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VENERE:

Divinità romana assimilabile ad Afrodite (v.). Nell'arte romana non esiste un tipo tradizionale di Venere, che non sia ripetizione o derivazione delle rappresentazioni greche di Afrodite. Rappresentazioni della Venere romana, indipendenti dall'arte greca, sono tuttavia quelle serbateci da parecchie monete col tipo della Venere Ericina o Genitrice e da alcune figurazioni statuarie della Venere pompeiana.

BOTTICELLI, Nascita di Venere, Firenze, Uffizi.

BOTTICELLI, Venere e Marte

GIORGIONE; La Venere di Dresda

VIRTU': qualità personale particolarmente apprezzata alla luce di idee religiose o morali o etiche. Il cristianesimo distingue virtù teologali e virtù cardinali. Sin dall'inizio del Medioevo, per eredità dell'antecedente iconografia classica, le virtù sono personificate da vergini. Nella Psichomachia di Prudenzio queste vergini combattono contro i vizi: la Fede contro l'Idolatria, la Pudicizia contro la Libidine, la Pazienza contro l'Ira, l'Umiltà contro la Superbia, la Carità contro l'Avarizia, la Concordia contro la Discordia. Il testo di Prudenzio fu fonte di ispirazione per tutta l'iconografia romanica; e corrispondono alle virtù di Prudenzio, con qualche variante, quelle che combattono i vizi scolpite sulle chiese d'oltralpe. A volte sono rappresentate con attributi pacifici, e trionfano senza battaglia dei vizi contrapposti; a volte, mancando i vizi, stanno a parallelo delle arti e dei mestieri, come figurazioni della buona attività umana. La Battaglia dei vizi e delle virtù è la dimostrazione della formazione di una iconografia ormai consolidata: es.Hans Baldung (Grien), Musica e Prudenza(1529), Monaco, Alte Pinakotheke.Nei due nudi allegorici la sensualità è soltanto oggettiva: essa non parte cioè dall'artista, il quale schiettamente gode della scoperta dell'animalità nell'uomo, animalità che è anch'essa manifestazione spontanea ed elementare di quelle forze magiche che egli avverte sotto le cose. Variamente interpretate come Scienza e Musica o Vanità e Musica, esse raffigurano più probabilmente (Hartlaub) La Prudenza (con lo specchio, il serpente e il cervo) come simbolo del temperamento malinconico e saturnino e la Musica come simbolo del temperamento flemmatico e sensuale. Se così è l'argomento delle due tavole si troverebbe in perfetto accordo col contenuto lirico delle due immagini. La tensione che anima la soda carnalità della Prudenza - Malinconia, la distensione e il dolce abbandono che è nella sigla ondulata che argina la ferma plasticità della Musica - Flemma dichiarano con la perentoria chiarezza di due azzeccatissime metafore poetiche che lo spirito dell'uomo è condizionato dalla magica potenza degli astri. Forse fu questo il modo di Baldung che sappiamo simpatizzò per Lutero, di esprimere poeticamente, sotto il segno di un "timor magico", il concetto protestante del servo arbitrio.es.Giambattista Tiepolo - Il Tempo scopre la verità(1750), Museum of Fine Arts Boston . Tiepolo interpreta il soggetto classico, impersonando il Tempo nella figura muscolosa e abbronzata di un vecchio roso dagli anni e la sua compagna, la Verità, in quella di una splendida fanciulla in fiore. Tranquillamente seduta in grembo al Tempo, la Verità si sottopone al cerimonioso rito del denudamento. Le gigantesche ali del Tempo ne tradiscono la forza irresistibile, la testa china ne esprime la determinazione; ai suoi piedi giacciono i consueti attributi di Crono, il carro la falce, a simboleggiare la morte, il bambino che significa la rinascita. Tra una cascata di sontuosi drappeggi appare un pappagallo, simbolo della vanità della vita umana. La Verità che ha il volto e l'acconciatura di una bella dama veneziana, domina trionfante la composizione, il piede posato sul globo, mentre il suo simbolo, il sole, si staglia alto nel cielo.

VITTORIA: personificazione di un'idea astratta, l'idea della Vittoria (Nike). L'arte greca creò il tipo della "nike", la vittoria alata. Le grandi ali inserite sul dorso e le più piccole degli omeri e delle caviglie sono solo un simbolo; la dea non vola ma corre, nello schema ben noto della "corsa in ginocchio", e l'illusione del movimento attraverso l'aria è data da un ingenuo espediente artistico: i piedi della dea restano sollevati dalla terra, rimanendo come sostegno dell'intera figura un lembo della veste ionica. Il tipo della Nike, quale ci è conservato nella statua delia si conserva inalterato per tutto l'arcaismo. E' nel sec.V che la rappresentazione subisce una rivoluzione rapida e complessa nella pittura vascolare, nella statuaria e nel rilievo. Si favorisce l'idea del volo e del movimento verticale, verso lo spettatore.

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