SPORT EDUCATIVO COME STRUMENTO DI CRESCITA
(Convegno "I ragazzi e lo sport" 21 aprile ‘01 Falconara M.mma: relazione ADEFS)
Saluto i presenti e ringrazio gli organizzatori per aver creato questa occasione di confronto e riflessione su argomenti così attuali che riguardano i giovani.
Questo mio contributo nasce dalla riflessione sulle tematiche poste dalla recente conferenza nazionale sullo sport.
L’articolo n° 2 della carta europea dello sport per tutti cita:
La promozione dello sport quale importante fattore dello sviluppo umano deve essere incoraggiata e opportunamente sostenuta .
Aggiungo, che lo sport in un processo educativo
è un contenuto di riferimento esaltato dalla educazione motoria ,presupposto di ogni sport, poiché il linguaggio motorio compartecipa alla formazione e alla educazione del soggetto.
Provo a fare una precisazione in termini:
educazione fisica ( o motoria ) e sport non sono equivalenti , né sinonimi.
Hanno elementi comuni che non possono essere utilizzati indifferentemente.
L’ educazione fisica assorbe , avvolge ,contiene lo sport ma non lo sostituisce.
Neppure dallo sport può essere contenuta o in qualche modo surrogata.
L’ educazione fisica si propone attraverso il proprio linguaggio : il movimento; quindi educazione e formazione attraverso il movimento.
Del movimento fa parte anche lo sport che cerca di rispondere ai bisogni e alle aspirazioni, alle possibilità di ciascun soggetto secondo prerogative proprie.
In tempi come questi di rapide trasformazioni socio- culturali, la scuola , pur mantenendo la sua centralità ,non è l’unico ambito di realizzazione di obiettivi educativi - formativi ed occorre dunque affrontare il tema dell’educazione al movimento e allo sport sia in ambito scolastico che extrascolastico, in quello che viene definito SISTEMA FORMATIVO INTEGRATO in cui la scuola , l’università, la formazione professionale, la formazione continua ,e l’educazione permanente concorrono attraverso una pluralità di agenzie pubbliche e private alla formazione delle persone lungo tutto l’arco della loro vita.
L’ attività sportiva afferma principi universali e può rappresentare uno strumento capace di fornire allo sport quella funzione pedagogica che la stessa società gli riconosce.
In questo orizzonte si inserisce una crescente richiesta sociale di sport per assolvere all’esigenza di formazione dei giovani e meno giovani,
per consolidare sani comportamenti già acquisiti e farne scaturire dei nuovi finalizzati alla salute, al rispetto delle regole , alla legalità, al rispetto dell’altro.
Per la società l’ elemento educativo - formativo non è caratterizzante dello sport scolastico o dello sport per tutti, ma di tutto lo sport, compreso lo sport agonistico e perfino quello spettacolare come una parte in un processo di educazione permanente.
E’ da proteggere da possibili degenerazioni quali una eccessiva spettacolarizzazione o una commercializzazione selvaggia ed esasperata dalle quali possono derivare comportamenti violenti che nulla hanno a che fare con lo sport.
Tornando al sistema formativo, lo sport che educa è concepito come benessere psicofisico, strumento di interazione sociale e di crescita, strumento di comunicazione, di consapevolezza di sé e dell’altro, prevenzione e salute, inteso come strumento di educazione e sviluppo delle conoscenze.
Questo è lo sport che contrasta lo sport usato per specializzare precocemente e sempre più precocemente selezionare futuri campioni che addestra e non educa
questo è lo sport finalizzato all’integrazione e al superamento delle diversità.
Riflettiamo per un momento sul rapporto che lega all’attività fisica la salute, lo stare bene, la possibilità di prevenire patologie conseguenti alla sedentarietà, o causate da cattive abitudini di vita, alimentari, o da uso e abuso di sostanze dopanti.
Recenti studi su queste abitudini hanno rivelato come tali metodiche costituiscono un modo di essere delle giovani generazioni nel tentativo di identificarsi a campioni e personaggi famosi e non solo riconducibili alla esasperata ricerca della prestazione sportiva,.
Conosciamo che in alcuni ambienti, luoghi di consumo sportivo di massa, il doping è arrivato e ha sostituito l’educatore con l’istruttore commerciante.
Ritengo doveroso dedicare particolare attenzione a questo fenomeno dilagante e
anche per questo, in ambito scolastico l’ educazione alla salute deve essere ulteriormente incentivata e potenziata.
Tutta l’attività giovanile, talvolta ha subito interferenze in ambito organizzativo didattico che hanno creato non pochi problemi e difficoltà di gestione e qui mi riferisco
all’avviamento sportivo precoce,( che non rispetta tempi e modi di sviluppo e di crescita tantomeno la globalità della persona);
all’abbandono sportivo precoce,(che è conseguente ad alte aspettative andate deluse );
all’addestramento piuttosto che alla educazione, ai consigli sbagliati per ottenere troppo presto risultati elevati a discapito della salute.
La funzione educativa è basata essenzialmente su un impianto strategico aggiornato alle più recenti conoscenze psico – pedagogiche - didattiche verso una integrazione di tutte le educazioni specifiche in collegamento con le valenze culturali espresse dal territorio.
Dunque tutti noi, che ci occupiamo di sport, dobbiamo volgere verso una concezione integrata dei servizi, quelli sociali,culturali, ambientali e contemporaneamente costituire un servizio fondamentale per tutti.
Ne consegue che la formazione degli operatori non può che essere di tipo integrato a carattere multidisciplinare.
Occorre passare da un modello esclusivo
( in cui per insegnare uno sport ai giovani basta sapere di quello sport )
ad un modello inclusivo
( per insegnare uno sport ai giovani prima bisogna saper insegnare )
Dove il saper insegnare costituisce il punto di partenza il "CAMPO" di conoscenze e di esperienze imprescindibile per chiunque venga chiamato ad insegnare qualcosa a qualcuno.
Ogni operatore che entra a contatto con i giovani deve possedere la competenza adeguata.
Mi piace citare ,a questo punto, la nuova organizzazione dello sport scolastico attraverso il progetto "PERSEUS" , un progetto "culturale", in cui la finalità della formazione dello studente/atleta, attraverso l’esperienza motoria e l’attività sportiva, è l’acquisizione di competenze tali da consentirgli di prendere parte attiva e consapevole al suo personale progetto formativo in ambito sportivo già da adolescente per proseguire nella vita adulta e anziana in tutta autonomia.
Un bel progetto triennale , partito l’anno scorso e dal finanziamento irrisorio in quest’anno scolastico.
E’ importante e necessario procedere con un’ottica più ampia e non tradizionale per garantire ai nostri ragazzi continuità educativa da parte di ciascuna delle agenzie formative prendendo atto del cambiamento nel costume sportivo nazionale :
lo sport è passato da pura evasione ad attività formativa per la prevalenza della dimensione educativa di tutto lo sport capace di coinvolgere i praticanti in maniera integrata.
La dimensione educativa lotta contro l’esasperazione e la patologia dello sport restituendo allo sport centralità di valori attraverso un sano e attuale modello educativo.
Concludo con l’auspicio
che alla scuola venga riconosciuto il ruolo fondante nello sviluppo dello sport educativo e costruito per questo il curricolo che percorra tutta la scuola di base in
un percorso educativo integrato , che vengano valorizzate al meglio le competenze dei Diplomati ISEF e dei laureati in Scienze Motorie,
che sia accolta l’esigenza di ampliare gli spazi dell’educazione fisica nelle risorse finanziarie, umane e strutturali specifiche in una prospettiva policentrica che veda i vari organismi ( Enti Locali, Regioni, Associazioni, Coni, Federazioni, Enti di promozione sportiva ) come comprimari nel compito di rendere lo sport
INTEGRALMENTE EDUCATIVO.Prof.ssa Ionna per A.D.E.F.S. ANCONA 21/04/2001