CONVEGNO DI PERUGIA (18-19 novembre 2000)

INTRODUZIONE DI PATRIZIA MORONCINI,

PRESIDENTE ADEF PERUGIA

Buongiorno e Benvenuti a tutti,

come presidente di questa Associazione ho il piacere di aprire questo convegno ed esprimo a nome mio e di tutto il direttivo la gioia di avere questa occasione d’incontro.

Lo scopo di questo meeting è di lanciare un messaggio, di far vedere che ci siamo e di farci sentire.

Grandi cambiamenti si stanno verificando nella scuola e nella società. Siamo l’Europa e sentiamo l’esigenza di essere parte attiva di essa. Le problematiche da affrontare sono diverse:

· adeguarsi agli standards europei

· insufficienza delle due ore settimanali di educazione fisica-motoria-sportiva

· il caotico e carente sviluppo dell’educazione motoria nella scuola materna e soprattutto elementare con insegnanti di classe ed operatori ludico-sportivi provenienti anche da istituzioni esterne alla scuola, spesso impreparati per tale educazione.

· Mancata utilizzazione stabile ed istituzionale di personale specializzato, cioè gli insegnanti di educazione fisica, appositamente formati ed aggiornati. Gli sporadici inserimenti in queste fasce d’età di insegnati di E.F., come nel recente programma "perseus", hanno reso per alcune scuole la situazione meno pesante ma hanno complessivamente lasciato irrisolto il problema.

· L’inserimento dell’E.F. negli esami di stato (1998)

· L’E.F. sviluppata per sesso o per classi nelle scuole superiori

· Carenza di chiarezza nella conduzione dei progetti, tagli, innovazioni, accordi con Enti da parte del Ministero che spesso per noi si traducono in speranze o delusioni

· La carenza dell’edilizia scolastica in materia di E. :F. cioè la mancata presenza nella gran parte delle scuole di ogni ordine e grado, di una palestra che consenta la possibilità di una reale soddisfazione dei bisogni.

· Laurea in scienze motorie, tra speranze e realtà. Alla cultura motoria verrà riconosciuta la propria specificità? E non invece il rischio di vedersi diluita dentro ad una cultura universitaria che sembra rispondere più a logiche di spartizione cd occupazione di ambiti disciplinari che alla ricerca vera di una professionalità?

· Nuova (di recentissima approvazione) legge quadro sul riordino dei cicli scolastici. Ci sono mille dubbi in proposito, molte perplessità .Decollerà? Come? Dove e come sarà collocata la nostra disciplina?

• Precariato come malattia cronica, quasi irreversibile, fino a 20 o forse più anni di parcheggio in un limbo ;è una anzianità da baby-pensione (e meno male che queste non esistono più). Giovani diplomati oggi, laureati domani ,che si devono inventare di tutto perché a scuola non c’è posto per loro, anzi l’occupazione diminuisce.

C’è ancora scarsa conoscenza della valenza dell’E.F. motoria-sportiva come elemento fondamentale ed irrinunciabile di crescita, di formazione; essa è talmente preziosa da non lasciar spazio a motivazioni culturali di subalternità e marginalità nei confronti di alcuno o di alcun altra disciplina.

Spesso alla nostra materia attribuiscono esclusivamente una valenza ludico-ricreativa non riconoscendole la valenza formativa trasversale senza poi dimenticare l’enorme contributo che questa può offrire anche in termini di motivazione all’apprendimento.

Il tutto in una cornice europea dove la situazione dell’E.F. è ben più chiara e radicata nell’ambito dei curricula tra le materie obbligatorie, fondamentali.

Come ADEF abbiamo pensato di dividere questo convegno in cinque nuclei tematici dettati dalla pervasività dell’E.F.:

il primo riguarda l’aspetto medico-sanitario

il secondo l’aspetto culturale legato all’editoria

il terzo l’aspetto psico-socio-pedagogico, gli interrogativi e gli equivoci che il rapporto scuola e motricità fanno sorgere, come tutti noi ben conosciamo

il quarto è l’aspetto professionale-organizzativo e politico, sicuramente per noi quello più denso di aspettative

Ed infine, come quinto aspetto, abbiamo provato ad eliminare, scusatemi il termine, l’adultismo imperante nelle scuola ed abbiamo provato a metterci nei panni dei nostri alunni che sono anche i nostri figli ed abbiamo provato anche a cercare di capire le esigenze di chi, senza retorica, svolge il mestiere più difficile del mondo cioè quello di genitore.

Questa strutturazione è stata suggerita per consentire, al termine di ogni nucleo tematico, la possibilità di intervenire per creare i presupposti per approfondimenti e chiarimenti.

Auguro quindi un proficuo lavoro a tutti i partecipanti ed apro il convegno auspicando che domani ognuno di noi si possa sentire ancora di più parte di un grande gruppo operativo e che "INSIEME"(e sottolineo l’avverbio) si possano fare tante cose o si possano fare meglio di quanto fatto finora.

Grazie dell’attenzione ed ancora buon lavoro a tutti.

Patrizia Moroncini

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