future patologie con alti costi personali e sociali, o comunque ad incidere in modo tangibile sul loro benessere attuale e futuro.

La progressiva sedentarietà e la chiusura individualistica del nostro vivere quotidiano stanno infatti acutizzando preoccupanti tendenze, di origine articolata e complessa, quali:

  1. obesità,
  2. atteggiamenti posturali scorretti,
  3. diminuita funzionalità cardiocircolatoria, respiratoria, muscolare ed articolare anche in caso di sforzi di modesta entità,
  4. difficoltà di accettazione della propria persona, quindi anche del proprio corpo,
  5. difficoltà nel trasformare intenzioni e progetti in efficace operatività neuro- muscolare
  6. minor fiducia in se stessi, specie nell’affrontare situazioni nuove ed incerte,
  7. minor capacità di attenzione e concentrazione,
  8. minor determinazione nel cercare di raggiungere scopi che richiedano costante impegno,
  9. maggiori difficoltà relazionali con i propri pari e con il mondo adulto,
  10. maggiori problemi emotivi di fronte all’insuccesso.

Data questa preoccupante situazione,

gli insegnanti di educazione fisica, quali professionisti istituzionalmente riconosciuti alla cura e allo sviluppo della motricità e della corporeità in ambito formativo scolastico,

attraverso le proprie Associazioni Provinciali aderenti alla C.A.P.D.I. (Confederazione delle Associazioni Provinciali dei Diplomati Isef), la più estesa e numerosa realtà professionale italiana di categoria,

chiedono a tutte le forze politiche nazionali

in questo momento di grande fervore riformatore in ambito sociale e scolastico:

  1. che sia la scuola stessa, con le proprie enormi ed attuali potenzialità democratiche che le consentono di agire su tutti senza trascurare le peculiari esigenze individuali, a creare le condizioni per affrontare in modo corretto ed efficace i problemi sopra menzionati, pur auspicando ogni collaborazione da parte delle famiglie e delle agenzie formative agenti sul territorio;
  2. che tale azione avvenga con l’istituzionale ed insostituibile utilizzazione in prima persona in tutti gli ordini di scuola (dal 1° anno dell’attuale scuola elementare e della futura scuola di base all’ultimo di quella superiore e futura secondaria) degli insegnanti di educazione fisica già in servizio presso le scuole e di tutti quelli inseriti nelle graduatorie del Ministero, che si rendessero necessari anche per un’importante consulenza agli insegnanti della scuola dell’infanzia;
  3. che tale utilizzazione, aperta ai contributi e alla collaborazione con tutti gli altri insegnanti, in seno agli organi collegiali, si attui all’interno di uno specifico spazio curricolare obbligatorio legato alla corporeità e alla motricità, quantificabile in 3 ore settimanali, per un allineamento concreto alle realtà scolastiche europeee, o in subordine almeno in 2 ore settimanali, per poter attuare un’azione didattica che si possa definire di una certa efficacia, anche se non ottimale;
  4. che siano potenziate le attività motorie e sportive scolastiche extracurricolari, destinando maggiori risorse economiche rispetto a quelle attualmente messe a disposizione dalle singole istituzioni scolastiche, per offrire una significativa libertà di scelta in relazione alle diverse realtà territoriali;
  5. che sia più ampia la proposta di iniziative motorie e sportive scolastiche a livello provinciale e regionale, affinchè tali attività, destinate al maggior numero possibile di allievi senza preclusione alcuna, possano realmente costituire un percorso formativo efficace in relazione ai problemi sopra evidenziati;
  6. che il Ministero della Pubblica Istruzione si impegni in tempi strettissimi ad elaborare e promuovere un sistema sportivo scolastico organizzato e gestito in prima persona, pur auspicando collaborazioni esterne qualificate e verificate, che possa contare sulle necessarie strutture, per allinearci alle migliori esperienze europee, come quelle francesi, spagnole e tedesche.

Noi crediamo fermamente che eludere queste fondamentali richieste significherebbe non solo divaricare in modo sensibile la nostra realtà scolastica da quella europea, ma anche ulteriormente limitare, "settorializzare" o addirittura disperdere un forte e decisivo impegno nei confronti dell’educazione alla salute delle nuove generazioni, sia nell’immediato che in prospettiva futura.




 

 

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