DOSSIER SULLA LAUREA IN SCIENZE MOTORIE
(a cura di Laura Bortoli)
Vengono qui presentati i principali documenti, con alcune note di sintesi o di commento, che riguardano quanto è successo dal momento dell’istituzione dei corsi di laurea in Scienze Motorie, fino a quanto sta avvenendo ora.
Decreto Legislativo 8 maggio 1998, n. 178: "Trasformazione degli Istituti superiori di educazione fisica e istituzione di facoltà e corsi di laurea e diploma in scienze motorie, a norma dell’articolo 17, comma 115, della legge 15 maggio 1997, n. 127"
Questo decreto, che rappresenta il momento fondamentale dell’evoluzione delle scienze motorie, viene emanato dopo alcuni mesi di lavoro di una commissione a cui erano stati chiamati a far parte anche alcuni diplomati ISEF. Pur con limiti dovuti ad una serie di compromessi fra istanze diverse, riesce a salvaguardare aspetti importanti della cultura motoria che 40 anni di attività degli ISEF, e la crescita culturale e professionale di numerosi docenti, avevano contribuito a consolidare.
Il decreto disciplina la trasformazione degli ISEF e l’istituzione della facoltà e dei corsi di laurea in scienze motori individuando 4 aree di formazione:
a) didattico-educativa (insegnamento)
b) della prevenzione e dell’educazione motoria adattata (per soggetti di diverse età e soggetti disabili)
c) tecnico-sportiva (formazione nelle diverse discipline)
d) manageriale (organizzazione e gestione di attività e strutture sportive).
Il corso di laurea è stabilito di durata quadriennale e sono previsti alcuni settori scientifico-disciplinari già presenti nell’ordinamento universitario, mentre vengono istituiti 3 nuovi settori che valorizzano la specificità dei contenuti teorici, tecnici e didattici delle attività motorie: "Scienze delle attività motorie", "Scienze delle discipline sportive" e "Scienze dell’organizzazione e gestione dell’impiantistica sportiva".
L’art. 6 precisa che "il corso di laurea e i corsi di diploma sono di norma attivati nell’ambito di una specifica facoltà di scienze motorie con il concorso di altre facoltà e dipartimenti" (in realtà questo sarà poi realizzato solo in parte, come risulta dalla tabella presentata più avanti in questo documento). Inoltre, puntualizza anche che, in caso di attivazione nell’ambito di facoltà diversa "è comunque garantita la specifica finalizzazione dei corsi, assicurando la rilevanza dei settori scientifico-disciplinari di cui alla lettera B dell’allegato" (ossia, i 3 nuovi settori).
Decreto Ministeriale 15 gennaio 1999: "Criteri per la programmazione dell’istituzione delle Facoltà e corsi di laurea e diploma in scienze motorie e procedure, tempi e modalità per la loro attivazione, ai sensi dell’art. 3 del D.Lgs. 8 maggio 1998, n. 178".
Il decreto indica le procedure che le Università devono attivare per chiedere l’istituzione della nuova Facoltà o del corso di laurea in Scienze Motorie.
L’art. 5 di questo decreto riporta in modo identico l’art. 6 del D.Lgs. 178, ribadendo dunque la necessità di finalizzare in modo specifico i corsi e di assicurare la rilevanza dei settori scientifico-disciplinari specifici.
Decreto Ministeriale 5 agosto 1999: "Autorizzazione all’istituzione di Facoltà e corsi di laurea e diploma in scienze motorie in correlazione con la trasformazione degli ISEF e alla relativa attivazione a decorrere dall’anno accademico 1999-2000 presso le Università di Bologna, Cagliari, Cassino, Catania, Catanzaro, Firenze, Foggia, Genova, L'Aquila, Milano Cattolica, Milano Statale, Padova, Palermo, Perugia, Torino, Verona, Napoli ".
Come risulta dallo schema seguente, l’art. 6 del Decreto istitutivo che prevedeva di norma l’istituzione di nuove Facoltà è solo in parte attuato. Nascono infatti solo 6 nuove Facoltà; predominante risulta il ruolo delle Facoltà di Medicina, poiché anche dove sono istituite nuove Facoltà il decreto richiede comunque la convenzione con le Facoltà di Medicina.
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Nuova Facoltà |
Medicina |
Scienze formazione |
Lettere |
Interfacoltà |
Convenzione con Medicina |
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Bologna |
X |
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X |
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Cagliari |
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X |
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Cassino |
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X |
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Catania |
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X |
X |
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X |
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Catanzaro |
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X |
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Firenze |
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X |
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Foggia |
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X |
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Genova |
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X |
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L’Aquila |
X |
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X |
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Milano Cattolica |
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X |
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Milano Statale |
X |
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X |
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Napoli |
X |
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X |
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Padova |
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X |
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Palermo |
X |
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X |
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Perugia |
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X |
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Torino |
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X |
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Urbino |
X |
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X |
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Verona |
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X |
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X |
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Decreto Ministeriale 5 agosto 1999: "Autorizzazione all’istituzione di corsi di laurea in scienze motorie e alla relativa attivazione a decorrere dall’anno accademico 1999/2000 di iniziative non correlate alla trasformazione degli ISEF presso le Università di Ferrara. Pavia, Udine".
Vengono autorizzate ad istituire il corso di laurea in Scienze Motorie anche tre Università situate in città che non erano sede di ISEF. Solo Pavia è riuscita ad attivare il corso già nell’anno accademico 1999/2000 (forse la dimostrazione che non è poi così facile improvvisare la cultura motoria anche nelle Università?)
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Nuova Facoltà |
Medicina |
Scienze formazione |
Lettere |
Interfacoltà |
Convenzione con Medicina |
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Ferrara |
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X |
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Udine |
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X |
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Pavia |
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X |
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Decreto Ministeriale 23 dicembre 1999: " Rideterminazione dei settori scientifici-disciplinari" (vedere anche DOC Aree e Settori)
Il Decreto, nell’ambito di una riorganizzazione delle discipline universitarie, stravolge completamente quanto era previsto dal D.Lgs. 178 e di fatto non riconosce, ed anzi praticamente annulla, la specificità della cultura motoria.
I 3 settori disciplinari previsti ("Scienze delle attività motorie", "Scienze delle discipline sportive" e "Scienze dell’organizzazione e gestione dell’impiantistica sportiva") vengono del tutto modificati:
Queste modificazioni sono completamente in contrasto con quanto previsto dal Decreto Legislativo sulla trasformazione degli ISEF e, di fatto, cancellano la cultura motoria e sportiva che si era costruita in 40 anni di attività degli ISEF (dei quali il D. Lgs. 178 prevedeva la trasformazione e non l’annientamento). Non viene dunque considerato il fatto che i diplomati ISEF hanno rappresentato in tutti questi anni la professionalità dell’ambito motorio nel mondo della scuola, alla pari dei docenti laureati delle altre discipline, e non solo.
Mentre il D. Lgs. 178 valorizzava le competenze dei diplomati ISEF, inserendo nei settori di nuova istituzione discipline in buona parte presenti nei precedenti corsi ISEF, di fondo il decreto di dicembre 1999 non riconosce che possa esistere una specifica cultura motoria, a differenza di quanto avviene invece in tutte le università europee (forse per l’incompetenza su questo tema dei docenti del CUN?).
Infine, risulta evidente la rilevante carenza di insegnamenti professionalizzanti, che limiterà fortemente la professionalità e quindi le possibilità occupazionali dei futuri laureati.
Schema di Decreto Ministeriale recante "Definizione delle classi delle lauree universitarie", trasmesso in data 15 dicembre 1999 al CUN per il prescritto parere e inserito all’inizio di gennaio 2000 nel sito Internet del Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica (www/murst.it).
E’ il documento più recente, che presenta la prima parte, la struttura triennale, della nuova riorganizzazione delle Lauree universitarie. Queste dovrebbero infatti modificarsi secondo il seguente modello: 3 anni di corso per il titolo di laurea di primo livello, laurea generale; 2 anni successivi. per il titolo di laurea specialistica. Il documento in oggetto in questo momento però risulta sospeso, in quanto il CUN ha chiesto al Governo di poter esaminare il piano completo dei 5 anni. Attualmente poi nel sito web del MURST non si trovano più i documenti sui campi paradigmatici. Tuttavia per quanto riguarda la Laurea nelle Scienze motorie, sono emersi degli aspetti sconcertanti che lasciano trasparire, più che in ogni altro documento, logiche di spartizione:
Questi due ultimi decreti hanno provocato diversi documenti di protesta da parte di alcune delle Università sedi del corso di Laurea in Scienze Motorie e di associazioni di diplomati ISEF.