MANIFESTO
DEGLI INSEGNANTI DI EDUCAZIONE FISICA
Fino a qualche decennio fa la vita dei bambini e dei ragazzi dava quasi sempre la possibilità di effettuare molti giochi di gruppo ad alto dispendio energetico, di esplorare e di operare con i propri coetanei in grandi spazi all’aria aperta, favorendo così una crescita densa di stimoli fisiologici, psicologici, sociali ed emotivo-affettivi.
Lo stile di vita attuale, riducendo enormemente tale ricchezza e varietà formativa, fa emergere sempre più nei bambini e negli adolescenti alcuni problemi di forte valenza fisiologica, psicologica e relazionale, spesso destinati ad evolvere in future patologie con alti costi personali e sociali, o comunque ad incidere in modo tangibile sul loro benessere attuale e futuro.
La progressiva sedentarietà e la chiusura individualistica del nostro vivere quotidiano stanno infatti acutizzando preoccupanti tendenze, di origine articolata e complessa, quali:
- obesità,
- atteggiamenti posturali scorretti,
- diminuita funzionalità cardiocircolatoria, respiratoria, muscolare ed articolare anche in caso di sforzi di modesta entità,
- difficoltà di accettazione della propria persona, quindi anche del proprio corpo,
- difficoltà nel trasformare intenzioni e progetti in efficace operatività neuro- muscolare
- minor fiducia in se stessi, specie nell’affrontare situazioni nuove ed incerte,
- minor capacità di attenzione e concentrazione,
- minor determinazione nel cercare di raggiungere scopi che richiedano costante impegno,
- maggiori difficoltà relazionali con i propri pari e con il mondo adulto,
- maggiori problemi emotivi di fronte all’insuccesso.
Data questa preoccupante situazione,
gli insegnanti di educazione fisica, quali professionisti istituzionalmente riconosciuti alla cura e allo sviluppo della motricità e della corporeità in ambito formativo scolastico,
attraverso le proprie Associazioni Provinciali aderenti alla C.A.P.D.I. (Confederazione delle Associazioni Provinciali dei Diplomati Isef), la più estesa e numerosa realtà professionale italiana di categoria,
chiedono a tutte le forze politiche nazionali
in questo momento di grande fervore riformatore in ambito sociale e scolastico:
- che sia la scuola stessa, con le proprie enormi ed attuali potenzialità democratiche che le consentono di agire su tutti senza trascurare le peculiari esigenze individuali, a creare le condizioni per affrontare in modo corretto ed efficace i problemi sopra menzionati, pur auspicando ogni collaborazione da parte delle famiglie e delle agenzie formative agenti sul territorio;
- che tale azione avvenga con l’istituzionale ed insostituibile utilizzazione in prima persona in tutti gli ordini di scuola (dal 1° anno dell’attuale scuola elementare e della futura scuola di base all’ultimo di quella superiore e futura secondaria) degli insegnanti di educazione fisica già in servizio presso le scuole e di tutti quelli inseriti nelle graduatorie del Ministero, che si rendessero necessari anche per un’importante consulenza agli insegnanti della scuola dell’infanzia;
- che tale utilizzazione, aperta ai contributi e alla collaborazione con tutti gli altri insegnanti, in seno agli organi collegiali, si attui all’interno di uno specifico spazio curricolare obbligatorio legato alla corporeità e alla motricità, quantificabile in 3 ore settimanali, per un allineamento concreto alle realtà scolastiche europeee, o in subordine almeno in 2 ore settimanali, per poter attuare un’azione didattica che si possa definire di una certa efficacia, anche se non ottimale;
- che siano potenziate le attività motorie e sportive scolastiche extracurricolari, destinando maggiori risorse economiche rispetto a quelle attualmente messe a disposizione dalle singole istituzioni scolastiche, per offrire una significativa libertà di scelta in relazione alle diverse realtà territoriali;
- che sia più ampia la proposta di iniziative motorie e sportive scolastiche a livello provinciale e regionale, affinchè tali attività, destinate al maggior numero possibile di allievi senza preclusione alcuna, possano realmente costituire un percorso formativo efficace in relazione ai problemi sopra evidenziati;
- che il Ministero della Pubblica Istruzione si impegni in tempi strettissimi ad elaborare e promuovere un sistema sportivo scolastico organizzato e gestito in prima persona, pur auspicando collaborazioni esterne qualificate e verificate, che possa contare sulle necessarie strutture, per allinearci alle migliori esperienze europee, come quelle francesi, spagnole e tedesche.
Noi crediamo fermamente che eludere queste fondamentali richieste significherebbe non solo divaricare in modo sensibile la nostra realtà scolastica da quella europea, ma anche ulteriormente limitare, "settorializzare" o addirittura disperdere un forte e decisivo impegno nei confronti dell’educazione alla salute delle nuove generazioni, sia nell’immediato che in prospettiva futura.