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PAN:

Presso i Greci è il dio delle montagne, munito di corna, di barba e piedi caprini. La figura di Pan fu spesso rappresentata dagli antichi. Nel V sec. numerosi vasi dipinti e rilievi votivi attici ci rappresentano il dio arcadico nel suo caratteristico aspetto ferino e quasi spaventevole, non di rado accompagnato da satiri e ninfe. Sul finire del secolo invece, comincia a manifestarsi una concezione più raffinata del dio, nel quale i tratti bestiali si attenuano e si rivela, al contrario, un'espressione di accogliente bonarietà che può giungere fino alla dolcezza. Numerosissime sono le rappresentazioni di Pan durante l'età ellenistica e in quella romana; e statue, statuette, monete, rilievi, pitture, ecc. ci offrono la figura del Dio arcadico ora nel primitivo suo aspetto bestiale, ora invece in sembianze più gentili, quasi sempre accompagnato dagli attributi o collocato addirittura nell'ambiente pastorale dal quale ebbe origine.es. ARNOLD BOCKLIN, Pan nel canneto (1859) e Pan spaventa un pastore(1858), Bayerische Staatgemaldemsammlungen, Monaco. Bocklin fa rivivere il mondo favolistico nei paesaggi del sud. Nel Pan nel canneto il dio suona la siringa immerso nell'ombra delle canne mosse dal vento, mentre il sole filtra nel folto del canneto. Il dio è ritratto di spalle mentre e seduto tra le canne, si intravede di lato il corpo muscoloso e abbronzato, le gambe lanute di capra, i capelli lunghi e si indovina la barba e il volto satiresco. Nel Pan che spaventa i pastori, la scena è costruita nel contrasto tra la sommità azzurra del cielo e le cime delle montagne su cui compare terribile all'improvviso il dio, nero e ghignante, mettendo in fuga nella scarpata il pastore e le sue capre bianche.

PANNEGGIO : il modo di disporre le masse e le pieghe delle vesti nelle opere delle arti figurative. L'interesse per il panneggio ha inizio con il secolo sesto insieme con quello dei particolari anatomici. Caratteristiche : gruppi di pieghe che partono a raggiera dai punti dove la stoffa è fermata da bottoni o fermagli; linee parallele dove la stoffa è libera ; pieghe parallele, a spina, dove la stoffa pende diritta; piani lisci dove la stoffa aderisce al corpo, ecc. Le regole del panneggiare derivate dai classici furono ridotte dai bizantini a complessi e astratti schemi lineari. Durante l'epoca gotica il panneggio diventò esuberante, greve, spesso si staccò dal corpo in un fitto groviglio di pieghe sinuose facendosi sempre più lezioso e manierato.

PAOLO (SAN) : Nel IV secolo sono chiaramente distinti Pietro e Paolo, quest'ultimo con barba lunga e testa calva. Il tipo, come lo descrive anche Niceforo, con fronte alta, naso aquilino, volto allungato, barba scura a punta, si perpetuò invariato. Nelle più antiche figurazioni veste sempre il costume classico. Suoi più antichi attributi sono il volume, il rotulo oppure i cartigli che alludono alle epistole. Le figurazioni della leggenda, derivate dagli Atti, da apocrifi, dalle Pseudo-Abdias e più tardi da Jacopo da Varazze si iniziano per lo più con la conversione e illustrano il suo soggiorno a Roma.

PAOLO e FRANCESCA: coppia di amanti resi famosi da Dante Alighieri nella Divina Commedia, diventati simbolo di amori tragici e infelici. es. M. Grigoletti, Paolo e Francesca es. G. Frascheri, Dante e Virgilio incontrano Paolo e Francesca.

PARIDE : eroe frigio figlio di Priamo. Nei vasi a figure nere Paride è generalmente barbato, coi capelli lunghi, vestito col chitone e col mantello; suona la Lira o si appoggia ad un bastone. Nei vasi di stile severo è nudo o col leggero chitone greco; quelli di stile fiorito e dell'Italia Meridionale lo raffigurano invece nel ricco e ornatissimo costume frigio, con lo scettro e il bastone.

PECCATO ORIGINALE

Michelangelo, Il peccato originale.

PENTECOSTE : festività religiosa cristiana. La più antica rappresentazione è del VI secolo. La scena si svolge al di sotto di un arco: sugli apostoli, allineati in doppia fila ai lati della Vergine, scendono le fiamme, in alto vola la divina colomba. Lo schema siriaco si ritrova più complesso in una delle ampolle di Modena sempre del VI secolo, dove con la scena della Pentecoste è unita alla raffigurazione di Cristo entro una mandorla portata dagli angeli. Nelle opere bizantine e di Cappadocia, la scena si svolge invece in un classico triclinio: gli Apostolo sono seduti in semicerchio intorno a San Pietro e San Paolo; nello spazio centrale, inferiormente, siede un vecchio Re coronato, che reca un panno contenente i dodici rotoli della predicazione apostolica. E' la personificazione del mondo, simboleggiato a volte anche da più figure. Mancano la Vergine e la Colomba; i raggi dello Spirito Santo scendono sugli Apostoli da un disco, schematica rappresentazione del cielo, ovvero da una gloria raggiata, nel centro della quale sono raffigurati il trono dell'Etimasia e il Libro, come nel mosaico di Santa Sofia. Secondo la formula occidentale la scena si svolge spesso su uno sfondo architettonico, entro un recinto ottagonale o circolare, dentro il quale siedono gli Apostoli raggruppati intorno a San Pietro o alla Vergine, che non sempre compare nella rappresentazione. Manca la personificazione del mondo. Durante il secolo XII si effettua un'interessante innovazione nel tema, la personificazione dello Spirito Santo e la figura di Cristo entro una mandorla, da cui scendono sugli apostoli le lingue di fuoco. Nel '300 si preferisce di solito la disposizione in cerchio degli Apostoli in un interno; al di fuori meno spesso attendono i rappresentanti delle nazioni pagane.

PERSEFONE : divinità dell'Ade. La Dea fu rappresentata nell'arte come figura assai giovanile, con tutte le attrattive e le caratteristiche della giovinezza. L'arte classica ha rappresentato la figura della popolarissima Dea in tutte le diverse fasi del mito: come tranquilla giovinetta presso la madre, nell'inconscia felicità dell'adolescenza; come atterrita e disperata fanciulla invano divincolantesi tra le braccia del robusto amatore, nel drammatico ratto; e infine, come solenne dominatrice e regina dei regni bui, a fianco dello sposo, o sola, o in compagnia di altri personaggi del mito, ma sempre con gli attributi della regalità. La personalità mitica di Persefone, si sviluppò soltanto nel regno delle ombre. La Dea appare distinta dal ricco diadema, o dal manto sul capo e da taluni attributi a Lei peculiari, cioè il gallo, il mazzo di spighe e la patera. Per mezzo della patera e della fiaccola si riconosce la Dea sulle pitture murali nel mito di Trittolemo.

PERSONIFICAZIONE: Attribuzione di caratteri umani a esseri inanimati, forze della natura, idee astratte, ecc. L'arte cristiana derivò dal mondo pagano quel complesso di simboli e di personificazioni che, adattati alle nuove dottrine, compaiono nei dipinti e nei rilievi dei sarcofagi e nelle altre forme e oggetti d'arte.

PIANETA: nell'antichità i corpi celesti che si spostano rispetto alle stelle fisse. gli antichi di preferenza raffigurano il sole e la luna nei sarcofagi, a significare il dileguare rapido della vita umana.

PIETA': composizione artistica con la Madonna che tiene in grembo Cristo morto. E' uno schema iconografico derivato dalla scena più complessa del Pianto su Cristo morto a cui l'arte italiana da Giotto in poi aveva sviluppato, anche se la Madonna con il Cristo morto in grembo è di origine nordica. es: Andrea del Sarto, Pietà (1520), Vienna, Kunsthistoriches Museum: L'opera addensa in una composizione calibratissima le figure di Cristo sostenuto da un angelo, e della Vergine, chiusa in uno spasimo che le sbianca il volto, pure assistita da una creatura angelica. alla tensione lineare, cui contribuisce soprattutto la figura di Cristo, si accompagna la vivezza cromatica, esaltata nelle ali iridate degli angeli e nelle allusive screziature rosso sangue del perizoma di Cristo.

PIETRO(San): il capo degli apostoli. Nelle prime figurazioni S. Pietro non ha attributi, ma già nell'arte greca il suo tipo è fissato: vecchio robusto dai capelli grigi o bianchi e barba corta. La tonsura, segno d'infamia da lui nobilitato, divenne il segno distintivo dei sacerdoti. Nei sarcofagi cristiani veste il costume classico; in pittura la tunica è generalmente azzurra o verde, il manto giallo. Le chiavi, simbolo della sua potestà nei regni celesti, appaiono la prima volta in un sarcofago del V sec.. Altri attributi sono il rotulo o il libro, la croce che allude al suo martirio, il bastone crociato, il pesce a ricordo della sua originaria professione. Quando è rappresentato solo, come primo vescovo, siede in trono, con le chiavi, in paludamenti pontificali e, dal sec. XIV in poi, col triregno in testa. Come il primo degli apostoli occupa il posto alla destra di Cristo; spesso rappresentato con S. Paolo, anche nei cicli leggendari, talvolta accompagnato da Marco, suo interprete ed emanuense, o da Andrea suo fratello.

PIETRO L'EREMITA: mitico predicatore della 1^Crociata. es. Pietro L'eremita predica la 1^ Crociata

PIGMALIONE E GALATEA: Personaggi del mito della bellezza creata dall'arte. es. Jean Louis Germe, Pigmalione e Galatea (1890), -. es. Giuseppe Ghezzi(1634-1721), Pigmalione, Musei ungheresi. Il soggetto è preso dalle Metamorfosi di Ovidio. Nel momento in cui la statua di Galatea acquista miracolosamente la vita, lo scultore esprime la sua meraviglia con un espressione teatrale.

POMONA: divinità mitologica, dea della fruttificazione. es. Nicolas Fiouché, Pomona, Musei ungheresi. Si tratta di pittura piacevolmente decorativa. Si diceva fosse il ritratto della marchesa di Montespan. La morbida rotondità della figura collocata in una elegante cornice architettonica e di paesaggio, e lasciata scoperta con arte dagli eleganti panneggi, la levigatezza della maniera di dipingere interpretano dopo la pittura carica di moralismo e di intellettualismo del '600, il cambiamento del gusto, l'affacciarsi di esigenze nuove alla vigilia del rococò.

POMPEO (Cneo): Personaggio della storia romana, grande avversario di Cesare. es. VINCENZO CAMUCCINI, Pompeo esortato dal senato. Anche quest'altro dipinto di ispirazione storica è organizzato per masse e per colori, su di uno sfondo rituale dell'ambiente romano, (le statue della curia, gli altari dei sacrifici, le sedie e gli sgabelli. Pompeo appare turbato ed incerto di fronte alle profferte degli emissari, mentre altri senatori in disparte guardano dubbiosi l'esito. Pompeo è in divisa militare, il manto rosso del comandante; afferra la spada offertagli dal senato e si impegna a combattere contro Cesare.

POSEIDONE: divinità greca, fratello di Zeus e dio del mare. Fin dall'antichità Poseidone si presenta come un personaggio barbato in aspetto di uomo maturo, drappeggiato nel chitone e nel mantello al pari di Zeus, da cui si distingue per gli specifici attributi nelle mani: il tridente o il delfino, o entrambi. Il delfino caratterizza la posizione di riposo del dio; il tridente è l'arma della quale Poseidone si serve contro i suoi avversari, impugnandola sempre con la destra. Nella statuaria arcaica Poseidone, presentato di solito in aspetto aggressivo, in atto di brandire il tridente, dovette essere concepito fin dall'origine completamente nudo nella persona, o con la clamide avvolta intorno alle braccia. sui vari dipinti a figure rosse il duo appare sempre ampiamente ammantato. nel fregio del Partenone il dio è seduto, drappeggiato col manto, con il petto nudo al pare di Zeus. Il tipo iconografico di arte e età fidiaca fa testo per l'arte classica.

PRIAPO: divinità greca simbolo dell'istinto sessuale e della forza generatrice del maschio. Veniva rappresentato sotto diverse immagini, secondo che era posto nei giardini, a protezione contro gli uccelli, i ladri, oppure nei luoghi di culto. La sua immagine cultuale era quella di un vecchio barbuto e lascivo, vestito alla foggia asiatica, di un berretto e di un cappotto colorato. Come hortium custos , era rappresentato per lo più nudo o sommariamente vestito, con accentuato carattere fallico e con in mano una roncola o una marra e con in testa una canna che, mossa dal vento, spaventava gli uccelli.

PROFETI: Nell'arte cristiana dei primi secoli sono accertate solo le figurazioni di alcuni profeti: Isaia in atto di annunciare la Natività, Giona liberato dal mostro e Daniele tra i leoni. Dal sec, V i profeti cominciano ad apparire sull'arte monumentale: essi sono raffigurati spesso a riscontro con gli apostoli o altri personaggi del Nuovo Testamento.

PROMETEO: titano amico degli uomini a cui regala il fuoco sottraendolo agli dei e per questo viene punito. Numerose sono le rappresentazioni di Prometeo nell'arte figurativa dei Greci e dei Romani. I monumenti pervenutici sono vasi dipinti, statuette, gemme, rilievi di bronzo. Le scene rappresentate sono quelle della punizione, nello schema secondo cui Prometeo è legato ad un palo o avvinto ad una rupe. La scena del ratto del fuoco comincia a comparire soltanto alla fine dell'età ellenistica e perdura in età romana. Analogo è il caso della sua opera creatrice. es. Luca Giordano, Prometeo (1660?), Prometeo, Musei ungheresi.. La figura incatenata di Prometeo rientra nel gruppo di opere che il giovane artista napoletano imita i soggetti e i modi di Ribera. Incatenato ad una roccia del Caucaso, dove un'aquila gli divorava il fegato, Prometeo viene liberato da Eracle che uccise il rapace. Contorto per la sofferenza il corpo enorme di Prometeo si staglia contro in una luce nitida contro la roccia, sembrando richiamare la figura di S. Sebastiano di Ribeira. La testa è violentemente girata verso destra e vista di sotto in su; le dite tese della mano sinistra esprimono con forza particolare l'enorme dolore. L'effetto mistico-drammatico è aumentato ancora dal colore bianco del corpo di Prometeo e dagli ardenti colori rossastri che fanno intravedere solo i contorni del cielo al tramonto.

PSICHE: protagonista con Amore della favola di Apuleio.(v. amore) es. ANDREA APPIANI, La favola di Amore e Psiche, La Rotonda della villa di Monza. Il disegno raffigura Psiche che, tenuta in braccio da Mercurio, sale nell'Olimpo. Il disegno, secondo i canoni neoclassici, è sciolto e ritmato, il chiaroscuro lieve, i colori tenui e luminosi; il tono è arcadico. Psiche vestita di una tunica bianca che con il ricercato panneggio ne sottolinea le forme, con le braccia aperte guarda verso l'alto, mentre Mercurio, drappeggiato da un panno verde che copre il corpo nudo nei punti verecondi e che ondeggia alle sue spalle, la cinge alla vita, guardando lo spettatore. Il diverso colorito dell'incarnato del dio e della ninfa è elemento di comunicazione simbolica e pittorica.

Il Bagno di Psiche di Frederick Lord Leighton

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