FRANCESCO PETRARCA.

L'opera di Francesco Petrarca ci trasmette una serie di notizie biografiche, anche minute, riguardanti la sua vita e il suo tempo, ma il profilo umano che ricaviamo dai suoi scritti è da considerare soprattutto come:

a) un profilo ideale, nel senso che Petrarca ci trasmette di sé non un ritratto vero, storico, reale, ma piuttosto un modello di uomo e di studioso, che sia proponibile all'imitazione dei contemporanei e dei posteri;

b) si tratta del profilo di un intellettuale moderno, che è:

La scelta letteraria fatta da Petrarca, come attività qualificante della sua vita avrà una profonda conseguenza su tutte le altre sue scelte. Egli infatti:

  1. rifiuta la formazione culturale indirizzata a finalità0 pratiche (v. l'abbandono degli studi giuridici; le polemiche contro i medici e gli uomini di legge,ecc.);
  2. abbraccia lo stato clericale perché gli permette autonomia dai condizionamenti altrui e tranquillità economica, ma rifiuta ogni incarico impegnativo e ogni carriera suscettibile di troppo lavoro;
  3. sceglie una vita sociale tranquilla e appartata, coltiva l'amicizia e gli studi nella serenità della campagna.

Tali scelte e soprattutto la fama, la ricchezza e la gloria che gli verranno con le opere poetiche gli permetteranno:

E' questa la dimostrazione che con Petrarca:

Non sono solo questi gli aspetti e i significati dell'opera di Petrarca. Essa infatti si caratterizza anche perché:

  1. è cosmopolita, l'autore cioè non si sente legato a nessuna realtà politica particolare e contingente ( non è fiorentino, non è toscano, è piuttosto italiano, si sente europeo, o meglio ancora latino e classico);
  2. vive in modo fecondo il rapporto tra classici e moderni, tra mondo pagano e mondo cristiano;
  3. ha sempre una prospettiva europea, e anche quando ipotizza l'unità italiana, riesce a farlo in quanto non è legato né condizionato dai limiti municipali.

La produzione letteraria di Petrarca può essere considerata come la manifestazione di un dissidio interiore, cioè di un contrasto irrisolto tra

Tale dissidio, presente in ogni manifestazione letteraria e in ogni riflessione, non appare codificato e definito una volta per tutte, ma presenta una tendenza evolutiva :

1)dalle opere giovanili, in cui più accentuato è l'entusiasmo per il mondo classico, che ha prodotto un modello umano e culturale senz'altro superiore(v. Africa, De Viris Illustribus, Rerum Memorandum Libri );

2) alle opere della maturità , in cui si recuperano i modelli, le forme e le tematiche cristiano-medievali(v. De vita solitaria, De otio religioso, Secretum ).

Ma, nonostante la consapevolezza del dissidio interiore, in ogni momento della sua vita, Petrarca tenta sempre una conciliazione tra le due realtà. Egli cioè non contrappone mai paganesimo e cristianesimo, cerca sempre una conciliazione tra i due mondi: -non però sui modelli elaborati a suo tempo dai Padri della Chiesa, che realizzavano la conciliazione tra questi due mondi, in nome della concezione provvidenziale , che vedeva il divenire storico come un allinearsi di tutto l'esistente in un'unica direzione; ma nella consapevolezza della fondamentale uguaglianza dell'animo umano, al punto che le soluzioni morali proposte dai classici valgono perché vere e valide anche per il cristiano moderno.E' da questa visione che può derivare la motivazione etica e culturale della lettura e dello studio, filologicamente corretto, dei classici.

Un aspetto interessante dell'attività di Petrarca fu quello di creare un piccolo gruppo di amici, sensibile e attento alle problematiche culturali ed etiche che lo interessavano, e di cui gli epistolari del poeta costituiscono per noi una fonte e una conferma validissime. Le epistole petrarchesche, tutte scritte in latino, si dividono in:

Oltre che per le tematiche affrontate, le lettere sono importanti perché permettono a Petrarca di elaborare un latino più bello e vario, composto sul modello dei classici, ben lontano dalle forme rozze degli autori medievali.

Un aspetto importante e per noi particolarmente interessante dell'opera di Petrarca è che essa segna la scoperta della coscienza moderna , cioè la coscienza della crisi. In essa troviamo infatti:

Questa scoperta dell'accidia è particolarmente evidente nel Canzoniere, che dobbiamo vedere come:

Nell'ambito del Canzoniere dobbiamo tenere presente 3 aspetti:

  1. Laura ci appare come una persona reale, ma essa è una costruzione letteraria, come lo era Beatrice per Dante. Se essa ha tutti i caratteri di una donna concreta, il fascino, la bellezza, l'umanità e se concreti risultano il desiderio e la seduzione che provoca negli altri e nel poeta ciò avviene grazie all'arte poetica di Petrarca. Ma se dopo la morte assurge in cielo ciò avviene perché è una persona buona e non perché il cielo è il fine al quale doveva necessariamente pervenire, come capita con Beatrice, angelo del cielo.
  2. l'amore che Petrarca prova per Laura è una passione reale, un sentimento che nel corpo e nell'anima di Laura trova elementi di forza e che perviene a Petrarca nella forma di passione che tutto travolge, qualificandosi come "peccato", da cui non si riesce a sfuggire, che è moralmente riprovevole, ma tirannico e desiderato.
  3. il "dissidio interiore" che provoca in lui la consapevolezza del suo "errore" è materia del suo travaglio. Egli sa che compito suo è amare Dio e pensare alla salvezza della propria anima, ma avverte il profondo fascino che la gloria, la ricchezza e l'amore per Laura hanno su di lui. E allora pur sapendo cosa è il bene e quello che deve fare, resta tuttavia prigioniero di questo limite terreno e questa angoscia appare la matrice della sua ispirazione poetica.
Hosted by www.Geocities.ws

1