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Carta delle citt� educative
(foto: Unicef) |
E' la Scuola di San Donato Milanese, e precisamente una dei suoi insegnanti, Adriana Castellini, che ci ha segnalato la Carta delle citt� educative. Noi abbiamo tradotto i passaggi che ci sono sembrati pi� significativi.
"La citt� sar� educativa quando riconoscer�, eserciter� e svilupper�, egualmente, oltre alle sue funzioni tradizionali (economia, politica e prestazione di servizi), una funzione educativa, nel senso che assumer� un'intenzionalit� e una responsabilit� nei confronti della formazione, della promozione e dello sviluppo di tutti i suoi abitanti, a partire dai bambini e dai giovani.
Ecco la grande sfida del Duemila: "investire" sull'educazione, sulla persona, su ogni cittadino perch� sia sempre pi� capace di esprimere-affermare-sviluppare il proprio potenziale umano, che � fatto di singolarit� (costruttivit�, creativit�, responsabilit�) e di senso comunitario (dialogicit�, discutivit�, solidariet�).
... i bambini e i giovani non saranno pi� protagonisti passivi della vita sociale e dunque della citt�. La Convenzione delle Nazioni Unite del 20 novembre 1989, che sviluppa e rende obbligatori i principi della Dichiarazione Universale del 1959, ne ha fatto dei cittadini, riconoscendone i diritti civili e politici. Secondo il loro grado di maturit�, essi possono dunque associarsi e partecipare. Per questa ragione, la protezione dei bambini e dei giovani nella citt� non consiste pi� solo nel privilegiare la loro condizione, ma anche nel trovare il posto che loro spetta verosimilmente a fianco degli adulti, che considerano come una virt� civile la mutua gratificazione che deve essere alla base della coesistenza fra le generazioni.
In conclusione, si configura un nuovo diritto del cittadino, il diritto alla citt� educativa. Come passo in questa direzione, bisogna ratificare l'impegno che, partendo dalla Convenzione, � stato assunto nel Vertice Mondiale dell'Infanzia che ha avuto luogo a New York nei giorni 29 e 30 settembre 1990.
I principi Tutti i bambini e i giovani della citt� devono poter godere, in piena libert� ed uguaglianza, dei mezzi e delle opportunit� di formazione, di loisir e di sviluppo personale che essa offre. Si dovr� dunque tener conto di tutte le categorie dell'infanzia, ciascuna con i suoi bisogni specifici. Si dovr� promuovere un'educazione intesa a favorire la diversit�, la comprensione, la collaborazione e la pace internazionali. Un'educazione che permetta di evitare l'esclusione basata sulla razza, il sesso, la cultura e le altre forme di discriminazione.
Saranno responsabili di questa impresa tanto l'Amministrazione locale che gli altri
livelli di amministrazione che intervengono nella citt�: gli stessi abitanti si
impegneranno personalmente e attraverso i diversi tipi di associazione alle quali
appartengono.
Il ruolo dell'amministrazione municipale non � tanto quello di ottenere delle disposizioni legislative provenienti dalle altre amministrazioni, statale e regionale, quanto quello di mettere a punto delle politiche locali che si rivelino possibili, incoraggiando la partecipazione degli abitanti ad un progetto comunitario, a partire dalle differenti istituzioni e organizzazioni civili e sociali come dalle altre forme di partecipazione spontanea.
La municipalit� cercher� inoltre di stabilire un equilibrio fra il bisogno di protezione e l'autonomia nel campo della scoperta. Fornir� infine dei luoghi di dibattito per i giovani, comprendendo egualmente degli scambi fra le citt� affinch� possano assumere pienamente le novit� che sorgono nel mondo urbano (foto Unicef).La soddisfazione dei bisogni dei bambini e dei giovani presuppone per tutto ci� che riguarda l'amministrazione comunale che si offrano loro, contemporaneamente a tutti i cittadini, spazi, organizzazioni, servizi, adeguati per il loro sviluppo sociale, morale, culturale. La municipalit�, prima di prendere delle decisioni, terr� conto dell'impatto di quelle sulla vita dei bambini e dei giovani.
La citt� offrir� ai genitori una formazione che permetta loro di aiutare i propri figli a crescere e a utilizzare la citt� in uno spirito di rispetto reciproco. Essa metter� a punto dei progetti similari diretti agli educatori in generale e far� conoscere le istruzioni necessarie a tutte le persone della citt� che sono in contatto con i bambini, si tratti di singoli, di funzionari o di impiegati dei servizi pubblici.
La citt� deve schiudere agli adolescenti e ai giovani la prospettiva di un posto nella societ�, offrire loro dei consigli di orientamento personale e professionale e rendere possibile la loro partecipazione ad un'ampia gamma di attivit� sociali.
Le citt� devono conoscere il meccanismo di esclusione e di marginalizzazione che le affliggono e le forme che assumono, e intraprendere gli interventi compensatori adeguati. Cura particolare rivolgeranno ai bambini e ai giovani nuovi arrivati, immigrati o rifugiati, che liberamente devono sentire la citt� come propria.
La citt� favorir� l'associazionismo al fine di formare alla presa di decisioni, di canalizzare le azioni al servizio della comunit�, di ottenere e diffondere l'informazione, i materiali e le idee, capaci di promuovere lo sviluppo sociale, morale e culturale.
La pianificazione urbana deve tener conto del grande impatto dell'ambiente cittadino sullo sviluppo dei bambini e dei giovani, sull'integrazione delle loro esperienze personali e sociali, e lottare contro la segregazione di generazioni, che hanno invece molto da apprendere le une dalle altre. La strutturazione dello spazio fisico urbano deve mettere in evidenza il riconoscemento dei bisogni del gioco e del divertimento dei bambini e dei giovani, permettere un'apertura verso altre citt� e verso la natura, e tener conto infine dell'interazione fra queste e il resto del territorio.
La citt� deve garantire la qualit� della vita partendo da un ambiente salutare e da un paesaggio urbano in equilibrio con il suo ambiente naturale.
La citt� incoragger� la libert� culturale e vigiler� sugli interessi personali dei bambini e dei giovani. Accoglier� favorevolmentetanto le iniziative di avanguardia quanto la cultura popolare. Nella promozione culturale contribuir� a correggere le ineguaglianze dovute a criteri esclusivamente economico-commerciali.
I principi enunciati sono il punto di partenza per lo sviluppo del potenziale educativo della citt� di tutti i cittadini. Pertanto questa Carta dovr� essere completata per gli aspetti non trattati in questa occasione (Marta Bartoli - Paola Pagliaro).
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