DOCUMENTO DELLA CAPDI

SUL RIORDINO DEI CICLI E SUI NUOVI PROGRAMMI

L’educazione motoria, fisica e sportiva si è definita in questi ultimi anni come componente essenziale per un’equilibrata crescita umana, culturale e sociale dei giovani e degli adulti per tutto l'arco della loro vita.

Infatti:

1. con l'introduzione da parte del MPI del Progetto Perseus, per la valorizzazione dell’educazione fisica motoria e sportiva nella scuola dell’autonomia, si riconosce la forte valenza educativa della motricità anche nella scuola materna ed elementare, con una diversa considerazione dello sport scolastico. Tale progetto rafforza quanto già espresso nei Programmi Ministeriali Sperimentali per la scuola superiore del Progetto Brocca (1991), che individuavano fra le finalità l’acquisizione e il consolidamento di una cultura motoria e sportiva come nuovo e salutare stile di vita, riconoscendo il significato e la nuova dimensione che corporeità, movimento e sport assumono ormai nella cultura contemporanea;

2. il Piano Sanitario Nazionale 1998-2000 attribuisce all’attività fisica un ruolo fondamentale per promuovere l’adozione di comportamenti e stili di vita in grado di favorire la salute. Tale dichiarazione trova ampia conferma nella ricerca scientifica, che ha oramai consolidato il fatto che l’attività motoria sistematica ed equilibrata produce effetti positivi per il benessere psico-fisico dell’individuo;

3. la recente Conferenza Nazionale sullo Sport ha valorizzato l’educazione fisica e lo sport scolastico quali elementi essenziali dell’Educazione Permanente del cittadino. È Stato ripreso anche il documento dell'International Council of Sport and Physical Education dell’Unesco, che pone l’accento sulla "quantità" di attività fisica necessaria per un adeguato curriculum educativo (almeno 1/6 del tempo totale);

4. nella ristrutturazione del Ministero della PI è prevista una nuova Area di Funzione (Statuto dello Studente, Politiche giovanili e Rapporti con le attività motorie) all’interno del Dipartimento per i Servizi sul Territorio. Tale struttura, assorbendo anche le competenze e le esperienze dell’ex Ispettorato per l'educazione fisica e sportiva, si pone come punto di riferimento per le politiche giovanili nel campo della dispersione scolastica, dell’orientamento e della promozione del succoso formativo dello studente;

5. nell’iter normativo della Riforma dei Cicli Scolastici si individua, seppure non sempre in maniera chiara, la necessità di un curricolo dell’educazione fisica motoria e sportiva per la scuola italiana, dai sei ai diciotto anni di età.

A fronte di tutte queste considerazioni che dovrebbero porre l’educazione motoria fisica e sportiva come ambito privilegiato e indispensabile del percorso formativo dello studente, con riferimento all’attuazione della riforma che sta modificando la scuola e alla stesura dei nuovi cunicoli della scuola di base,

la CAPDI (Confederazione Associazioni provinciali Diplomati ISEF) evidenzia alcuni aspetti critici relativamente a:

· denominazione della disciplina. La proposta, nei nuovi programmi per la scuola di base, di sostituire il termine di educazione fisica con "Corpo e movimento" risulta del tutto arbitraria e non convincente, L’educazione fisica è disciplina specifica, riconosciuta come tale in tutta Europa e nel mondo. Con un’evoluzione culturale fondata su oltre cento anni di studi e sperimentazioni, ha consolidato una propria epistemologia e proprie specifiche basi culturali. E' dunque opportuno continuare a riconoscerla come EDUCAZIONE FISICA, oppure in maniera meno sintetica come EDUCAZIONE MOTORIA FISICA E SPORTIVA;

· ruolo della disciplina nella scuola di base. Considerato che conoscenze e competenze motorie hanno importanza culturale e rilevanza sociale quanto meno corrispondenti a quelle degli altri saperi fondamentali, la presenza dell'educazione fisica risulta necessaria in tutto l’arco del settennio, con un numero di ore settimanali per classe non inferiore al minimo europeo. L’area dove è inserita la disciplina deve comunque fare riferimento alla figura del docente con specifica formazione di grado universitario (DOCENTE DI EDUCAZIONE FISICA);

· presenza della disciplina nel curricolo obbligatorio della scuola secondaria. L’inserimento dell’educazione fisica e sportiva nel curricolo obbligatorio della scuola secondaria superiore, per due ore settimanali, è indispensabile per la promozione della salute ed il consolidamento di stili di vita sani e attivi; è inoltre necessario per consentire alla disciplina di partecipare in modo produttivo, continuativo e coerente al dialogo educativo e formativo con le altre discipline.

IN CONSIDERAZIONE DELLA SITUAZIONE INCERTA ED IN EVOLUZIONE, LA CAPDI SOLLECITA L’ATTENZIONE SU TALI PROBLEMATICHE, PRONTA ALLA MOBILITAZIONE DEI DOCENTI QUALORA VENGA DISATTESO, IN MODO

SOSTANZIALE, IL RICONOSCIMENTO DEL VALORE CULTURALE E SOCIALE DELL’EDUCAZIONE FISICA.

IL PRESIDENTE CAPDI

Flavio Cucco

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