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TASSO: GERUSALEMME LIBERATA:
Personaggi:es.Alessandro Turchi detto l'Orbetto, Tancredi ferito con Erminia e Valfrino,(1620), Musei ungheresi. La Gerusalemme liberata, il poema degli eroi della 1^Crociata, è ricca di scene drammatiche, romanzesche, care ai pittori barocchi. Nel quadro Erminia, la bella saracena, soccorre Tancredi morente, il più grande degli eroi cristiani, ferito in duello: "Ma non ha fuor che un velo, onde gli fasce/ Le sue ferite in sì solinghe parti./ Amor le trova inusitate fasce e di pietà le insegna insolite arti: / Le asciugò con le chiome, e rilegolle/ Pur con le chiome che troncar si volle/ però che'l velo basta non puote/ Breve e sottile a le spesse piaghe (Canto XII 112-113). Accanto agli effetti di luce caravaggeschi le tipologie delle figure si avvicinano all'ideale classico bolognese. La composizione, la ricca tavolozza, la rappresentazione degli stati d'animo, sono felicemente espressive, ma contenute. La luce che piove da sinistra accentua i valori plastici e decorativi delle ricche pieghe dei panneggi ed esalta le superfici dei corpi, così come le colline del sereno sfondo del paesaggio.
TITANIA
Richard Dadd, Il sogno di Titania
TOBIA e TOBIOLO: personaggi biblici. es. Matteo Rosselli, Il ritorno di Tobiolo(1630), musei ungheresi. Davanti al paesaggio con l'orizzonte basso risaltano, accentuati per contrasto, le tre eleganti figure dalle proporzioni slanciatissime. I volubili drappeggi dipinti con un colorito ricco e raffinato aumentano l'effetto elegante e nobile della composizione estremamente raffinata per l'interpretazione pittorica, e la morbidezza sfumata dei lineamenti. Il tipo del volto di Sara e la sua espressione mite e assorta ricordano la S. Dorotea di Cappadocia.
TOMMASO (santo): apostolo. Rappresentato col libro fino al XIII sec:, poi talvolta con la spada, strumento del suo martirio, più spesso con la squadra d'architetto, in memoria del palazzo che doveva costruire in India per il re Gondoforo come narrano i romanzeschi ed apocrifi Atti di Tommaso composti in siriaco nel III sec. che furono ripresi dalla leggenda Aurea di Iacopo da Varagine e ispirarono le figurazioni delle storie di questo apostolo. Prende parte nella leggenda di Cristo all'episodio dell'incredulità e nella leggenda di Maria nell'episodio della donazione della cintola. Patrono degli architetti e dei calzolai.
TRINITA': termine cristiano che identifica Dio, uno e trino. Già Paolino di Nola riporta una raffigurazione della Trinità nella basica di S.Felice espressa da una mano (l'eterno), un agnello (Cristo) e una colomba (Spirito Santo). Invece nel mosaico del battistero di Albenga (sec.VI) è rappresentata con tre cerchi concentrici. Verso il 1200 per evitare una figurazione triteistica, la Trinità si trova in forma di figura umana con un solo corpo e tre teste. Questo tipo, di origine francese, in Italia è modificato in una sola testa dove però nelle gote si profilano altri due nasi, bocche e menti.. Tali immagini furono spesso abrase dopo il Concilio di Trento che le proibì. Variante di queste raffigurazioni furono le "pietà" in cui l'Eterno sostiene Cristo in Croce, mentre una colomba vola sopra di essi. Variante è anche la Pietà, con l'Eterno e il Cristo morto nel suo grembo. E' rappresentata in vari episodi della leggenda mariana (Annunciazione, Maria nel roseto, Incoronazione). es. Albrecht Durer, L'adorazione della Trinità, 1511 (Kunsthisitoriches Museum Vienna . La trinità, affiancata dagli angeli con gli strumenti della passione, viene adorata dalla comunità di tutti i beati. A sinistra in alto, la schiera delle Sante è guidata da Maria (in abito azzurro), accanto a lei si possono individuare Agnese, Barbara, Caterina, Dorotea. Il gruppo opposto è formato da personaggi dell'Antico Testamento: in testa S. Giovanni Battista, e dietro a lui si riconoscono Mosè e Davide. La zona inferiore è composta da rappresentanti del mondo ecclesiastico (a sinistra) e di quello laico (a destra). Il vecchio religioso con capelli lunghi, di profilo è il committente del quadro, Matthias Landauer;il cavaliere entro una splendida armatura dorata, dalla parte opposta è il genero di Laudauer, Wilhelm Haller. La raffigurazione ha la sua origine iconografica nella Civitas Dei di S. Agostino; ma poiché il timpano della ricchissima cornice lignea (che si trova nel museo di Norimberga) mostra il Cristo nell'atto di giudicare, si deve concludere che il dipinto rappresenta la Civitas terrena di Agostino già assunta nella gloria celeste. I colori sono squillanti, abbaglianti, forse anche per motivi simbolici.
TRIONFO: Glorificazione di personaggi celebri, di santi, figure allegoriche e di personificazioni, spesso nella pittura del Trecento: vaste figurazioni collegate ad un elaborato simbolismo, e per lo più sature di significato scolastico e mistico. Nel Quattrocento la rappresentazione prende l'aspetto caratteristico di ricordo del trionfo romano, che pure aveva ispirato Petrarca. Centro della raffigurazione è il carro del trionfatore, seguito e circondato da uno stuolo di figure.
TRITONE: figura mitologica greca in forma di uomo con la parte terminante del corpo di pesce. Le raffigurazioni sono di età tarda o ellenistica e romana. In esse la figura è profondamente umanizzata e ingentilita. Il problema artistico di fondere con naturalezza le due parti, umana e ferina, è risolto egregiamente in opere di scultura, dove ad un torso perfettamente umano e di aspetto giovanile e fiorente, si inseriscono, al posto delle gambe, due appendici serpentiformi, attorte in spire flessuose. La creazione di tale tipo iconografico può essere fatto risalire a Scopa, autore di un celebre gruppo statuario di Tritoni e Nereidi. In talune di codeste figure il carattere marino è accentuato dal trattamento dei capelli, lunghi e abbioccolati, nonché talvolta da pinne che si disegnano aderenti lungo il tronco. Attributi comuni del Tritone sono il remo, portato a spalla, e, più di frequente. la conchiglia tortile, o rombo, soffiando nella quale i tritoni provocavano il muggito delle onde. Non di rado Tritone e rappresentato in compagnia di una Nereide portata seduta sul dorso o comunque appoggiata alla persona.