DAL NATURALISMO AL VERISMO.

Gli esiti risorgimentali

Il processo risorgimentale si realizza nell'ambito di una soluzione liberalmoderata. La carenza maggiore del processo di unità nazionale sono stati il mancato coinvolgimento delle masse contadine e il non aver saputo trasformare la rivoluzione nazionale in rivoluzionre sociale.

Questi dati spiegano in gran parte il vistoso fenomeno del brigantaggio e l'immobilismo della struttura sociale, che col passaggio dal governo borbonico a quello sabaudo non aveva subito modifica alcuna. I governi italiani affrontano il problema col ricorso all'esercito, alle esecuzioni, agli arresti in massa. L'autoritarismo è un tratto costante della storia d'Italia e trova le sue motivazioni nel rachitico liberalismo e nella gracilità degli organismi democratici. Da questa concezione autoritaria e centralizzante del potere deriva anche quel livellamento burocratico- amministrativo che caratterizzò il nuovo stato, con l'estensione di leggi e norme uniformi, spesso sentite come estranee, a tutto il territorio nazionale. Le cose non cambiarono con l'avvento al governo della Sinistra nel 1876, sia perché l'autoritarismo di Crispi era forse ancora maggiore, sia perché la riforma elettorale allargò relativamenteil suffragio, mentre la pratica del trasformismo impediva una chiara dialettica di posizioni politiche. L'opposizione a questo stato di cose, in modo confuso e spesso veleitario verrà dai repubblicani, dai cattolici e dalle variegate posizioni del socialismo umanitario. Solo alla fine del secolo con la nascita del Partito socialista, comparvero forme partitiche più moderne anche se non sempre più efficaci.

Momenti dell'Ottocent europeo

Verso la metà del secolo la concezione e la prassi politica liberale si trovano di fronte, in posizione antagonista e alternativa, la prospettiva socialista nata anch'essa dalle situazioni create dalla rivoluzione industriale. Non si tratta solo di uno scontro di ideologie. Ognuna rappresenta la teorizzazione e la prospettiva politica di precisi interessi di classe. Assieme al socialismo e al liberalismo l'altra prospettiva presente nelle vicende di quasi tutto l'800, è l'idea di nazione. Saranno le rivoluzioni del 1848-49 a trasformare profondamente il quadro europeo, con l'avvio del processo dell'unificazione tedesca che avviene in una direzione autoritaria e antiparlamentare, emarginado l'Austria nell'ambito della Confederazione germanica e proiettando la Prussia al centro della politica prima tedesca e poi europea, con la proclamazione a Versailles nel 18712 del II Reich.

Il positivismo

Il secolo XIX sviluppa ulteriormente la concezione scientifica che dell'uomo aveva elaborato l'Illuminismo, con:

Sono gli avvenimenti prima ricordati che rendono possibile tale sviluppo. In tale processo interessanti appaiono soprattutto tre connessioni:

1)l'analisi della produzione e della distribuzione della ricchezza conseguente alle rivoluzioni agricola e industriale,che:

2) la riflessione sulle trasformazioni connesse all'espansione dell'industria e del progresso tecnico e scientifico che porta alla nascita della sociologia

3) l'aumento costante della popolazione e i problemi di affollamento nelle città, con la relativa attenzione al fenomeno, che provocano la nascita degli studi demografici, della statistica, della criminologia,ecc.

Lo sviluppo industriale del secondo '800 permette ad August Comte l'eleborazione di una nuova filosofia, i cui presupposti egli deriva da Saint-Simon:

Rispetto all'Illuminismo la filosofia positivista realizza un rapporto di:

continuità:

rottura:

fase teologica : che giudica la realtà come effetto di principi soprannaturali;

fase metafisica: che sostituisce ad essi i prinicipi naturali come causa della realtà;

fase positiva: in cui la filosofia unifica e coordina i risultati delle varie scienze.

Un altro intervento importantissimo nel pensiero dell'800 fu l'opera di Charles Darwin, L'origine della specie, che completa e perfeziona:

  1. la storia naturale della terra ,elaborata da G.L.Buffon, che ipotizzava l'idea dell'evoluzione naturale;
  2. le teorie evoluzionistiche di J.B.Lamarck , che riconosceva nell'adattamento all'ambiente la causa della diversità delle specie e la complessità dei viventi.

Le conseguenze dell'opera di Darwin sul pensiero scientifico furono:

Il favore incontrato dalle teorie darwiniane si propagò ai metodi utilizzati in altre discipline ed in altri campi, divenendo in breve una comoda griglia interpretativa.

L'evoluzionismo divenne teoria generale dello sviluppo della realtà in tutte le sue forme, grazie all'opera del filosofo inglese H.Spencer. I motivi della sua fortuna furono essenzialmente i seguenti:

  1. Egli afferma che la scienza non può andare al di là dei fenomeni, dove esiste l'Inconoscibile (ricompare così l'ipotesi religiosa, bene accetta alla borghesia vittoriana);
  2. elabora una teoria del progresso come lenta evoluzione, senza strappi né rotture traumatiche;
  3. individua nella società industriale borghese, liberista e liberale, la forma politica naturale.

La dimensione scientifica viene così ad assumere sempre piùun carattere ideologico : il progresso si viene fondando sulla " naturalizzazione della storia" , cioè sulla sua riduzione a parte e completamento dell'evoluzione naturale.

Uno sviluppo particolare la teoria evoluzionistica ebbe sull'antropologia, come:

-il concetto di cultura, inteso come somma delle conoscenze, credenze, abilità che si trasmette da una generazioner all'altra;

-una scala di valutazione tra un minimo (il selvaggio) ed un massimo (l'europeo industrializzato).

Diversificati risultarono gli apporti dell'antropologia ottocentesca al progresso delle scienze, distinti in:

funzione conservatrice :

funzione critica:

Le poetiche del naturalismo e del verismo.

Il positivismo produrrà i suoi più significativi e coerenti sviluppi letterari qualche decennio più tardi. La sua conseguenza più interessante è il formarsi di un' ideologia scientista largamente diffusa e il divulgarsi di nozioni quali evoluzione, lotta per la sopravvivenza ed ereditarietà, o di presupposti culturali quali il determinismo, il metodo sperimentale, la dipendenza dei comportamenti umani dalle condizioni ambientali (il milieu social).

Gli avvenimenti economico-sociali, le crisi cicliche del capitalismo spostano l'attenzione degli studiosi sulle varie realtà sociali e fanno nascere una fiducia nella scienza che:

La psicologia e la sociologia appaiono allora gli strumenti che possono impostare l'analisi di questi problemi e avviarne la soluzione. In Francia patria del positivismo si sviluppa una nuova scuola letteraria che prende il nome di naturalismo di cui Emile Zola, con la dottrina del roman expérimental , è il caposcuola e il teorico.

I fondamenti del naturalismo sono:

Da questo presupposto deriva la fiducia che il metodo scientifico, sperimentale, possa essere trasferito alla letteratura e che la letteratura stessa si possa caratterizzare come una scienza capace di cooperare allo sviluppo sociale e culturale. Si delineano così la specificità e i compiti del romanzo sperimentale:

Corollari di questa definizione di romanzo sono:

Il positivismo e il naturalismo si diffondon anche in Italia, fornendo una chiave interpretativa della reatà sociale e i lineamenti essenziali al verismo , che è il nome che il naturalismo prende in Italia. Ma il verismo:

Il verismo cioè pur accettando in tanta parte le suggestioni del naturalismo ritiene che la letteratura è arte, non scienza e perciò riduce la novità del naturalismo a fatto formale, all'impersonalità, allo scrupolo scientifico del romanziere che nell'analisi della realtà deve evitare di inserire il suo punto di vista personale.

Manca poi in essi la fiducia che l'analisi possa tradursi, sul piano pratico, in una concreta azione di rinnovamento. La visione negativa della realtà sociale non si accompagna una fiducia nella scienza come strumento per l'emancipazione dell'uomo, come soluzione di problemi che appaiono legati a dati oggettivi e perenni della natura umana e della società. Nel Verga, ad esempio, il progresso stesso diventa una macchina che stritola i più deboli: non si ipotizza l'esito ottimistico del processo, si accentua invece la drammaticit\à del meccanismo, si focalizza l'attenzione sui vinti.

Naturalismo e verismo divergono inoltre per le caratteristiche dei soggetti sociali protagonisti delle opere. L'Italia non ha ancora visto lo sviluppo industriale, non ha un proletariato industriale urbano; l'economia è ancora agricola e il proletariato è quello rurale.L'oggetto di indagine dei veristi italiani è il mondo contadino .

La frammentazione politica e sociale italiana, con le profonde differenze di vita, valori e mentalità delle diverse realtà regionale fanno considerare un'astrazione il contadino italiano. Affinché questo sia vero, a Verga non basta che sia italiano, ma deve essere siciliano, proprio di quella provincia, di quella città particolare, di quel pezzo di terra che coltiva: solo così potra essere "vero".

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