La felce femmina                              Marco Bernasocchi 1E 97/98

Athyrium filix-femina ROTH
Classificazione: Cormofite / pteridofite / pteropsida / leptosporangiatae / filicales / polypodiaceae

Caratteristiche:
La felce femmina è una pianta perenne  alta dai 50 ai 150 cm ed è dotata di un rizoma verticale. Le foglie di questa felce sono disposte a rosa e una di esse ha circa 30 pinnole di primo ordine che a loro volta hanno una sessantina di pinnole di secondo ordine. I sori si trovano sulla pagina inferiore delle foglioline e sono oblunghi  o hanno una forma simile a quella di un ferro di cavallo. Sono di colore giallo-brunastro e contengono le spore. Quest’ultime maturano nel periodo compreso fra l’estate e l’autunno. Lo sporangio (contenitore delle spore) è ricoperto da una membrana leggermente dentata o cigliata (indusio) che persiste sino alla maturazione delle spore.

Habitat:
La felce femmina vegeta dal piano collinare a quello subalpino in boschi di latifoglie e di aghifoglie, la si può trovare su scoscendimenti sassosi o nei pascoli montani comunque quasi sempre in luoghi ombreggiati ed umidi. Vive su terreni limosi, argillosi  puri, sabbiosi, poveri di calcio.

Modi di vita:
Giunta la maturazione delle spore queste cadono a terra e vengono disperse nell’ambiente da vari fattori. Una spora caduta su un terreno adatto  inizia a svilupparsi. Dapprima forma il protallo sulla cui parte ventrale si forma un numero vario di archegoni e di anteridi i quali producono rispettivamente le oosfere (ovuli , poste alla base dell’ archegonio) e gli spermatozoidi. Nel liquido raccolto nel protallo gli spermatozoidi possono muoversi e penetrare attraverso l’orifizio archegoniale fino all’oosfera immobile. Qui avviene la fusione dei due gameti. Dallo zigote così formato nascerà la piantina

Altre oss.:
La felce femmina può essere usata  per eliminare dolori causati dalle artriti o dalle artrosi, semplicemente facendone dei cuscini da mettere sulla sedia.
Le felci sono le piante vascolari più antiche che si conoscano. La loro evoluzione è stata,  almeno per tre quarti,  prima della comparsa delle angiosperme. L’era di più grande sviluppo fu il paleozoico nella quale da sole formarono grandi foreste. Discendenti di Pteridofite  risalenti al mesozoico sono tuttora viventi.

Note bibbliografiche:
AAVV, Piante indigene, vol 2, Berna, Hallwag, 1993
H.M. Jahans, Felci, muschi, licheni d’Europa, Padova, Franco Muzio Editore, 1992
E. Valli, Quello delle erbe consiglia, Arzo, Edizioni Erga,
 


  

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