Michelangelo, Il peccato originale.
PENTECOSTE : festività religiosa cristiana. La più antica
rappresentazione è del VI secolo. La scena si svolge al di sotto
di un arco: sugli apostoli, allineati in doppia fila ai lati
della Vergine, scendono le fiamme, in alto vola la divina
colomba. Lo schema siriaco si ritrova più complesso in una delle
ampolle di Modena sempre del VI secolo, dove con la scena della
Pentecoste è unita alla raffigurazione di Cristo entro una
mandorla portata dagli angeli. Nelle opere bizantine e di
Cappadocia, la scena si svolge invece in un classico triclinio:
gli Apostolo sono seduti in semicerchio intorno a San Pietro e
San Paolo; nello spazio centrale, inferiormente, siede un vecchio
Re coronato, che reca un panno contenente i dodici rotoli della
predicazione apostolica. E' la personificazione del mondo,
simboleggiato a volte anche da più figure. Mancano la Vergine e
la Colomba; i raggi dello Spirito Santo scendono sugli Apostoli
da un disco, schematica rappresentazione del cielo, ovvero da una
gloria raggiata, nel centro della quale sono raffigurati il trono
dell'Etimasia e il Libro, come nel mosaico di Santa Sofia.
Secondo la formula occidentale la scena si svolge spesso su uno
sfondo architettonico, entro un recinto ottagonale o circolare,
dentro il quale siedono gli Apostoli raggruppati intorno a San
Pietro o alla Vergine, che non sempre compare nella
rappresentazione. Manca la personificazione del mondo. Durante il
secolo XII si effettua un'interessante innovazione nel tema, la
personificazione dello Spirito Santo e la figura di Cristo entro
una mandorla, da cui scendono sugli apostoli le lingue di fuoco.
Nel '300 si preferisce di solito la disposizione in cerchio degli
Apostoli in un interno; al di fuori meno spesso attendono i
rappresentanti delle nazioni pagane.
PERSEFONE : divinità dell'Ade. La Dea fu rappresentata
nell'arte come figura assai giovanile, con tutte le attrattive e
le caratteristiche della giovinezza. L'arte classica ha
rappresentato la figura della popolarissima Dea in tutte le
diverse fasi del mito: come tranquilla giovinetta presso la
madre, nell'inconscia felicità dell'adolescenza; come atterrita
e disperata fanciulla invano divincolantesi tra le braccia del
robusto amatore, nel drammatico ratto; e infine, come solenne
dominatrice e regina dei regni bui, a fianco dello sposo, o sola,
o in compagnia di altri personaggi del mito, ma sempre con gli
attributi della regalità. La personalità mitica di Persefone,
si sviluppò soltanto nel regno delle ombre. La Dea appare
distinta dal ricco diadema, o dal manto sul capo e da taluni
attributi a Lei peculiari, cioè il gallo, il mazzo di spighe e
la patera. Per mezzo della patera e della fiaccola si riconosce
la Dea sulle pitture murali nel mito di Trittolemo.
PERSONIFICAZIONE: Attribuzione di caratteri umani a esseri
inanimati, forze della natura, idee astratte, ecc. L'arte
cristiana derivò dal mondo pagano quel complesso di simboli e di
personificazioni che, adattati alle nuove dottrine, compaiono nei
dipinti e nei rilievi dei sarcofagi e nelle altre forme e oggetti
d'arte.
PIANETA: nell'antichità i corpi celesti che si spostano
rispetto alle stelle fisse. gli antichi di preferenza raffigurano
il sole e la luna nei sarcofagi, a significare il dileguare
rapido della vita umana.
PIETA': composizione artistica con la Madonna che tiene in
grembo Cristo morto. E' uno schema iconografico derivato dalla
scena più complessa del Pianto su Cristo morto a cui l'arte
italiana da Giotto in poi aveva sviluppato, anche se la Madonna
con il Cristo morto in grembo è di origine nordica. es: Andrea
del Sarto, Pietà (1520), Vienna, Kunsthistoriches Museum:
L'opera addensa in una composizione calibratissima le figure di
Cristo sostenuto da un angelo, e della Vergine, chiusa in uno
spasimo che le sbianca il volto, pure assistita da una creatura
angelica. alla tensione lineare, cui contribuisce soprattutto la
figura di Cristo, si accompagna la vivezza cromatica, esaltata
nelle ali iridate degli angeli e nelle allusive screziature rosso
sangue del perizoma di Cristo.
PIETRO(San): il capo degli apostoli. Nelle prime figurazioni
S. Pietro non ha attributi, ma già nell'arte greca il suo tipo
è fissato: vecchio robusto dai capelli grigi o bianchi e barba
corta. La tonsura, segno d'infamia da lui nobilitato, divenne il
segno distintivo dei sacerdoti. Nei sarcofagi cristiani veste il
costume classico; in pittura la tunica è generalmente azzurra o
verde, il manto giallo. Le chiavi, simbolo della sua potestà nei
regni celesti, appaiono la prima volta in un sarcofago del V
sec.. Altri attributi sono il rotulo o il libro, la croce che
allude al suo martirio, il bastone crociato, il pesce a ricordo
della sua originaria professione. Quando è rappresentato solo,
come primo vescovo, siede in trono, con le chiavi, in paludamenti
pontificali e, dal sec. XIV in poi, col triregno in testa. Come
il primo degli apostoli occupa il posto alla destra di Cristo;
spesso rappresentato con S. Paolo, anche nei cicli leggendari,
talvolta accompagnato da Marco, suo interprete ed emanuense, o da
Andrea suo fratello.
PIETRO L'EREMITA: mitico predicatore della 1^Crociata. es.
Pietro L'eremita predica la 1^ Crociata
PIGMALIONE E GALATEA: Personaggi del mito della bellezza
creata dall'arte. es. Jean Louis Germe, Pigmalione e Galatea
(1890), -. es. Giuseppe Ghezzi(1634-1721), Pigmalione, Musei
ungheresi. Il soggetto è preso dalle Metamorfosi di Ovidio. Nel
momento in cui la statua di Galatea acquista miracolosamente la
vita, lo scultore esprime la sua meraviglia con un espressione
teatrale.
POMONA: divinità mitologica, dea della fruttificazione. es.
Nicolas Fiouché, Pomona, Musei ungheresi. Si tratta di pittura
piacevolmente decorativa. Si diceva fosse il ritratto della
marchesa di Montespan. La morbida rotondità della figura
collocata in una elegante cornice architettonica e di paesaggio,
e lasciata scoperta con arte dagli eleganti panneggi, la
levigatezza della maniera di dipingere interpretano dopo la
pittura carica di moralismo e di intellettualismo del '600, il
cambiamento del gusto, l'affacciarsi di esigenze nuove alla
vigilia del rococò.
POMPEO (Cneo): Personaggio della storia romana, grande
avversario di Cesare. es. VINCENZO CAMUCCINI, Pompeo esortato dal
senato. Anche quest'altro dipinto di ispirazione storica è
organizzato per masse e per colori, su di uno sfondo rituale
dell'ambiente romano, (le statue della curia, gli altari dei
sacrifici, le sedie e gli sgabelli. Pompeo appare turbato ed
incerto di fronte alle profferte degli emissari, mentre altri
senatori in disparte guardano dubbiosi l'esito. Pompeo è in
divisa militare, il manto rosso del comandante; afferra la spada
offertagli dal senato e si impegna a combattere contro Cesare.
POSEIDONE: divinità greca, fratello di Zeus e dio del mare.
Fin dall'antichità Poseidone si presenta come un personaggio
barbato in aspetto di uomo maturo, drappeggiato nel chitone e nel
mantello al pari di Zeus, da cui si distingue per gli specifici
attributi nelle mani: il tridente o il delfino, o entrambi. Il
delfino caratterizza la posizione di riposo del dio; il tridente
è l'arma della quale Poseidone si serve contro i suoi avversari,
impugnandola sempre con la destra. Nella statuaria arcaica
Poseidone, presentato di solito in aspetto aggressivo, in atto di
brandire il tridente, dovette essere concepito fin dall'origine
completamente nudo nella persona, o con la clamide avvolta
intorno alle braccia. sui vari dipinti a figure rosse il duo
appare sempre ampiamente ammantato. nel fregio del Partenone il
dio è seduto, drappeggiato col manto, con il petto nudo al pare
di Zeus. Il tipo iconografico di arte e età fidiaca fa testo per
l'arte classica.
PRIAPO: divinità greca simbolo dell'istinto sessuale e della
forza generatrice del maschio. Veniva rappresentato sotto diverse
immagini, secondo che era posto nei giardini, a protezione contro
gli uccelli, i ladri, oppure nei luoghi di culto. La sua immagine
cultuale era quella di un vecchio barbuto e lascivo, vestito alla
foggia asiatica, di un berretto e di un cappotto colorato. Come
hortium custos , era rappresentato per lo più nudo o
sommariamente vestito, con accentuato carattere fallico e con in
mano una roncola o una marra e con in testa una canna che, mossa
dal vento, spaventava gli uccelli.
PROFETI: Nell'arte cristiana dei primi secoli sono accertate
solo le figurazioni di alcuni profeti: Isaia in atto di
annunciare la Natività, Giona liberato dal mostro e Daniele tra
i leoni. Dal sec, V i profeti cominciano ad apparire sull'arte
monumentale: essi sono raffigurati spesso a riscontro con gli
apostoli o altri personaggi del Nuovo Testamento.
PROMETEO: titano amico degli uomini a cui regala il fuoco
sottraendolo agli dei e per questo viene punito. Numerose sono le
rappresentazioni di Prometeo nell'arte figurativa dei Greci e dei
Romani. I monumenti pervenutici sono vasi dipinti, statuette,
gemme, rilievi di bronzo. Le scene rappresentate sono quelle
della punizione, nello schema secondo cui Prometeo è legato ad
un palo o avvinto ad una rupe. La scena del ratto del fuoco
comincia a comparire soltanto alla fine dell'età ellenistica e
perdura in età romana. Analogo è il caso della sua opera
creatrice. es. Luca Giordano, Prometeo (1660?), Prometeo, Musei
ungheresi.. La figura incatenata di Prometeo rientra nel gruppo
di opere che il giovane artista napoletano imita i soggetti e i
modi di Ribera. Incatenato ad una roccia del Caucaso, dove
un'aquila gli divorava il fegato, Prometeo viene liberato da
Eracle che uccise il rapace. Contorto per la sofferenza il corpo
enorme di Prometeo si staglia contro in una luce nitida contro la
roccia, sembrando richiamare la figura di S. Sebastiano di
Ribeira. La testa è violentemente girata verso destra e vista di
sotto in su; le dite tese della mano sinistra esprimono con forza
particolare l'enorme dolore. L'effetto mistico-drammatico è
aumentato ancora dal colore bianco del corpo di Prometeo e dagli
ardenti colori rossastri che fanno intravedere solo i contorni
del cielo al tramonto.
PSICHE: protagonista con Amore della favola di Apuleio.(v.
amore) es. ANDREA APPIANI, La favola di Amore e Psiche, La
Rotonda della villa di Monza. Il disegno raffigura Psiche che,
tenuta in braccio da Mercurio, sale nell'Olimpo. Il disegno,
secondo i canoni neoclassici, è sciolto e ritmato, il
chiaroscuro lieve, i colori tenui e luminosi; il tono è
arcadico. Psiche vestita di una tunica bianca che con il
ricercato panneggio ne sottolinea le forme, con le braccia aperte
guarda verso l'alto, mentre Mercurio, drappeggiato da un panno
verde che copre il corpo nudo nei punti verecondi e che ondeggia
alle sue spalle, la cinge alla vita, guardando lo spettatore. Il
diverso colorito dell'incarnato del dio e della ninfa è elemento
di comunicazione simbolica e pittorica.
Il Bagno di Psiche di Frederick Lord Leighton