- ribadiscono la convinzione che l’educazione fisica debba restare disciplina fondamentale all’interno del percorso scolastico obbligatorio, così come negli altri paesi europei. Oggi più di ieri, è fondamentale nella formazione della personalità dei giovani ed argine al processo di sedentarietà precoce.
- chiedono che sia esclusa la possibilità per famiglie e studenti di scegliere, "se, come e quando" avvalersi dell’educazione fisica, così come previsto dal Rapporto.
L’educazione fisica è patrimonio di sapere esclusivo del mondo della scuola.
Altro è l’attività sportiva o ricreativa. Tecnici ed animatori non hanno titoli o competenze che non siano quelli assegnatigli da Federazioni, Enti di Promozione, villaggi turistici, C.R.A.L., gruppi scout, ecc.
- Manifestano cauto apprezzamento per le precisazioni rese dal Ministro a margine degli Stati Generali. La volontà dichiarata di "non toccare l’educazione fisica" sottintende un’azione in tale direzione del Governo di cui si resta in vigile attesa.
- Sottolineano come l’energica azione, portata da più fronti (scuola, mass media, mondo dello sport, pubblica opinione) a difesa dell’educazione fisica, lasci intendere quanto elevata sia la condivisione sociale dell’opera degli educatori fisici scolastici. Propongono, perciò, di potenziare consistenza ed efficacia didattica, approfondendo o recuperando le attività obbligatorie nel percorso facoltativo.
- Denunciano l’assenza anacronistica dalla scuola materna - elementare, il ciclo scolastico più delicato e chiedono l’inserimento delle uniche figure professionali preposte ovvero gli educatori fisici, ancor più disponibili e specializzati dopo la creazione delle Facoltà di Scienze Motorie o I.U.S.M.
Si allegano i risultati di uno studio dalla ns. associazione, condotto mediante questionario, al quale ha già risposto un campione significativo di docenti elementari. I dati sono molto indicativi.
- Condannano, infine, la presa di posizione ufficiale del Ministro contraria all’equipollenza tra Diploma ISEF e Laurea in Scienze Motorie, stigmatizzato anche dalla Commissione parlamentare preposta. Ci si augura un ravvedimento del titolare del dicastero di fronte all’evidenza che emerge da leggi, sentenze giuridiche e logica dei fatti per evitare ulteriori dannosi strascichi.