L’Assemblea della C.A.P.D.I., al termine del Convegno "In una scuola europea parliamo di Educazione Fisica" organizzato a Perugia dall’ADEF (locale Associazione Provinciale di Diplomati ISEF) il 18 – 19 novembre 2000,

chiede

all’On. Bracco, al Sen. Asciutti e agli On. Benedetti Valentini e Napoli che quanto espresso in detta risoluzione venga riproposto coerentemente alle deliberazioni approvate in merito all’equipollenza dei diplomi universitari.

Nello specifico la C.A.P.D.I.

chiede:

  1. l’equipollenza dell’attuale diploma ISEF alla Laurea di primo livello in Scienze Motorie, in base all’art. 22 della Legge 88/58 istitutiva degli ISEF ("…l’ISEF è istituto di grado universitario") ed alla sentenza della Corte di Cassazione n. 2602/92 ("…il diploma rilasciato dal medesimo Istituto di Educazione fisica è equipollente alla laurea conferita dall'università");
  2. l’equipollenza del titolo ISEF, integrato dalla successiva abilitazione all’insegnamento, alla laurea specialistica per l’insegnamento nella scuola, in quanto titoli equivalenti per l’accesso alla professione docente nella scuola secondaria;
  3. la verifica costante del processo di trasformazione attualmente in atto fra gli ISEF ed i corsi di laurea in Scienze Motorie, affinché agli studenti ISEF venga assicurata la continuità del loro piano di studio da parte dei nuovi corsi di laurea, come previsto dal D.L. 178/98 (che appare invece impossibile alla luce degli attuali piani di studio dei nuovi corsi di laurea).

Motivazioni

Tali richieste vengono ulteriormente supportate dalle seguenti motivazioni:

  1. i docenti di Educazione fisica già abilitati e comunque già di ruolo nella scuola sono considerati a tutti gli effetti, sia economici che di carriera, alla pari degli altri docenti laureati (settimo livello);
  2. gli ISEF hanno sempre avuto come personale insegnante anche docenti universitari;
  3. il D. Lgs.178/98 stabiliva che l'istituzione dei corsi di laurea in Scienze Motorie avvenisse come trasformazione degli ISEF;
  4. tale trasformazione si proponeva di diminuire i disagi degli studenti anche in riferimento ad una continuità culturale dei piani di studio e della professionalità della docenza, comunque da garantire.
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