CONFERENZA NAZIONALE SULLO SPORT
CRONISTORIA DEI VARI INCONTRI
(a cura di Rodolfo Perini)
INCONTRO DI PRESENTAZIONE
Roma, 6 ottobre 1999
Intervento della Ministro On. Giovanna Melandri
Con l'incontro di questo pomeriggio diamo il via ai lavori che ci porteranno alla seconda Conferenza nazionale sullo sport. Grazie per essere qui e per il contributo che, ne sono certa, vorrete dare alla realizzazione di questo appuntamento. Sono passati ormai 17 anni dalla prima. Un lungo periodo di tempo, soprattutto se si pensa alle profonde trasformazioni che hanno caratterizzato in questi anni il mondo dello sport. Di tutto lo sport.
Per questo la Conferenza può essere la sede per consentire a tutti noi di misurarci con questi cambiamenti e aiutarci a capire se, e in che modo, possa essere utile un intervento per consentire, a chi a vario titolo opera in questo settore, di avere nuove regole e nuovi strumenti di supporto. E dunque discutere caratteri e contenuti di una complessiva riforma dello sport.
Avremo modo, nel corso di questi mesi, di approfondire i singoli aspetti dello sport moderno. So bene che le problematiche del professionismo, per fare un esempio, sono altra cosa da quelle che devono essere affrontate per consentire a tutti di poter praticare lo sport. Per questo propongo a questa assemblea che, sin dalla fase di preparazione, vengano attivati dei tavoli tematici in grado di affrontare nello specifico i diversi aspetti che caratterizzano questo importante settore della nostra società.
In Italia, come nel resto d'Europa, lo sport profit convive con quello non profit. Credo che questa convivenza rappresenti una risorsa per tutto lo sport, un circolo virtuoso da arricchire.. Lo sport dei campioni svolge un ruolo di grande importanza nel far crescere domanda e pratica sportiva. E la diffusione e l'incremento dei praticanti hanno, d'altro canto, anche il merito di ampliare le possibilità di crescita dei nuovi talenti. Inoltre vorrei sottolineare come il modello europeo veda la presenza del principio di mutualità. Un principio grazie al quale le risorse attivate dalla crescita dello sport professionistico contribuiscono anche al sostegno, nell'ambito della stessa disciplina, delle società meno ricche e di quelle dilettantistiche e, più in generale, alla diffusione e allo sviluppo di tutto il movimento sportivo.
Io credo che questo legame di fondo tra i diversi livelli dello sport sia un valore importante e da conservare. Essendo al tempo stesso consapevoli che, nel definire regole e individuare strumenti, è necessario tener conto dei diversi aspetti che caratterizzano lo sport moderno.
La riforma del Coni è stato un significativo passo in avanti nella definizione di un nuovo ordinamento sportivo nel nostro Paese. E credo abbia posto le basi per dare ulteriore potenzialità allo sport italiano. Un tassello molto importante della riforma dello sport è stato utilmente collocato. Saranno ora i nuovi statuti dell'Ente e delle Federazioni a disegnare l'assetto definitivo della nostra organizzazione sportiva.
Una realtà, lo sport italiano, che continua a dare buona prova di sé nei risultati tecnici e agonistici in tutte le grandi competizioni internazionali. Come non ricordare, per citare solo la cronaca recente, la straordinaria vittoria nei campionati europei di pallanuoto del "Setterosa" e, in campo maschile, la conquista da parte della nazionale di pallavolo del titolo continentale?
Successi del nostro sport che testimoniano del grande patrimonio tecnico agonistico che i nostri campioni, le nostre squadre, i nostri tecnici e i nostri dirigenti sportivi hanno saputo far crescere e affermare in tutto il mondo. E delle capacità di programmazione del Coni, sperimentate con successo in occasione di importanti eventi sportivi internazionali. Grandi prestazioni che trovano origine anche nella diffusione della pratica sportiva, un dato che per quantità e qualità ci vede vicini alla media europea.
La diffusione dello sport per tutti
Le grandi soddisfazioni e gli importanti risultati non vengono solo dalle medaglie e dai titoli conquistati. Credo infatti che con analogo compiacimento possiamo valutare la scelta di milioni di cittadini, di ogni sesso e di tutte le età, di praticare un'attività sportiva. Donne e uomini spinti da motivazioni diverse, ma accomunati dal medesimo desiderio di migliorare la propria qualità della vita.
Il fenomeno della pratica sportiva ha raggiunto una diffusione tale che non sorprendono i risultati delle più recenti indagini: milioni di cittadini, in maniera più o meno continuativa, fanno sport. Una voce importante anche nel bilancio delle famiglie: la spesa degli italiani per acquistare beni e servizi legati allo sport è stata, nel corso del 1998, di circa 56 mila miliardi . Con un ulteriore elemento di novità. Tale pratica non è cresciuta solo attorno alle discipline tradizionali: chi va in palestra non chiede più le vecchie ginnastiche tradizionali. Così come la corsa, la bicicletta, lo sci e gli sport all'aria aperta non seguono più solo "le regole del gioco" codificate dall'attività ufficiale. Lo sport è relax, fonte di benessere, è disciplina del corpo e della mente, è gioco, è comunicazione, a tutte le età.
A questo forte incremento della domanda di sport hanno dato risposte alcuni soggetti, istituzionali e associativi, che hanno attivato strumenti, iniziative e risorse per consentire l'esercizio del diritto allo sport per tutti i cittadini. Mi riferisco in primo luogo alle Regioni, alle Province e ai Comuni, primi fornitori di servizi essenziali.
Certo, l'intervento non è stato ugualmente efficace ed efficiente in tutte le realtà del nostro Paese. Ci sono stati limiti e inadeguatezze. Credo tuttavia che possiamo essere d'accordo sul ruolo positivo che complessivamente queste realtà hanno avuto sul territorio nei confronti del mondo sportivo.
A cominciare da quanto realizzato sul versante dell'impiantistica. Dagli impianti complessi per le grandi competizioni a quelli polifunzionali e di base finalizzati all'attività dilettantistica e ai giovani. O agli interventi di promozione dello sport sociale, realizzati per lo più con la collaborazione determinante delle realtà associative. Una pratica rivolta alle fasce più deboli e a quelle marginali della popolazione. Un'opportunità in più offerta, per esempio, a chi si trova a vivere, nella condizione di anziano, un difficile passaggio della propria esistenza o a chi conosce, come immigrato, le difficoltà di inserimento in un realtà diversa.
Voglio qui sollevare una questione. La diffusione dello sport per tutti, le nuove domande che ne conseguono, il legame diretto di questa pratica con il territorio, debbono prevedere ulteriori competenze per le istituzioni decentrate? Dobbiamo individuare nuove risorse? Sapendo che c'è comunque un problema più generale di risorse per tutto lo sport. Certamente dovranno essere attivate misure che consentano a tali realtà istituzionali di svolgere a pieno titolo un ruolo nell'ambito di questo settore. Ecco un punto di grande rilievo che sarà opportuno affidare alla valutazione della Conferenza.
Nel promuovere e nell'organizzare lo sport un ruolo importante è svolto dall'associazionismo sportivo, che si sforza di dare risposte alle domande di attività fisica e sportiva sempre più diversificate. In questo, non dimentichiamolo, svolge un ruolo fondamentale il volontariato. Circa centomila società sportive dilettantistiche, quasi un milione di operatori del settore, consentono e organizzano la pratica sportiva di milioni di cittadini. Dal riconoscimento di questo ruolo è nato il disegno di legge che ora è all'esame della commissione Cultura della Camera. E per consentire a questi importanti protagonisti dello sport, in attesa della approvazione della legge, di avere concreti strumenti di supporto, il governo ha comunque anticipato, e sono già operanti, nel collegato alla Finanziaria per il '99 le norme tributarie che consentono facilitazioni fiscali al mondo sportivo non profit.
Lo sport professionistico e di alta prestazione
Nella seconda metà degli anni '90 ci sono stati alcuni avvenimenti che hanno profondamente modificato lo sport di alta prestazione.
L'era digitale, la diffusione dei canali tematici, le nuove tecnologie hanno dato fondamentale impulso al mercato dei diritti sportivi. Basti pensare a quanto hanno inciso sul mercato l'assegnazione dei diritti televisivi in chiaro a soggetti diversi dalla Rai e l'avvento della pay-tv e della pay per view. Di questo fenomeno è importante cogliere tutti gli aspetti positivi, a partire dal fatto che sempre più lo sport entra nella casa dei cittadini. Ma anche leggerne i possibili rischi.
Primo fra tutti, l'aumento della forbice tra gli sport che diventano sempre più ricchi, perché il loro valore come resa televisiva e vendita di spazi pubblicitari è elevato, e sport che in mancanza di tali risorse, rischiano di diventare più poveri. E poi, all'interno degli sport ricchi, le differenze tra le società dettate dal diverso seguito di cui godono. Ma lo sport in tv deve essere indirizzato a un pubblico il più vasto possibile. Per questo è necessario garantire che avvenimenti sportivi di grande rilevanza, patrimonio di tutti, possano essere visti da tutti, gratis e in chiaro. L'Autorità garante delle Comunicazioni ha indicato quali eventi sportivi non possono essere trasmessi a pagamento. E' una lista probabilmente un po' ristretta, che forse dovrebbe essere sottoposta, in futuro, a revisioni periodiche.
Ancora. Non è superfluo ricordare le profonde trasformazioni provocate dalla sentenza Bosman, dall'introduzione del fine di lucro per le società sportive professionistiche, dalla novità rappresentata dal totoscommesse. Evoluzioni importanti: le possibilità di quotazione in borsa, di sviluppare il merchandisìng, di gestire gli stadi, possono tradursi in nuove e significative risorse per lo sport spettacolo. Ma tutte queste innovazioni possono presentare anche risvolti negativi. Il ricorso a troppi giocatori non utilizzabili rischia di mettere in difficoltà le nostre squadre nazionali e di limitare le possibilità di scendere in campo per i nostri giovani. Per questo, torno a ripetere anche in questa occasione che ritengo fondamentale la salvaguardia e la valorizzazione dei vivai, per evitare che il nostro sport si impoverisca.
Voglio riaffermare inoltre la mia convinzione sull'opportunità di considerare lo sport quale materia di competenza comunitaria. In particolare penso ad una norma analoga a quella relativa alla cultura con la quale sia possibile prevedere un "eccezione sportiva" che consenta di tenere conto della specificità di questo settore. Ciò renderebbe possibile affrontare, con strumenti adeguati, alcune problematiche emerse negli ultimi tempi. Per esempio, si potrebbe realizzare una maggiore tutela delle diverse scuole calcistiche, garantendo la presenza in campo di almeno sei giocatori nazionali. I nostri talenti avrebbero maggiori possibilità di essere valorizzati, con un indubbio riflesso positivo sulla selezione nazionale.
I pericoli per lo sport moderno
Gli italiani amano lo sport per le emozioni che è in grado di suscitare. Ma esistono confini che troppo spesso vengono superati. E' nostro dovere capirne le ragioni, è nostro compito, è vostro compito, fare il possibile perché lo sport resti negli argini del divertimento, della passione, della competizione leale. Mi colpiscono profondamente le immagini, troppo spesso trasmesse dalle televisioni, che ci mostrano episodi di violenza nello sport. Tifoserie che si affrontano sugli spalti e fuori. Carrozze ferroviarie distrutte. E purtroppo, oltre alle distruzioni, talvolta dolorose immagini di morte. Il fenomeno ha radici profonde e sappiamo che non è solo dentro allo sport che va combattuto. Ma noi non possiamo tirarci indietro. Abbiamo una grande responsabilità.
C'è qui un ruolo fondamentale che possono svolgere i nostri campioni. Quelli che con le loro azioni sono in grado di influenzare modelli di vita e di comportamento delle giovani generazioni. So che in Inghilterra è stato prodotto un video con i più conosciuti calciatori testimonial contro il razzismo che viene presentato nelle scuole. Sono sicura che scelte come queste possono contribuire concretamente alla formazione di positivi orientamenti culturali fra i giovani.
Da parte sua, il governo si è attivato per richiedere che il disegno di legge sulla violenza nello sport venga al più presto discusso e approvato in commissione Giustizia, alla quale è stato assegnato. Al tempo stesso, abbiamo attivato un tavolo tecnico che, a normativa vigente, individui quelle misure in grado di limitare un fenomeno che assume contorni sempre più preoccupanti e che colpisce la vera natura dello sport.
Così come va contro il principio fondativo dello sport qualsiasi elemento che alteri le prestazioni. Prima che competizione, l'attività fisica è salute e benessere. Il doping altera le prestazioni. Il doping mette a repentaglio la salute. Non devono esistere mezze misure, né eccezioni. Lo sport è tale se è pulito. I risultati contano se sono il frutto della fatica, dell'impegno, della capacità tecnica . La lotta al doping ha bisogno della piena collaborazione tra istituzioni e organizzazioni sportive.
Il Coni sta facendo la sua parte: voglio qui ribadire il mio apprezzamento per la campagna "Io non rischio la salute"e per le decisioni che, la scorsa settimana, sono State adottate per contrastare l'uso di sostanze e pratiche dopanti. Atti di grande significato. Senza il contributo delle organizzazioni sportive, la lotta al doping non potrebbe essere efficace.
Il governo sta facendo allo stesso modo la sua parte. A livello comunitario: la riunione informale dei ministri dell'Unione europea competenti per lo sport, tenuta a giugno, ha messo in luce la necessità di un coordinamento europeo della lotta al doping. E sono stati individuati alcuni obbiettivi, tra cui, la definizione di una lista comune a tutti gli sport e a tutti i Paesi delle sostanze e delle metodologie da vietare e la necessità di arrivare a un sistema di sanzioni omogeneo. Ma soprattutto, l'attivazione di un'agenzia internazionale antidoping, indipendente e trasparente, che nasca dalla collaborazione tra le organizzazioni sportive e quelle governative.
Vorrei inoltre ricordare la presentazione, da parte del governo, di un apposito disegno di legge, che credo abbia aiutato i lavori parlamentari di approvazione di una specifica normativa.
Infatti anche il nostro parlamento ha fatto la sua parte approvando il disegno di legge che consente di perseguire il doping come un reato e definisce strumenti e metodologie per i controlli. Il testo è stato licenziato dal Senato: sono certa che la Camera ne comprenderà l'urgenza e darà presto il via libera definitivo
Lo sport nella scuola
Credo che le cose sin qui dette evidenziano con forza le profonde trasformazioni dello sport moderno. La scuola è un'istituzione che , in questo quadro, deve svolgere un ruolo fondamentale. Se infatti uno degli elementi di sostanziale innovazione è dato dalla diffusione dello sport per tutti, è evidente che la sede primaria per l'esercizio di questa pratica sta nella scuola. Il luogo dove le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi, non sembri banale, imparano a leggere e a scrivere e dove sempre più dovranno imparare a correre, saltare e perché no, persino nuotare. E anche ad avere conoscenza di ciò che lo sport ha rappresentato nel tempo e cosa rappresenta nella nostra società. Un luogo dove tutti gli alunni, a prescindere dalla predisposizione e dalla capacità, possano praticare una qualificata attività, una o più discipline sportive.
Sono convinta che se la scuola saprà fornire a tutti un livello adeguato di educazione sportiva, tutto il processo formativo ne trarrà giovamento, crescerà il livello dì cultura sportiva del Paese, sarà infine più facile che, senza incorrere in rischi anche di agonismo precoce, emergano nuovi talenti.
Dobbiamo fare più sport e più educazione fisica a scuola, contando anche sulle possibilità offerte dall'extrascuola. Alcuni importanti processi di innovazione sono stati avviati. Penso all'inserimento dell'educazione fisica come materia di pari dignità con tutte le altre nella riforma degli esami di Stato e alla previsione della sussistenza dei crediti sportivi.
E anche al protocollo d'intesa Ministero pubblica istruzione-CONI, cui le parti stanno lavorando per rinnovarlo dopo un periodo di sperimentazione, e al programma Pérseus. Un'iniziativa che è stata recentemente presentata dal Ministro Berlinguer e che porterà, tra l'altro, a sperimentare la figura di un consulente nella scuola materna ed elementare.
Un passo storico per migliorare l'offerta formativa nelle nostra scuola è dato dall'istituzione, a partire dal corrente anno accademico, della Facoltà e dei corsi di laurea in Scienze Motorie. Una riforma lungamente attesa, che consente al nostro Paese di adeguarsi alla realtà europea. Gli insegnanti, al pari dei loro colleghi, avranno una preparazione universitaria. E molte delle nuove figure professionali di cui lo sport ha bisogno, da quelle manageriali a quelle legate alle nuove esigenze dello sport sociale, saranno formate in tali istituti.
Sport e salute
Da sempre lo sport è considerato sinonimo di salute e di star bene. Sono sempre di più coloro che, partendo da questa consapevolezza, praticano un'attività fisica. Un'attività che riveste un ruolo fondamentale nell'ambito dell'adozione di comportamenti e stili di vita che abbiano effetti positivi sulla salute. In particolare l'esercizio fisico fatto correttamente e con regolarità, come è stato dimostrato, esercita una funzione di prevenzione nei riguardi di numerose patologie, in particolare di quelle cardio e cerebro vascolari.
Il Piano sanitario nazionale, a tal proposito, si è posto l'obiettivo di realizzare un incremento generale della pratica, rispetto al dato ISTAT del 1995, del 10% in media e comunque non inferiore a tale percentuale per quanto concerne gli anziani. Una scelta che prende atto dell'importanza della pratica sportiva anche come opportunità di prevenzione, e che potrà essere sostenuta, nei piani territoriali, da iniziative di promozione dell'attività fisica rivolta alla popolazione generale; da campagne mirate per gli anziani; da un'azione di coordinamento e di sviluppo di iniziative, da attivare con il coinvolgimento delle organizzazioni del settore, rivolte ai giovani.
L'impiantistica e le strutture per la pratica sportiva
Lo sport moderno presenta, come detto, profondi elementi di novità. Novità che si ripercuotono anche sulle tipologie dell'impiantistica sportiva. Sulle strutture dove praticare sport, ma anche su quelle dove assistere agli spettacoli sportivi. Da una parte, anche per l'introduzione delle nuove tecnologie televisive, è entrata in crisi l'idea dei mega impianti sportivi, con altissimi costi di realizzazione e con altrettanto elevati costi di gestione. Impianti quasi sempre aperti una volta ogni due settimane. C'è un problema relativo alle strutture già esistenti. E una soluzione potrebbe essere quella, già avviata negli scorsi anni, di una gestione privatistica degli stadi. Più in generale, per le esigenze dello sport spettacolo io credo si debba pensare, m prospettiva, a impianti più piccoli, funzionali, comodi per gli spettatori, sempre rispettosi dell'ambiente e delle città.
D'altro canto, la diffusione della pratica sportiva è passata soprattutto attraverso l'attività all'aria aperta. Accanto alla richiesta di impianti polifunzionali, viene avanti una domanda di strutture semplici, con costi non elevati, con un azione di rispetto, spesso di riqualificazione dell'ambiente. Piste ciclabili e percorsi vita, spazi attrezzati e percorsi verdi sono le palestre tra le più affollate di molte nostre città. Un segnale importante da cogliere, rispetto al quale le istituzioni competenti, Regioni e Enti Locali, potranno svolgere ancora interventi positivi.
Sono consapevole che in questo quadro l'istituto per il Credito sportivo è uno strumento di grande importanza.
Voglio anche ricordare come il Ministero abbia lavorato sin dall'inizio per il rafforzamento dell'Istituto e all'attuazione del decreto legislativo 112, da ultimo con uno schema di regolamento di riordino. Su questo testo c’è il sostanziale accordo delle Regioni, manifestato dal Presidente Chiti, e dagli stessi assessori regionali allo sport in un incontro tenuto con me a fine luglio. Ho inviato il 31luglio tale regolamento alla Presidenza del Consiglio e , proprio ieri, sollecitato ancora una volta l'iscrizione all'ordine del giorno del Consiglio dei Ministri. Per parte mia continuerò a lavorare per cercare di risolvere un problema che reputo di grande importanza e per offrire al mondo dello sport il più efficace strumento di credito.
La conferenza sullo sport
Le questioni sin qui sollevate segnalano non solo le trasformazioni intervenute nello sport italiano in un recente, a volte recentissimo passato, ma anche che ci troviamo in presenza di un fenomeno complesso - dallo sport professionistico a quello dilettantistico, da quello dei campioni alla attività fisica e sportiva diffusa -, con molteplici soggetti istituzionali e associativi che ne promuovono la pratica e ne organizzano l'attività, con evidenti contatti con altri diritti di cittadinanza quali la salute, l'istruzione, l'informazione.
Dobbiamo abituarci a pensare lo sport, proprio per le sue tante sfaccettature, come un mondo intimamente e profondamente connesso con l'insieme della realtà sociale. E quindi a non doverci preoccupare solo di affrontare i problemi dei diversi aspetti che caratterizzano lo sport moderno ma a come mettere in relazione queste diverse realtà per offrire agli sportivi, ai cittadini una risposta esauriente alle loro domande. Anche queste decisamente complesse e variegate.
Nei mesi che ci separano dalla Conferenza nazionale dello sport dovremo svolgere un lavoro molto intenso, a cui annetto grande importanza. Ho già detto che ritengo opportuna l'attivazione di tavoli tecnici che dovranno affrontare nello specifico i diversi temi di cui vi ho parlato. Alcuni di questi temi potranno far parte di una proposta di riforma; altri hanno già conosciuto un processo di innovazione; per altri ancora saranno le organizzazioni sportive, nella loro autonomia, a dover dare le opportune risposte.
Per tutti questi temi c'è un grande bisogno di approfondimento e di confronto a cui voi potete dare, sulla base delle vostre esperienze, un fondamentale contributo. La riforma dello sport italiano non può che passare attraverso il più ampio coinvolgimento di tutti i soggetti che dovranno, nella loro pratica quotidiana, attuarne gli aspetti innovativi.
Solo cosi potremo, di comune accordo, consegnare al Parlamento, la sede sovrana per discutere e attuare il processo di riforma, i problemi, le considerazioni, le proposte che consentano, dove necessario, di indurre norme in grado di accompagnare un equilibrato sviluppo di questo settore.
Aggiornamento dei lavori :
a questo 1° incontro ne è seguito un 2° sempre a Roma il 10 marzo u.s. per la definizione dei tavoli tematici che il Ministero ha così definito :
PROPOSTA DI COMPOSIZIONE DEI GRUPPI
Gruppo 1 - Le Trasformazioni dello Sport Moderno
Lo sport come fenomeno sociale ed economico – Lo sport per tutti – Le trasformazioni dello sport professionistico – Lo sport "spettacolo" – Lo sport dilettantistico – Lo sport militare – La pratica sportiva femminile – Lo sport moderno : aspetti degenerativi –
Gruppo 2 - La dimensione Internazionale dello Sport
Le istituzioni internazionali e lo sport – La salvaguardia delle identità nazionali – La dimensione europea ed internazionale della lotta al doping – L’organizzazione sportiva in Europa : analisi e valutazioni – Lo sport come materia dei trattati comunitari – La sentenza Bosman – Le professioni dello sport : percorsi formativi e percorsi valutativi
Gruppo 3 - Lo Sport e Territorio
Il ruolo delle regioni e degli Enti Locali – La promozione dell’attività sportiva e l’impiantistica – La tutela sanitaria dell’attività sportiva – Il rispetto dell’ambiente – L’autonomia scolastica e l’attività sportiva – Il ruolo delle società e dell’associazionismo sportivo.
Gruppo 4 - Sport e Formazione
L’educazione Fisica e l’attività sportiva nella scuola : attività curriculare ed extra scuola – Le nuove opportunità delle Università e dei Corsi di Laurea in Scienze Motorie – Le Agenzie Formative – Lo sport nel processo di educazione continua – Le figure professionali dello sport.
Gruppo 5 - Le risorse per lo Sport
I concorsi pronostici e le scommesse sportive – Diritti televisivi – Sponsorizzazioni, pubblicità, merchandising – Accesso al credito – Gli interventi delle Istituzioni pubbliche.
Gruppo 6 - Sport e Comunicazione
Comunicazione sportiva come comunicazione – Comunicazione sportiva come fattore di cultura – Comunicazione sportiva come accrescimento di competenza – Comunicazione sportiva come momento di promozione – Comunicazione visiva come strumento didattico.
N.B. – E’ possibile integrare gli argomenti dei temi che sono "indicativi"
- E’ possibile chiedere l’inserimento anche in altri gruppi e, senza esagerare, ho
chiesto come CAPDI (Associazioni Insegnanti) l’inserimento almeno anche nel
gruppo 3 (Sport e Territorio – Autonomia scolastica e attività sportiva)
Il giorno 28 marzo u.s. si è tenuta a Roma la prima riunione del Gruppo 4 al quale eravamo stati invitati. Questo il resoconto della riunione.
Oggi alle 15, presso l’Ufficio Rapporti e Organizzazione Sportiva del Ministero per i Beni e le attività Culturali di Via Ferratela in Laterano, 51 in Roma, si è tenuta la 1° riunione del 4° Gruppo "Sport e Formazione" in preparazione alla Conferenza Nazionale dello Sport.
Ha aperto i lavori il Capo di Gabinetto Dott. Lucio Selli che, dopo il saluto, ha presentato il Dott. Calcerano (Capo dell’Ispettorato E.F.) invitandolo a coordinare i lavori della Commissione. Calcerano ha iniziato definendo quelli che, secondo lui, dovrebbero essere gli obiettivi della commissione :
Per Calcerano la commissione deve partire da dati precisi e per prima cosa :
1)verificare se tra i vari membri della Commissione esiste o meno una "cultura comune" nei riguardi degli argomenti da trattare, cioè in sostanza se la si pensa o meno allo stesso modo : questo potrà condizionerà sicuramente i lavori !
Come si può ben dedurre dalla caralleta dei primi interventi dei vari componenti non la si pensa
affatto allo stesso modo : ci sono interessi diversi ed ognuno "tira l’acqua al proprio mulino"
2)La Formazione non è solo un argomento da trattare come gli altri, ma va messa alla base di tutto in quanto è un elemento trasversale di tutta l’attività sportiva.
3)Formazione per tutti coloro che si occupano di sport ed è quindi fondamentale sapere:
E’ necessario raccogliere questi dati e parlarne per "mettere il sigillo della ragione" su queste cose a garanzia dell’utenza.
Sarà possibile, senza imporla, creare una cultura comune a tutti gli operatori ?
Si può raggiungere questo obiettivo solo attraverso la formazione ?
Quali dovranno essere gli elementi di formazione comune ? Quale cultura sportiva ?
Parlando della Scuola (mio settore) ostacoli sono le poche ore a disposizione (2 mezze ore
settimanali, da portare come minimo a 3) e la carenza di impianti.
Terminata la presentazione sono cominciati gli interventi dei vari componenti presenti intorno a tavolo ovale e da sinistra :
Vanno poi definiti per bene i ruoli di tutti gli operatori non scolastici ed il loro standard di
formazione minima.
Per quanto riguarda la formazione (ci sono non pochi problemi da risolvere anche nei piani di studio delle nuove facoltà di Scienze Motorie) bisognerà regolamentare l’attuale situazione ove tutti sono autorizzati a fare formazione (privati, enti vari, ecc.). Faremo proposte precise al riguardo.
Obiettivo del Ministero, che intende partecipare attivamente a questi lavori, è quello che si operi per far in modo che le persone vengano mantenute in buona efficienza fisica il più a lungo possibile dando un significativo contributo con tutte le proprie figure professionali (medici di base, medici sportivi, pediatri, medici delle società, fisioterapisti, ecc.)
Il Dott. Calcerano, in chiusura, ha riassunto le varie proposte emerse ringraziando per il contributo di ognuno e dopo aver fissato la prossima riunione per VENERDI’ 7 APRILE ALLE ORE 10 sempre nella stessa sede ha assegnato il compitino :
e suggerimenti.
Rodolfo Perini
P.S. : Chi avesse suggerimenti e proposte da fare è pregato di inviarmele a :