FRANCESCO PETRARCA.
L'opera di Francesco Petrarca ci trasmette una serie di
notizie biografiche, anche minute, riguardanti la sua vita e il
suo tempo, ma il profilo umano che ricaviamo dai suoi scritti è
da considerare soprattutto come:
a) un profilo ideale, nel senso che Petrarca ci trasmette di sé
non un ritratto vero, storico, reale, ma piuttosto un modello di
uomo e di studioso, che sia proponibile all'imitazione dei
contemporanei e dei posteri;
b) si tratta del profilo di un intellettuale moderno, che è:
- - consapevole del valore della letteratura e del pensiero
degli antichi;
- - avverte i problemi religiosi e morali che vivono i
contemporanei;
- -e per lui la letteratura diventa una scelta ed un modo
di organizzare la vita.
La scelta letteraria fatta da Petrarca, come attività
qualificante della sua vita avrà una profonda conseguenza su
tutte le altre sue scelte. Egli infatti:
- rifiuta la formazione culturale indirizzata a finalità0
pratiche (v. l'abbandono degli studi giuridici; le
polemiche contro i medici e gli uomini di legge,ecc.);
- abbraccia lo stato clericale perché gli permette
autonomia dai condizionamenti altrui e tranquillità
economica, ma rifiuta ogni incarico impegnativo e ogni
carriera suscettibile di troppo lavoro;
- sceglie una vita sociale tranquilla e appartata, coltiva
l'amicizia e gli studi nella serenità della campagna.
Tali scelte e soprattutto la fama, la ricchezza e la gloria
che gli verranno con le opere poetiche gli permetteranno:
- - un ampio margine di libertà e di autonomia, da lui
giudicate condizioni indispensabili per potersi dedicare
liberamente alle "lettere";
- -la possibilità di vivere in agiatezza e di avere il
rispetto e l'appoggio dei potenti senza essere costretto
a dipendere da loro.
E' questa la dimostrazione che con Petrarca:
- a) non siamo più di fronte all' intellettuale comunale ,
legato ad una patria locale, impegnato nella vita pratica
e solo un dilettante nella letteratura;
- b) ma ci troviamo di fronte ad un intellettuale
professionista , che opera al di fuori delle cerchie
ristrette e locali, che si dedica esclusivamente alle
lettere e grazie ad esse ottiene fama, rispetto e gloria.
Non sono solo questi gli aspetti e i significati dell'opera di
Petrarca. Essa infatti si caratterizza anche perché:
- è cosmopolita, l'autore cioè non si sente legato a
nessuna realtà politica particolare e contingente ( non
è fiorentino, non è toscano, è piuttosto italiano, si
sente europeo, o meglio ancora latino e classico);
- vive in modo fecondo il rapporto tra classici e moderni,
tra mondo pagano e mondo cristiano;
- ha sempre una prospettiva europea, e anche quando
ipotizza l'unità italiana, riesce a farlo in quanto non
è legato né condizionato dai limiti municipali.
La produzione letteraria di Petrarca può essere considerata
come la manifestazione di un dissidio interiore, cioè di un
contrasto irrisolto tra
- a)la conciliazione di due sistemi etici (quello classico
stoico e quello cristiano);
- b) e quella tra due culture forti e ben strutturate
(quella classica e quella cristiana).
Tale dissidio, presente in ogni manifestazione letteraria e in
ogni riflessione, non appare codificato e definito una volta per
tutte, ma presenta una tendenza evolutiva :
1)dalle opere giovanili, in cui più accentuato è
l'entusiasmo per il mondo classico, che ha prodotto un modello
umano e culturale senz'altro superiore(v. Africa, De
Viris Illustribus, Rerum Memorandum Libri );
2) alle opere della maturità , in cui si recuperano i
modelli, le forme e le tematiche cristiano-medievali(v. De
vita solitaria, De otio religioso, Secretum ).
Ma, nonostante la consapevolezza del dissidio interiore, in
ogni momento della sua vita, Petrarca tenta sempre una
conciliazione tra le due realtà. Egli cioè non contrappone mai
paganesimo e cristianesimo, cerca sempre una conciliazione tra i
due mondi: -non però sui modelli elaborati a suo tempo dai Padri
della Chiesa, che realizzavano la conciliazione tra questi due
mondi, in nome della concezione provvidenziale , che vedeva il
divenire storico come un allinearsi di tutto l'esistente in
un'unica direzione; ma nella consapevolezza della fondamentale
uguaglianza dell'animo umano, al punto che le soluzioni morali
proposte dai classici valgono perché vere e valide anche per il
cristiano moderno.E' da questa visione che può derivare la
motivazione etica e culturale della lettura e dello studio,
filologicamente corretto, dei classici.
Un aspetto interessante dell'attività di Petrarca fu quello
di creare un piccolo gruppo di amici, sensibile e attento alle
problematiche culturali ed etiche che lo interessavano, e di cui
gli epistolari del poeta costituiscono per noi una fonte e una
conferma validissime. Le epistole petrarchesche, tutte scritte in
latino, si dividono in:
- - Familiares, rivolte agli
amici, scritte sul modello ciceroniano, riviste poi e
corrette al fine di essere una vera e propria opera
letteraria;
- - Seniles, della vecchiaia,
incomplete, ma da ritenersi le più fedeli per
comprendere la sua passione filologica e il suo amore per
i classici;
- - Sine nomine , senza
indicazione del destinatario;
- - Varie, di argomento vario.
Oltre che per le tematiche affrontate, le lettere sono
importanti perché permettono a Petrarca di elaborare un latino
più bello e vario, composto sul modello dei classici, ben
lontano dalle forme rozze degli autori medievali.
Un aspetto importante e per noi particolarmente interessante
dell'opera di Petrarca è che essa segna la scoperta della
coscienza moderna , cioè la coscienza della crisi. In essa
troviamo infatti:
- a) un perenne senso di insoddisfazione, un continuo
oscillare dell'animo tra sentimenti e desideri opposti;
- b)un'incapacità di mettere da parte il desiderio e le
passioni terrene, che pure sono giudicate pericolose per
la salvezza dell'anima.
Questa scoperta dell'accidia è particolarmente evidente nel Canzoniere,
che dobbiamo vedere come:
- a)il racconto della storia d'amore non ricambiato che
lega Petrarca a Laura e che produce nel poeta stati di
speranza, di disillusione, di gioia, di dolore, di
entusiasmo e di disperazione;
- b)ma anche come storia di una passione reale: perché se
l'amore per Laura fu un amore reale, esso, rispetto al
Canzoniere, fu solo uno spunto per una costruzione
letteraria, con l'aspetto di un diario sentimentale, ma
con origine ben diverse.
Nell'ambito del Canzoniere dobbiamo tenere presente 3 aspetti:
- Laura ci appare come una persona reale, ma essa è una
costruzione letteraria, come lo era Beatrice per Dante.
Se essa ha tutti i caratteri di una donna concreta, il
fascino, la bellezza, l'umanità e se concreti risultano
il desiderio e la seduzione che provoca negli altri e nel
poeta ciò avviene grazie all'arte poetica di Petrarca.
Ma se dopo la morte assurge in cielo ciò avviene perché
è una persona buona e non perché il cielo è il fine al
quale doveva necessariamente pervenire, come capita con
Beatrice, angelo del cielo.
- l'amore che Petrarca prova per Laura è una passione
reale, un sentimento che nel corpo e nell'anima di Laura
trova elementi di forza e che perviene a Petrarca nella
forma di passione che tutto travolge, qualificandosi come
"peccato", da cui non si riesce a sfuggire, che
è moralmente riprovevole, ma tirannico e desiderato.
- il "dissidio interiore" che provoca in lui la
consapevolezza del suo "errore" è materia del
suo travaglio. Egli sa che compito suo è amare Dio e
pensare alla salvezza della propria anima, ma avverte il
profondo fascino che la gloria, la ricchezza e l'amore
per Laura hanno su di lui. E allora pur sapendo cosa è
il bene e quello che deve fare, resta tuttavia
prigioniero di questo limite terreno e questa angoscia
appare la matrice della sua ispirazione poetica.