La logistica

La prima campagna di Eritrea, svoltasi - per ragioni di carattere prevalentemente politico - senza un conveniente periodo di preparazione e senza un chiaro obbiettivo iniziale quale riferimento per dimensionare in modo appropriato le forze, i mezzi e i vincoli di impiego, rappresenta una chiara dimostrazione delle esigenze generali di preparazione per garantire il buon successo di un'operazione coloniale.

Nel 1885 l'Esercito Italiano senza aver acquisito - come avviene con glie eserciti inglese e francese - alcuna esperienza in merito, si trovò per la prima volta di fronte alle guerre coloniali, all'epoca considerate come una sottospecie di quelle di tipo europeo, per le quali lo speciale ambiente e lo speciale nemico richiedevano, prima di tutto in campo logistico, una particolare attenzione. Alla fine del sec. XIX in colonia il problema logistico, sempre arduo da risolvere, diventa nettamente prioritario e viene aggravato dalla deficienza di risorse locali, dalla frequente scarsa attendibilità e conoscenza dei dati logistici e topografici sul territorio interessante le operazioni, dell'ambiente naturale con particolare riguardo al clima, dalla scarsità e dalla lunghezza delle linee di comunicazione, e infine, dalla scarsa possibilità di utilizzare in quel clima e su quel terreno gli stessi tipi di carreggio e quadrupedi da soma di previsto impiego in guerre europee.

Un'altra caratteristica delle campagne coloniali erache le esigenze di trasporto di truppe e di materiali via mare dalla madrepatria richiedevano di organizzare e gestire le complesse operazione d iimbarco e sbarco delle truppe in stretto coordinamento tra i Ministeri della Guerra e della Marina, abituati ad operare tradizionalmente separati e perciò fin troppo gelosi delle rispettive autonomie e prerogative.

Principale riflesso organico dei molti e severi vincoli logistici fu la tendenza ad impiegare reparti quantitativamente limitati e costituiti ad hoc, composti di quadri e di truppe generlamente volontari e fisicamente scelti, caratterizzati da elevata autonomia operativa e logistica anche ai livelli minori.

Le due campagne d'Eritrea presentavano marcate analogie con certe imprese francesi ed inglesi in territori d'oltremare, e soprattutto con le guerre coloniali condotte dall'esercito inglese nel secolo XIX, i cui ammaestramenti erano contenuti in un opera del Magg. C.E. Caldewell, Ammaestramenti da trarsi dalle campagne nelle quali vengono impiegate le truppe britannicher dal 1865 ad oggi.

L'analisi del magg. Caldwell, spesso impietosa, metteva a nudo i molti errori e la frequente impreparazione logistica con la quale l'esercito inglese affrontò le numerose campagne coloniali del sec. XIX: " Venti anni di guerre irregolari, fatte in condizioni sempre diverse, valgono a gettare molta luce sul controversa questione dell'equipaggiamento delle truppe in campagna."

Questa appare ancora più evidente nel caso delle guerre coloniali condotte dall'Italia.

La partenza di forze al livello di battaglione rinforzato per Assab (l'occupazione di Massaua viene inizialmente indicata solo come obbiettivo eventuale) fudecisa dal governo nei primi giorni del 1885. Il Col. Saletta viene designato comandante solo il 7 gennaio e solo il 12 gennaio- cioè due giorni prima dell'inizio del concentramento dei reparti a Napoli e cinque giorni prima della partenza da quel porto, Saletta viene convocato al ministero per ricevere le direttive che, dato il quadro internazionale quanto mai incerto nel quale la spedizione si svolge, non possono che essere vaghe e di larga massima.

Le caratteristiche della campagna che più influenzavano l'organizzazione logistica possono essere così riassunte:

a) non era bene indicato il nemico e la sua dislocazione;

b)gli obbiettivi da raggiungere, quando e se indicati, rimanevano sempre limitati.

Il teatro di operazioni era quindi di ridotta estensione e profondità e fino ai primi mesi di ottobre comprendeva essenzialmente l'organizzazione di una base di operazioni nelle adiacenze del porto di Massaua e la predisposizione di una serie di posizioni difensive fortificate e tra loro comunicanti (Monkullu, Otumlo, Archico, Saàti) che ne garantivano la sicurezza. Le distanze orientative in linea d'aria di queste località dal porto non erano rilevanti: Otumlo 5 km, Archico circa 8 km, Saàti 30 km. Solo dal giugno ad agosto del 1888 le operazioni interessarono località più distanti, intorno a 100 km (Cheren ed Asmara).

c) ciononostante erano sempre il clima, il rifornimento dell'acqua, i trasporti e le comunicazioni a costituire la maggiore preoccupazione dei comandanti, anche se le operazioni ebbero prevalentemente carattere statico e difensivo e consistettero in un prudente, limitato e progressivo movimento per occupare, fortificare e mantenere posizioni atte a dare maggior respiro alla difesa di Massaua;

d) per mancanza di tempo non fu possibile sfruttare subito l'esperienza della precedente spedizione inglese in Abissinia nel 1867-68, che penetrò in profondità per liberare ufficiali e soldati fatti prigionieri da Re Teodoro. In quell'occasione era stato impiegato un periodo di 6-7 mesi in ricognizioni e preparativi, e la composizione del corpo di spedizione era eloquente dimostrazione del peso del fattore logistico e dell'importanza dei trasporti. I 14.000 combattenti erano seguiti da 26.000 non combattenti con 2.500 cavalli, 16.000 muli, 3.700 cammelli, 1.700 asini, 1.600 pony.

Comunque, fin dallo sbarco delle prime truppe nel 1885, l'organizzazione logistica in Eritrea ebbe molti punti in contatto con quella territoriale e presidiaria, attuata in patria in tempo di pace. Verranno però apportate delle modifiche. Tutti i poteri e le responsabilità nel campo logistico- amministrativo furono accentrati nelle mani del comandante. Questi si avvaleva di ufficiali dei vari Servizi quali organi direttivi facenti parte integrante dello Stato Maggiore. In ogni caso gli organi logistici di cui si potè valere il col. Saletta furono:

* comando locale, con i seguenti organi direttivi: un capitano del genio, un capitano del commissariato, un ufficiale contabile , un caporal maggiore armaiolo;

* Stato Maggiore del Battaglione Bersaglieri, con aiutante maggiore in 2^, un capitano contabile, un furiere maggiore, un sergente zappatore, un guaduato aiutante di sanità, un sottufficiale armaiolo ed un alievo amaiolo;

* 4 compagnie bersaglieri, ciascuna con un furiere ed un caporale furiere, 1 caporale zappatore con 7 zappatori, 4 portaferiti;

* una compagnia di artiglieria da fortezza;

* un plotone del genio (1 ufficiale e 29 sottufficiali e truppa, tra i quali un sergente telegrafista con 9 telegrafisti);

- un drappello di sanità ( cappellano militare, farmacista civile e 10 truppa)

* un drappello di sussitenza.

Mancavano quasi completamente i quadrupedi ( solo 6 cammelli acquistati) ed il personale addetto ai Servizi era estremamente ridotto.

Fu con questa struttura di comando e controllo piuttosto embrionale che il Col. Saletta riuscì a superare le non lievi difficoltà iniziali dopo lo sbarco a Massaua, difficoltà tutte riconducibili alla branca logistica e tutte dovute alla mancanza di tempo per lo studio preliminare e approfondito dei vari problemio ed alla mancata predisposizione delle misure necessarie.

Mancavano parecchi materiali, e già otto giorni dopo lo sbarco, Saletta chiedeva al ministero oltre ai rinforzi ( tra i quali 12 compagnie genio e personale di sanità e commissariato), chiedeva anche molto materiale per costruire baracche e per fortificare le posizioni ( 400 mq di tavole, 100.000 sacchetti a terra e soprattutto materiale per il servizio idrico del quale era completamente privo (5.000 m. di tubi di ghisa con valvole e gomiti, 10 sifoni di travasamento liquidi, 2 trombe idrauliche da m. 15 per travaso acqua, 10 rubinetti, 50 spine per botti) materiale telegrafico e 8 km di linea telegrafica pesante.

Le attribuzioni in tema di servizi risultarono 1

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