LA LETTERATURA ROMANTICA E DELL'ETA' DELLA RESTAURAZIONE.
Le poetiche del romanticismo
Si parla di "romanticismo" secondo due diverse prospettive:
1)Il romanticismo come categoria extratemporale, che èun'adesione sentimentale e nostalgica nei confronti della vita e della natura;
2)Il romanticismo come categoria storica, che è la corrente letteraria che sorge in Germania alla fine del 700 e che si diffonde in tutta Europa, privilegiando nella definizione della realtà gli aspetti sentimentali e fantastici .
Si è soliti contrapporre classicismo e romanticismo in quanto appaiono due concezioni opposte della letteratura e del rapporto tra la letteratura e la realtà. Infatti:
Il termine "romantico" non compare per la prima volta nell'800.Già' da 2 secoli "romantic" era utilizzato in Inghilterra per designare gli aspetti strani, assurdi, lontani dal modo comune di rappresentare la realtà, dei romanzi pastorali o della letteratura cavalleresca medievale e rinascimentale.Nel 700 "romantic" designava temi, atmosfere, forme narrative contrarie ai dettami della ragione, eccessivamente sentimentali.In Francia lo si usava in alternativa a "pittoresque", per definire un paesaggio capace di attrarre e di meravigliare o per designare l'emozione indefinibile che un paesaggio simile suscitava nell'osservatore.
Solo con i Romantici tedeschi il termine significherà "quella disposizione sentimentale, estetica, spirituale e quella letteratura che si contrappone a quella "classica".
Le idee romantiche si diffondono in Europa in tempi successivi:
Il romanticismoè un fenomeno complesso che abbraccia molte poetiche e molte estetiche, con punti di contatto, ma anche con grandi differenze tra di loro. Nasce in Germania e in Inghilterra per precise ragioni storico-culturali. Infatti:
La svolta radicale nella sensibilità e nel gusto del romanticismo si fonda su di un profondo mutamento di concezione del mondo e di orientamenti culturali, filosofici, religiosi:
La poetica romantica si articola in questi termini:
Essendo il romanticismo fantasia, sentimento, inquietudine, malinconia, bisogno di introspezione:
Inoltre, il Romanticismo:
costituisce i canoni della spontaneit\à e dell'autenticità, con il gusto per un'espressione apparentemente immediata, apparentemente prodotta da un riversamento del vissuto interiore sulla pagina, con un accentuato gusto per un'espressione formalmente disordinata, enfatica, caotica, dissonante.
rifiuta il sistema dei generi, in nome della libertà espressiva e fantastica.
rifiuta il complesso delle norme e dei precetti formulati dalle poetiche classicistiche nei secoli precedenti (es. la dottrina delle tre unità aristoteliche della tragedia).
predilige le manifestazioni e le forme della poesia popolari (ballate, romanze,; metri meno raffinati, cadenze più facili.
tende a portare la letteratura al livello del grande pubblico verso il mediocre, il quotidiano, il prosaico, con un ampliamento di ciò che può essere considerato artistico.
-I romantici.
A)In Germania sul finire del 700 nasce la prima vera e propria scuola romantica, che si raccoglie a Jena attorno alla rivista Athenaeum e ai fratelli Schlegel. Oltre a Holderlin, Schiller, Goethe che contribuiscono alla definizione della poesia romantica tedesca, altri poeti, ricollegandosi alla letteratura notturna e sepolcrale settecentesca, delineano le forme e i temi del romanticismo più tipico, come:
B)In Inghilterra la stagione romantica si apre con la raccolta di versi di William Wordsworth e Samuel Coleridge, Lyrical Ballads . I testi più significativi della raccolta sono:
Un'altra fondamentale esperienza della lirica inglese è quella di Percy Byssie Shelley, dalla vita sregolata, anarchica e dissacratoria che già costituisce un modello di inquietudine romantica. La sua poesia oscilla tra la misura lunga del poema narrativo e quella breve e intensa del sonetto, tra l'entusiasmo e il ripiegamento, tra l'impegno apologetico e politico e il lirismo puro.
C) Ma tutte le esperienze romantiche europee delineano un orizzonte poetico dal profilo omogeneo, indirizzato nella ricerca di un linguaggio concentrato e intenso, analogico ed evocativo, capace di esprimere ciò che la ragione non sa comprendere e, sul piano tematico, quello dell'investigazione di ciò che sta oltre il sensibile, o della rappresentazione di una dinamica passato/presente, realtà/visione.
D) La lirica romantica italiana appare notevolmente differenziata da quella degli altri romantici europei. Eccettuati Foscolo e Leopardi, la lirica italiana del primo 800 raramente supera i limiti del documento di costume o di moda culturale. La poesia romantica italiana si indirizza verso due filoni:
Della prima tendenza è senz'altro esponente Giovanni Berchet, uno dei maggiori teorici del nostro romanticismo, con le Romanze e le Fantasie\ . Si tratta di testi il cui significato storico va ricercato soprattutto nelle emozioni che seppero suscitare, o nella loro capacità di diffondere una coscienza risorgimentale, di esortare all'azione. Un discorso analogo è per l'ancora minore poesia risorgimentale di Luigi Mercantini La spigolatrice di Sapri o di Goffredo Mameli, autore del testo del nostro inno nazionale.
Della seconda tendenza ci limitiamo a ricordare le novelle sentimentali in versi o l'abbondantissima produzione di ballate e romanze, spesso di contenuto narrativo e di gusto popolare, come la Rondinella Pellegrina di Tommaso Grossi.
La narrativa e il lirismo: l' eroe romantico.
Il romanzo borghese moderno nasce nell'Inghilterra e nella Francia del 700. L'800 privilegia decisamente la forma romanzo perché il progressivo sviluppo dell'industria editoriale e la diffusione sociale del fenomeno letterario diffondono il romanzo molto più che nel secolo precedente.
Al romanzo:
La vicenda del romanzo appare strettamente intrecciata con quella del movimento romantico. Un primo dato saliente è che le opere narrative più significative si distanziano abbastanza da quel filone di narrativa realistico-borghese che era stato avviato nel 700. Accanto ad un genere quale il romanzo storico, portato al successo da Walter Scott, e al romanzo o racconto fantastico c'è una narrativa eminentemente lirica , che privilegia l'effusione sentimentale, la confessione diretta che, oltre a mettere in scena personaggi dai tratti per molti versi eccezionali, mira a coglierne le vicende umane, i drammi interiori, cogliendone assai debolmente i nessi con un preciso ambiente storico-sociale o proiettandoli su sfondi ambientali generici, spesso naturali di maniera o esotici. E' una narrativa di carattere introspettivo, che invece di immergersi nella realtà sociale contemporanea delinea un movimento di rifiuto di essa, o che nel conflitto tra ideale e reale mette l'accento sull'ideale. E' una narrativa in cui ricorrono tutti i principali temi e motivi romantici: esotismo e primitivismo, l'inclinazione all'idillio, il disgusto del sociale e la fuga nella natura, casi d'amore disperati, analisi di anime in preda all'angoscia esistenziale, tipi umani melanconici, storie di anime malate,ecc. E soprattutto attraverso alcune di tali opere che il romanticismo delinea il suo mito umano, quell'eroe travagliato che tanto influenzerà la letteratura successiva.
Fra i modelli maggiormente influenti sono i romanzi di Goethe, come I dolori del giovane Werther o vari scritti di Rousseau come Le confessioni. Questi testi forniscono un repertorio tematico, un modello di sensibilità e i modelli strutturali accolti nelle opere di cui parliamo. Benjamin Costant nell' Adolphe adotta l'artificio del manoscritto ritrovato in cui il protagonista narra la propria storia. In Atala e in Renè Chautebriand privilegia il racconto di Chactas, un vecchio indiano del Mississippi, a Renè, un giovane in preda all'angoscia, che ha abbandonato la Francia alla ricerca della pace nella natura americana. Nell'Oberman Etienne Pivert adotta la forma epistolare, come fa Ugo Foscolo nelle Ultime lettere di Jacopo Ortis. In tutti questi casi il modulo privilegiato è quello della confessione, della narrazione soggettiva e spesso decisamente autobiografica. Modulo particolarmente funzionale alla concezione romantica, individualistica e soggettiva della vita e dell'arte.
In Germania la narrativa si orienta di preferenza verso il romanzo o il racconto idillico e fiabesco, o verso quello filosofico- simbolico. In Inghilterra fra le opere più significative, a parte il romanzo storico di Scott, si devono ricordare le opere autobiografiche come I pellegrinaggi del giovane Aroldo di Byron e Le confessioni di un mangiatore di oppio di Thomas de Quincey.
La causa di questo ripiegamento in sé viene spiegata da Auerbach con la delusione storica conseguente alla rivoluzione francese e al fallimento delle sue speranze per cui diventa naturale rifugiarsi nel sogno, nell'irreale o nel soggettivo senza immischiarsi alla realtà.
Definire in astratto la fisionomia dell'eroe romantico è arbitrario, ma bisogna considerare che è romantica la teorizzazione di un'arte libera e spontanea con il rifiuto delle regole, perché tutto è finalizzato ad un rapporto di immediatezza tra ispirazione ed espressione, legato alla scoperta e all'enfatizzazione dell'io, dell'interiorità, della varia gamma delle sue pulsioni. Personaggi che hanno come caratteristiche tipiche dell'eroe romantico, il disgusto della realtà, la fuga nella natura e nel sogno, il compiacimento del proprio eccezionale soffrire, il vagheggiamento di realtà o mondi ideali suggestivi, quale compenso alla meschinità del presente (l'esotismo di Byron, il culto della Grecia in Holderlin e Foscolo, del Medioevo in Novalis); o, all'opposto, il ribellismo e la sfida titanica contro la realtà; la negazione-affermazione di sé nel suicidio e ancora una vasta gamma di atteggiamenti religiosi o spiritualistici, che va dal fascino estetizzante per la liturgia, le cattedrali gotiche all'intimo impulso verso l'infinito e l'eterno.
I primi e più esemplari testi narrativi nei quali queste modalità del sentire dell'eroe romantico vengono definite sono oltre il Werther di Goethe e il René di Chateaubriand, l'Ortis di Foscolo, l'Oberman di Senancour, Il pellegrinaggio del giovane Aroldo di Byron e l'Adolphe di Costant. Ma questa tipologia umana e questi atteggiamenti si trovano anche in altri generi letterari come l'Adelchi di Manzoni o il Faust di Goethe e saranno poi presenti in altre opere come Moby Dick di Melville o Madame Bovary di Flaubert.
Narrativa e storia: il romanzo storico.
Due elementi tipicamente romantici, il senso della storia e quello della nazionalità sono alle radici di un'altra forma narrativa dei primi decenni dell'800, il romanzo storico. E' grazie alla penna di Walter Scott che il romanzo riesce a diffondersi e ad imporsi anche in Italia. Il romanzo storico assolve una duplice funzione:
L'autore che diede il massimo impulso alla diffusione del genere del romanzo storico fu lo scozzese Walter Scott, la cui opera più nota è l'Ivanohe. Lo sfondo è l'Inghilterra medievale, dei tempi di Riccardo Cuor di Leone e dell'usurpatore Giovanni Senza Terra, quando si contendono il potere la stirpe dei Sassoni e quella dei Normanni: re Riccardo rientrato dalla Crociata, comporrà il conflitto, avviando la fusione delle due stirpi. Scott cerca nelle epoche passate eventi ed episodi esemplari della storia politica e sociale del proprio paese allo scopo di celebrare un processo che aveva portato alla formazione della moderna società inglese prima e britannica poi e alla costituzione di un ordinamento politico e di una potenza economica di cui i suoi compatrioti andavano giustamente fieri. Walter Scott però non si limitava alla celebrazione, andava incontro anche alla cultura, al gusto e al bisogno di storie avventurose del pubblico, in un'operazione culturale e commerciale allo stesso tempo. Ecco allora i temi e i "topoi" del romanzo, ecco le trame avventurose e intricate per suscitare le attese del pubblico. I tratti salienti del genere codificato da Scott sono il pittoresco medievale di gusto romantico, gli sfondi storici e naturali di maniera (castelli, prigioni, trabocchetti, foreste e dirupi, ecc.), il gusto didascalico della divulgazione storica e il continuo "movimento" narrativo fondato su un intreccio intricato e sulla continua "suspense", sui colpi di scena, sulle agnizioni e su una caratterizzazione psicologica polarizzata nell'opposizione buoni/cattivi.
In Italia i classicisti rifiutano il romanzo, anche quello storico; lo giudicano un genere facile, ibrido e volgare. I romantici invece lo accettano per la sua libertà strutturale, per il linguaggio prosastico, perché lo ritengono rispondente ai gusti di un pubblico vasto e perché puç farsi veicolo di una nuova concezione del mondo e della letteratura. E' chiaro che le implicazioni nazionalistiche e patriottiche dei romanzi scottiani non potevano essere riprese in forma analoga in Italia; l'Italia era divisa, la sua storia politica, passata e recente era una storia di delusioni e di atti mancati. Non c'era quasi nulla da celebrare ma si potevano infiammare i cuori e sferzare all'azione, scegliendo episodi che avessero almeno il sapore di una coscienza nazionale che non si era mai costituita e che proprio allora si cercava di costruire.
Nel 1827 Escono Il castello di Trezzo di G.B.Bazzoni, Il Cabrino Fondulo di Vincenzo Lancetti, La battaglia di Benevento di D. Guerrazzi, i Promessi sposi di Manzoni. Negli anni seguenti, L' Ettore Fieramosca di Massimo D'Azeglio, Il Marco Visconti di Tommaso Grossi, la Margherita Pusterla di Cesare Cantù, la Beatrice Cenci di Guerrazzi. La produzione in breve fu copiosissima e il romanzo storico divenne quasi una moda, favorita dallo sviluppo industriale dell'editoria.