Meno sport a scuola

Il Coni alla carica

 

Petrucci: «Si mobiliteranno i nostri campioni»

 

ROMA Grande, grandissima preoccupazione. L'ha manifestata ieri il presiderite del Coni Gianni Petrucci chiamando al telefono la ministro Letizia Moratti dopo aver appreso la notizia del rischio di un dimez­zamento dello spazio dell'educazione fisi­ca nelle scuole superiori. Si è trattato di un colloquio cortese tra due parti che so­no comunque, per loro stessa ammissio­ne, distantissime. Da una parte la Morat­ti ha detto che il documento non è ultima­tivo, dall'altra però ha ribadito chiaro e tondo la sua intenzione di toccare il meno possibile l'ipotesi di decreto legislativo che riduce da due a un'ora il tempo setti­manale dell'educazione fisica, con il diver­so nome di «scienze motorie e sportive», confinando nel tempo «opzionale obbliga­torio» la possibilità di recupero dei minu­ti perduti, in un luogo però dove la concor­renza didattica si presenta fortissima. At­tacca Petrucci: «Si dice: ci sono altre ore. Ma se siete genitori e vi trova­te a scegliere tra una lingua straniera e lo sport, cosa fate? E tutto questo in un Paese che è già all'ultimo posto in Europa per il tempo scolasti­co dedicato all'educazione fisi­ca. No, non possiamo accettar­lo, ci dobbiamo far sentire, ser­ve una risposta forte: chiede­remo alle federazioni di mobili­tarsi, ci ritroveremo con i pre­sidenti il prossimo 2 febbraio per decidere le iniziative più opportune, scenderanno in campo i nostri campioni, biso­gna cercare di cambiare la formulazione del decreto legislativo prima che sia trop­po tardi».

In effetti si tratta anche di una corsa contro il tempo. La riforma Moratti, ap­provata dal Parlamento il 28 marzo del 2003, delega al governo la definizione del­le norme generali sull'istruzione. Tutto ciò però deve avvenire entro 24 mesi e mentre per la scuola primaria e la scuola media tutto ciò si è verificato, per il nuovo sistema dei licei e dell'istruzione e forma­zione professionale non si è ancora taglia­to il traguardo. Il decreto legislativo della discordia serve proprio a questo. «Non ca­pisco — torna alla carica Petrucci — co­me, all'apertura dell'anno scolastico, chie­dono la presenza dei nostri campioni e poi, dopo un passo avanti, ne facciamo due indietro! Le nostre medaglie non pos­sono essere dei simulacri...»

Al Coni si stanno studiando le contro­mosse. Da una parte l'offensiva politica pubblica, dall'altra la messa a fuoco di un compromesso che possa correggere il ti­ro a cui sta lavorando il segretario genera­le Pagnozzi con l'ufficio legislativo del Fo­ro Italico. Per esempio, la possibilità che nelle ore «opzionali-obbligatorie» si predi­spongano per legge diversi contenitori e le scienze motorie non debbano fare la vittima sacrificale nel confronto con materie più «forti» nell’orario curriculare. Il timore è anche che nel collegio dei docenti , la sede in cui si decideranno le diverse of­ferte formative da proporre agli studenti, il professore di educazione risica faccia un po' da vaso di coccio della situazione al confronto con i colleghi. «Si è creduto alla politica contro il fumo, si è detto che il fumo fa male e si è andati fino in fondo. Il fumo fa male, lo sport fa bene e allora se ne prenda atto».

Petrucci precisa di condividere lo spiri­to della riforma Moratti: «C'è una grande stima e condividiamo l'impostazione del nuovo sistema scolastico immaginato dalla Legge. Non posso che apprezzare la disponibilità con cui ha immediatamente risposto alla mia chiamata. Ma non pos­siamo non dire no a questa scelta che ci riporta indietro, che è un errore culturale, che non tiene conto dell'importanza che la cultura sportiva ha nel nostro Paese».

Intanto, nella mattinata di ieri, la ministro Moratti aveva spiegato le caratteristiche del documento pubblicato sul sito ministeriale www.istruzione.it a mezzogiorno: «Si tratta di una bozza messa a punto con gruppi di lavoro formati da oltre 200 esperti e dopo un primo confronto con le forze sociali e di categoria». Il comu­nicato diffuso non nomina il «caso» educazione fisica, ma c'è una risposta implicita che riguarda la possibilità di reclutare nuovi spazi nella famosa area «opzionale-obbli-gatoria»: «Un altro fondamentale punto caratterizzante — è il discorso della Mo­ratti — è quello della personalizzazione dei percorsi di studio. Essa permette una flessibilità e un arricchimento dell'offerta formativa attraverso lezioni aggiuntive e approfondimenti mirati delle varie disci­pline a scelta dello studente». In pratica, un tentativo di sottolineare che per una porta che si chiude, se ne potrebbero apri­re altre. In ogni caso c'è anche un'apertu­ra, non si sa di quale portata, sulla possibi­lità di suggerire correzioni. «Invito tutti — conclude la Moratti — a inviare propo­ste e suggerimenti per migliorare la boz­za di decreto». Un varco che il Coni prove­rà a utilizzare chiamando tutto lo sport a una vera e propria mobilitazione genera­le che potrebbe avere il suo momento più importante a Maranello, dove il 25 genna­io la Ferrari ha organizzato una grande fe­sta con tutti gli olimpionici di Atene. In quell'occasione le nostre donne e i nostri uomini d'oro potrebbero lanciare un ap­pello per difendere lo sport e l'educazio­ne fisica nelle scuole.

 

servizi a cura di

TIZIANA BOTTAZZO e VALERIO PICCIONI

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