La Narrativa
Narrativa epico-cavalleresca: modelli francesi.
In Francia, tra l'XI e il XIII secolo nasce la produzione narrativa epico-cavalleresca, che inventa temi, immagini, miti umani che circoleranno poi anche in generi diversi. Si tratta di opere, in versi e in prosa, divisibili in:
A) Le Chanson de geste sono componimenti di lunghezza variabile, in strofe, che rielaborano e trasfigurano in forma epico-leggendaria avvenimenti storici, prendendo come nucleo tematico le imprese di una geste, una famiglia della nobiltà feudale. Si è soliti distinguere diversi cicli, che rispecchiano alcune fasi della storia della società feudale: gesta dei re di Francia, o di una dinastia feudale. Le gesta dei re di Francia hanno una risonanza più larga, perché raccontano le imprese di Carlo Magno, re cristiano in lotta assieme ai suoi paladini contro i Saraceni e trasmettono valori quali il coraggio, la lealtà, l'eroismo guerriero, l'amor di patria e soprattutto la difesa della fede cristiana contro gli infedeli. Esistono tuttavia geste di casate minori, con l'esaltazione di personaggi e famiglie locali, che mettono in evidenza tratti individuali o "nazionali". Forse la più antica è la celeberrima Chanson de Roland del sec.XII. Essa, raccontando le vicende dell'impresa di Carlo Magno in Spagna contro i Saraceni e della sconfitta della sua retroguardia sui Pirenei, nella quale perde la vita eroicamente il prode paladino Orlando, trasfigura un episodio storico di scarso rilievo in un'impresa eroica che accomuna tutti i cristiani, e crea alcuni miti umani che avranno una fortuna immensa. La critica odierna crede che le chansons de geste siano opere nate nello spirito della crociata che animava i secoli XI-XII, diffuse da giullari lungo le vie dei pellegrinaggi. Appaiono connesse con il genere agiografico.
B) I romanzi cavallereschi sono lunghi componimenti narrativi per lo più in versi, la cui struttura si avvicina all'idea che noi abbiamo del romanzo. Nel medioevo il termine roman indica solo un componimento scritto in lingua neolatina. In questa produzione si evidenziano i valori della forza, del coraggio, della lealtà che caratterizzano l'epica carolingia, ma che non sono più finalizzati ad un ideale religioso o pubblico. Accanto si collocano valori come il desiderio di gloria individuale, lo spirito d'avventura, il gusto per il magico, il fantastico, l'esotico, la volontà di cimentarsi per raggiungere un ideale di perfezione. Nel romanzo cavalleresco emerge l'esperienza d'amore nei suoi multiformi aspetti: dall'amore come rituale sociale di comportamento raffinato, spesso al di fuori del rapporto coniugale, all'amore come dedizione assoluta all'amata, all'amore come processo d'ingentilimento e perfezionamento tutto interiore. I romanzi cavallereschi vengono classificati in base alla materia trattata: " materia bretone" , " materia antica " e " materia esotica ".
a)La materia bretone tratta delle imprese di re Artù e dei Cavalieri della Tavola Rotonda, cavalieri erranti in cerca di onore, gloria, avventure, tra cui spiccano personaggi famosi come Lancillotto, Percival, Palamede, Tristano. La materia cavalleresca, oltre alle peregrinazioni avventurose e fantastiche, ai duelli e alle "prove" con altri cavalieri o esseri mostruosi dotati di poteri magici, lascia ampio spazio all'amore: assai celebri sono gli amori "extraconiugali" di Lancillotto per la regina Ginevra, moglie di Artù o di Tristano per Isotta, moglie di re Marco, zio di Tristano. L'intera materia bretone trova in CHRETIEN DE TROYES il maggiore interprete. Di lui restano alcuni romanzi : Erec e Enide, Lancillotto, Percival.
b) La materia classica reinterpreta miti e vicende storiche dell'antichità classica in chiave cavalleresca e cortese. Le opere più famose sono: il Roman d'Alexandre, il Roman de Troie, il Roman d'Enéas , il Roman de Thèbes.
Narrativa epico-cavalleresca:la diffusione in Italia.
La Francia trasmette all'Italia un patrimonio di vicende, situazioni, modelli umani, codici di comportamento destinati ad esercitare una grande influenza sulla nostra letteratura. L'opposizione chansons de geste/romanzo cavalleresco perde il primitivo vigore e lascia luogo ad una semplice distinzione di materie: la carolingia, la bretone, l'antica. Lo spirito è insomma sempre meno quello della crociata e sempre più della "cavalleria" e della "cortesia". In Italia ci troviamo di fronte a volgarizzazioni e a parziali rielaborazioni, in forma di romanzo in prosa , destinate alla lettura, di cantari, prodotti dai cantastorie e destinati alla circolazione orale e infine dal poema cavalleresco. Il romanzo epico-cavalleresco si diffonde in Italia dalla fine del XIII agli inizi del XIV secolo:
Per la materia antica infine bisogna ricordare i Fatti di Cesare e l' Istorietta troiana.
La narrativa degli exempla.
La novella è uno dei prodotti più originali della letteratura italiana tardo-medievale, destinato a maggior fortuna nell'Europa moderna. Essa si basa su quella che è la più tipica modalità del narrare del medioevo, l' exemplum. L'exemplum è un fatto, un detto, una vicenda reale o fantastica che non si propone scopi artistici, ma vuole per lo più persuadere. L'origine e la codificazione dell'exemplum risalgono alla retorica greco-romana e ci vengono tramandati attraverso i testi di oratori e trattatisti. La cultura cristiana fa dell'esempio una delle forme letterarie e uno dei modi di rappresentazione più significativi del medioevo. L'esempio medievale ha caratteristiche che si possono così sintetizzare:
Dall'exemplum alla novella.
La narrativa novellistica due-trecentesca ha come fonti e modelli letterari il romanzo cortese, la novellistica araba e orientale, i fablieaux, la narrativa antica e il racconto orale, oltre alle ricordanze, alle relazioni di viaggio, alla storiografia municipale, anche se il modello dell'exemplum medievale resta la fonte principale. Fra i pochi testi volgari duecenteschi ricordiamo:
Le caratteristiche del nuovo modello sono così riassumibili:
Le finalità che gli scrittori si pongono si indirizzano sempre più verso:
Nel corso del 300, oltre al capolavoro di GIOVANNI BOCCACCIO, il Decameron, bisogna ricordare FRANCO SACCHETTI, autore di un Trecentonovelle, GIOVANNI SERCAMBI, che scrisse le Novelle e un certo Giovanni Fiorentino, autore del Pecorone.
I mercanti scrittori.
In ambiente mercantile dopo il 200 si sviluppa una letteratura memorialisica di notevole interesse. Sono opere accomunate dal fatto di essere scritte da mercanti e per il rilievo della componente memorialista.All'origine di questa produzione troviamo i libri di conti (registri commerciali), in cui i mercanti tenevano nota dei fatti salienti della propria attività commerciale, i rapporti con altri mercanti, gli acquisti e le vendite, il numero dei lavoranti ecc.. Da questi libri si sviluppano le ricordanze che, accanto agli affari compiuti, riportano le nascite, le morti, i matrimoni e le altre notizie riguardanti la famiglia del mercante, la consorteria, con ritratti di personaggi, considerazioni sui comportamenti, abitudini, riflessioni e considerazioni psicologiche e morali. Compaiono spesso ricordi personali, la narrazione di fatti e di avventure che sono occorse allo scrittore e di cui vuole conservare la memoria; si tratterà delle imprese commerciali, dei viaggi compiuti, della partecipazione alla vita della città. Da questo tipo di memorie nasceranno poi i due generi affini: i libri di viaggio e la cronaca cittadina .Fra i libri da ricordare ci sono Cronica domestica di DONATO VELLUTI, la Cronaca di BUONACCORSO PITTI, i Ricordi di GIOVANNI di PAGOLO MORELLI, l'opera meglio strutturata, che spazia dalla memoria familiare ai viaggi, agli affari, all'impegno politico.