Arancione:
Never On Moon
Gli
sfondi sembrano fasulli In alcune scene illuminate in
controluce, l'effetto di luce radente (senso del rilievo,
ombre lunghe e molto nette) presente solo sui soggetti
in primo piano ma non sullo sfondo, che sembra un panneggio
dipinto.
Banco:
critico
All'aumentare
della distanza diminuiscono le dimensioni angolari dei
dettagli fotografabili. Niente di strano che soggetti
lontani non presentino dettagli risolvibili da un obiettivo
di macchina fotografica.
Invece e' molto strano, lo dice anche chi asserisce
che in mancanza d'aria a qualsiasi distanza si trovino
i dettagli del paesaggio i bordi (e le ombre provocate
dalla luce radente sono bordi) saranno sempre netti.
Inoltre, in alcuni casi, le montagne sembrano ritagliate
con le forbici: sebbene sfocate, mostrano un margine
che si staglia in modo troppo contro il cielo nero.
Dimenticate
che sulla Luna non esiste atmosfera che possa degradare
le immagini di soggetti lontani. Ne consegue che a qualsiasi
distanza si trovino i dettagli del paesaggio i bordi
saranno sempre netti.
Questo non succede per i paesaggi terrestri, infatti
la foschia atmosferica degrada le immagini mano a mano
che aumenta la distanza. Lo sfondo piatto e' dovuto
al fatto che l'occhio non riesce a stimare la distanza
di oggetti troppo lontani se non e' aiutato dalla foschia
atmosferica.
L'autore parla di luce radente che deve essere la stessa
sia in primo piano che sullo sfondo, non parla della
cosiddetta "prospettiva atmosferica" dove la foschia
aiuta a stimare le diverse distanze.
E
le stelle? Sulla Terra, già in alta montagna, le stelle
appaiono molto pi brillanti che non in pianura. E sembrano
diventare sempre di più man mano che si sale. I raggi
di luce, infatti, devono attraversare uno strato minore
di atmosfera che oltretutto diventa più rarefatta, meno
densa di quanto sia a livello del mare. Sulla Luna,
nel vuoto assoluto, le stelle probabilmente appaiono
brillantissime e il loro numero moltiplicato per dieci.
E'
vero che l'atmosfera assorbe un poco...
. ..ma
l'assorbimento e' modesto. Quindi il cielo stellato
in alta montagna o sulla Luna non varia in modo sensibile.
Impiegando tempi di scatto di 1/60 di secondo a f/2
(le impostazioni consigliate da Houston per gli scatti
all'ombra),le foto avrebbero dovuto mostrare almeno
qualche stellina. C'è un piccolo mistero anche
qui: la massima apertura dell'obiettivo Biogon 60mm,
utilizzato sulla Luna, era f/ 5,6...
Comunque
esistono foto della Grande Nube di Magellano riprese
dalla superficie lunare.
Quelle
foto non sono state scattate dalla Luna e ma da un telescopio
(mancano i punti di riferimento).
La superficie lunare non appare illuminata in modo uniforme.
Senza nuvole e con il sole all'infinito, tutta la zona
circostante il
luogo dove sarebbe atterrato il LEM dovrebbe apparire
illuminata con la stessa intensità. Al contrario, in
molte immagini l'astronauta sembra
investito dai raggi di un riflettore la cui luce, però,
non raggiunge lo sfondo che quindi sfuma nel buio.
L'intensita'
luminosa di un punto decresce come 1/r^2, quindi all'aumentare
della distanza dalla macchina fotografica i dettagli
si fanno sempre piu' scuri,
I
dettagli piu' scuri sono anche quelli piu' vicini all'osservatore.
L'astronauta fotografato sembra illuminato da un'occhio
di bue.